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POTENZA:Coldiretti denuncia frode a danno del made in Italy

Posted on 14 Settembre 2010 by antonio pace

Comunicato stampa

COLDIRETTI: SCOPERTO IN BASILICATA L’ENNESIMO CASO DI FRODE A DANNO DEL MADE IN ITALY

Coldiretti plaude all’operazione portata avanti della Guardia di Finanza conclusasi  con l’arresto di una banda che commercializzava suini importati dall’estero violando le norme sanitarie a tutela dei consumatori.

Mentre allevatori e produttori lucani onesti sempre con più difficoltà si sforzano di mantenere in piedi le loro aziende, i “furbi”, cercano di frodarli del valore del valore del loro lavoro e della qualità delle loro produzioni. Diffusa oggi, infatti,  la notizia dell’arresto di 14 persone, tra Basilicata, Calabria, Campania e Trentino Alto Adige con le accuse, a vario titolo, di aver fatto parte di un’associazione  a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al commercio di suini importati dall’estero in Italia, violando le norme sanitarie a tutela dei consumatori. L’organizzazione aveva come punti di riferimento  anche due allevatori della provincia di Matera e un commerciante di Bestiame di Bolzano. In due anni sono stati importati da Paesi dell’Unione Europea in Italia 30 mila suini macellati clandestinamente in Calabria. Una frode fiscale stimata in circa 8 milioni di euro. Coldiretti Basilicata plaude all’azione messa in campo dalla Guardia di Finanza, sicura del proseguo e della validità di tali azioni.  Da tempi non sospetti la Confederazione ha denunciato agli organi preposti il grave furto di valore e d’identità a danno del Made in Italy, pressando affinché si intensificassero i controlli.

Episodi come questo- ha affermato Piergiorgio Quarto, presidente Coldiretti Basilicata-  confermano che il Made in Italy sta subendo un gravissimo furto d’immagine e di valore. Agli 8 milioni di euro stimati come frode fiscale a danno dello Stato, vanno aggiunti gli ingenti danni che la banda di malfattori ha arrecato all’intero settore zootecnico lucano e alla garanzia di qualità e sicurezza alimentare dei prodotti Made in Italy. Siamo convinti che l’onestà a lungo paghi sempre, per questo motivo Coldiretti sta mettendo in campo tutte le sue forze affinché produttori e allevatori che operano nel rispetto delle regole e dei consumatori, vedano finalmente riconosciuti i frutti del loro lavoro. I “furbi”, non possono essere messi nelle condizioni di appropriarsi della dignità dei lavoratori onesti.  Per questo è necessario che il governo italiano intensifichi la Task force sui controlli, lanciando un messaggio chiaro e netto a chi vorrebbe speculare sulla salute e sul lavoro degli imprenditori. Coldiretti sarà sempre vigile e pronta a combattere illeciti architettati da bande di delinquenti come quella che ha visto la compartecipazione dei due allevatori del materano.”

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MELFI: Nel torrente Melfia si scarica di tutto !

Posted on 08 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Non solo immondizia speciale e pericolosa, specie nel tratto di
contrada Pisciolo. Adesso si vede ciò che per tanto tempo si è annusato, nel
percorso racchiuso tra Via Passannante e l’ospedale. Stiamo parlando del
torrente Melfia, che pare abbia dato il nome alla città e che è interessato da
lavori di recupero, dopo anni di abbandono. La Gazzetta, in verità, ne ha già
trattato a fine luglio del 2009, quando la passata amministrazione presentò l’
intervento, che interessava pure l’adiacente pista ciclabile di quattro
chilometri, per un importo totale di 1 milione e 720 mila euro. Quattrini
pubblici, s’intende.  Ebbene, i lavori in corso hanno fatto emergere quello che
s’immaginava, considerato l’olezzo che, specie nei mesi estivi, si è spesso
respirato. Insomma, scarichi di liquami con un colore marrone che lascia pochi
dubbi all’immaginazione. Tanto di cappello, per inciso, a chi ci sta sudando
con il naso sopra ma, per suo rispetto e nei confronti dell’intera comunità
melfitana, non deve passare inosservata la denuncia che ne deriva, anche grazie
alle foto inequivocabili che si possono ammirare e commentare. <<L’invito-
sottolinea un abitante del posto che ci ha segnalato la situazione con dovizia
di particolari- è rivolto ai responsabili di quanto accaduto ed agli organi
competenti, di ogni livello, affinché si prendano gli opportuni provvedimenti
e, così, scongiurare emulazioni future. Magari quando la vegetazione e la poca
manutenzione, sempre scongiurabile, consentiranno nuovamente di nascondere roba
del genere>>. Considerazioni assolutamente condivisibili poiché, appunto, per
almeno quattro lustri il fiumiciattolo è stato oggetto di usi incivili ed è
stato persino intubato.  In alcuni tratti, addirittura, finanche deviato
sparendo dalla visione. Benvenuti, pertanto, ai lavori che si stanno facendo,
sperando che quanto descritto non scivoli addosso a chi potrebbe appurarne le
ragioni.

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FILIANO: 38 Sagra del pecorino

Posted on 04 Settembre 2010 by antonio pace

La Sagra del pecorino di Filiano è stata quella che ha aperto le strade alle meriade  di sagre che ogni paese o territorio della regione Basilicata organizza per promuovere le specialità enogastronomiche della propria terra. Da trentotto anni nel comune della valle di Vitalba si organizza la Sagra del Pecorino , un formaggio DOP, dalle caratteristiche organolettiche uniche e da i profumi e sapori che si esaltano quando il prodotto viene  gustato. Questo è il risultato di una serie di fattori ( razza, pascoli, ambienti di maturazione  ecc.) che contribuiscono ad esaltare le peculiarità di questo formaggio, diverso uno dall’altro, non tipicizzato. La trasformazione del latte ovino in formaggio è rimasta inalterata nel tempo, da quando cioè Omero nell’Odissea descriveva l’antro del pastore Polifemo intento a mungere le pecore ( “le poppe premer solea delle fecondi madri”) ed a preparare il formaggio che deponeva sui “canestri d’intrecciato vinco” per la stagionatura: stessa tecnica di lavorazione, stessa stagionatura, stessi cagli. Solo una parte di tecnologia è entrata nella filiera di produzione: recipienti, termometri, fascine di conservazione. Il patrimonio ovicaprino dell’intera Basilicata si aggira intorno a 500.000 capi quasi tutti concentrati nelle aree interne, più ricche di pascoli, purtroppo però,  il formaggio prodotto non riesce a soddisfare la richiesta del mercato. Nonostante tutto, sempre meno giovani si avvicinano a questo settore perché, evidentemente è poco produttivo. “Preferiscono la grande industria - dice il sindaco di Filiano, Peppe Nella - perché assicura un reddito fisso. Abbiamo fatto molto, dal 1972 ad oggi,  abbiamo migliorato la razza, abbiamo migliorato la commercializzazione, abbiamo avuto con il riconoscimento DOP, i prossimi anni ci concentreremo sull’aspetto prettamente occupazionale. Siamo convinti - ha concluso il sindaco Nella - che i prodotti lattiero caseari, che sono il volano per la nostra economia, potranno dare una risposta positiva in questo senso”. La manifestazione prevede due giorni di iniziative: si inizia oggi alle 10 con un convegno sul Dop e una degustazione dei prodotti lattiero-caseari. Alle 16, per le vie del centro storico si apriranno i 20 stands con la mostra dei formaggi pecorini e con altri prodotti e una dimostrazione di caseificazione. Domenica è previsto  un Tour turistico con inizio alle ore 9,00 e alle ore 16,00 l’apertura di tutti gli stand con assaggi e degustazioni. Alle 21 esibizioni di organettisti locali e gruppi folk.

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AVIGLIANO: Lettera aperta di UNITA’ POPOLARE al sindaco TRIPALDI

Posted on 02 Aprile 2010 by antonio pace

Al Sindaco di Avigliano

Dott. D. Tripaldi

Oggetto : RICHIESTA  DI  ANNULLARE  IL  CONCORSO  INDETTO

PER QUATTRO “POSTI VACANTI” AL COMUNE  DI AVIGLIANO

e di demandare alla Nuova Giunta l’espletamento di un nuovo Bando .

Caro Sindaco,

dalla lettura della Delibera della Giunta Comunale N° 93 emanata sin dal 13 Agosto 2009 ma resa pubblica, inspiegabilmente, da pochi giorni ed in piena campagna elettorale, relativamente al posto di geometra, è emerso che per poter accedere alle selezioni è necessario avere l’iscrizione al Collegio dei Geometri e non viene indicato nessun limite di età .

Poiché in genere i concorsi, oltre che per necessità amministrative, vengono banditi anche per dare un lavoro a chi non lo ha oltre che per assicurarsi la prestazione lavorativa del selezionato, almeno per un periodo discretamente lungo, le faccio osservare che la richiesta dell’iscrizione all’Albo Professionale e l’omissione di un limite di età, vanno proprio in direzione opposta .

Tutti, ed io fra questi - unitamente al movimento politico di Unità Popolare, hanno interpretato

questo, non come una svista dell’Amministrazione Comunale, ma come una scelta, una cosa voluta per impedire al alcuni di accedere al concorso e per favorire altri .

Le faccio osservare che chi possiede l’iscrizione all’Albo, ove si paga per esserlo, nella quasi totalità dei casi esercita la professione e quindi possiede un lavoro, mentre chi da diplomato è disoccupato o precario non è iscritto all’ Ordine Professionale .

Le chiedo anche se è giusto che chi è alla soglia del pensionamento possa partecipare al concorso, semmai vincerlo perché avvantaggiato dalla lunga esperienza e lasciare di nuovo il “posto vacante” dopo pochi anni,costringendo l’Ente Pubblico a nuove spese e nuove procedure concorsuali ?

Nel caso in questione e paradossalmente lo scrivente, a 57 anni ed iscritto al Collegio dei Geometri, potrebbe partecipare al relativo concorso, mentre i giovani geometri che da circa 5 anni lavorano al Comune come precari ( per un orario ridotto, pagati dalla Comunità Montana con un salario da raccoglitori di pomodori e privi anche di contributi previdenziali ) che hanno acquisito una professionalità e che non possiedono l’iscrizione all’Albo Professionale, NON  POSSONO NEMMENO  CHIEDERE  DI  ESSERE  AMMESSI  AL  CONCORSO .

Sig. Sindaco,

questo non solo non è giusto ed ha il sapore di un’operazione clientelare, ma è una chiara discriminazione che la legge non consente, pertanto ufficialmente le chiedo, quale ultimo atto della sua amministrazione, di convocare subito la Giunta e di rinviare i Concorsi con l’adozione di nuove procedure concorsuali ed annullare l’ illegale Delibera N° 93 del 13. 08. 2009 .

Avigliano 1° Marzo 2010

Distinti saluti

Vito Fernando Rosa

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Rionero: Presentazione romanzo “L’ombra del Visir” di Gallucci

Posted on 12 Dicembre 2009 by antonio pace

Associazione Suggesto

Rionero in Vulture - Pz

Agli Organi di Informazione

Rionero in Vulture, lì 11/12/2009.

Comunicato Stampa

Il comune di Rionero in Vulture in collaborazione con l’associazione culturale Suggèsto, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore” organizza Sabato 12 dicembre 2009,  presso il centro sociale di Rionero in Vulture, un incontro con il Prof. Matteo Donato Gallucci per  presentare la sua ultima opera, il romanzo  ”L’Ombra del Visir”.

All’incontro parteciperanno il Presidente dell’Associazione Suggèsto, Nicola Giansanti, il Sindaco di Rionero in Vulture, Antonio Placido, il Direttore Didattico scuole elementari di Rionero, Antonio Pinto e Rocco Viglioglia, docente scuole superiori. Durante l’incontro verranno letti alcuni passi del romanzo a cura di Incoronata Di Lorenzo.

Giunto ormai alla  sesta pubblicazione, dopo aver attraversato il filone dei romanzi storici, il Prof. Gallucci ritorna alla sua passione originaria, il romanzo fantasy.
“Non è la prima volta - afferma il Prof. Gallucci - che tratto questo genere letterario. Ho cominciato proprio con il fantasy, per tre volte vincitore del Premio Tolkien, (1983,1984,1985)”.

L’Ombra del Visir è un romanzo heroic fantasy. Pure, lo sfondo su cui si muovono i personaggi, è storico. Come lo sono alcuni protagonisti del romanzo: Il Gran Visir Ahmed Koprülü, il sultano Mehemed IV.
Storica è la Pace di Candia, stipulata tra Venezia e il Turco, la struttura politica della Repubblica di San Marco, quella dell’Impero della Mezzaluna. Per non parlare degli Arsenali navali, la pirateria ecc.

L’ombra del Visir è un’opera storica e fantastica?
È l’una e l’altra. E vi compare anche il soffio di un’anima orrifica. Un horror velato, visto attraverso un delicato ordito in filigrana. Un genere letterario unico nel suo genere, quasi innovativo.
La magia, il filo horror, le imprese degli eroi, la trama storica degli eventi concorrono tutt’insieme a sorprendere il lettore. E il tutto appare verosimile quanto fantastico.
Almeno, era questo l’intento.

La presente vale anche come invito per la stampa.

Il Presidente

(Dott. Nicola Giansanti)

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Melfi: Domenica apre TIPICAMENTE MELFI

Posted on 03 Dicembre 2009 by antonio pace

DOMENICA AL VIA TIPICAMENTE MELFI

Artigianato artistico, oggettistica e souvenir a due passi dal Castello

Punta decisamente sull’artigianato artistico la città di Melfi, e lo fa grazie all’iniziativa di giovani del luogo che credono in questo settore e voglio fortemente rilanciarlo per farne attrattiva turistica. L’associazione turistico culturale “Le Terre di Federico”, in collaborazione con Antonio Vitucci, si sono fatti carico di creare un’importante vetrina per tanti artigiani del Vulture e dell’intera provincia di Potenza, attraverso una forte sinergia con loro che, da ora in poi, avranno modo di produrre tutta una serie di oggetti o di riproduzioni presenti nel Museo Nazionale del Melfese, per vederli esporre, grazie al lavoro ed all’idea del gruppo melfitano, in idonei locali a due passi dal possente maniero di Federico II. “Abbiamo scelto di essere vicini al Castello perché qui diviene più facile intercettare i flussi di turisti, visitatori, scolaresche e gruppi organizzati che si dirigono a piedi proprio per poter osservare il maniero dell’imperatore svevo e per ammirare i preziosi reperti presenti nel Museo - ci hanno detto in questi giorni gli stessi ideatori del progetto - ma non vogliamo che il tutto si limiti ad un periodo solo, magari di maggiore affluenza come l’estate o le festività di fine d’anno, ma abbiam pensato di farne un luogo fisso, fisicamente pronto a mostrare i prodotti del nostro artigianato e per offrirli ai turisti”. Insomma un qualcosa di idoneo oltre che duraturo, per mostrare come valido sia il nostro artigianato artistico, ad ogni livello, si tratti esso di ceramica, vetro, ferro battuto, legno, altro ma anche per far si che, proprio avendo allestito con vetrine, ripiani, scaffali, mensole e pareti certo al meglio attrezzate all’utilizzo, i turisti possano ammirare i vari oggetti, e tra essi scegliere quello a cui dedicare un pensiero importante, per acquistarlo, portandolo con se ad una persona cara o solo a un amico speciale. “Abbiamo oggetti di diverso tipo e che possano davvero soddisfare le richieste e le tasche di ognuno, dagli scolari ai docenti, dalle famiglie agli anziani, dai giovani agli studiosi che cercano testimonianze importante nel loro vagare per turismo - hanno poi aggiunto i ragazzi che si cimentano con gli ultimi impegni per esser pronti all’inaugurazione di domenica sera alle ore 18,00 - perché riteniamo sia importante, anzi fondamentale per la crescita, il rilancio, l’affermazione del nostro artigianato lucano, poter avere oggetti, piccoli gadget, souvenir di tipo e materiale diverso, e questo, per noi, trova valenza ulteriore in questa nostra idea, attraverso il lancio di un marchi tutto di Melfi”. Una idea questa suggerita, e subito recepita dai ragazzi, da Antonio Vitucci, ex assessore provinciale alle Attività Produttive che ha messo a frutto le sue notevoli iniziative nel settore della conoscenza ed affermazione dell’artigianato artistico lucano per creare “un marchio Tipicamente Melfi che individui appunto una linea di prodotti, di souvenir, di riproduzioni di oggetti comuni e di gran pregio esposti al Museo, che la gente, il turista, la famiglia, possa trovare qui e portare con se, a casa, in ufficio, a scuola, nella propria famiglia”. Quindi, dopo le prove generali con iniziative di promozione dell’artigianato artistico a Rapolla e poi a Melfi, ora nella città di Federico II il tutto diviene anche fisso, continuo, costante, attraverso questa idea ed il marchio che lo contraddistingue, e che vuole essere nuova linfa per il settore, occasione economica per gli artisti ed artigiani che già si sono detti “orgogliosi di collaborare a tale progetto offrendo i loro prodotti per questa vetrina a 2 passi dal Castello di Melfi” ma soprattutto idea in grado di promozionare ulteriormente il turismo in città e nell’intera area del Vulture Melfese. Senza dimenticare che, dal 6 dicembre al 6 gennaio sarà aperta anche una mostra dei lavori dell’Istituto Artistico di Melfi, perché la fattiva collaborazione con le scuole presenti sul territorio, insieme ai laboratori con gli artigiani, saranno davvero i punti di forza di questo progetto innovativo e, si spera, vincente all’ombra del castello dell’Imperatore.

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MELFI: Gemellaggio Istituto Gasparrini Istituto Boccardi di Termoli

Posted on 18 Novembre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. In grande stile l’accoglienza che l’istituto tecnico commerciale e per
geometri Gasparrini, ha dato alla delegazione del liceo tecnologico Boccardi di
Termoli, nell’ambito di uno scambio conoscitivo-culturale che accomuna i due
centri. In nome della Fiat, esistente nelle zone industriali di entrambe le
città e, soprattutto, di Federico II, di cui un maniero sorge sia qui, alle
falde del Vulture, che in riva all’Adriatico molisano. Il tutto, inoltre, per l’
adesione alle iniziative previste per i 150 anni dell’unità d’Italia e l’idea
Anci di scoprire il Paese attraverso marcate similitudini del territorio.
Promotrice ospite la professoressa Giuseppina Di Sabato. <<C’è stato un grande
lavorio preparatorio con i colleghi melfitani e devo evidenziare che si è
notata attenzione fin nei minimi particolari, vista la maniera in cui siamo
stati ricevuti. Davvero i complimenti a chi si è impegnato per noi>>. Enormi
gli sforzi, quindi, dei docenti locali che non si sono risparmiati per la buona
riuscita dell’evento. In particolare il prof. Di Chicco, la prof. Brescia e l’
autentica fautrice dell’evento a Melfi, Maria Pia Guantario. <<C’è stata
sinergia e collaborazione con tutte le componenti decisionali dell’istituto per
fare una buona figura come scuola e come città oltre, naturalmente, a garantire
il miglior soggiorno possibile agli amici di Termoli. Ringraziamenti specifici
vanno al personale ed agli studenti, senza dimenticare gli sponsor privati che,
accettando i nostri inviti, ci hanno permesso di mettere in pratica la maggior
parte dei nostri auspici>>. Costante volontà di essere presenza attiva e
protagonista nel contesto formativo della zona è stata espressa dal dirigente
del Gasparrini, Donato Santomauro, e dalla presidente del consiglio d’istituto
Lucia Calabrese, in nome di un luogo di studio nato nel 1851. A marzo 2010, in
Molise, il ritorno del gemellaggio.

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MELFI: Aprire una nuova stagione politica - UDC

Posted on 29 Ottobre 2009 by antonio pace

Aprire ad una nuova stagione politica:

La crisi della politica è evidente, le classi dirigenti dei partiti sono ormai incapaci di dare quei contributi nuovi  atti a rilanciare una nuova stagione politica in Basilicata, le strutture di partito sembrano chiudersi ai giovani che pur rappresentano la spina dorsale della nostra regione. Noi Giovani dell’unione di centro di Basilicata siamo sicuri di voler investire in una politica nuova, che sappia mettere l’uomo ed in particolare i giovani  al centro della stessa. I giovani costituiscono l’arcipelago di condizioni sociali e culturali diverse che bisogna considerare e sono proprio i giovani presenti in questo partito a guardare ed ad aprirsi alle istanze che provengono da questo mondo. La sfida è ardua e piena di insidie ma personalmente credo che si possa vincere anche perché e questo mi piace dirlo, lo ripeto spesso, che l’appello che Sturzo fece ai “liberi e forti” oggi si possa riproporre alla giovane società lucana. Come commissario provinciale di Potenza  dei giovani dell’Unione di Centro di Basilicata mi rivolgo a quanti, studiano, lavorano,   a quanti prestano il loro impegno nella giovane società civile, al mondo dell’associazionismo cattolico e non, affinché uniti negli stessi intenti si riesca a dare un effettivo e fattivo contributo per il rilancio di una nuova stagione politica in Basilicata. Mi voglio rivolgere alla società lucana, alla giovane e attiva società lucana affinché, insieme, con il coraggio dei liberi e forti si possa giungere ad una reale definizione delle vere esigenze  e dei piani di azione utili per dare una stabilità e una previsione organica alle azioni di intervento  politico in ambito giovanile. La fuga di cervelli, la mancanza di disposizioni a vantaggio dei giovani lavoratori, la previsione dei forum giovanili ma il loro scarso utilizzo, deve far riflettere, deve portarci ad analizzare la complessa situazione sociale presente in regione e portare la politica a sviluppare nuove azioni e nuovi interventi. Se la politica lucana vuole essere vera politica non può più prescindere dal contributo delle giovani generazioni, non può più chiudersi  in se stessa, deve invece aprirsi alle nuove idee, alle nuove e fresche spinte provenienti dal basso e offrire nuovi,seri e reali strumenti per la formazione di una nuova classe dirigente che sappia affrontare le nuove sfide dei tempi che avanzano. La meritocrazia è un principio sacrosanto ma, non deve essere tirato fuori dal cilindro solamente in campagna elettorale per innestare fiducia e senso di cambiamento, la meritocrazia deve essere il punto di partenza per quel processo che noi, chiamiamo ricambio generazionale.. Non ci metteremo al servizio di improvvisati o imposti leader, ma al contrario li sapremo scegliere sulla base dei loro comportamenti, del loro impegno, della loro onestà intellettuale. I giovani dell’unione di centro di Basilicata sono pronti per aprire una nuova stagione politica per il rilancio della nostra regione.

Pietro Monico

Commissario Giovani unione di Centro provincia di Potenza

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MELFI: Scuolabus per pochi e non per tutti

Posted on 11 Ottobre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI.
MELFI. Presenta contraddizioni il servizio cittadino di scuolabus. Polemiche
di varia natura che, naturalmente, risaltano dalle esternazioni dei genitori,
specie dei piccoli residenti nelle frazioni come Foggiano, San Giorgio e
Leonessa, oltre alle singole zone rurali. Restano mute, invece, le specificità
che appaiono davvero esagerate. Nel primo caso, in particolare, è vero che gli
studenti provenienti da quei nuclei abitati, sembrano di serie B. Ma sulle
lamentele inerenti gli orari inadatti, non si tiene conto che uno scuolabus,
intanto non deve affatto accelerare e, poi, può trovare impedimenti come un
mezzo pesante davanti, su strade che, per giunta, sono eternamente precarie.
Chiaro che i diritti valgono per tutti, ma è pure innegabile che ci sono i
normali collegamenti di linea se si operano scelte, a riguardo dell´istituto
dove iscrivere i figli, che possono non collidere con il servizio e con la
durata delle lezioni. Inoltre, come ha detto il sindaco Navazio “l´opzione di
mandare gli scolari tutti a Melfi, finirebbe per far chiudere i plessi
esistenti nelle stesse frazioni per ragioni numeriche imposte dalle leggi”. Ad
ogni buon conto, è stato cercato, e forse trovato, il modo di accontentare le
esigenze generali, anche nel rispetto dei costi pagati dagli utenti, ma è
impensabile sperare di ottenere, ognuno, la fermata davanti la porta di casa.
Di contro, si segnalano casi molto singolari che, probabilmente, sfiorano l´
illogico e, magari, fanno diventare difficilissimi gli equilibri che si
vorrebbero conseguire. Si apprende, infatti, di una situazione al limite del
lecito. Quotidianamente, infatti, un solo bambino viene prelevato dall´edificio
Nitti alle 16,30 e condotto a San Giorgio. Insomma, una corsa assolutamente
dedicata. Avviene poi in contrada Molara, sempre sulla strada per Monticchio,
che un altro bimbo non possa fruire del servizio specifico e, purtroppo,
neppure della linea normale per andare all´asilo. Il motivo? E´ troppo piccolo
per viaggiare da solo su un pullman che, al contrario dei classici bus gialli,
non ha assistenza a bordo. Dunque, ci vuole più ragionamento da tutte le parti
in causa e non pretendere e basta.

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MELFI: Fontana di Piazza Mancini ?

Posted on 10 Ottobre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Uno zampillo dove poter bere, che non ispira fiducia in termini d´
igiene. Dall´altra parte, una vasca che raccoglie ciò che ci viene buttato e
dove l´acqua ha un poco rassicurante colore marrone. In mezzo, una sorta di rio
stagnante dal tono verdastro che è diventato contenitore di mozziconi e quant´
altro possibile versarci per assenza d´impedimento. Insomma, non è affatto in
buona salute il manufatto che occupa gran parte di piazza Abele Mancini, da
oltre un decennio, e che fin dal momento della sua ideazione ha suscitato
polemiche. Tra chi la riteneva degna di abbellire il luogo più centrale della
città e chi, invece, la considerava esagerata allo scopo e, quindi, adatta solo
a restringere uno degli spazi aperti più grandi di Melfi. Oggi, la segnalazione
sulla necessità di interessarsi alla questione è di natura più oggettiva ed
arriva da alcuni pensionati che si ritrovano nella vicina villa Sibilla, a
pochi passi dal palazzo del Comune. “Il punto dove sgorga l´acqua potabile- è
la prima annotazione- è aperto a qualunque agente inquinante, oltre che agli
animali che volessero servirsene. Per giunta, il traffico ad un paio di metri,
non può che essere un fattore contaminante. Servirebbe, quindi, qualcosa che ne
possa salvaguardare la fruibilità per uso umano, per così dire. Attenzione-
proseguono i nostri interlocutori- serve anche per quella specie di canaletto
che unisce alla vasca opposta. Ferma restando l´inciviltà di chi l´utilizza per
i rifiuti, occorrerebbe pensare ad una copertura che gli conferisca, almeno,
maggiore dignità. Infine il rettangolo fornito di tre bocchettoni zampillanti
che, oltre alle mancanze precedenti, è pure sfornito di misure di sicurezza a
prescindere di quanto sia profondo. E´, infatti, privo di protezione o
sbarramento e di facile accesso, specie ai più piccoli che, per curiosità, si
avvicinano. Chiediamo l´interesse di chi ne ha competenza- concludono in coro
unanime- soprattutto per l´incolumità e, insieme, per il biglietto da visita
che la piazza dovrebbe rappresentare”.

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