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MELFI: Gli alunni dell’Istituto alberghiero protestano

Posted on 17 Novembre 2010 by antonio pace

Gli alunni dell’Istituto Professionale Alberghiero di Melfi, stanchi delle promesse non mantenute circa il riordino della sede del loro Istituto e di una serie di altre problematiche legate alla mancanza di sicurezza nelle aule, hanno dato vita ad un sit-in davanti al Palazzo di città per informare il Commissario Straordinario del loro disagio. Attualmente l’Istituto ospita circa 500 alunni provenienti non solo dalla zona del Vulture, ma anche da comuni della vicina Puglia (/ Canosa, Ortanova, Ordona, Cerignola ecc. )  e dalla Campania ( Bisaccia, Monteverde ecc. ) e ogni giorno oltre ad affrontare il disagio del viaggio subiscono il disagio della fatiscenza delle aule e della loro dislocazione in plessi diversi ( Perillo, Vitucci e la sede centrale). La mancanza di uno spazio per espletare le attività didattiche legate all’attività motoria e il poco spazio destinato ai laboratori di cucina e sala, indispensabili per completare la loro preparazione professionale, sono risultati determinanti per effettuare la protesta che si è conclusa, momentaneamente sotto il comune della città federiciana. Il Commissario, dott. Gianni, ha assicurato la sua disponibilità per tentare di risolvere, nel breve tempo,  il problema della mancanza della palestra ed ha assicurato anche un intervento presso l’apposito assessorato provinciale. La richiesta degli studenti si è allargata al progetto del nascente nuovo Istituto che prevede, secondo i rappresentanti di Istituto, Gerardo Di Tuccio, Luigi Destino e Ilaria Lombardi, “soltanto quindici classi, poche,  secondo le previsioni e i laboratori in comproprietà con l’altro Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, che non potrebbero essere condivisi in quanto la cucina e la sala non dovrebbero venire a contatto, per esempio,  con i fumi delle saldature e degli acidi”.

Antonio Pace

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MELFI: Amianto insieme a normale immondizia lasciate per strada

Posted on 16 Ottobre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Amianto lasciato tranquillamente per strada come normale immondizia.
Strano ad immaginarlo ma, purtroppo, vero in Via dell’Artigianato nella zona,
nota come D1, dove ci sono case abitate ed operano piccole attività
manifatturiere. Che, secondo logica, non dovrebbero centrare niente, poiché è
impensabile, eventualmente, buttare rifiuti a pochi metri dalla propria azienda
e, per giunta, così pericolosi. Legittimo, invece, pensare ai soliti ignoti
disonesti che sono andati ad abbandonare l’amianto in una tratto d’asfalto in
curva che è usualmente ritenuto un punto di rilascio, ma non lo è. La Gazzetta,
infatti, ha trattato spesso questa situazione ribadendo, ogni volta, che quel
tratto di strada,in centro abitato bisogna rammentare, non è affatto destinato
a tale scopo. Ora, come si può comprendere, si è addirittura oltrepassato il
segno poiché vada (e non potrebbe) per il rituale campionario di
elettrodomestici il cui ritiro a domicilio è sempre gratuito, se qualcuno lo
avesse dimenticato, ma recarsi sul posto a mollare un materiale cancerogeno, è
davvero troppo. Inoltre, è stato fatto con cognizione perché i quattro
involucri presenti, sono stati appoggiati su pedane di legno. Insomma un
innegabile reato ambientale, nonché un reale attentato alla pubblica
incolumità, vista la tossicità del prodotto. Eppure, sono ancora validi i
manifesti fatti affiggere dal Comune, in cui il commissario prefettizio Fausto
Gianni invita la cittadinanza a non compiere atti del genere e si appella alla
possibilità di rivolgersi in Municipio, dove c’è l’elenco delle imprese
specializzate nello smaltimento di risulta nociva. Gli addetti della Gisa, l’
impresa che solitamente raccoglie i rifiuti solidi urbani a Melfi, hanno
giustamente fissato sul mucchio due fogli che avvertono del contenuto da cui,
quindi, è meglio tenersi lontani. Adesso, per il recupero scatterà una
procedura speciale per il recupero che costerà migliaia di euro e, ovviamente,
peserà sulla bolletta Tarsu. Tuttavia, al di là di ciò, fa ribrezzo che in giro
ci siano individui senza scrupoli che non si preoccupano minimamente di
abbandonare sostanze velenose come, d’altronde, è già successo per le onduline
di eternit, utilizzate in passato per coprire i tetti. <<A questo punto-
chiedono i residenti del luogo- sarebbe opportuno l’allestimento di un gruppo d’
indagine, o quantomeno affidare il compito a qualcuno, affinché s’indaghi in
merito>>. Insieme, sena dubbio, sarebbe anche utile che chi sappia qualcosa
parli, per smascherare le persone che, consapevolmente, si disfanno di roba che
uccide.

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MELFI: IL SINDACO NAVAZIO SI E’ DIMESSO.

Posted on 30 Aprile 2010 by antonio pace

Melfi, 30 aprile 2010

Al Presidente del Consiglio Comunale

S e d e

Al Segretario Generale

S e d e

Oggetto: Comunicazione. Dimissioni. Art. 53 comma 3 _ Decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267_ Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

Lo scorso 23 aprile il Consiglio Comunale ha bocciato il progetto di bilancio di previsione predisposto dalla Giunta per l’anno finanziario 2010.

Una decisione presa a seguito di un confronto serrato, a tratti duro, avvenuto tra tutte le forze politiche presenti in Consiglio e non solo tra quelle di maggioranza.

Che l’Amministrazione non avesse una maggioranza era cosa risaputa tant’è che, già durante il Consiglio Comunale del 01.03.2010 e successivamente in quello del 09.03.2010, il capogruppo del PDL ne aveva fatta esplicita dichiarazione, chiedendo in entrambi i casi, quale condizione per ritornare sui propri passi, “l’azzeramento della Giunta e la definizione di priorità di fine legislatura“.

La ragione di tutto ciò: “la scelta del Sindaco di candidarsi al Consiglio Regionale” e la “inopportuna decisione della Giunta di appoggiare tale candidatura“.

Di questo si è ampiamente discusso nel Consiglio comunale del 1° e in quello del 9 marzo scorso. In entrambe le occasioni ho cercato di far comprendere alla mia maggioranza che non ho mai ceduto a ricatti, che non mi sono mai piegato a pressioni improprie e che un accordo lo avrei trovato solo nel pieno rispetto di una etica politica corretta nei contenuti, nelle scelte, nei comportamenti.

E chiedere la testa dei miei collaboratori, persone intellettualmente oneste  ancor prima che capaci professionalmente, mettere in discussione un programma di mandato per il quale sono stato eletto e che la maggioranza ha condiviso non mi è sembrato eticamente corretto.

Così, al solo fine di evitare un nuovo commissariamento alla nostra città, conscio di non avere più una maggioranza ho dichiarato di aprire le consultazioni  a qualunque forza politica volesse definire un “patto per la città” .

Vani sono stati i tentativi: alcuni sono rimasti nelle proprie posizioni (PDL - UDC), altri non hanno trovato l’accordo al proprio interno (PD), il PSI ha addirittura rifiutato la consultazione.

L’epilogo è noto a tutti: la bocciatura del principale documento di programmazione dell’Ente: il bilancio di previsione per l’anno 2010.

Una bocciatura pesante con 12 voti contrari, 4 voti favorevoli, 3 astenuti e 2 assenti; una bocciatura voluta a gran forza e testimoniata dalla negazione di una richiesta di sospensione approvata con 12 voti contrari, 7 voti favorevoli ed 1 astenuto. Mai in nove anni di attività era stata negata una sospensione, a maggior ragione se richiesta dal Sindaco.

Nei giorni scorsi il confronto si è sopito, mentre continuano i pettegolezzi e le interlocuzioni trasversali, ognuna con una propria strategia e tutte con l’occhio rivolto già alle prossime elezioni amministrative.

Ritengo doveroso, a questo punto, rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco.

Qualcuno ha ottenuto quel che desiderava: lasciare il Comune senza guida nel periodo preelettorale, indebolire i possibili competitori, mettere in mostra la propria arguzia, la propria abilità, ma forse anche la propria vuota vanità e arrogante aggressività. Non è di questo cha ha bisogno la politica, non è di questo che ha bisogno il nostro paese, non è di questo che hanno bisogno i cittadini di Melfi. Oggi c’è troppa gente che vive di politica, che la interpreta come un ambito dal quale trarre benefici. Io appartengo ad un altro mondo, quello della società civile che si rimbocca le maniche e si sente impegnata in un ruolo di servizio al cittadino. Forse per questo sono stato osteggiato con astio e rancore dai professionisti di una politica priva di etica, concepita solo come carriera competitiva senza esclusione di colpi.

Rassegno le mie dimissioni, non per inaspettate difficoltà gestionali o per contrasti relativi all’attuazione del programma, ma per l’infelice scelta di alcuni consiglieri che a pochi mesi dalla scadenza naturale del mandato, in un momento particolarmente delicato che richiederebbe piene capacità gestionali, han fatto prevalere tattiche personali o di gruppo agli interessi del paese che, ne sono certo, a noi richiede prima di tutto serietà e altruismo, continuità e stabilità di governo.

Lascio una struttura amministrativa efficiente, in equilibrio economico e con una netta riduzione dell’indebitamento; un sistema di protezione e promozione sociale efficace e un insieme di servizi di qualità al cittadino; un programma di opere pubbliche ben commisurato alle risorse disponibili, alcune compiute o in fase di realizzazione, altre in avanzata progettazione; un paese al quale sono orgoglioso di appartenere, conscio della propria identità e specificità, delle proprie tradizioni e cultura, della ricchezza insita nella fervida realtà associativa che lo anima, delle peculiarità del proprio territorio e dell’ambiente naturale che lo caratterizza.

Concludo questa esperienza non senza malinconia per quanto è stata fantastica e per quanto mi ha riempito di orgoglio. Melfi, mi ha dato tanto!

Ringrazio la Giunta e tutti i Consiglieri che si sono dimostrati fino all’ultimo coerenti, tenendo fede, con dedizione, al mandato originariamente datoci dai Melfitani.

Ringrazio chi ha saputo collaborare, discutere, obiettare, nei termini di un dibattito forse meno teatrale ma sicuramente più produttivo di quello che altri hanno adottato.

Ringrazio tutti coloro che in questi anni mi hanno aiutato con passione ed amicizia, tutti quei dipendenti e collaboratori che hanno operato con professionalità e competenza.

Ringrazio soprattutto i cittadini di Melfi che costituiscono la causa ed il fine di tanto impegno, con i quali mi scuso per questo sofferto saluto anticipato.

Nell’interpretare il valore di quegli uomini “liberi e forti” cui rivolse l’Appello Don Sturzo nel 1919, nel riconoscermi un “superstite visionario” che ha sempre creduto che occorre coniugare “merito e bisogno” ringrazio la città tutta.

Il Sindaco

Alfonso Ernesto Navazio

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FILIANO: Santarsiero si è dimesso da sindaco

Posted on 05 Ottobre 2009 by antonio pace

Leonardo Santarsiero, PD, non è più il sindaco di Filiano. Dopo circa due ore di intense discussioni nel corso del consiglio comunale di ieri sera, il primo cittadino filianese, viste le dichiarazioni con voto negativo della maggioranza dei capigruppo presenti in consiglio, ha rassegnato le dimissioni perché non aveva più i numeri per governare. Prima di iniziare la discussione sui 6 punti all’ordine del giorno diventati sette su proposta del consigliere Salvatore Maio, il consigliere di opposizione Giuseppe Mancusi ( lista civica per Filiano) ha chiesto spiegazioni politiche circa la riproposizione della nuova giunta nominata dal sindaco dopo averla azzerata pochi giorni prima. Intorno a questo tema, dopo la risposta del sindaco Santarsiero, che ha parlato di chiarezza e coraggio ed ha chiesto un atto di responsabilità a tutti i consiglieri per scongiurare l’arrivo del Commissario di Governo, è iniziata un’ampia discussione che ha coinvolto i vari gruppi politici. Salvatore Maio ( Democrazia e Partecipazione) ha dato un giudizio negativo sulla gestione della crisi, mentre Giuseppe Nella ( lista civica) ha sottolineato che la crisi doveva essere affrontata prima con le dimissioni del sindaco sin da luglio scorso. Aurelio Pace, nel ribadire il suo voto contrario ha detto che la crisi “non assegnerà vittorie a nessuno anzi, tutti i 17 consiglieri saremo ritenuti responsabili”. Donato Colucci, della maggioranza, ha fatto appello alla coerenza politica e Nicola Romaniello ( Dep), titubante sulla venuta del Commissario alla fine ha votato contrario “per spirito di gruppo”. Il sindaco, ha dovuto rassegnare le diissioni non avendo più la maggioranza.

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MELFI: Una busta contenente due proiettili diretta al sindaco Navazio

Posted on 22 Febbraio 2009 by antonio pace

Le indagini per scoprire chi ha scritto la lettera di minacce “per il sindaco” che conteneva anche due proiettili, trovata nel bagno antistante gli uffici della polizia municipale della città di Melfi, si intensificano e si allargano “a largo spettro”. Ieri mattina, nel piccolo atrio e nel bagno del comune di Melfi si sono avvicendati gli uomini della Polizia di Stato che indagano sulla vicenda. Approfittando della chiusura degli uffici comunali, i poliziotti specialisti per le rilevazioni delle impronte digitali, hanno esaminato centimetro per centimetro, il vano, le maniglie della porta, e tutto quanto esiste nel bagno alla ricerca di qualche traccia che il depositario della lettera minatoria abbia potuto lasciare. E’ un lavoro difficile, in quanto il bagno, prima e dopo la chiusura degli sportelli prevista per le 11,00, rimane a disposizione del pubblico che si reca in municipio per sbrigare qualsiasi pratica. Per quanto è dato di sapere, non risulta molto frequentato e quindi il tempo trascorso tra il ritrovamento, erano circa le 12,30, e l’effettivo deposito della busta non può essere accertato per poter avere una base certa su cui indagare. Pare, però, che la busta gialla, una lettera da ufficio, non sia stata depositata le sera di giovedì, quando gli uffici osservano l’apertura settimanale pomeridiana, altrimenti, durante le normali pulizie dei locali sarebbe stata individuata. Il commissario della Polizia di Stato di Melfi, dott. Russo, ha confermato che “le indagini proseguono su tutti i campi e su tutte le direzioni. Non si tralascia ? ha proseguito il commissario Russo - nessun particolare, ma, è troppo presto per avere dei dati certi”. Le indagini, per il momento si sono concentrate sulla impronte digitali che eventualmente il depositario, l’estensore della missiva, ha lasciato sui lembi, sulla busta, sui proiettili e sarebbero stati confrontati con quelli contenenti la banca dati del Ministero dell’Interno. Altri riscontri importanti si stanno facendo circa il contenuto della lettera di minacce e si sta indagando sulle precedenti minacce ricevute dal primo cittadino melfitano, sia qualche settimana addietro ad opera di un cittadino che pretendeva una casa popolare, sia negli anni precedenti. Un lavoro non facile per gli investigatori. Per il momento, appena avviate le indagini, hanno sentito alcune persone che si trovavano nel comune al momento del ritrovamento della lettera, ed altre, pare, che siano in qualche modo riconducibili a fatti e circostanze denunziati nella lettera.

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