Si era appena affacciato alla vita il piccolo Giuseppe (Peppino) di Atella che nel tragico scontro dell’altra sera ha perso la vita. E’ vissuto dieci anni appena e la vita gli è stata tolta da un incidente stradale che lo aveva visto protagonista, insieme ad un suo amichetto della stessa età, vivo per miracolo, all’imbrunire nell’ultima sera di vacanze prima che iniziasse la scuola. E’ deceduto, purtroppo giocando, come fanno la maggior parte dei ragazzi della sua età, in bici, nel suo rione, alla periferia di Atella, un grosso centro ai piedi del Vulture. Una fatalità, una maledetta coincidenza, una sfortunatissima occasione: l’autobus di linea Melfi - Ruvo del Monte, che collega vari centri lungo il tragitto, proprio a quell’ora doveva passare nella centrale via Giovanni XXII, proprio in quell’istante, mentre insieme al suo compagno di giochi sulla loro mountain bike attraversavano il quadrivia che porta da un lato ad un centro sportivo del paese e dall’altro alla circumvallazione. L’impatto è stato tremendo. L’autista del grosso autobus ha visto sbucare i due ragazzi dalla strada laterale solo all’ultimo momento e nonostante abbia immediatamente azionato i freni non ha potuto evitare l’impatto. Il mezzo era troppo grande. Comunque sulla dinamica dell’incidente stanno svolgendo le indagini del caso i carabinieri della compagnia di Melfi, agli ordini del tenente Vincenzo Varriale, coordinati dal Pm di Melfi, Sofia Anfossi. Allertati i soccorsi sono giunti sul posto, quasi contemporaneamente l’ambulanza dell’ospedale di Melfi e l’eliambulanza del 118 di Potenza. Il piccolo Giuseppe è deceduto presso il nosocomio di Melfi, mentre il suo amico, in gravi condizioni è stato trasportato al San Carlo di Potenza, dove, durante la nottata è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico durato sei ore. Al momento, per quanto ci è dato di sapere, anche se in prognosi riservata, i sanitari sperano di salvarlo. Sul posto dell’incidente sono rimasti solo i segni del gesso che gli inquirenti hanno fatto per delimitare le posizioni dell’autobus, della bici, la frenata, le distanze. Un mazzo di fiori bianchi, poggiato ai limiti della strada segna invece il luogo dove Giuseppe ha lasciato la vita. Il traffico lungo l’arteria è ripreso regolarmente e solo qualche macchina rallenta per vedere il posto dell’incidente, ma il tempo è inclemente ( si è abbattuta su Atella una scrosciante pioggia durante la mattinata ) e la sosta non dura che qualche istante. Sostano invece più a lungo le auto dei carabinieri impegnati nelle indagini per stabilire le esatte dinamiche dell’incidente. Il paese di Atella si è svegliato ieri mattina con il terribile ricordo dell’incidente e si leggeva nei volti degli abitanti, senza sorrisi, il dolore per la perdita del piccolo Giuseppe, magari compagno di giochi di qualche loro stretto parente. Un paese tranquillo, senza rumori, dove la gente che sosta davanti le proprie abitazioni, davanti ai negozi, nella piazza del municipio, commenta l’accaduto a bassa voce, quasi incredula per l’accaduto. Si formano i capannelli solo per informarsi sulle condizioni dell’altro bambino ricoverato al San Carlo. E tutti sperano.















