MELFI: Contrada Serre, strade che sono un disastro

Posted on 10 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. E’ la quinta volta che si deve tornare a trattare la condizione della
strada provinciale 24, nel tratto di Contrada Serre, poco sopra il mattatoio
comunale melfitano. Ma ieri mattina, complice anche la pioggia anche se pure
con il caldo lo smottamento non si ripara, i circa duecento metri che da oltre
un anno sono interessati da una situazione franosa, appunto, somigliavano più
al greto di un torrente di montagna che a un’arteria di competenza della
Provincia di Potenza. Certo, viabilità secondaria visto che il tratto, già con
asfalto dissestato, non è più il collegamento principale con la piana
industriale di S.Nicola, grazie al prolungamento della sp.111. <<Questo però-
sottolinea per l’ennesima occasione il signor Claudio che ha richiamato la
nostra attenzione in quanto abitante del luogo- non significa che è una
direttrice interpoderale come qualcuno, addirittura, l’ha definita. E’,
purtroppo, una strada caduta in disgrazia anche per scarsa o nessuna
manutenzione passata come dimostrano i fatti. Ma è quella che almeno una
ventina di famiglie di residenti percorrono per muoversi dalle loro dimore.
Gente che ha il diritto di percorrere vie quantomeno decenti e non dei guadi di
fiume o, peggio, terreno cedevole che scivola a valle>>. Senza dimenticare,
inoltre, che la sp.24 rappresenta il tragitto dei tanti agricoltori che
possiedono campi nei perimetri di Macera e Accovatura che possono essere
raggiunti solo transitando per la zona che, a questo punto, rappresenta un
serio pericolo per uomini e mezzi. <<Da Potenza- ha terminato l’operaio che ha
steso pozzolana a sue spese- ci hanno fatto sapere di essere in attesa della
relazione geologica per intervenire, si spera, in maniera conclusiva alla
soluzione del problema. Tuttavia, sono passati mesi e stagioni, ma di concreto
non si è visto niente, se non un sommario sopralluogo e la collocazione di
segnali di avvertimento del rischio>>. In effetti, la visita effettuata ai
tornanti che si sono mossi verso il basso, ha rispecchiato la descrizione
fatta. Sotto la frana, in particolare, è stata ammassata della terra, ma senza
un reale manufatto di contenimento. Di conseguenza, ha fatto la stessa fine di
ciò che doveva sorreggere Sopra, poi, è in bilico un palo della luce con
annesso pannello fotovoltaico. L’incidenza degli agenti atmosferici e l’attesa
di lavori, ovviamente, peggiorano la precarietà. Auspicabile, quindi, l’
interesse definitivo di chi ne ha la gestione e la relativa
responsabilità.

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