Comunicato Stampa
DA ALTERNATIVA SINDACALE FEDERAZIONE METALMECCANICI - AVIGLIANO
Alla SATA SQUADRISMO AZIENDALE
Per il rifiuto di Marchionne nel rispettare la sentenza del Giudice che sancisce il reintegro dei tre operai di Melfi illecitamente licenziati per rappresaglia antisindacale, la “questione operaia” arriva sulle prime pagine dell’informazione di regime e lo fa con trasformando il tutto in un giallo in cui la lotta sindacale diventa sabotaggio ed intimidazione contro l’azienda e chi vuole lavorare, da parte di chi vuole perdere soldi dal magro salario e che il mese scorso per gli scioperi fatti ha preso meno di mille Euro .
E’ quello che ha fatto il settimanale Panorama con i suoi pennivendoli ed una falsa inchiesta rigorosamente basata sull’anonimato che sa di velina aziendale nel tentativo di demolire il favore dell’opinione pubblica verso i lavoratori ingiustamente colpiti .
Ma la cosa più grave e che per avvalorare questa ignobile campagna è sceso in campo il segretario nazionale del FISMIC, sindacato giallo erede dell’ex SIDA, che è arrivato a parlare di ” insulti, vessazioni e picchetti” ai danni dei “lavoratori onesti” che vorrebbero lavorare .
Il segretario Di Maulo nel distinguere gli operai fra onesti e non ( ! ) non riesce a citare un solo fatto ed una sola fonte di chi avrebbe assistito a ciò .
NOI siamo operai della SATA, non siamo anonimi, abbiamo un nome ed un cognome, ci lavoriamo in questa fabbrica da oltre 15 anni e quello che racconta Panorama ed il Segretario del Fismic non lo abbiamo mai registrato, visto e sentito .
Da schifati spettatori di anni di servaggio di questi signori, restiamo ancora meravigliati per come si possa mantenere la tessera di queste organizzazioni filopadronali ed essere lavoratori dipendenti!
Alla SATA sono anni ed anni, con nostro rammarico, che non si fa un semplice pacifico e democratico picchetto sindacale per invogliare i timorosi ad aderire ai giusti scioperi .
I cortei interni a cui noi partecipiamo, quando raramente si svolgono, sono una processione che gira i reparti avvisando i lavoratori che è stato indetto uno sciopero ( spesso per l’aumento dei carichi di lavoro ) ed invitandoli ad astenersi dal lavoro in cui nessuno è stato mai minacciato o costretto tanto
che la produzione seppur in forma ridotta continua a svolgersi .
Noi siamo critici nei confronti della Fiom che, per inseguire la chimera dell’unità sindacale con
CISL e UIL, mai ha accettato di intensificare e radicalizzare le lotte pur nell’ambito legale, pacifico
e democratico consentito dalla Legge, come è avvenuto sui lunghi scioperi delle domeniche sere .
Quindi dovrebbe essere chiaro che cosa sta succedendo e che è un preciso disegno della Fiat nazionale che con il caso di Barozzino, La Morte e Pignatelli vuole bissare la famosa Marcia dei Quarantamila, mettere in un angolo la FIOM e far passare la demolizione del Contratto Nazionale .
Per ottenere questo la Fiat deve delegittimare il Sindacato e le lotte e lo fa continuando con azioni subdole come quelle che ha messo il atto in passato con il fantomatico filoterrorismo di alcuni operai che sono risultati totalmente estranei, con la storia della droga che si consumava durante il lavoro e recentemente con il simbolo delle B. R. fatto trovare un lunedì mattina .
Cogliamo occasione per chiedere di nuovo ai responsabili aziendali perché non fu chiamata la polizia e perché dopo averlo fotografato “per stampa” fu fatto subito raschiare in profondità in modo che non potesse essere fatto un’analisi della vernice e della sua provenienza ? Perché ?
In questo modo la Direzione aziendale sposta l’attenzione di tutti su queste vicende inventate e nasconde le vere azioni antioperaie come la recentissima decisione di confermare da un lato la Cassa Integrazione per il calo delle vendite ed aumentare ulteriormente la produzione, da lunedì 6 settembre, da 250 a 300 auto per ogni turno con meno operai di quando se ne producevano 220 a turno .
A questo serve il vero squadrismo aziendale a cui stiamo assistendo, altro che storie .
Melfi 04. 09. 2010
Donato CARLUCCI, Antonio SABATO, Antonio TELESCA, Nunzia RABINO, Mimmo TELESCA,
Michele ZARRIELLO, Francesco PISICOLI, Agostino SABATO, Vito D’ANDREA e Luigi SCAVONE .






