MARCO TUCCI
MELFI. Era il 30 gennaio scorso quando si paventavano ancora pochi giorni per
l’apertura, finalmente, del canile municipale. E già quella data, per giunta,
rappresentava un cospicuo ritardo, in riferimento al 28 luglio luglio 2009,
quando è stata appaltata la gestione dei tre corpi di fabbrica, siti in
contrada Accovatura e che potranno ospitare fino a 120 animali. Massimo un
mese, s’immaginava, per ottenere tutti i certificati sanitari che l’autorità
competente in materia doveva rilasciare al Comune. Come si comprende
facilmente, la Gazzetta è costretta a tornare sull’argomento visto che gli
auspici dell’epoca sono restati tali. Purtroppo, direbbero i rassegnati, i
tempi della burocrazia sono sempre lunghi ma, appunto, appare davvero esagerato
il periodo occorrente per il rilascio di una carta che dia l’ok ad un
depuratore che, sicuramente, non sarà l’unico e, quindi, bisognoso di
approfondimenti. Insomma, sono quasi dieci i mesi passati dall’apertura delle
buste ma i cancelli sono tuttora sprangati e l’amministrazione continua a
pagare il mantenimento ai canili di Lavello, Baragiano e Tiera, dove sono
ricoverati i quadrupedi accalappiati nel territorio di Melfi. Costi evitabili
se si fosse compiuto quanto invece manca ad oggi e, magari, si sarebbero pure
evitate situazioni di disagio pratico. Come, ad esempio, le feci che i randagi
(ma non solo loro) lasciano per strada o sui prati delle ville cittadine, dove
poi i bambini vanno a giocare con le conseguenti spiacevoli sorprese.
Soprattutto, si sarebbe andati incontro ai tanti sacrifici personali, finanche
economici, che i volontari locali hanno sopportato per il semplice amore che
nutrono verso i cani. <<La condizione- sottolineano in coro- è diventata di
estrema emergenza, perché ci vorrebbe una sterilizzazione sistematica delle
cagne che partoriscono due volte all’anno, cuccioli che poi sono destinati all’
abbandono. Finora è stato possibile impedire la degenerazione del problema con
le adozioni, ma non può proseguire oltre. Abbiamo timore, inoltre, che il
commissariamento dell’ente possa incidere in uno stato dei fatti già al limite
e, pertanto, chiederemo subito un incontro a chi verrà a gestire Melfi>>.
Dunque, servono atti risolutori da parte di chi ne ha la responsabilità, per
non ritrovarsi ad inseguire un’autentica emergenzae prevenendo qualunque
riscontro di cui dolersi in seguito, per la sola lentezza delle pratiche da
sbrigare.






