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AVIGLIANO: Il Monte Carmine è una pattumiera !

Posted on 21 Luglio 2010 by antonio pace

Il monte Carmine, in agro di Avigliano, è diventato una pattumiera col coperchio aperto. Appena dopo l’arrivo al santuario della Madonna del Carmine che com’è noto, il sedici di luglio lascia in processione Avigliano per raggiungere il santuario posto proprio alla cima della montagna,  lungo il percorso è stato consentito di “piazzare” le bancarelle che proprio con il pellegrinaggio non hanno nulla a che fare. Non venditori ambulanti tradizionali che vendono le noccioline e qualche bibita, ma veri e propri negozi di abbigliamento, arredi per la casa, giocattoli e varie mercanzie;  non uno solo che vendesse oggettistica religiosa o qualcosa di attinente con la festa religiosa, nemmeno le musiche incise sui cd e vendute lungo il dorso della montagna erano ispirate a qualche motivo religioso. Nulla di tutto questo. La festa, prettamente religiosa è stata trasformata in business. Ma, tant’è. Il giorno successivo,  le strade che conducono al luogo di culto erano letteralmente cosparse di buste, cartacce, involucri, contenitori, recipienti, raccoglitori, scatole e residui vari, lasciati per terra a far bella mostra di se. Senza parlare poi di quello che è stato lasciato sotto la pineta. Residui di pic nic:  buste di plastica che contenevano il cibo consumato, scarti di frutta, bottiglie di varia natura, tutto materiale abbandonato nel terreno, sotto gli alberi, alla mercè di cani randagi e animali affamati alla ricerca di cibo per sfamarsi. Anche se qualcuno (pochi, per la verità) avevano avuto la sensibilità di inserire nelle buste i residui del cibo consumato, gli animali hanno fatto man bassa cospargendo ovunque il contenuto. Una sensibilità maggiore da parte dei “pellegrini” è auspicabile, ma anche e soprattutto una migliore organizzazione da parte delle autorità competenti che dovrebbero drasticamente diminuire le autorizzazioni. La non tempestiva pulitura dei luoghi ha lasciato indelebile uno “spettacolo indecoroso”.

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MELFI: Topi, randagi, degrado nelle vicinanze dei 123 alloggi Ater

Posted on 17 Dicembre 2009 by antonio pace

Melfi -

I famosi 123 alloggi Ater di Valleverde  a Melfi continuano a creare disagi ai cittadini che abitano nelle vicinanze di via Taranto:  topi, faine, cani randagi, colombi, e degrado ambientale. Da quando  non sono più abitati dagli inquilini, i fabbricati sono diventati i ricettacoli di grossi topi che escono allo scoperto  anche in pieno giorno alla ricerca di cibo. Ai roditori si uniscono i cani randagi che vanno a consumare nei portoni abbandonati i rifiuti prelevati dai vicini cassonetti dell’immondizia, spargendo sui marciapiedi le buste che li contenevano. Anche i colombi hanno trovato rifugio nelle case abbandonate, che con la stagione fredda comunque costituiscono un riparo sicuro perché nessuno li disturba essendo disabitate. Di notte, invece, circolane le faine che notoriamente vanno a caccia di topi per sfamarsi. Una grossa quantità di animali che col passare del tempo aumentano di numero mettendo in costante apprensione le famiglie che abitano nei dintorni perché, specialmente i ratti, circolano indisturbati sui cigli delle strade adiacenti le abitazioni e nei pressi dei cassonetti della spazzatura alla continua ricerca di cibo. “Una situazione insostenibile - dice Francesco,  che abita nelle vicinanze - da quando le case sono state dichiarate non più agibili, il degrado si è impossessato della zona e col degrado sono arrivati anche gli animali come i grossi topi e soprattutto i cani randagi che fino a questo momento non mi risulta che abbiano aggredito qualche persona, ma che quando si porta la spazzatura nei cassonetti e sono in branco, sinceramente, mettono paura perché vengono disturbati”. “Di sera - aggiunge la signora Rosa - sulle strade non è raro incontrare grossi ratti che si rincorrono e si vanno a nascondere nei portoni delle abitazioni abbandonate  o nei buchi dei  locali adibiti a garage situati al pian terreno. Ci avevano assicurato  - continua la signora Rosa - che a breve tempo si sarebbero risolte anche queste problematiche con un intervento di abbattimento e bonifica della zona volendo adibire a piazza il suolo attualmente occupato dalle palazzine Ater, ma, sono sfiduciata perché troppo tempo è passato e sono certa che altro tempo passerà inutilmente”.  In attesa di nuovi sviluppi, l’amministrazione comunale dovrebbe provvedere ad  una  campagna di derattizzazione.

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MELFI: Avvelenamento cani randagi

Posted on 21 Novembre 2008 by antonio pace

Quattro cani randagi, custoditi da alcune volontarie della L.N.D.C. ( lega nazionale difesa cani) di Melfi sono stati rinvenuti morti perché avvelenati da sostanze vietate dalla legge. “Una mano assassina – scrivono Nicoletta e Paola, due volontarie – si è presa la libertà di avvelenare alcuni cani che accudivamo con passione e amore. L’avvelenamento di animali – proseguono le volontarie – è considerato un reato perseguibile penalmente con l’arresto ed è per questo che le forze dell’ordine sono state allertate. Questi esseri – continua la nota – che è impossibile definire umani non si rendono conto che tali sostanze possono diventare pericolose anche per loro stessi e per tutti quelli altri animali domestici che vivono in libertà. Uomini, dunque, che si scagliano anche solo per puro godimento contro animali indifesi che devono combattere non solo per sopravvivere, ma, a questo punto, anche per difendersi da colui che dovrebbe essere il suo migliore amico!  Gli animali ritrovati privi di vita sono stati oggetto di esami da parte di un Istituto veterinario per verificare il tipo di sostanza usato per avvelenarli e per dare una ulteriore base alle indagini in corso. Si spera che i risultati arrivino presto e che le indagini in corso diano risultati tali da scoraggiare per sempre tali violenti pratiche di soppressioni di cani randagi. E’ vero che a Melfi esiste il problema del randagismo, ma certamente non è questo il modo per combatterlo, perché avvelenare un animale è un atto di estrema crudeltà. Nei mesi scorsi un fenomeno simile si verificò anche nella vicino Rapolla ( pare che fu avvelenato anche il cane del sindaco) dove con una forte condanna popolare fu definitivamente stroncata questa crudele pratica. Le volontarie dell’Lndc, fanno appello al buonsenso anche dei melfitani affinchè questi episodi non si verificano più,  “perché il grado di civiltà di un uomo, di un paese, di una regione, si riconosce anche e soprattutto da quanto amore riserva verso gli animali”.

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MELFI: Cani randagi - un problema da risolvere

Posted on 06 Giugno 2008 by antonio pace

cani-randagi.jpgUn preoccupante problema di randagismo si registra a Melfi. Non è difficile imbattersi in alcuni cani randagi lungo le arterie della città, sia nel centro storico, sia nei rioni più periferici in cerca di cibo. La maggior parte di loro non sono aggressivi, ma se sono in branco è pericoloso anche solo avvicinarsi. Il fenomeno degli abbandoni dei cani si ripete nella città normanna a scadenza quindicinale, in occasione dei mercati e fiere: quando è più facile “sbarazzarsi” dell’animale non più gradito. E’ una prassi purtroppo che si ripete, non solo a Melfi, ma anche in altre realtà dove il fenomeno è purtroppo “esploso” con il deprecabile avvelenamento dei randagi. “Nel nostro rione ( Valleverde) – ha detto Rosario – bisogna fare attenzione, specialmente di sera e la mattina presto, ad attraversare la piazza delle Costellazioni perché spesso si trovano in gruppo un bel numero di cani randagi in attesa di poter rovistare nei cassonetti della spazzatura in cerca di qualcosa da mangiare. Non sono aggressivi – ha continuato il sig. Rosario – abbaiano soltanto, ma fanno paura lo stesso specialmente ai bambini piccoli che non frequentano più con le loro biciclette la piazza per paura dei cani. Occorre intervenire con urgenza – ha concluso Rosario – affidando i randagi ad un canile”. Per la verità a Melfi esiste un canile comunale che non è ancora entrato a regime perché gli amministratori stanno vagliando alcune possibilità per l’affidamento a delle cooperative di volontariato questo importante servizio. “E’ nostra intenzione – ha detto il sindaco Ernesto Navazio – di affidare nel breve termine la conduzione del canile che attualmente consta di 25 posti, fra pochi giorni si darà via all’appalto che prevede l’ampliamento della struttura portandola a 70 posti. Si presume che tutto sarà risolto entro il mese di settembre. Il nostro sforzo sarà vano – ha proseguito il sindaco Navazio - senza la collaborazione e la sensibilità dei cittadini. Attualmente spendiamo – ha concluso Navazio - per il ricovero di alcuni cani randagi particolarmente aggressivi nei canili comunali di Lavello e in quello privato di Tiera, circa 35/40mila euro l’anno e posso aggiungere che nei mesi scorsi abbiamo avuto un ricovero di un cane anche presso una clinica specializzata a Roma”.

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