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MELFI: Incidenti a Melfi- statistica

Posted on 18 Febbraio 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI

MELFI. I dati raccolti presso la sede della Polizia Municipale nel Palazzo di Città, riportano 202 incidenti stradali, sulla rete viaria urbana, negli ultimi undici anni. Di questi, entrando nei particolari, 147 hanno coinvolto soltanto i mezzi circolanti e, quindi, negli altri 55 ci sono state conseguenze fisiche per i cittadini. Soltanto l’anno passato si è verificato, purtroppo, un decesso ma inducono a riflettere ulteriori riferimenti. Il minimo di sinistri è accaduto nel 2002 con soli cinque casi, mentre il massimo è successo nel 2008 per 29 “scontri”. Soprattutto, è valutato un marcato aumento di incidenti nel lustro più recente preso in esame: ben 119 sui 202 censiti. Dalla metà dello scorso decennio, insomma, è diventato più rischioso frequentare le strade melfitana, sia su ruote che a piedi. Dipende, secondo tanti, dalla crescita dei veicoli in movimento. Legata al fatto, per esempio, che i neo diciottenni chiedono, e quasi sempre ottengono, subito l’utilizzo di una vettura, appena conseguita la patente di guida, o addirittura prima per i motorini e le cosiddette minicar. Senza addossare colpe gratuite, è plausibile la non completa conoscenza del codice da parte dei giovani, tra i motivi più frequenti. Evitando di dimenticare, in ogni caso, il pressappochismo che, volentieri, caratterizza anche i più esperti quando si cimentano in parcheggi inopportuni, che mettono a repentaglio una condizione, di per se delicata. Non difficile, infatti, imbattersi in soste sulle strisce pedonali o come meglio aggrada al guidatore. Ciò, non significa che i pedoni sono fuori dalle regole ma, effettivamente, sono quelli che pagano il prezzo più salato. Michele D’Anghela, cittadino noto per l’attivismo in molte vicende sociali, è stato investito, la mattina del 10 agosto 2008, sulle strisce pedonali di Viale D’Annunzio, tra un bar e la villa comunale. <<Le auto poste di taglio- ricorda- occupavano una buona parte della visuale e specie per il mio investitore che, infatti, si è accorto in ritardo e la sua frenata non è bastata ad evitarmi. In quei momenti, inoltre, il panico ti gioca brutti scherzi, come nel mio caso i crampi che mi hanno bloccato. Insomma, ho preso una bella botta e otto giorni di guarigione. L’appello, pertanto, è rivolto a tutte le componenti. A chi guida per moderare la velocità. A chi parcheggia, per farlo correttamente negli spazi. Ai pedoni stessi, per una maggiore cautela. A chi deve controllare, per un’inflessibilità concreta>>.

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