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Barile: il 28 celebra l’UNITA’ D’ITALIA

Posted on 22 Maggio 2011 by antonio pace

A BARILE SI CELEBRA L’UNITA’ D’ITALIA

Il 28 maggio convegno a più voci con documenti e testimonianze

Comune di Barile e Deputazione Lucana di Storia Patria insieme per un convegno a più voci su quel che la cittadina del Vulture ha dato, in termini di uomini, documenti, eventi e momenti, all’Unità di quella nostra Italia che ci rende liberi e forti, sotto il tricolore. Nell’ambito delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità Nazionale, anche Barile vuole rendere omaggio a chi, allora ma in ossequio ai propri valori e ad un contributo forte all’Unità, ha fatto tanto per dire il suo si a qualcosa che avrebbe cambiato in maniera netta il futuro della nostra penisola. In particolare, attraverso delle recenti scoperte di documenti conservati dalla famiglia Bozza, con tanto di dati, nomi, ricordo degli eventi di quel periodo, proprio il Comune di Barile, ed il suo Sindaco, Giuseppe Mecca il cui saluto aprirà i lavori del convegno in programma il prossimo 28 maggio, con inizio che è stato fissato alle 17,30, presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo della cittadina di origine albanese, vogliono offrire il proprio contributo ad una discussione che va oltre il semplice ricordo di quei periodi. “Non è solo un ricordo ma una forte riscoperta di quello che Barile, e la sua gente di allora, hanno dato - ci ha anticipato uno dei discendenti della famiglia Bozza che vive a Melfi da tantissimi anni - e lo si farà proprio riscoprendo documenti, atti ed altro materiale ritrovato di recente presso la famiglia di Angelo Bozza”. Per questo, l’incontro specifico avrà per titolo proprio “L’Unità d’Italia da Barile. Le memorie di Angelo Bozza” e sarà proprio uno dei discendenti di tale notabile cittadini del tempo a intervenire per primo nell’incontro. Si tratta di Angelo Bozza, Presidente della Sezione Civile del Tribunale di Pescara, a tracciare la figura del suo omonimo avo, vissuto tra il 1821 ed il 1903, con il suo intervento volto proprio a scoprire il ruolo di “Angelo Bozza nella storia di Barile”. Una storia di nobili e di casati antichi ma che si intreccia con i fatti del tempo, con il brigantaggio postunitario, con quello che nel Meridione, e nel Vulture in particolare, accadde allora, legato alla terra e a diritti di tanti che volevano cambiare le sorti loro e dei loro discendenti. All’incontro poi, testimonianze di certo importanti arriveranno da Annunziata Bozza, archivista libero professionista, che parlerà della “importanza degli archivi privati e delle carte raccolte e custodite dalla famiglia Bozza” ma anche da Antonio D’Andria, dell’Università degli Studi della Basilicata e della Deputazione delle regione di Storia Patria, che illustrerà il momento storico, tra insurrezione, Unità d’Italia, cultura e pratica politica in quel tempo. Ancora l’intervento illustre di Gaetano Morese, anch’egli dell’Università di Basilicata e della Deputazione Lucana di Storia Patria, prima delle conclusioni affidate ad Antonio Lerra, sulla Costruzione dello Stato Unitario, Presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria

Antonio Baldinetti

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COLDIRETTI: La AGEA - ARBEA non paga. Troppa Burocrazia, intanto le imprese aspettano…

Posted on 09 Febbraio 2011 by antonio pace

Comunicato stampa

COLDIRETTI: AGEA-ARBEA CONTINUA A NON PAGARE

Le imprese agricole lucane ancora una volta sono state escluse dai decreti di pagamento emessi nei giorni scorsi da Agea in merito ad aiuti comunitari dovuti a valere su Domanda Unica 2009 e Domanda Unica 2007 a causa di inefficienze e conflitti di competenze tra sistemi burocratici.

Arbea continua a generare problemi e distorsioni. A farne le spese, per l’ennesima volta, sono le aziende agricole lucane. Nei giorni scorsi sembra che Agea abbia emesso due Decreti di Pagamento, il 30 e il 41, in merito ad aiuti comunitari dovuti a valere su Domanda Unica 2009 e Domanda Unica 2007. Sembra che, ancora una volta, le imprese agricole lucane, non siano presenti in questi elenchi. La medesima situazione si era verificata già il 6 dicembre 2010, quando Agea aveva messo in pagamento la Domanda Unica di anni precedenti al 2010 escludendo le aziende agricole lucane. La giustificazione all’inefficienza e ai conflitti di competenze tra i sistemi burocratici, era stata attribuita al poco tempo intercorso dall’avvenuto passaggio di competenze da Arbea ad Agea. La nuova esclusione dai decreti di pagamento delle sole imprese agricole lucane, oggi, dipende purtroppo da una mancata definizione delle competenze tra Arbea ed Agea e dal trasferimento non completo di tutte le posizioni “sospese”, “incagliate”, “a controllo”, “in contenzioso”, ecc… Una situazione paradossale. Al momento del passaggio di competenze, avvenuto a causa della perdita da parte di Arbea del riconoscimento comunitario quale Organismo Pagatore Regionale, l’ente pararegionale, avrebbe già dovuto fornire ad Agea tutta la documentazione. Mentre si continuano a sottovalutare gli artificiosi e deleteri passaggi burocratici, l’agricoltura lucana è in affanno.

L’ambiguità Arbea-Agea - ha affermato Piergiorgio Quarto, Presidente Coldiretti Basilicata- è ormai sconcertante. La farraginosa macchina burocratica non può impedire alle imprese agricole lucane di ricevere i pagamenti dovuti. Ancor più grave è che l’incertezza di comportamento e “confusione” di atti di trasferimento sembra coinvolgere oltre che singole pratiche di Domanda Unica di anni precedenti al 2010, anche molte posizioni di domande di sostegno comunitario a valere su misure del vecchio PSR. Coldiretti Basilicata ha già chiesto formalmente all’Assessore all’Agricoltura Vilma Mazzocco e al Presidente De Filippo di rendere chiari i percorsi che dovranno portarci alla messa a regime del sistema di pagamento dei sostegni comunitari in modo da raggiungere lo  stesso livello delle altre regioni italiane. In attesa di risposte concrete e celeri, Coldiretti non resterà inerte a guardare la perdita di competitività che una tale inefficienza genera al sistema delle imprese agricole lucane.”

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POTENZA: Niente posta il sabato.

Posted on 09 Febbraio 2011 by antonio pace

Gli innamorati della nostra regione non potranno mandare le tradizionali frasi d’amore via Poste il 14 febbraio,  festa degli innamorati, perché l’Azienda Postale ha deciso che il sabato non sarà ritirata la corrispondenza in partenza, rimandandola di fatto al lunedì successivo. Quindi, le frasi d’amore dovranno essere scambiate via SMS o per altre via di comunicazioni. Dal prossimo 14/15 febbraio anche nella nostra provincia nel giorno di sabato non sarà più distribuita la corrispondenza e quella in partenza non verrà inviata ai centri di smistamento per essere lavorata e inviata, in tempo utile, ai destinatari. Questo è stato stabilito da un accordo nazionale tra l’azienda Poste Italiane e i sindacati di categoria nello scorso mese di luglio 2010. Sarà probabile che verranno recapitati i quotidiani e qualche altra missiva ad alto valore aggiunto. Una vera rivoluzione nel recapito postale, perché l’accordo prevede anche una diversa organizzazione di lavoro e un orario per gli addetti che sarà spalmato su cinque giorni anziché  su sei come avveniva in precedenza. Pare che questa nuova organizzazione punti ad una maggiore efficienza del servizio . Intanto i cittadini nel giorno di sabato non riceveranno più la corrispondenza e nel caso in cui vorranno far partire per la destinazione una lettera dovranno imbucarla il lunedi, altrimenti resterebbe ferma nella buca. Questa diversa organizzazione è dovuta alla liberalizzazione del settore ( Poste Italiane non più monopolista) avvenuta il primo gennaio scorso che prevede, fra l’altro, l’eventuale erosione di una parte di mercato di altri soggetti in concorrenza con Poste Italiane. Anche nella nostra provincia stanno nascendo, specialmente nel Vulture melfese, alcune agenzia di recapito private che necessariamente aggrediranno il mercato. Ma, i clienti non ci stanno e mal sopportano questa innovazione: “Nel momento in cui acquisto e applico un francobollo sulla lettera - dice il titolare di un’azienda  artigianale - stipulo un contratto con le Poste, contratto che viene meno se mi privano del recapito nel giorno di sabato. Spero troveranno - conclude l’artigiano - una soluzione almeno per le urgenze”. Il commento del pensionato Alberto è ancora più incisivo: “Spesso mi reco alla Posta per pagare le bollette che mi arrivano quasi sempre il giorno di scadenza, se l’ultimo giorno utile per pagare dovesse essere il sabato e la bolletta mi viene recapitata il lunedì, cadrò in mora. Due saranno le soluzioni: o le Poste faranno un accordo con gli Enti erogatori del servizio non facendo cadere nella giornata di sabato la scadenza oppure sarò costretto a pagare la mora”. Occorre perciò conciliare tutte le esigenze, prima di ogni altra cosa.

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Vulture: EMERGENZE AMBIENTALI NEL VULTURE

Posted on 09 Febbraio 2011 by antonio pace

COMUNICATO STAMPA

Il confronto sulle emergenze ambientali nel Vulture, organizzato da FUTURA Associazione lo scorso 5 febbraio a Lavello, ha evidenziato alcuni elementi di particolare interesse. E’ emerso con chiarezza che l’attenzione dei cittadini non è affatto sopita e che c’è, invece, grande apprensione ed aspettativa per le scelte che le Istituzioni compiono nella tutela e gestione dell’ambiente anche in relazione alle ripercussioni e prospettive che riguardano il futuro sviluppo del territorio. Oltre che sulle richieste di perforazioni sul territorio per le estrazioni petrolifere e sugli impianti che utilizzano combustibili da rifiuto per il proprio esercizio, la discussione si è inevitabilmente concentrata sull’incidenza nel territorio del termodistruttore Fenice. Molto apprezzato è stato l’intervento del Dottor Rocco Masotti dell’ARPAB che, pur nei limiti del ruolo eminentemente tecnico, intervenendo e rispondendo anche ad osservazioni puntuali ha provato a chiarire quale sia lo stato attuale nel monitoraggio. Un atteggiamento che è anche sintomo della volontà dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente di Basilicata di rendere il rapporto con i cittadini e con le Istituzioni - in discontinuità col passato anche recente - più trasparente. Certo molti elementi di seria apprensione e dubbio vanno ancora risolti: ad esempio che le acque di lavorazione e fognarie vengono convogliate verso il depuratore dello stabilimento Fiat e sono sostanzialmente assoggettate, quindi, ai “normali” controlli di un “normale” (per quanto calzi questa definizione per la fabbrica automobilistica) stabilimento industriale e quindi con tipologia di esami e frequenza degli stessi non sufficienti, probabilmente, agli scarichi di un inceneritore; che la rilevazione di alcune sostanze in emissione (diossine, furani) è tutt’ora esclusivo appannaggio del soggetto “controllato” anziché essere affidato alla stessa Arpab; che, ancora, dei dieci pozzi previsti per la rilevazione della contaminazione se ne possano utilizzare solo nove in quanto per il decimo, non utilizzabile in quanto essiccato, non è stata ancora predisposta un’alternativa, fatto che denuncia anche l’attuale impossibilità di rispettare al dettaglio l’iter di controlli. Un altro dato che dovrebbe esser tenuto ben presente è che, nella nostra Regione, esistono realtà associative di ottimo livello in quanto a capacità di interpretare i dati, intuire problematiche, proporre soluzioni. I relatori ospitati, Nicola Abbiuso del Comitato Diritto alla Salute di Lavello, Albina Colella dell’Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute di Basilicata (EHPA), Miko Somma di Comunità Lucana Movimento No Oil e Pio Abiusi di Città Plurale, pur avendo potuto esporre solo parzialmente le proprie relazioni a causa di una platea utilmente più “attiva” del previsto nell’interlocuzione, hanno comunque dimostrato che la partecipazione volontariamente organizzata, in Basilicata, ha profili e competenze che rendono ormai improcrastinabile il suo coinvolgimento nei processi decisionali delle Istituzioni, come tra l’altro è enunciato in diverse norme già disponibili e ben puntualizzato dalla Dottoressa Lucia Summa nel suo intervento, ma che sinora hanno trovato scarsissima attuazione.

Danilo Carbone

FUTURA Associazione

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MELFI: Le strade colabrodo

Posted on 04 Febbraio 2011 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. La toponomastica dell’area richiama la massima istituzione nazionale.
Le vie, infatti, sono intitolate ad alcuni ex presidenti della Repubblica come
De Nicola, Pertini e Gronchi. La situazione delle strade, però, non è affatto
degna del nome dei personaggi a cui sono dedicate e, a quanto pare, l’
istituzione locale non ha soddisfatto le esigenze dei cittadini. Parliamo della
nuova zone di espansione edilizia che, nel rione Valleverde, è sorta nel
perimetro compreso tra la contrada Incoronata e la linea ferroviaria in
direzione Foggia. In pratica, si susseguono le segnalazioni dei residenti sullo
stato abbastanza precario delle arterie che collegano i vari blocchi di
palazzine. Non a caso, appunto, soltanto il 13 gennaio scorso la Gazzetta ha
trattato della salita di Via Enrico De Nicola che da stradina quasi di campagna
si è trasformata in direttrice trafficata. Sia per accedere al luogo in
questione, sia per accorciare il tragitto che serve per prendere la statale
658. Il fatto è che è stretta, non è illuminata e, lateralmente, ci sono
profonde cunette da cui è molto difficile uscire se ci si finisce dentro. Ma,
insomma, i problemi non si esauriscono, purtroppo, al nastro d’asfalto
intestato a quel Capo dello Stato. Quelle abbinate agli omologhi, infatti, si
trovano in condizioni peggiori. Via Sandro Pertini, nello specifico, è davvero
bisognosa d’interventi e, per giunta, da svariati anni. Come la precedente, non
è larga per far incrociare agevolmente due macchine e non è fornita di
lampioni. In più, nel sneso negativo s’intende, per alcune decine di metri e
proprio priva di bitume, con le buche che di conseguenza si possono immaginare,
ed anche i corti marciapiedi che si trovano solo in direzione di Via Giovanni
Gronchi, sono in uno stato che, evidentemente, non ha mai visto un pizzico di
manutenzione e, su un fianco, c’è una ringhiera a maglie larghe che dovrebbe
contenere da un vuoto di circa dieci metri. L’ultima strada citata, infine, è
interessata da larghe fenditure del piano stradale ed un concreto movimento
verso il basso. Vuol dire che sta franando, in altre parole, e sotto ci sono
altre case. <<Da almeno tre anni- hanno detto gli abitanti incontrati sul
posto- ci siamo rivolti al Comune per le precarietà che viviamo ogni giorno, ma
non c’è stata risposta alle promesse, fatte pure prima. Ripetiamo l’appello,
anche perché si tratta di pubblica incolumità>>. Noi lo giriamo a chi di
competenza, auspicando un riscontro, finalmente.

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MELFI: Bocce, Circolo senza sede adeguata

Posted on 27 Gennaio 2011 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Con il grande freddo di questi giorni, si ripropone fortemente il
disagio degli appassionati melfitani di bocce. Sia che si giochi per
divertimento, sia che lo si faccia per partecipare alle competizioni cui sono
iscritte le società locali. I campi storicamente collocati nella villa Sibilla,
infatti, sono all’aperto e, quindi, si possono comprendere le difficoltà che ne
derivano. Nella fruizione di un’alternativa che, comunque, permetta di stare
assieme ai tanti amici che si ritrovano per questa passione comune, tuttavia,
si ribadisce anche una differenza oggettiva che, senza tanti giri di parole,
crea vantaggio per una sola realtà. Vuol dire, insomma, che un’unica
associazione, delle due esistenti, ha ottenuto in comodato d’uso gratuito, una
sede in cui incontrarsi. E’ accaduto, da parte della passata amministrazione
municipale, nei riguardi del Circolo Bocciofilo Gialloverde che, nello
specifico, ha ottenuto un luogo dove riunirsi nei locali, su Via Federico II,
che in passato hanno ospitato l’Università Popolare. Spazi nello stesso
edificio, inoltre, sono stati appannaggio dell’Acli. Al di là di tutto, in ogni
caso, chi non ha ricevuto il medesimo trattamento, pur possedendo identici
diritti, è la Bocciofila Città di Melfi, presieduta dal ragioniere Antonio Di
Meglio. Ha fatto presente la disparità, già in passato attraverso la Gazzetta
e, di recente, scrivendo dettagliate missive agli organi che, a suo parare,
vanno informati della vicenda, Magistratura e Prefettura compresi. <<In verità-
precisa Di Meglio- noi potremmo dividere un posto di ritrovo con la sede degli
Alpini che si trova nell’ex Comune, ma si capisce che intercorrono ostacoli
oggettivi da superare e, insieme, la priorità è per chi c’era prima di noi.
Pertanto, noi chiediamo solo di essere trattati alla stessa maniera in cui lo
sono stati i nostri omologhi. Ne abbiamo informato, dopo i fatti di maggio
2010, sia il commissario Fausto Gianni che il segretario generale dell’ente ma,
finora, non c’è stato riscontro effettivo ai nostri appelli e non è facilmente
attuabile l’eventualità, propostaci, di usare la sede un giorno ciascuno, con l’
altra associazione. Capisco che ciò potrebbe condurre ad un niente per nessuno-
conclude- ma così, almeno, si porrebbe rimedio alla disparità di considerazione
con criteri opinabili, che è stata compiuta in passato>>.

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POTENZA: Film Commission- Tanti interrogativi: chi lo guiderà; risorse necessarie, sede, ecc.

Posted on 15 Dicembre 2010 by antonio pace

FILM COMMISSION; NAVAZIO RISPONDE ALLE NOTE DI DE FILIPPO

Le note del Presidente De Filippo sulla vicenda Film Commission focalizzano alcuni aspetti non solo sulla questione.

Si continua a dibattere (in verità tra pochi soggetti), a distanza di cinque mesi dall’adozione della Giunta regionale n.ro 1097/2010, sulla film commission: e questo è un bene; sulla film commission tutti sono d’accordo: e anche questo è un bene;

Ciò che non ci ha trovato d’accordo è il metodo. Se non avessimo evidenziato alcune incongruenze, che pure permangono, tutto sarebbe filato liscio.

Una premessa: De Filippo insieme alla Giunta regionale (l’atto è collegiale) può e deve nominare la persona che meglio interpreterà la missione istituzionale che gli sarà affidata. Assumendosene la responsabilità per la scelta e, ovviamente, rimandandone il giudizio alla fine dell’incarico.

Il Presidente De Filippo è stato scelto dai lucani, e quindi a lui spettano le decisioni. Tuttavia non può fare intendere che la questione sollevata sia una specie di referendum pro o contro Paride Leporace, ricorrendo ai fantasmi che circolano nella stanze del Pd lucano!

Va bene muoversi in punta di piedi, con parsimonia, ma i soldi che saranno spesi saranno anche i nostri. E allora ci siamo chiesti ad alta voce alcune cose. La prima commissione consiliare le ha condivise, fatte proprie e inviate alla giunta regionale e ad oggi non sappiamo se verranno prese in considerazione. Solo per citarne qualcuna:. non vengono definite “le forme e le modalità di raccordo con quelle assegnate ad altri organismi e uffici in materia di cultura e turismo” di cui alla lettera c) dell’articolo 64 L.r. 42/2009; profilo e requisiti del responsabile dovrebbero essere più strettamente correlati e conformati alla missione della Film Commission che è la promozione del territorio lucano attraverso le produzioni audiovisive; sarebbe opportuno che l’incarico di responsabile della struttura fosse conferito dalla Giunta Regionale, previo avviso pubblico; andrebbe specificata la sede della Film Commission; i criteri di determinazione delle risorse necessarie al funzionamento della F.C. non sono comprensibili e appaiono irragionevoli e inadeguate alla missione della stessa.

E ancora: non è chiaro se e a chi il responsabile dell’unità presenta e da chi viene approvato il piano delle attività di cui al quarto capo del punto 1 del dispositivo della delibera; non sono in alcun modo definite le forme di interlocuzione e cooperazione con il tessuto delle realtà locali che producono e diffondono materiali audiovisivi; esiguo l’impegno temporale richiesto al responsabile della struttura, stante la complessità e la peculiarità della materia; non è chiaro se la scelta del personale della struttura interdipartimentale spetterà alla Presidenza della Giunta o al responsabile della struttura così come appare poco chiaro se per il personale necessario si farà ricorso anche a personale esterno e con quale modalità di reclutamento; non è definito alcun “controllo” del responsabile della struttura circa l’espressione del giudizio per definire se un film o un prodotto audiovisivo/cinematografico abbia i requisiti per poter essere considerati beneficiari di servizi e/o eventuali fondi.

Riflettiamo poi sulla valutazione degli interventi che richiede esperienza nel settore cinematografico, ed appare, quindi, necessario istituire una commissione di valutazione degli interventi regolandone la composizione; è necessario individuare i criteri di valutazione ai quali la commissione deve attenersi nella valutazione degli interventi, attribuendo priorità agli aspetti relativi alla qualità del prodotto e alla valorizzazione dell’identità culturale; al fine di consentire alla Regione di effettuare interventi su diverse tipologie di opere è necessario dare una definizione dei termini tecnici utilizzati, per garantire una corretta e uniforme attivazione degli interventi; necessita individuare le tipologie di intervento attivabili dalla Regione, distinguendole in contributi in conto capitale ed interventi di coproduzione o acquisto di diritti di utilizzazione; i contributi in conto capitale sono riservati alle sceneggiature alle opere prime e ai documentari, mentre per le opere seconde e le opere audiovisive assimilate sono previsti interventi di coproduzione o acquisto di diritti di utilizzazione, in quanto tipologie di opere che possono garantire alla Regione il rientro dei capitali investiti e la conseguente implementazione delle risorse stanziate nel fondo. Necessita definire le procedure per la presentazione delle domande, nonché alcuni obblighi che saranno posti a carico dei soggetti beneficiari degli interventi finanziati dal fondo al fine di garantire la trasparenza dell’intervento ed un diretto coinvolgimento della Regione nella diffusione delle opere, oggetto di intervento così come è necessario prevedere gli obblighi a carico dei beneficiari.

Altre questioni? Il compenso. Nella contro risposta all’interrogazione, abbiamo suggerito al Presidente di tenere conto della seconda parte della circolare ministeriale presa a riferimento. E cioè ai contratti di collaborazione a progetto o ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, che prevedono sicuramente un impegno maggiore delle singole 8 giornate al mese attualmente previste e un compenso di soli 3000 euro anziché dei 4000 previsti.

Ai cittadini è più facile spiegarlo. Ai cittadini diventa più comprensibile.

A meno che, così noi la vediamo, ciò permetterebbe la compatibilità tra diversi incarichi della persona scelta. De Filippo ha tutte le ragioni dalla sua scelta ma abbia il coraggio di difenderle!

Un’ultima questione. Le location degli scorsi anni. De Filippo fa riferimento a due opere girate nella città di Melfi e come le stesse non vengono associate al nome della città. Due esempi non calzanti. De Filippo non sa (o non glielo hanno detto) che Salvatores capitò a Melfi in una nebbiosa serata di febbraio diretto in Puglia. E se non fosse stato per il solito amore verso la propria città del figlio Marco, dell’albergatore che lo ospitava e di un buon bicchiere di Aglianico, la produzione sarebbe andata in Puglia. Salvatores non chiedeva nulla. Non ha chiesto nulla. Voleva girare in pace e libero di muoversi per il territorio. (Senza le solite segnalazioni per le comparse, gli operai di fatica, dove mangiare, dormire e cosi via…). Ha trovato paesaggi e masserie (peraltro non nostri), ma tanta competenza (ricordiamo L’albero di Minerva di Lucia di Cosmo e di Mariangela Corona) e grande disponibilità, sia da parte del Comune che dei cittadini, nel risolvere tante piccole o grandi questioni. Noi lo abbiamo assecondato. Altro che amministrazione impreparata e insensibile!

De Filippo non c’era alla prima del film in città e al dibattito che ne seguì con Salvatores. E queste questioni sono state dette. E come non parlare dello spot dell’acqua Lilia? Ha riconosciuto il salone degli stemmi del palazzo vescovile della città di Melfi? O altri ambienti? Sa che la produzione e i committenti hanno richiesto e preteso che gli ambienti non siano identificabili?

Sa come è arrivato Mel Gibson a Matera? Per il luogo? O perché sollecitato? E se quella amministrazione ha offerto, come lui dice, almeno un panino alla troupe?

Non possiamo sperare che tutti i film di prossima produzione abbiano nel titolo Basilicata. Altrimenti….!

L’argomento è troppo serio per affrontarlo da questa ottica. Si voleva e si vuole discutere dei compiti della film commission nei migliori dei modi, declinandone compiti amministrativi e pratici (alla stregua di un facilitatore di problemi), declinandone una mission che vada al di là del provincialismo dialettico verso cui il Presidente vuole incanalare la discussione.

Riteniamo che per superare quella miopia della politica e della burocrazia occorre, prima di tutto, scrollarsi di dosso la polvere accumulata…. nel vedere troppi film!

Potenza, 11 dicembre ‘10

Afonso Ernesto Navazio

Presidente di Io Amo la Lucania

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AVIGLIANO: Unità Popolare abbandona il Consiglio PER PROTESTA

Posted on 12 Dicembre 2010 by antonio pace

DICHIARAZIONE  DI  ABBANDONO  PER  PROTESTA

DELLA  SEDUTA  DEL 10. 12. 2010  DEL  CONSIGLIO  COMUNALE

Tenuto conto che il sottoscritto :

- in data 6 Luglio 2010 ha presentato una Richiesta di copia di una nota inviata al Comune dalla

Ditta Telesca, in cui questo Gruppo Consiliare sollecitava l’avvio della Procedura di acquisizione

dei piani abusivi del fabbricato sito in Via G. Fortunato e dichiarava che la suddetta richiesta aveva

valore di Interrogazione ;

- in data 13 Settembre 2010 ha rinnovato l’ Interrogazione sul Palazzo Telesca ;

- in data 4 Settembre 2010 ha formulato Interrogazione, con esplicita richiesta di risposta in Consiglio,

circa la collocazione politica dell’ex assessore Donato Salvatore e la composizione della

maggioranza politica di codesta Amministrazione ;

il Consiglio Comunale ispettivo di oggi 10 Dicembre 2010 ha posto all’O. d. G. solo l’ Interrogazione

sui ritardi nel rilascio dei Permessi a Costruire presentata in data 13 Settembre 2010 e non le altre due Interrogazioni citate, di cui quella sul Palazzo Telesca avanzata per due volte .

Il motivo non lo chiedo, perché è di facile interpretazione ed attiene alla difficoltà ed all’impossibilità

di codesta Amministrazione di fornire delle risposte plausibili .

Forse le risposte saranno date quando saranno concluse le manovre concertative ed affaristiche, per il momento si cerca di far finta di niente .

Caro Sindaco,

in queste furbizie, da quattro soldi, oltre all’incapacità politica ed amministrativa c’è soprattutto il non rispetto istituzionale del Gruppo di Unità Popolare e dell’intero Consiglio Comunale a cui non si permette di discutere questioni importanti che riguardano la legalità e l’interesse della comunità,

come quelle di non danneggiare le risorse comunali e di dare una risposta alle Associazioni Culturali che chiedono l’assegnazione di una sede all’interno di un Piano abusivo del Palazzo Telesca  e come quella di sapere quali sono le forze politiche che formano la maggioranza .

Mi rifiuto pertanto di partecipare a questo Consiglio Ispettivo farsa ed anche di ascoltare le risibili giustificazioni dell’Assessore Sileo, che non ha avuto la sensibilità di rispondermi, né per iscritto e né

a voce prima di questo Consiglio e che ora, a distanza di più di sette mesi dal caso denunciato,

dichiarerà che ORA non ci sono pratiche edilizie sospese !

Caro Sindaco è lei il suggeritore di questa geniale tattica, visto che tutti i suoi comportamenti amministrativi sono caratterizzati solo dalla furbizia e dalla opportunità ?

All’assessore Sileo faccio dono di una fotocopia che è un’altra “chicca” dell’Ufficio Tecnico in cui si afferma - nero su bianco - che la realizzazione di un soppalco in Deposito “costituisce aumento di volume” e quindi mi chiedo che necessità c’è di spendere i soldi per il Regolamento Urbanistico quando abbiamo l’Ing. Fiore che ha riscritto la Legge Urbanistica Nazionale ?

Sulla base di quanto dichiarato, abbandono il Consiglio Comunale per protesta, invitando il Sindaco ad un comportamento più consono alla correttezza istituzionale .

Avigliano 10 DIC. 2010                                                            Vito Fernando ROSA

Consigliere di Unità Popolare

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MELFI: L’UTIC ? CHI L’HA VISTO?

Posted on 24 Novembre 2010 by antonio pace

Ospedale di Melfi : stato di oblio o avvio ….. A quando il trasferimento del reparto UTIC?

L’ospedale di Melfi sembra essere avvolto in uno stato di oblio. Avvolto in una cappa di silenzio. In attesa di qualcosa o di decisioni. Destinatario di un cospicuo finanziamento milionario (ben cinque) sin dal 2001 naufragato, per effetto di errori progettuali, nel limbo di un appalto prima assegnato e poi rescisso, rifinanziato con un aumento di risorse, attende, ancora oggi, una nuova ed urgente progettazione con la conseguente realizzazione. Ci vorranno ancora mesi prima di vedere la posa della prima pietra.

L’attività ospedaliera continua. Con i problemi di sempre. E con i pericoli di sempre.

L’attenzione è riferita alla Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) che ancora, nonostante le tante sollecitazioni sin dal lontano 2001, la previsione normativa regionale ed un richiamo ministeriale che ne ha constatato l’ anomalia dell’ attuale ubicazione, non viene trasferita dal vicino ospedale di Venosa. Una semplice ricerca sul motore internettiano Google è capace di mostrare la necessità di una tale Unità all’interno di un ospedale per acuti, quale è quello di Melfi, provvisto giustamente di un reparto di rianimazione, di un pronto soccorso che opera in un regime di d’urgenza/emergenza, ecc…

Non è una richiesta dettata da esigenze campanilistiche. E’ una necessità per essere curati nei migliori dei modi. Senza distorsioni o perdite di tempo. Non ci sono molti esempi in Italia che vedono sprovvisti gli ospedali per acuzie del reparto Utic. Tutti sono daccordo sulla necessità del trasferimento. Tutti concordano. Tuttavia l’anomalia tutta lucana continua.

I locali per ospitare i primi posti letto per l’unità ci sono, sono stati individuati da tempo. Possono essere pronti in poche settimane. Perché allora è tutto fermo? A nulla vale l’alibi dell’avvio dei lavori di completamento dell’ospedale (ma se non è stato ancora affidato l’incarico che si attende ormai da aprile!) che inizieranno, se tutto va bene, l’inverno prossimo.

La burocrazia parassitaria interna è così potente da bloccare persino la volontà degli amministratori? O sono accreditate altre tesi scientifiche?

Qualcuno dovrà pur sciogliere questi dubbi.

Potenza, 24 nov. 10

Alfonso Ernesto Navazio

Presidente di Io Amo la Lucania

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MELFI: Gli alunni dell’Istituto alberghiero protestano

Posted on 17 Novembre 2010 by antonio pace

Gli alunni dell’Istituto Professionale Alberghiero di Melfi, stanchi delle promesse non mantenute circa il riordino della sede del loro Istituto e di una serie di altre problematiche legate alla mancanza di sicurezza nelle aule, hanno dato vita ad un sit-in davanti al Palazzo di città per informare il Commissario Straordinario del loro disagio. Attualmente l’Istituto ospita circa 500 alunni provenienti non solo dalla zona del Vulture, ma anche da comuni della vicina Puglia (/ Canosa, Ortanova, Ordona, Cerignola ecc. )  e dalla Campania ( Bisaccia, Monteverde ecc. ) e ogni giorno oltre ad affrontare il disagio del viaggio subiscono il disagio della fatiscenza delle aule e della loro dislocazione in plessi diversi ( Perillo, Vitucci e la sede centrale). La mancanza di uno spazio per espletare le attività didattiche legate all’attività motoria e il poco spazio destinato ai laboratori di cucina e sala, indispensabili per completare la loro preparazione professionale, sono risultati determinanti per effettuare la protesta che si è conclusa, momentaneamente sotto il comune della città federiciana. Il Commissario, dott. Gianni, ha assicurato la sua disponibilità per tentare di risolvere, nel breve tempo,  il problema della mancanza della palestra ed ha assicurato anche un intervento presso l’apposito assessorato provinciale. La richiesta degli studenti si è allargata al progetto del nascente nuovo Istituto che prevede, secondo i rappresentanti di Istituto, Gerardo Di Tuccio, Luigi Destino e Ilaria Lombardi, “soltanto quindici classi, poche,  secondo le previsioni e i laboratori in comproprietà con l’altro Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, che non potrebbero essere condivisi in quanto la cucina e la sala non dovrebbero venire a contatto, per esempio,  con i fumi delle saldature e degli acidi”.

Antonio Pace

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