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Melfi: Torna il Carnevale

Posted on 10 Febbraio 2010 by antonio pace

RITORNA IL CARNEVALE A MELFI

Alcune associazioni fanno ripartire una antica tradizione

Carnevale, ben tornato! Si potrebbe dire così a Melfi, non perché non fosse sentito come momento di gioia e da vivere tutti insieme, visto che le scuole ed alcune associazioni locali hanno dato spazio sempre a tale evento per i più piccoli, come Cif ed Avis, ma perché si torna a pensare a un qualcosa che possa coinvolgere tutta la città, grandi e piccoli, famiglie e scuole, associazioni e gruppi pronti a dare il proprio contributo per divertirsi tutti insieme, in lungo ed in largo. Da questo sono partite le Acli di Melfi e l’associazione turistico culturale “Le Terre di Federico”, sempre di Melfi, per metter a punto la prima edizione di un “Carnevale Città di Melfi” che possa essere “una sorta di numero 0 per poter ripartire quest’anno e creare le condizioni per coinvolgere tanti altri soggetti, in primis poi l’Amministrazione Comunale, e dare seguito al tutto, nei prossimi anni, per arrivare a creare carri e maschere, ad avere tanti gruppi mascherati, scuole di ballo, associazioni, donne, privati, artisti e chi vuole dare il proprio sostegno all’iniziativa, uniti per qualcosa che appartiene alla tradizione della città ed alla sua gente e possa tornare a vivere, da qui in avanti”. Così Francesco Cignarale, per tanti anni presidente della sezione melfitana delle Acli e responsabile attività culturali dell’associazione, che per primo, memore di quel che si faceva in città negli anni cinquanta e sessanta a Carnevale è passato al contrattacco, coinvolgendo l’associazione Le Terre di Federico di Melfi, e la Pro Loco, in ossequio “alla reale volontà della gente di ritrovare qualcosa che era una tradizione in città, coi carri e le maschere tipiche, a sottolineare il valore del Carnevale qui da noi. Ringrazio - ha aggiunto - la disponibilità dei ragazzi de Le Terre di Federico che, consapevoli del proprio ruolo sul territorio per la promozione e la crescita culturale e turistica di Melfi, hanno subito aderito al tutto, passando alla fase organizzativa ed a compiere alcuni gesti che hanno unito forze nell’interesse di ripartire subito, con il 2010, anche se vi erano pochi giorni per agire”. Detto fatto, e dalle parole, si è passati ai fatti con il coinvolgimento anche della Pro Loco, di altre associazioni sul territorio come Cri, Caritas, il gruppo musicale Ritmitika, scuole elementari e medie della città (Primo e secondo circolo, Ferrara, Comprensivo Berardi) prima di rivolgersi all’Amministrazione Comunale per dare quello che fosse “un imprintig importante” anche in chiave futura, che unisse le volontà dei singoli ad una necessità di ritrovare, come Città di Melfi tutta, il proprio Carnevale. “Dobbiamo dire che, pur se con i tempi ristretti e con il fatto di non avere budget a disposizione, visto che ad ogni associazione si è chiesto di contribuire con qualcosa (organizzazione, dolci, Siae, aiuto per la musica della serata in Piazza Duomo dopo la sfilata cittadina in maschera, trofei per premiare i vincitori dei concorsi nelle scuole per il tema e la maschera da proporre come “Maschera Città di Melfi”, ecc) - è stato l’intervento dei responsabili de Le Terre di Federico - abbiamo avuto subito il supporto di tutti e questo ci convince della validità di quel che facciamo quest’anno, per dar seguito ad una volontà comune di ritrovare il Carnevale che unisca tutti, e faccia di Melfi ulteriore attrattiva anche in termini turistici”. Nessuno sogna di copiare Viareggio o Venezia, Cento o Putignano, sia ben chiaro, ma “il Carnevale di Melfi vuol essere negli anni occasione per dare formazione nel campo di tessuti per i costumi e cartapesta per i testoni, oltre a formare un gruppo che possa creare i carri su cui tutti, e nessuno escluso in città, possa salire, riconoscersi, gioire, avere il suo lungo periodo di festa e di divertimento con coriandoli e fantasia” hanno concluso gli organizzatori, con Amministrazione a dirsi “pronta a sostenere il tutto” ora con il patrocinio e con palco, musica, stampa locandine, e poi a guidare, con gli altri, “un gruppo che ci riconsegni nel tempo qualcosa che appartiene alla città”. E ora tutti, dopo la notizia diffusasi in fretta e le prime locandine apparse in città, sono pronti a far del proprio meglio per dire “io c’ero alla sfilata e alla festa”, non guardando l’età ma solo la tanta voglia di divertirsi con un Carnevale che tornerà a esser “patrimonio di Melfi e di tutta la sua gente”, e che mancava da tempo!

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MELFI: Angelo Di Muro ultimo lavoro QUANDO NE VO’ PENSANDO!

Posted on 04 Febbraio 2010 by antonio pace

Quando ne vo’ pensando!

PRESENTAZIONE 10 febb. 0re 17 Sala consiliare
Non rimarrà senza un seguito - c’è da
giurarlo - questa raccolta di massime
che Angelo Di Muro ha voluto dare alle
stampe nell’imminenza delle festività di
fine d’anno, in tal modo evocando il ricordo
di strenne precedenti con le quali egli
ci aveva regalato il sapido frutto delle
sue riflessioni. Con una differenza
sostanziale però. Se quelle traevano origine
quasi sempre dall’osservazione di

personaggi, fatti, situazioni di un microcosmo
locale ed erano palesate nella
forma del motteggio, della battuta
scherzosa, della canzonatura, queste
ultime travalicano ogni limite sia di spazio
che di tempo e sono talvolta rappresentate
con amara ironia.
Le sue sono riflessioni di un uomo
arguto, capace di descrivere con brevi,
concettose parole - come pochi sanno
fare - pregi e difetti della natura
umana, debolezze manifeste e desideri
inconfessati di ogni persona; si potrebbe
dire, della persona comune, nella
quale, non di rado, si identifica lo stesso
autore che non ama indossare i panni
del saccente, semmai quelli di colui che
su ogni altra mostra di prediligere la
dote dell’autoironia.

Attento nell’osservare le dinamiche
della vita, ne sa cogliere gli immutabili
aspetti. Profondo conoscitore dell’animo
umano, ne sa ben evidenziare risorse
e limiti. Depositario di un’antica saggezza
benché si conceda il vezzo di
disdegnare il ruolo d’interprete, il Di
Muro riesce a distillarne l’autentica
essenza.
E così, sotto la lente della sua analisi
critica trovano efficace sintesi
descrittiva l’amore e l’odio, la tenerezza
e l’arroganza, la sincerità e l’ipocrisia,
la fedeltà e il tradimento, il coraggio
e la paura, l’amicizia e la rivalità, e
poi l’invidia, l’ingratitudine, la gelosia, la
stupidità umana, ed altro ancora.
Naturalmente, i suoi giudizi di valore
(e disvalore) sono riferibili alle rela-

zioni familiari e a quelle sociali, alle
relazioni di genere fra i due sessi (dentro
e fuori dal matrimonio) e a quelle di
età (fra genitori e figli), ai rapporti che
si instaurano nell’ambiente di lavoro e in
quelli ben più ampi dell’intera comunità
cittadina, fino a spaziare sui temi della
politica, della morale, della religione.
Dalla lettura di talune delle sue
massime può sembrare che il Di Muro -
com’è capitato ad altri cultori di questo
genere letterario - sia uomo facile al
giudizio sommario, addirittura cinico nel
valutare tutto ciò che è riconducibile ad
uno stile di vita meno che spregiudicato.
Non è così.
Crudo e diretto nell’evidenziare gli
aspetti meno nobili dell’agire umano,
egli è altrettanto sincero nel sottoline-

arne gli slanci generosi. Mostra soprattutto
di trovarsi a suo agio nell’esaltare
la naturale vocazione di ogni uomo a
proteggere il proprio mondo interiore,
quel mondo fatto di sentimenti ed emozioni,
di sogni e speranze, cui ciascuno
di noi tiene molto, quel mondo che amiamo
coltivare fin dalla più tenera età e
che anche se non lo diamo a vedere
desideriamo ci accompagni in tutte le
stagioni della vita, fino ai suoi ultimi
tornanti.
Uomo fra gli uomini del suo tempo, il
Di Muro non si erge mai a giudice spietato
ma, ben consapevole della sua natura
terrena, così come non nasconde i
suoi limiti e i suoi errori, rivendica per
sé (e per gli altri, naturalmente) il
diritto a trovare nella dimensione spiri-

tuale della propria esistenza l’antidoto
migliore per neutralizzarne gli effetti
più distruttivi.
Da oltre dieci anni la sua attività
letteraria è intensa e feconda, spaziando
dalle prime, già ricordate operette
satiriche alla poesia, al romanzo.
Questa raccolta di massime, molte
delle quali non è azzardato definire
autentici aforismi perché dell’aforisma
richiamano la cifra stilistica, può ben
ritenersi espressione della matura
esperienza del suo autore.
Assoluta padronanza del lessico in
tutte le sue possibili sfumature, gusto
per la battuta irriverente ma non insultante,
ricerca insistita ed uso efficace
del paradosso ne contraddistinguono la
struttura, facendone un’opera che,

senza nulla concedere al falso moralismo,
induce a pensare, a riflettere, a
trarne anche spunto per correggere
qualche proprio difetto e perché no? a
meglio difendersi da quelli altrui.
L’autore sembra quasi compiacersi
dei risultati conseguiti. Con lui non può
non esserlo anche il più esigente dei
suoi lettori. Non dirò di più. Se lo
facessi, Angelo Di Muro sarebbe pronto
a replicare: “Un amico si è complimentato
con me. Mi chiedo dov’è che ho
sbagliato”.
Luciano Mauriello

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VENOSA: Mostra alla “Galleria 25″- Le aggregazioni di C. Massimo Franchi

Posted on 20 Gennaio 2010 by antonio pace

Le “aggregazioni” di Carlo Massimo Franchi in mostra alla “Galleria 25″ di Venosa

Comunicato stampa

Venosa (Pz), 20 gennaio 2010 - Si inaugura sabato 23 gennaio, presso la “Galleria 25″ di Venosa, la mostra personale dell’artista Carlo Massimo Franchi, con una selezione di opere tratte dall’antologica intitolata “Le aggregazioni”. Ancora un importante nome nell’ambito della pittura contemporanea nazionale viene ospitato, dunque, nello spazio espositivo della città di Orazio. Il vernissage della mostra avrà inizio alle ore 19.00 e si svolgerà nelle affascinanti sale della galleria, immersi nelle trame e nei colori delle opere di Carlo Massimo Franchi, tra l’atteso “Aperitivo con l’artista” e conversazioni dedicate all’arte alla presenza dell’autore stesso.

Franchi, nativo di Pavia e novarese di adozione, si è da tempo imposto all’attenzione del pubblico nazionale e internazionale, attraverso una serie di personali nelle più prestigiose città del mondo, per la tipicità dei soggetti rappresentati - donne sensuali, ammiccanti, misteriose, appartenenti a una terra mediterranea dalle tinte forti, accese, passionali -, ma recentemente anche per l’originalità dei supporti utilizzati: preziosi tessuti quali sete, damaschi, velluti, che amplificano il senso plastico delle opere. Questa particolare caratteristica lega le opere di Franchi al design e alla moda e ben si abbina all’eleganza del suo tratto, facendo della sua pittura un unicum a livello mondiale.

Allievo e grande ammiratore di Salvatore Fiume, Franchi è tra i pittori più raffinati nello studio dell’universo femminile, dove varca l’intimità emozionale personale per approdare ai concetti di bellezza universali propri dell’arte. Il suo percorso artistico inizia negli anni ‘80 con opere di stampo figurativo, dalle quali poi si discosta, inclinando verso uno stile informale, nel quale le immagini appaiono “imbrigliate” in griglie monocromatiche, coinvolgendo lo spettatore nel “gioco della ricostruzione” e non solo in quello della mera fascinazione femminile. “Aggregazioni” è il termine che l’artista utilizza per definire queste composizioni, che hanno la capacità di assemblare le emozioni più diverse e di restituirle alla visione del fruitore e dell’osservatore, allo scopo di creare sinergie tra le persone protagoniste nella nostra società e di metterle in comunicazione fra di loro, abbattendo così le barriere sociali. Franchi è, dunque, attento e coinvolto dalla realtà del proprio tempo, da cui attinge per esprimerne, con il suo fare artistico, le tensioni sociali, morali, spirituali in continuo divenire.

Attraverso le opere informali - e perciò metafisiche - Franchi si è dedicato anche all’indagine del processo evolutivo dell’acqua, simbolo di fertilità e principio di vita che penetra tutte le cose della natura. E ancora una volta il tema prescelto è un rimando al fattore femminile, a sottolinearne la fecondità - la donna, come l’acqua, è generatrice di vita -, ma può essere anche assimilato all’intuizione primigenia dell’artista, che feconda e stimola la sua creatività.

L’esposizione delle opere di Carlo Massimo Franchi resterà aperta fino al prossimo 12 febbraio e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17.00 alle 21.00 e la domenica mattina dalle 11.00 alle 13.00.

Scheda tecnica

Titolo mostra: Carlo Massimo Franchi. Le aggregazioni

Sede: “Galleria 25″, Piazza Orazio Flacco n. 25, Venosa (PZ)

Durata: 23 gennaio - 12 febbraio 2010

Inaugurazione: sabato 23 gennaio, ore 19.00

Orari di apertura: tutte le sere dalle 17.00 alle 21.00, domenica mattina dalle 11.00 alle 13.00

Ingresso: libero

Info: tel. 0972.36198 - email galleria25@tiscali.it

Ufficio stampa: Francesco Mastrorizzi, francescomas@email.it - 347.1241178

Didascalie immagini:

C. M. Franchi, La partenza, olio su seta, cm. 40×30

C. M. Franchi, Posa in campagna, 2009, olio e smalto su tessuto damascato, cm. 100×70

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RIONERO IN VULTURE: Personale di Roberta Lioy

Posted on 14 Gennaio 2010 by antonio pace

C O M U N I C A T O    S T A M P A

La pittrice rionerese Roberta Lioy presente sull’ultimo Catalogo Internazionale di Arte Contemporanea.

Il prestigioso Catalogo Internazionale di Arte Contemporanea vede nella sua ultima edizione la presenza di un unico artista della nostra terra, si tratta della rionerese Roberta Lioy,  alla quale il noto critico Joan Lluis Montané ha dedicato una critica importante e significativa.

La giovane artista lucana, ha visto la sua carriera cominciare dalla ceramica, avendo frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Carlo Levi”, di Rionero in Vulture, nella sezione ceramica; carriera scolastica poi proseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, dove per la pittura è stata allieva del professor Gerardi Cicchiello e dove ha conseguito anche la specializzazione in grafica.

Un percorso artistico-culturale quello della Lioy che negli anni scorsi l’ha vista insegnare tecniche pittoriche presso il Liceo Artistico di Maratea, dove ha tenuto anche delle personali, come nella sua Rionero, a cui si aggiungono numerose partecipazioni a collettive e concorsi di carattere regionale ed interregionale, che hanno formato la giovane pittrice, sino a catturare l’attenzione di importanti pubblicazioni, come appunto il citato Catalogo.

Sull’opera in questione Joan Lluis Montané  ha speso per l’artista lucana parole davvero significative, si può infatti leggere quanto segue: “L’opera pittorica di Roberta Lioy esamina i principi della figuratività, attraverso la figura, le composizioni di oggetti ed i paesaggi, elementi di raccordo di un’allegoria che si avvicina alla realtà con l’intento di sublimarla. Coniuga la figuratività con l’informalità del gesto ed una combinazione di elementi aperta al dialogo, per mettere in dubbio le proprie considerazioni e superarle, partendo dalla chiara necessità di approfondire la conoscenza della propria esistenza per poter elaborare una visione personale dei paesaggi e delle composizioni in cui predomina la forza della natura. Il suo interesse per la sperimentazione con materiali e tecniche diverse porta ad utilizzare il colore ricercando il gesto, nell’ambito di un nitido ordine compositivo. La sua opera si contraddistingue per la densità, somma di cromatismi accentuati in modo sottile che avvolgono la composizione in tutte le sue sfaccettature-strutture, allegorie ed una perfezione tale da permetterle di definire la propria identità in una miriade di aspetti sempre più profondi. Artista multidisciplinare nata a Venosa nel 1997, autrice di opere grafiche, pittura su vetro, tela, murales e ceramica, contribuisce all’arte contemporanea puntando su una tecnica sofisticata per opere ricche di soluzioni plastiche”.

Oltre al valore dell’artista, riconosciuto da nomi importanti della critica come Montané, o come Nino La Barbera tutt’altro che parsimonioso nel lodarla, a cui va aggiunta l’importante presenza dell’artista lucana sul catalogo “L’ELITE new 2009″, critica curata da Vito Cracas, degno di nota è l’importante impegno in ambito culturale, in particolar modo nella sua Rionero, dove presso il proprio laboratorio riproporrà, a breve, un Corso Base di Pittura di 1° e 2° livello (info www.robertalioy.net).

È, inoltre, importante da citare, l’iniziativa promossa attraverso il Laboratorio Cultura in Arte dell’Associazione Internazionale Anisa, che a Rionero ha la propria sede regionale e che dallo scorso novembre sino al giugno prossimo vede ragazzi di età compresa tra gli 8 ed 14 anni, impegnati in un percorso di educazione all’arte seguito dalla pittrici rionerese.

I progetti della Lioy non interessano solo i più giovani, l’Unilabor a breve avvierà dei corsi di pittura per la Terza Età, un’iniziativa nuova per la Lioy, che sta già riportando numerose adesioni.

Infine si segnala l’intenzione dell’artista di organizzare prima della Pasqua una mostra pittorica, particolarmente affascinante, in quanto la location scelta sarà una cantina. Un ambiente suggestivo dove si potranno degustare vini e prodotti tipici, si potrà ascoltare musica dal vivo ed assistere ad una piccola rappresentazione teatrale del gruppo “Le Mele Marce”, compagnia teatrale di cui la Lioy è scenografa.

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MELFI: Il SARCOFAGO risulta ancora celato.

Posted on 13 Gennaio 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Quasi ventisei mesi di buio. Sono quelli che avvolgono, dal novembre
2007, il sarcofago del II secolo dopo Cristo, detto di Rapolla perché nel
territorio di questo centro è stato rinvenuto, ed attualmente conservato presso
il Museo Archeologico Nazionale del Melfese, sito nel castello federiciano. Il
buio a cui è stato fatto riferimento, ovviamente, non è di natura elettrica. E’
accaduto, oltre due anni fa appunto, che la pregiata opera sia stata trasferita
nei locali del Museo, per lavori di ripristino necessari ai piedi della Torre
dell’Orologio, dove è stata ospitata per lunghissimo tempo. Tanto che i
visitatori del maniero che domina Melfi, appena varcata la soglia del portone
principale, sono stati spesso attirati, in primo luogo, da quel marmo bianco
che faceva capolino dalle mura millenarie. Un interesse immediatamente ripagato
dalla bellezza del manufatto e che, in tema di ciò che stiamo raccontando, ora
risalta nella sua assenza dal vano in cui ha sempre richiamato l’attenzione
degli ospiti. <<Pur essendo protetto da una teca apposita- sottolineano i
volontari melfitani dell’Archeoclub d’Italia che ci hanno segnalato la vicenda-
risulta che il sarcofago non tornerà più nella torre ed è giusto, visto che a
pochi metro sono raccolti e visibili migliaia di altri reperti storici.
Pertanto, è insieme a loro che la cassa marmorea deve stare, anche per
proteggerla maggiormente da eventuali danni causati da agenti climatici o di
natura umana. Il problema, tuttavia, è che da oltre due anni non è possibile
vedere il sarcofago, per ragioni che non sono state comunicate. Abbiamo
chiesto, infatti, i motivi di tale invisibilità alla Sovrintendenza per i Beni
Monumentali della Basilicata, ma finora non abbiamo ottenuto nessuna risposta.
Sicuramente- evidenzia il presidente Vincenzo Fundone- ci sarà una spiegazione
a quanto si sta verificando, ma è pure vero che, nel frattempo, si provoca
malcontento in coloro che vorrebbero ammirare quel pezzo di storia>>. In
pratica, attraverso la miriade di pubblicazioni che sono state edite e,
soprattutto, mediante internet per chi è lontano dal nostro territorio, si deve
ammettere che è conosciuta la presenza del sarcofago a Melfi. Purtroppo, però,
gli appassionati dell’archeoclub locale sono stati testimoni diretti di una
delusione, per così dire turistica. <<In un giro di verifica ulteriore-
ricordano- abbiamo incontrato dei ragazzi provenienti dalla Val Canonica che
non avevano potuto vedere la cassa marmorea, nonostante la pressante richiesta
fatta al custode di turno. Di conseguenza, non possiamo fare altro che
rinnovare l’appello agli organi competenti, affinché quella scultura torni
visibile nella stanza dove, adesso, è mantenuta. Per non depauperare l’offerta
turistica che ci contraddistingue e, contemporaneamente, soddisfare appieno la
voglia di vedere di chi viene a conoscerci>>.

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VENOSA: Mostra di Michele La Sala e Alfio Sorbello “Galleria 25″

Posted on 03 Gennaio 2010 by antonio pace

Michele La Sala e Alfio Sorbello in mostra presso “Galleria 25” a Venosa

Comunicato stampa

Si susseguono una dopo l’altra ormai da oltre un mese le esposizioni nella “Galleria 25” di Venosa, che propone ad appassionati e curiosi, lucani e non, importanti nomi del panorama artistico contemporaneo nell’ambito della pittura. Con il nuovo anno è in programma l’apertura di una nuova bipersonale, dedicata questa volta agli artisti Alfio Sorbello e Michele La Sala. Il vernissage della mostra si terrà sabato 2 gennaio alle ore 19.00, con la presenza in galleria di uno dei due autori, il maestro Michele La Sala. Come in occasione delle precedenti inaugurazioni, verrà organizzato all’interno degli spazi espositivi un “Aperitivo con l’artista”, divenuto una piacevole costante di “Galleria 25”, che permette di avvicinare i fruitori dell’arte agli artisti, in un ambiente sobrio, ma accogliente.

Il paesaggista Michele La Sala cerca i motivi ispiratori della sua pittura nella bellezza della sua terra, il Gargano, catturando la natura con tutte le sue vibrazioni. La sua arte, che si offre al pubblico senza bisogno di particolari chiavi di lettura, riproduce sulla tela colori che vanno dal celeste al verde intenso, con ricche pennellate di rosa acceso che evocano romantici tramonti o nascenti primavere. Sono immagini, quelle di La Sala, dai richiami vangoghiani, che immergono l’osservatore in un’atmosfera bucolica, dove è il silenzio a regnare. Anche le nature morte sono rappresentative della sua pittura fresca e spontanea, lontana dai canoni dell’arte contemporanea e proiettata prevalentemente all’appagamento del proprio istinto artistico.

La tematica affrontata nelle opere di Alfio Corbello è, invece, del tutto opposta, in quanto fortemente incentrata sulla realtà urbana delle grandi metropoli. I suoi sono scorci cittadini fatti di strade, incroci, palazzi e ponti, popolati da figure umane che sembrano vagare nel nulla. Sono personaggi anonimi, confusi nella massa, privi di fattezze distintive, che simboleggiano la condizione di spaesamento in cui si trova l’uomo contemporaneo. Corbello nei suoi quadri racconta un mondo che non gli è proprio, distante dalla sua Sicilia, ma proposto con grande partecipazione emotiva, utilizzando linee geometriche e forme semplici, ma capaci di evocare la drammatica solitudine e l’inquietudine umana.

L’accostamento tra due tipi di pittura così lontani saprà sicuramente attrarre un pubblico variegato e al tempo stesso creerà molto interesse ad ammirare soggetti completamente diversi rappresentati attraverso stili anch’essi molto differenti tra loro, ma che potranno appagare lo sguardo e arricchire l’animo di quelli più sensibili, tra coloro che vorranno visitare la mostra fino al prossimo 10 gennaio.

Scheda tecnica

Titolo mostra: Michele La Sala / Alfio Sorbello

Sede: “Galleria 25”, Piazza Orazio Flacco n. 25, Venosa (PZ)

Durata: 2 - 10 gennaio 2010

Inaugurazione: sabato 2 gennaio, ore 19.00

Orari di apertura: tutte le sere dalle 17.00 alle 21.00, domenica mattina dalle 11.00 alle 13.00

Ingresso: libero

Info mostra: tel. 0972.36198 - email: galleria25@tiscali.it

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IN ARTE MULTIVERSI In edicola a dicembre

Posted on 26 Dicembre 2009 by antonio pace

ASSOCIAZIONE DI RICERCA CULTURALE E ARTISTICA
C/da Montocchino, 10/B - 85100 POTENZA
tel. e fax: 0971 449629 - cell.: 330 798058 - 389 1729735
e-mail: redazione@in-arte.org - web site: www. in-arte.org
P. Iva 01676900762 - C.F. 96043710761

In edicola il numero di dicembre di “In Arte Multiversi”

Comunicato stampa

Potenza, 22 dicembre 2009 - E’ disponibile in edicola il numero di dicembre di “In Arte Multiversi”, l’unica rivista lucana a diffusione nazionale, come sempre carica di contenuti, approfondimenti, punti di vista, spunti di riflessione, stimoli intellettuali sul variegato mondo dell’arte.
Sono tanti questo mese i consigli che vogliamo darvi per trascorrere le imminenti festività a stretto contatto con l’arte. Si parte nella rubrica “Persistenze” con la segnalazione della mostra “Principi ed Eroi della Basilicata Antica - Immagini e segni del potere tra VII e VI secolo a.C.”, in corso di svolgimento, fino al prossimo 15 gennaio, presso il Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, e dell’altra rassegna archeologica dal titolo “Gli atleti di Zeus. Lo sport nell’antichità” visitabile fino al 10 gennaio al Museo d’arte di Mendrisio, per chi si trova a passare dalla Svizzera.
Nella rubrica “Eventi” vi proponiamo un articolo sulla mostra “Da Velazquez a Murillo”, ospitata nel Castello Visconteo di Pavia fino al 10 gennaio, con una selezione di circa cinquanta opere dell’importante collezione di pittura spagnola dell’Ermitage, e un altro sulla mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura” con sessantacinque capolavori tra i più ammirati delle magnifiche “Raccolte d’arte europea” del Museum of Fine Arts di Boston, accolti a Castel Sismondo di Rimini fino al prossimo 14 marzo.
La nostra inviata da Londra Maria Pia Masella ci propone, invece, una recensione sulla mostra, conclusa nei giorni scorsi alla Royal Academy, dedicata all’artista indiano Anish Kapoor, una delle figure di maggiore rilievo nel panorama dell’arte contemporanea internazionale. Altro resoconto è quello sul “Premio Enogea”, concorso di pittura ispirato al vino e svoltosi a Ginestra (PZ) a fine ottobre, di cui vi presentiamo in esclusiva la foto dell’opera classificatasi al primo posto.
Chiara Lostaglio, continuando la sua ricerca dei legami tra cinema e pittura, ci parla del film “La ragazza con l’orecchino di perla”, storia d’amore tra il pittore Johannes Vermeer e la sua giovane serva Griet, carico di citazioni visive alle opere dell’artista olandese. Fiorella Fiore invece ci illustra le peculiarità del MAV, il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, con oltre 70 installazioni multimediali che restituiscono vita e splendore alle principali aree archeoligiche di Pompei, Ercolano, Baia, Stabia e Capri.
Nello spazio riservato alla scultura, in questo numero vi parliamo di Donato Linzalata, maestro lucano della lavorazione artistica del legno. Invece la rubrica dedicata alla mitologia nell’arte questo mese ci illustra la figura di Laocoonte, un personaggio che non solo ha ispirato scultori e pittori, ma la cui vicenda ha finanche acceso le fervide menti di illustri filosofi. Infine nella rubrica di architettura spazio al Palazzo Venier dei Leoni, edificio incompiuto realizzato nel 1748 a Venezia, che ospita una piccola collezione di arte europea e statunitense della prima metà del ventesimo secolo.
“In Arte”, tutto da leggere, tutto da guardare!

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Sommario “In Arte Multiversi” anno V - num. 11/12 - novembre/dicembre 2009

- Principi ed eroi della Basilicata di Giuseppe Nolé
- L’eroe sotto l’ombra di Omero di Gianmatteo Funicelli
- Premio Enogea: quando la pittura rende omaggio al vino di Francesco Mastrorizzi
- Donato Linzalata: arcaismo e magia di Giovanna Russillo
- Da Velăsquez a Murillo di Piero Viotto
- L’incanto della pittura di Giovanna Russillo
- Questa non è una retrospettiva, ho ancora da dire e fare… di Maria Pia Masella
- La ragazza con l’orecchino di perla di Chiara Lostaglio
- Un viaggio virtuale nel passato di Fiorella Fiore
- Il dolore di Laocoonte di Fabrizio Corselli
- Un Guggenheim tutto italiano di Mario Restaino

In copertina: Johannes Vermeer, Ragazza con l’orecchino di perla, 1665-1666, olio su tela, cm. 44,5×39, L’Aja, Mauritshuis Royal Picture Gallery

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Rionero: Presentazione romanzo “L’ombra del Visir” di Gallucci

Posted on 12 Dicembre 2009 by antonio pace

Associazione Suggesto

Rionero in Vulture - Pz

Agli Organi di Informazione

Rionero in Vulture, lì 11/12/2009.

Comunicato Stampa

Il comune di Rionero in Vulture in collaborazione con l’associazione culturale Suggèsto, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore” organizza Sabato 12 dicembre 2009,  presso il centro sociale di Rionero in Vulture, un incontro con il Prof. Matteo Donato Gallucci per  presentare la sua ultima opera, il romanzo  ”L’Ombra del Visir”.

All’incontro parteciperanno il Presidente dell’Associazione Suggèsto, Nicola Giansanti, il Sindaco di Rionero in Vulture, Antonio Placido, il Direttore Didattico scuole elementari di Rionero, Antonio Pinto e Rocco Viglioglia, docente scuole superiori. Durante l’incontro verranno letti alcuni passi del romanzo a cura di Incoronata Di Lorenzo.

Giunto ormai alla  sesta pubblicazione, dopo aver attraversato il filone dei romanzi storici, il Prof. Gallucci ritorna alla sua passione originaria, il romanzo fantasy.
“Non è la prima volta - afferma il Prof. Gallucci - che tratto questo genere letterario. Ho cominciato proprio con il fantasy, per tre volte vincitore del Premio Tolkien, (1983,1984,1985)”.

L’Ombra del Visir è un romanzo heroic fantasy. Pure, lo sfondo su cui si muovono i personaggi, è storico. Come lo sono alcuni protagonisti del romanzo: Il Gran Visir Ahmed Koprülü, il sultano Mehemed IV.
Storica è la Pace di Candia, stipulata tra Venezia e il Turco, la struttura politica della Repubblica di San Marco, quella dell’Impero della Mezzaluna. Per non parlare degli Arsenali navali, la pirateria ecc.

L’ombra del Visir è un’opera storica e fantastica?
È l’una e l’altra. E vi compare anche il soffio di un’anima orrifica. Un horror velato, visto attraverso un delicato ordito in filigrana. Un genere letterario unico nel suo genere, quasi innovativo.
La magia, il filo horror, le imprese degli eroi, la trama storica degli eventi concorrono tutt’insieme a sorprendere il lettore. E il tutto appare verosimile quanto fantastico.
Almeno, era questo l’intento.

La presente vale anche come invito per la stampa.

Il Presidente

(Dott. Nicola Giansanti)

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MELFI: Il Presidente Pertini riceve i membri fondazione Nitti

Posted on 25 Novembre 2009 by antonio pace

Il  Presidente Napolitano ha ricevuto la Fondazione “Francesco Saverio Nitti”

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto ieri al Quirinale il prof. Stefano Rolando, Presidente designato della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”, la dott.ssa Patrizia Nitti, Presidente designata dell’Associazione Nitti e il prof. Fabrizio Barca, componente del Comitato scientifico. Nel corso dell’incontro è stata presentata al Capo dello Stato l’attività della Fondazione costituita di recente a Melfi.

Il prof. Stefano Rolando (presidente designato della Fondazione Nitti), a margine dell’incontro al Quirinale ha dichiarato:

Siamo profondamente grati al Presidente Napolitano che con gesto spontaneo - dopo avere egli  reso visita alla Basilicata, avere incontrato di persona tutti gli esponenti delle istituzioni territoriali che sono parte anche della nostra Fondazione, dopo  avere così autorevolmente preannunciato la costituzione della Fondazione nel suo discorso a Rionero in Vulture - ci ha chiamato, in piccola rappresentanza, al Quirinale per sentire di persona, affiancato dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra,   temi  e propositi che abbiamo annunciato a Melfi il 17 novembre  in occasione dell’atto costitutivo. Appena sette giorni dopo abbiamo potuto consegnargli  questo atto e i documenti connessi. Abbiamo potuto mostrargli le opzioni che riguardano lo stesso logo della Fondazione - sulla base della ricerca grafica compiuta da Fulvio Ronchi - e il Presidente ha, con grande spirito, accettato di fare la scelta dell’icona, che consideriamo ora definitiva, che incornicia la firma di Nitti nell’espressione simbolica di un marchio così avvalorato. Abbiamo ascoltato i suoi ricordi di frequentazione della famiglia Nitti e - nel particolare scambio di memorie con Patrizia Nitti - dell’ultima Pasqua in vita di Giampaolo Nitti trascorsa con lui ad Acquafredda nel 1969. Così da rivolgergli - anche a nome degli esponenti istituzionali che compongono la Fondazione ed in particolare del sindaco di Maratea - l’invito a tornare a Villa Nitti quando essa avrà ripreso piena funzionalità di luogo in cui, come abbiamo illustrato al Presidente con Fabrizio Barca, intendiamo svolgere il nostro programma formativo. Trasferisco dunque a tutti i Soci individuali della Associazione Nitti e a tutti i Soci collettivi della Fondazione Nitti - a cui si uniscono in partecipazione degli organi sociali i rappresentanti dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico e dei Beni Culturali - le parole augurali del Presidente della Repubblica, che ha accolto con viva soddisfazione la notizia che il prof. Giuseppe Galasso presiederà il nostro  Comitato scientifico, affiancato dai professori Mascilli Migliorini e Barca, e altresì la notizia che intendiamo promuovere iniziative connesse ai programmi per i 150 anni dell’unità d’Italia, di intesa con l’ Università della Basilicata e con la Deputazione di Storia Patria della Basilicata. Il dossier di documentazione consegnato al capo dello Stato è stato corredato - sia consentito ricordarlo - anche dal libro, edito nel 2008 da Bompiani, con il vasto colloquio di memoria del novecento effettuato con Maria Luigia Baldini Nitti, nuora di Nitti, che oggi, a 98 anni, è stata all’unanimità designata presidente onoraria della Fondazione“.

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VENOSA: Mostra FramMenti d’Arte

Posted on 25 Novembre 2009 by antonio pace

Apre a Venosa la “Galleria 25″ con la mostra “FramMenti d’Arte”

Comunicato stampa

Venosa (PZ), 25 novembre 2009 - Si inaugura a Venosa (PZ) il prossimo 28 novembre la “Galleria 25″, uno spazio dedicato all’arte nel cuore del centro storico della città di Orazio, situata proprio nella piazza dedicata al sommo poeta latino, alle spalle della statua che lo raffigura. Per l’occasione, a partire dalle ore 19.00, si terrà nella stessa galleria il vernissage della mostra collettiva “FramMenti d’Arte”, con un’ampia selezione di opere pittoriche di artisti contemporanei.

La galleria prende il suo nome dal numero civico di Piazza Orazio in cui è collocata e si propone di diventare nel tempo uno spazio privilegiato per la promozione dell’arte e più in generale della cultura. Venosa, con la sua storia millenaria e i secoli di cultura che ha alle spalle, costituisce l’ambiente ideale per questo tipo di iniziative, soprattutto in un momento storico in cui, nel territorio del Vulture, molto fermento si percepisce intorno all’arte pittorica.

La mostra “FramMenti d’Arte”, con cui la “Galleria 25″ intraprende nel migliore dei modi le sue attività, vuole portare all’attenzione non solo della popolazione locale, ma anche di un pubblico più ampio a livello regionale ed extra-regionale, un gruppo di pittori che, con le loro opere e il loro genio artistico, hanno dato lustro, e ancora continuano a dare, all’arte italiani nel corso degli ultimi decenni.

L’esposizione comprenderà dipinti di R. Guttuso, R. Mussolini, S. Dalì, S. Fiume, A. Corbello, C. Dupriez, C. Franchi, A. D. Fornaciari, E. Baj, E. Di Tuccio, E. Farinelli, E. Traccani, F. Giacomazzi, F. Grassi, G. Falzoni, G. Trombini, G. F. Gonzaga, L. Alinari, M. Antonelli, M. Fiorentino, M. La Sala, M. Martini, A. Faccincani, G. Pedota, M. Santoro, R. Buratti, Ulisse, W. Piacesi, W. Venzi. Tutte queste opere, i “frammenti” del titolo della mostra, vogliono rappresentare tante tessere di un mosaico, che accoglierà i visitatori alla scoperta della bellezza dell’arte e delle emozioni che essa trasmette.

L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni fino all’8 dicembre, dalle ore 17.00 alle ore 21.00 e la domenica anche dalle 11.00 alle 13.00. Nelle prossime settimane, fino alla fine di febbraio, altre mostre verranno ospitate nella “Galleria 25″, tra cui collettive, personali e bipersonali.

Scheda tecnica

Titolo mostra: “FramMenti d’Arte”

Sede: “Galleria 25″, Piazza Orazio Flacco n. 25, Venosa (PZ)

Durata: 28 novembre - 8 dicembre 2009

Inaugurazione: sabato 28 novembre, ore 19.00

Orari di apertura: da lunedì a sabato ore 17.00 / 21.00, domenica: ore 11.00 / 13.00 - 17.00 / 21.00

Ingresso: libero

Info mostra: tel. 0972.36198

Ufficio stampa: Francesco Mastrorizzi - email: francescomas@email.it - cell: 347.1241178

Nell’immagine allegata: Athos Faccincani, Primavera a Portofino, cm. 90×100

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