

Anche nella graziosa frazione di Sant’Ilario, in agro di Atella spira il vento del secessionismo. Il caso della frazione è unico e forse raro, perché, quando si disegnarono i confini del comune atellano e si volle inserire appunto Sant’Ilario non si tenne presente che quel territorio non era “collegato” in alcuna direzione a quello di appartenenza. Un isola circondata dai confini di altri quattro comuni: Avigliano, San Fele, Bella e Filiano. Nessuno sforzo è stato fatto in tutti questi anni affinchè questo “errore” geografico fosse rimosso, magari trovando un varco in un confine comunale limitrofo. Un’ isola, dunque e isolati si sentono la maggior parte dei cittadini residenti, per una serie di mancanza di servizi che invece le frazioni dei comuni che lo circondano possono usufruire: il gas metano, ma anche più servizi di trasporto da e per il proprio comune, mancanza di delegazione comunale, scarsa illuminazione pubblica, strade sconnesse e quindi non facilmente percorribili, specialmente durante la stagione invernale, la posta non sempre aperta, pochissima segnaletica stradale e poco interesse nel campo turistico. Eppure è una frazione effervescente, molto curata sotto il profilo estetico: ogni balcone o scala di accesso alle abitazioni è piena di gerani, le ringhiere sono senza ruggine e i gradini non sono sconnessi. ” Questo è tutta opera di cittadini privati - ci dice il sig. Giovanni - che sono stati guidati da mani esperte che hanno saputo abbellire il nostro borgo, con poche azioni. Il comune di Atella ci vede lontani dai propri interessi e quindi noi ci sentiamo sempre più abbandonati”. Lungo la strada che porta a San Cataldo di Bella, un gruppo di cittadini che sostano al fresco in attesa del pranzo, intervengono sulla questione e rincarano la dose: “Ci siamo stancati di vivere in queste condizioni, senza servizi e con il Comune sempre più distante dai nostri problemi. Da quando abbiamo saputo che alcune frazioni del comune di Avigliano si vogliono staccare per essere aggregati a quello di Filiano, anche alcuni di noi vorrebbero intraprendere questa strada verso l’aggregazione a Filiano, comune che si trova a due passi da noi e che quindi è confinante. Per raggiungere il nostro comune (Atella), dobbiamo attraversare almeno due territori appartenenti ad altri comuni. E’ logico tutto questo? Vogliamo provare anche noi ad aderire al comune di Filiano”. La discussione continua sulla mancanza dei servizi e si fanno paragoni con quelli che esistono a Sterpito, frazione di Filiano. In primo luogo è ricorrente la mancanza del metano “che ci costringe - dice una giovane donna - ad alimentare le nostre cucine con le bombole molto più costose e per riscaldarci di inverno dobbiamo ricorrere alla legna che notoriamente ha un costo maggiore. Invece, quelli che abitano a Sterpito o a Dragonetti o Scalera si riscaldano col metano che è più comodo e meno costoso”. E’ auspicabile, da parte della Regione Basilicata, una revisione generale dei confini comunali, magari con l’accorpamento di quelli più piccoli, rendendoli più efficienti e più efficaci.





E’ sulla dirittura di arrivo la costituzione dell’Associazione dei Comuni Federiciani ubicati nelle regioni di Basilicata della Calabria, della Puglia e della Sicilia. Per la regione Basilicata sono stati interessati i comuni di Melfi, Palazzo San Gervasio e Avigliano per le emergenze architettoniche e culturali dell’Imperatore Federico II di Svevia che si trovano nei loro confini comunali. L’Associazione che sta per nascere che sarà inserita nel più ampio progetto Interregionale denominato “ Itinerari di Federico II di Svevia” avrà lo scopo principale di mettere in rete tutti i siti federiciani e gli eventi che nei comuni delle regioni interessate all’ampio progetto si organizzeranno per dare un più ampio respiro di opportunità turistico – culturale ai turisti che potranno organizzare itinerari interregionali nelle terre di Federico II.
La maggior parte delle frazioni del comune di Avigliano non sono servite dal depuratore, eppure la società Acquedotto Lucano Spa addebita nelle bollette dirette alle famiglie delle frazioni l’importo del canone per la depurazione. Le fogne dei cittadini che abitano lungo le direttrice San Nicola -Lagopesole e San Nicola – Avigliano scaricano ormai all’aperto perché le fogne settiche dove arrivano le tubature di scarico fogniario ormai sono colme e pertanto scaricano e distribuiscono i liquami nei terreni circostanti con un grave danno ambientale. Questo è quanto denunciano i componenti della “Lista civica Insieme per Avigliano” che da circa un anno si sono fatti portavoce della protesta dei cittadini che continuano a pagare il canone per un servizio che non viene effettuato. Difatti, nelle bollette giunte in questi giorni ( alcune già scadute) per il pagamento del servizio idrico, vi è la voce “depurazione” con l’addebito del relativo canone. Per il gruppo consiliare “Insieme per Avigliano” questo addebito “ è improprio” perché i cittadini che non usufruiscono di un servizio non devono pagare nessun canone. Anzi, i consiglieri sono andati oltre: hanno fatto partire una diffida all’Acquedotto Lucano nella quale chiedevano lo scorporo della voce depurazione dalla bolletta per i servizi idrici. Contestualmente alla diffida hanno presentato anche una interrogazione per il sindaco di Avigliano “ per far cessare la violazione e per conoscere quale provvedimento intende prendere per risolvere la problematica, onde evitare che gli utenti oltre al danno ambientale subiscano anche la beffa di un ingiustificato danno economico”. Ma, visto che sia la diffida che le interrogazioni e le sollecitazioni effettuate nell’ultimo consiglio comunale, non hanno sortito nessun effetto, hanno deciso una raccolta di firme dei cittadini interessati e chiederanno contemporaneamente una delibera del Consiglio comunale per avviare le azioni legali necessarie a far fare lo scorporo delle somme ad Acquedotto lucano e la restituzione di quelle incassate.



