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Atella: Sciagura della strada, bimbo muore

Posted on 18 Settembre 2009 by antonio pace

Si era appena affacciato alla vita il piccolo Giuseppe (Peppino) di Atella che nel tragico scontro dell’altra sera ha perso la vita. E’ vissuto dieci anni appena e la vita gli è stata tolta da un incidente stradale che lo aveva visto protagonista, insieme ad un suo amichetto della stessa età, vivo per miracolo, all’imbrunire nell’ultima sera di vacanze prima che iniziasse la scuola. E’ deceduto, purtroppo giocando, come fanno la maggior parte dei ragazzi della sua età, in bici, nel suo rione, alla periferia di Atella, un grosso centro ai piedi del Vulture. Una fatalità, una maledetta coincidenza, una sfortunatissima occasione: l’autobus di linea Melfi - Ruvo del Monte, che collega vari centri lungo il tragitto,  proprio a quell’ora doveva passare nella centrale via Giovanni XXII, proprio in quell’istante, mentre insieme al suo compagno di giochi sulla loro mountain bike attraversavano il quadrivia che porta da un lato ad un centro sportivo del paese e dall’altro alla circumvallazione. L’impatto è stato tremendo. L’autista del grosso autobus ha visto sbucare i due ragazzi dalla strada laterale solo all’ultimo momento e nonostante abbia immediatamente azionato i freni non ha potuto evitare l’impatto. Il mezzo era troppo grande. Comunque sulla dinamica dell’incidente stanno svolgendo le indagini del caso i carabinieri della compagnia di Melfi, agli ordini del tenente Vincenzo Varriale, coordinati dal Pm di Melfi, Sofia Anfossi. Allertati i soccorsi sono giunti sul posto, quasi contemporaneamente l’ambulanza dell’ospedale di Melfi e l’eliambulanza del 118 di Potenza. Il piccolo Giuseppe è deceduto presso il nosocomio di Melfi, mentre il suo amico, in gravi condizioni è stato trasportato al San Carlo di Potenza, dove, durante la nottata è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico durato sei ore. Al momento, per quanto ci è dato di sapere, anche se in prognosi riservata, i sanitari sperano di salvarlo. Sul posto dell’incidente sono rimasti solo i segni del gesso che gli inquirenti hanno fatto per delimitare le posizioni dell’autobus, della bici, la frenata, le distanze. Un mazzo di fiori bianchi, poggiato ai limiti della strada segna invece il luogo dove Giuseppe ha lasciato la vita. Il traffico lungo l’arteria è ripreso regolarmente e solo qualche macchina rallenta per vedere il posto dell’incidente, ma il tempo è inclemente ( si è abbattuta su Atella una scrosciante pioggia durante la mattinata ) e la sosta non dura che qualche istante. Sostano invece più a lungo le auto dei carabinieri impegnati nelle indagini per stabilire le esatte dinamiche dell’incidente.  Il paese di Atella si è svegliato ieri mattina con il terribile ricordo dell’incidente e si leggeva nei volti degli abitanti, senza sorrisi, il dolore per la perdita del piccolo Giuseppe, magari compagno di giochi di qualche loro stretto parente. Un paese tranquillo, senza rumori, dove la gente che sosta davanti le proprie abitazioni, davanti ai negozi, nella piazza del municipio,  commenta l’accaduto a bassa voce, quasi incredula per l’accaduto. Si formano i capannelli solo per informarsi sulle condizioni dell’altro bambino ricoverato al San Carlo. E tutti sperano.

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SANT’ILARIO DI ATELLA: Non più con Atella, ma con Filiano

Posted on 03 Settembre 2009 by antonio pace

Anche nella graziosa frazione di Sant’Ilario, in agro di Atella spira il vento del secessionismo. Il caso della frazione è unico e forse raro,  perché, quando si disegnarono i  confini del comune atellano e si volle inserire appunto Sant’Ilario non si tenne presente che quel territorio non era “collegato” in alcuna direzione a quello di appartenenza. Un isola circondata dai confini di altri quattro comuni: Avigliano, San Fele, Bella e Filiano. Nessuno sforzo è stato fatto in tutti questi anni affinchè questo “errore” geografico fosse rimosso, magari trovando un varco in un confine comunale limitrofo. Un’ isola, dunque e isolati si sentono la maggior parte dei cittadini residenti,  per una serie di mancanza di servizi che invece le frazioni dei comuni che lo circondano possono usufruire: il gas metano, ma anche più servizi di trasporto da e per il proprio comune, mancanza di delegazione comunale, scarsa illuminazione pubblica, strade sconnesse e quindi non facilmente percorribili, specialmente durante la stagione invernale, la posta non sempre aperta, pochissima segnaletica stradale e poco interesse nel campo turistico. Eppure è una frazione effervescente, molto curata sotto il profilo estetico: ogni balcone o scala di accesso alle abitazioni è piena di gerani, le ringhiere sono senza ruggine e i gradini non sono sconnessi. ” Questo è tutta opera di cittadini privati - ci dice il sig. Giovanni - che sono stati guidati da mani esperte che hanno saputo abbellire il nostro borgo, con poche azioni. Il comune di Atella ci vede lontani dai propri interessi e quindi noi ci sentiamo sempre più abbandonati”. Lungo la strada che porta a San Cataldo di Bella, un gruppo di cittadini che sostano al fresco in attesa del pranzo, intervengono sulla questione e rincarano la dose:  “Ci siamo stancati di vivere in queste condizioni, senza servizi e con il Comune sempre più distante dai nostri problemi. Da quando abbiamo saputo che alcune frazioni del comune di Avigliano si vogliono staccare per essere aggregati a quello di Filiano, anche alcuni di noi vorrebbero intraprendere questa strada verso l’aggregazione a Filiano, comune che si trova a due passi da noi e che quindi è confinante. Per raggiungere il nostro comune (Atella), dobbiamo attraversare almeno due territori appartenenti ad altri comuni. E’ logico tutto questo? Vogliamo provare anche noi ad aderire al comune di Filiano”. La discussione continua sulla mancanza dei servizi e si fanno paragoni con quelli che esistono a Sterpito, frazione di Filiano. In primo luogo è ricorrente la mancanza del metano “che ci costringe - dice una giovane donna - ad alimentare le nostre cucine con le bombole molto più costose e per riscaldarci di inverno dobbiamo ricorrere alla legna che notoriamente ha un costo maggiore. Invece, quelli che abitano a Sterpito o a Dragonetti o Scalera si riscaldano col metano che è più comodo e meno costoso”. E’ auspicabile, da parte della Regione Basilicata,  una revisione generale dei confini comunali, magari con l’accorpamento di quelli più piccoli, rendendoli più efficienti e più efficaci.

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MELFI: Presentato programma estivo festival cabaret

Posted on 22 Luglio 2009 by antonio pace

Parte da Atella la quinta edizione del Festival Internazionale itinerante di Arte di Strada. Organizzato dall’Associazione culturale Il Circo dell’Arte di Venosa, diretto da Pasquale Cappiello, il Festival si arricchisce quest’anno di ulteriori tre piazze in cinque diverse province ( Potenza, Matera, Bari, Taranto, Bat, e Cosenza) dove gli artisti di strada porteranno a far conoscere con i loro spettacoli gioiosi e anche di un certo valore culturale artisti da tutto il mondo. Ogni sera in diciannove piazze, ma anche nei posti più suggestivi dei vari paesi interessati, varie compagnie si alterneranno con spettacoli rigorosamente dal vivo com’è tradizione di questo genere di arte, per allietare con grande spirito gioioso i cittadini e gli eventuali turisti. Un mix di spettacoli, cultura e turismo, dove gli organizzatori si sono spesi per portare negli angoli più suggestivi dei centri storici dei paesi che ospiteranno le manifestazioni, molti turisti attratti da questi spettacoli coinvolgenti che attirano non solo i bambini ma anche gli adulti. “Quest’anno – ha detto Cappiello  nel corso della conferenza stampa di presentazione – la nostra associazione ha deciso di aprire alla solidarietà mediante la collaborazione della FIDAS ( Federazione Italiana Associazioni Donatori  del Sangue) che sarà presente in tutti gli spettacoli con un loro spazio riservato a far conoscere gli scopi dell’associazione. Hanno presentato il programma dell’associazione, il V. presidente Nazionale Antonio Bronzino e quello regioale Paola Saraceno. Artistinstrada – ha proseguito Pasquale Cappiello – presenta spettacoli in esclusiva, dove gli artisti internazionali saranno capaci di sedurre il pubblico presente con le loro abilità di giocolieri, acrobati, fachiri, musicisti e mimi. Un vortice di energie fra teatro, musica, danze e acrobazie che saranno ospitati nei diciannove comune : Atella (23), Gioia del Colle (24), Matera (25), Melfi (26), Maschito (27), Acerenza (28), Castelgrande ( 29), Calciano (31) Ad Agosto il programma prevede spettacoli a  (14) e per finire al gran calà di Pignola il 24 Agosto. Altro importante appuntamento è senza dubbio l’VIII^ edizione del Festival di Cabaret di Basilicata la cui finale è stata prevista a Melfi l’8 agosto dove si esibiranno artisti di grande valore artistico come Cacioppo, Fulvo Fuina, William Catania, Simone Tuttobene, Nando Timoteo e Nico Salatino e i finalisti di Arteteca. Particolarmente soddisfatta l’assessore alla cultura del comune di Melfi,  Pina Carbone, che ha espresso apprezzamento per il lavoro che svolge l’associazione culturale venosina di Pasquale Cappiello.

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ATELLA: Famiglia occupa comune

Posted on 21 Giugno 2009 by antonio pace

Il comune di Atella è stato “occupato”  durante la tarda mattinata di ieri, da Carmela Caraffa e Michele Corella, conviventi del posto, entrambi invalidi con due figli  “perché dal comune ci hanno negato l’assegno di sussidio nonostante la positiva relazione dell’assistente sociale”. La signora Carmela è molto determinata nel voler proseguire la sua protesta, mentre il suo convivente passeggia nervosamente nell’androne del palazzo comunale, intervenendo e aggiungendo alcuni particolari al racconto della donna. “Mi sono trasferita da 11 anni ad Atella e maledico quel giorno di aver preso questa decisione. Avevo molte speranze di trovare almeno un lavoro come tante altre, ma, nonostante la mia condizione di invalida e anche quella del mio convivente con l’aggiunta di un figlio di ventotto anni anch’egli invalido, non riusciamo a trovare un benché minimo lavoro che ci consenta di vivere dignitosamente. Vivere in queste condizioni – continua Carmela – è impossibile perché non sappiamo come andare a fare la spesa. Ci siamo rivolti alle autorità comunali – prosegue la signora Carmela – aiutati dall’assistente sociale che ha accompagnato la nostra richiesta con una dettagliata relazione positiva, ma, durante la giunta comunale riunitasi giovedi scorso, non è arrivata una risposta positiva, almeno per quanto riguarda l’assegno di sussidio. Disperati, dopo aver chiesto tutti i giorni aiuto, abbiamo dovuto prendere la decisione di occupare il comune, senza voler far male a nessuno, ma solo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica circa la nostra disperata situazione: invalidi, disoccupati, con due figli di cui uno invalido e l’altro disoccupato, senza soldi per mangiare e senza una prospettiva per il futuro”. Stanca, disperata, la signora si appoggia al muro, guarda il suo convivente e prosegue il suo disperato racconto. “Viviamo alla case popolari da più di dieci anni – prosegue Carmela Caraffa -  ma non riusciamo a pagare le bollette e spesso non riusciamo neanche a mettere qualcosa in tavola per mancanza di soldi. Non vogliamo l’elemosina  - conclude Carmela -  chiediamo un lavoro, qualche sostituzione, per poterci mettere nelle condizioni di vivere. Non ci muoveremo dal comune fin quando qualcuno non ci assicura un interessamento al nostro caso. Siamo cittadini italiani anche noi e anche noi abbiamo il diritto di vivere come tutti gli altri che bene o male hanno un lavoro per poter almeno mangiare, noi non abbiamo nemmeno quella!” La coppia, dopo lo sfogo di rabbia riprende il posto di presidio: occupano le porte di entrate del palazzo comunale, convinte come sono nel voler continuare la  protesta.

Durante l’occupazione del palazzo comunale da parte di Carmela Caraffa e Michele Corella, hanno tentato di dissuadere la coppia molte persone: amici, conoscenti, gente comune, senza riuscirvi. Tra gli altri era presente anche un assessore del comune ( il cui nome non è dato di conoscerlo) che ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sul caso. Solo nel pomeriggio di ieri, la coppia, vista l’impossibilità di poter avere udienza da qualche responsabile dell’amministrazione comunale, con l’insistenza del responsabile dei vigili urbani della città e del  comandante della locale stazione dei carabinieri, ha desistito dal proseguire la protesta rimandandola eventualmente a lunedi o martedi, quando avrà la possibilità di aver un contatto con gli amministratori. Alcuni funzionari sensibili stanno cercando di trovare qualche posto di lavoro anche se momentaneo per il figlio per poter alleviare i disagi della famiglia. Evidentemente il responsabile dei vigili e il comandante dei carabinieri sono stati convincenti nel motivare la necessità di non proseguire nella protesta, tanto che la coppia è tornata nella propria abitazione. Il caso di Atella, purtroppo non è isolato perché sempre più spesso si verificano casi che vanno oltre la ormai famosa quarta settimana, accorciando alla seconda, l’impossibilità di far fronte alle necessità giornaliere, specialmente per i pensionati al minimo e disoccupati che vanno ad infoltire sempre più la lista degli indigenti nella nostra regione.

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VULTURE: La frana di Atella continua ad invadere la corsia

Posted on 25 Aprile 2009 by antonio pace

Una grossa frana continua ad interessare la ex strada statale 93 nei pressi di Atella ( peraltro segnalato dalla Gazzetta da circa dieci giorni).  Ma, nonostante un primo intervento degli uomini della provincia che con un grosso mezzo meccanico avevano liberato parte della carreggiata, con le copiose piogge dei giorni scorsi il fenomeno si è accentuato tanto da richiedere un immediato nuovo intervento. La frana è segnalata sul posto con cartelli ben visibili autorizzando il transito a senso unico alternato, ma rimane lo stesso pericolosa perché la parte dello smottamento è situato proprio sulla cima di un dosso che impedisce la visibilità della corsia opposta. La strada in questione è molto trafficata, specialmente in alcuni orari di punta, quando cioè,  gli operai della vicina zona industriale della Valle di Vitalba cambiano turno di lavoro. La strada collega appunto alcuni centri del Vulture: Rionero, Atella, Barile, Melfi ecc. con la zona industriale dal lato nord,  mentre dal lato sud collega i centri di Lagopesole, Filiano, S. Ilario, San Fele, Rapone ecc. La frana è monitorata dai vigili urbani di Atella, nel cui territorio si trova lo smottamento e dagli uomini della locale stazione dei carabinieri, pronti a segnalare qualsiasi pericolo che si creerebbe al passaggio nell’arteria di collegamento. Il fronte della frana è di circa 30 metri ed ha abbattuto il muro di contenimento costruito in cemento armato.

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ATELLA: Frana al chilometro 88

Posted on 05 Aprile 2009 by antonio pace

Una frana con un fronte di oltre venticinque metri ha invaso una intera corsia della ex SS 93 al chilometro 88 nei pressi di Atella. Sul luogo sono accorsi i vigili urbani di Atella e i carabinieri della locale stazione per controllare il traffico e per monitorare minuto per minuto l’evolversi della situazione. La frana che ha invaso la carreggiata è situata in un dosso e  la massa di terreno scivolato a valle ne impedisce ulteriormente la visibilità, rendendo la percorrenza ancora più pericolosa. Sono stati fatti affluire anche gli uomini della Provincia, titolare della strada ed un grosso mezzo meccanico che lavorerà per liberare dalla grande quantità di terreno che invade la corsia stradale. La strada, che collega la valle di Vitalba ai paesi del Vulture è percorsa ogni mattina da centinaia di automobilisti che raggiungono il posto di lavoro provenienti dai paesi situati lungo il versante est dell’appennino: San Fele, Ruvo del Monte, Rapone, Filiano,  Lagopesole, ma anche dal versante opposto come, Atella, Rionero, Barile, Ripacandida, che si riversano nella zona industriale di Atella. Per la verità, un piccolo smottamento del terreno a monte della carreggiata si è già registrato negli anni addietro, ma, è stato sempre giudicato poco pericoloso per la minima quantità di terriccio sceso sull’asfalto. Nelle settimane precedenti, a causa della grande quantità di acqua e neve precipitata nella zona, le infiltrazioni sono aumentate ed in proporzione si sono verificate discese a valle di grosse quantità di terreno con la conseguente invasione della corsia. Sul posto il pericolo di frana è ben segnalata da tutti e due in versanti e si spera che durante la giornata, gli uomini della Provincia possano liberare dalla carreggiata la maggior parte dei detriti scesi dal costone per  mettere in sicurezza l’arteria. Si spera, in un intervento risolutivo del problema con una azione mirata di contenimento per scongiurare altri smottamenti futuri.


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LAGOPESOLE: IL PETROLIO DEI LUCANI

Posted on 03 Gennaio 2009 by antonio pace

Si parla di petrolio e di idrocarburi in Basilicata sin dagli anni ’50, quando l’Agip con Enrico Mattei scoprì i giacimenti a valle di Pisticci. Verso la fine degli anni ’70, l’interesse per i prodotti petroliferi del sottosuolo lucano si spostò verso l’interno, sulla dorsale appenninica a nord del capoluogo di regione. Negli anni dopo il terremoto dell’80 iniziarono le trivellazioni nella Val D’Agri con lo sfruttamento di alcuni giacimenti. A metà novembre di quest’anno, l’Eni, ha rispolverato il vecchio progetto ed ha chiesto , fra l’altro, il permesso per trivellare nella zona “Anzi” ed in quella di “Frusci”. La giunta municipale di Potenza ha espresso il parere negativo sia per l’uno che per l’altro progetto perché “la dimensione complessiva del problema – ha sottolineato il sindaco del capoluogo lucano, Vito Santarsiero - impone una più ampia riflessione ed una più precisa regolamentazione, regionale e nazionale, del settore nonché precise scelte sul piano delle politiche energetiche regionali”. Molti amministratori dei comuni compresi nella vasta area interessata ( circa 272 kmq )  che va da Anzi fino a San Fele dopo la presa di posizione del comune capoluogo, prima di dare un giudizio hanno voluto sapere qualcosa di più entrando nel merito della questione attraverso una tavola rotonda organizzata a Lagopesole dall’Associazione “100 comuni”. L’occasione è stata determinata dalla presentazione da parte dell’Eni del cosiddetto “Progetto Frusci” che prevede uno studio del sottosuolo in una vasta area che comprende i Comuni di Avigliano, Potenza, Bella, San Fele, Atella, Filiano e Pietragalla. Durante il dibattito è stato sottolineata la necessità di confrontarsi su due questioni importanti :  quella di superare sia una visione tutta negativa delle estrazioni di idrocarburi e gas,  sia una visione eccessivamente ottimistica e favorevole che continua a far breccia specie tra alcuni sindaci “abbagliati” dalle royalties”. “Rispetto alla vicenda del petrolio – ha dichiarato Giovanni Samela, presidente dell’associazione 100 comuni -  considererei la vicenda dell’ambiente e della salvaguardia della salute dei cittadini, subito dopo considerato che il petrolio è una risorsa per tutti i cittadini della Basilicata, si potrà anche discutere di quelle che saranno le ricadute sul territorio e se le royalties sono congrue o meno considerato che il 7% che pagano le compagnie sono fra le più basse al mondo”.  E’ dello stesso parere Giannino Colangelo della frazione Frusci che è intervenuto affermando che “ prima di fare delle riflessioni occorre innanzitutto conoscere per poter dare dei giudizi. Conoscere – ha continuato Giannino – significa essere messo nelle condizioni di vedere quali sono i dati, parlare con cognizioni di causa, tutto il resto va rapportato a cose concrete”. “Sono ottimista – ha aggiunto Mimì Colangelo di Stagliuozzo – per quanto riguarda le ricadute economiche sul territorio, sono pessimista per il prezzo che l’ambiente dovrà necessariamente pagare”. La signora Damiana Ferrara di Avigliano è del parere “che le popolazioni interessate debbano essere consapevoli sia dei benefici che dei sacrifici che si dovranno affrontare”.

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MELFI: Elicottero Carabinieri sorvola la città.

Posted on 20 Giugno 2008 by antonio pace

elicottero-carabinieri.jpgEra una missione straordinaria prevista per il controllo del territorio quella effettuata dal N.E.C. ( nucleo elicotteristi carabinieri ) di Bari, in collaborazione con la compagnia cc di Melfi, che nella mattinata di ieri ha sorvolato la città di Melfi mettendo in attesa i cittadini il cui pensiero è subito corso ai fatti di cronaca legati all’omicidio Lanera, anche per la coincidente spola che ha fatto lungo la rotta San Nicola di Melfi – Melfi città, dove, pare, si siano svolti gli interrogatori ad un “ristretto numero di persone”. Un elicottero dello speciale nucleo si è alzato in volo ed ha sorvolato, a quota relativamente bassa, tutto il territorio del vulture – melfese che va dalla zona industriale di San Nicola di Melfi fino ad Atella, San Fele, Rapone ecc, per un normale “pattugliamento dal cielo” di tutto il territorio che cade sotto la giurisdizione della compagnia dei carabinieri di Melfi. Ma, al rumore dello sbattere delle pale del veivolo i cittadini melfitani hanno pensato che l’operazione potesse essere legata in particolare alla svolta che hanno avuto le indagini per il caso dell’omicidio del civilista melfitano, ucciso nel primo pomeriggio dell’aprile 2003 da tre colpi di pistola di piccolo calibro e ancora avvolto non chiarito definitivamente. Nei giorni scorsi, in città, nella centralissima via Santa Maria, luogo per lo “struscio” pomeridiano e nella villa comunale, non si commentava altro se non la svolta delle indagini da parte della Procura melfitana e del poll di investigatori che hanno dedicato tutto il tempo del loro lavoro a riesaminare le cartelle rinvenute nello studio dell’avvocato Lanera. Poiché le indagini sono giunte ad un passo dalla soluzione, con la presenza dell’elicottero si pensava ad uno o più arresti, ma è solo rimandato di poco.

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