MARCO TUCCI
MELFI. Con il grande freddo di questi giorni, si ripropone fortemente il
disagio degli appassionati melfitani di bocce. Sia che si giochi per
divertimento, sia che lo si faccia per partecipare alle competizioni cui sono
iscritte le società locali. I campi storicamente collocati nella villa Sibilla,
infatti, sono all’aperto e, quindi, si possono comprendere le difficoltà che ne
derivano. Nella fruizione di un’alternativa che, comunque, permetta di stare
assieme ai tanti amici che si ritrovano per questa passione comune, tuttavia,
si ribadisce anche una differenza oggettiva che, senza tanti giri di parole,
crea vantaggio per una sola realtà. Vuol dire, insomma, che un’unica
associazione, delle due esistenti, ha ottenuto in comodato d’uso gratuito, una
sede in cui incontrarsi. E’ accaduto, da parte della passata amministrazione
municipale, nei riguardi del Circolo Bocciofilo Gialloverde che, nello
specifico, ha ottenuto un luogo dove riunirsi nei locali, su Via Federico II,
che in passato hanno ospitato l’Università Popolare. Spazi nello stesso
edificio, inoltre, sono stati appannaggio dell’Acli. Al di là di tutto, in ogni
caso, chi non ha ricevuto il medesimo trattamento, pur possedendo identici
diritti, è la Bocciofila Città di Melfi, presieduta dal ragioniere Antonio Di
Meglio. Ha fatto presente la disparità, già in passato attraverso la Gazzetta
e, di recente, scrivendo dettagliate missive agli organi che, a suo parare,
vanno informati della vicenda, Magistratura e Prefettura compresi. <<In verità-
precisa Di Meglio- noi potremmo dividere un posto di ritrovo con la sede degli
Alpini che si trova nell’ex Comune, ma si capisce che intercorrono ostacoli
oggettivi da superare e, insieme, la priorità è per chi c’era prima di noi.
Pertanto, noi chiediamo solo di essere trattati alla stessa maniera in cui lo
sono stati i nostri omologhi. Ne abbiamo informato, dopo i fatti di maggio
2010, sia il commissario Fausto Gianni che il segretario generale dell’ente ma,
finora, non c’è stato riscontro effettivo ai nostri appelli e non è facilmente
attuabile l’eventualità, propostaci, di usare la sede un giorno ciascuno, con l’
altra associazione. Capisco che ciò potrebbe condurre ad un niente per nessuno-
conclude- ma così, almeno, si porrebbe rimedio alla disparità di considerazione
con criteri opinabili, che è stata compiuta in passato>>.






