


MARCO TUCCI
MELFI. In fase di completamento quella che si può considerare un’impresa e
che, a detta dei fautori della storia, è solo una tappa di un progetto più
grande della sezione locale dell’Archeoclub d’Italia e di tutti coloro che
vorranno essere coinvolti. Quello, cioè, di salvare reperti storico-artistici
della storia melfitana restituendoli ad un uso, per così dire, culturale-
turistico. Innanzi tutto, i 4 chilometri di mura con il forte impegno ad
interessarsene, già ottenuto dal Presidente della Regione, Vito De Filippo.
Nell’immediato, il recupero degli affreschi rinvenuti in alcune delle oltre
cento grotte votive, censite dai giovani appassionati nella campagne di Melfi
e, soprattutto, lungo la vecchia strada che conduce al cimitero, a
testimonianza della valenza di tali luoghi. Che, appunto, hanno ospitato per
centinaia di anni dipinti raffiguranti tutti i grandi simboli del
Cristianesimo: dal Crocifisso alla Sacra Famiglia ai Santi di ogni estrazione.
E, soprattutto, dopo aver ottenuto, nella maggioranza dei casi, il permesso di
operare in queste proprietà private, il gruppo facente capo al fotografo
Vincenzo Fundone si è mosso in tutte le direzioni utili a mettere in pratica
gli intenti. Interpellate con successo la Soprintendenza competente per i
necessari permessi e, insieme, la Compagnia della Terra Nova, un’associazione
di professionisti sensibili all’argomento. Proprio tramite i buoni uffici di
questi ultimi, il reperimento di venticinquemila euro offerti dalla presidenza
del Banco di Napoli e, così, la possibilità d’intervento materiale. Vengono
prelevati due affreschi più bisognosi di salvaguardia. Uno definito della Sacra
Famiglia raffigurante la Madonna con il Bambino, e l’altro chiamato dei Tre
Santi, per le altrettante figure di beati che sono dipinti. Come detto, altri
reperti sono stati catalogati e, chiaramente, saranno presi in esame
successivamente. Si tratta dell’affresco del Crocifisso e quello dedicato a San
Martino che sono in uno stato meno rischioso e, per quanto concerne il quarto,
si deve provare a vincere un po’ di resistenza alla cessione da parte dei
titolari del terreno e, quindi, della grotta che vi sorge. Grazie alla
partecipazione di volontà coincidenti, insomma, si è potuto staccare i primi
due reperti dai siti in cui si trovavano e, ovviamente, con tutte le cautele
occorrenti, trasportati nel laboratorio di restauro. Adesso, come si diceva,
sono in corso gli ultimi atti conservativi sugli affreschi, prima di donarli al
Comune per la giusta esposizione nella Galleria Civica di Palazzo Donadoni.
MELFI. Il restauratore di Maratea, Paolo Schettino, è lo specialista che ha
effettuato il recupero ed il ripristino degli affreschi raffiguranti la Sacra
Famiglia ed i Tre Santi. Già in città per ciò che è stato fatto nei saloni che
ospiteranno l’atteso e ricco Museo Diocesano di prossima apertura, si è
dedicato con tutti i suoi oltre trenta anni di esperienza all’incarico che gli
è stato conferito. <<E’ stato abbastanza complesso il distacco- sottolinea- per
le infiltrazioni che avevano reso molto friabile il supporto lavico-tufaceo a
più strati che si è raccolto nel tempo, rendendo le immagini appena leggibili
specie nel secondo affresco. Dopo una leggera pulitura del pigmento pittorico
si sono rimosse tutte le sostanze estranee e le incrostazioni saline. Quindi,
mediante l’uso di attrezzatura di precisione e, principalmente, tantissima
attenzione a non far sbriciolare l’intonaco non omogeneo, si è eseguito il
distacco ed il trasporto in laboratorio per il lavoro da svolgere sotto la
direzione della dott.ssa Di Mase della Soprintendenza di Matera. Per la
pulitura definitiva dal sudiciume accumulato sono stati utilizzati il
bicarbonato di sodio e l’ammoniaca tenuta in sospensione con nitrocellulosa.
Naturalmente, una volta ottenuta una superficie buona per lo scopo, si è
operata la ripresentazione estetica dei dipinti con ritocco pittorico a base di
colori ad acquarello>>. Ci siamo recati un paio di volte a vedere Paolo
Schettino in azione. Ha davvero effettuato un’opera preziosa con tanta
passione, competenza e continuo scambio di informazioni per riportare alla
luce, quanto più possibile, reperti antichi pure di quattro secoli. Maestria,
la sua, che senza dubbio va protetta, proprio come i manufatti su cui
interviene e che fa ritornare letteralmente in vita.
MELFI. Particolarmente orgoglioso. Si considera tale il medico Goffredo Pizza
che dirige la Compagnia della Terra Nova che si è curata di accompagnare l’
opera di recupero e restauro conservativo degli affreschi in questione. <<E’
grande la nostra soddisfazione, per un primo passo verso la salvaguardia di un
patrimonio che spesso, in passo, è stato addirittura vilipeso. L’auspicio è che
eventi del genere possano provocare una presa di coscienza reale nei confronti
del settore e, per quanto concerne le autorità preposte, la speranza è che ci
sia un interesse sempre maggiore come può avvenire, ad esempio, tramite l’
istituzione di un apposito parco delle grotte rupestri di Melfi. Un
ringraziamento- conclude Pizza- è doveroso agli architetti Mazzetti, De Luca e
Fuschetto che si sono spesi per questo progetto e, chiaramente, alle famiglie
che ci hanno consentito di riportare in auge gli affreschi rinvenuti>>. L’
appuntamento per tutti è fissato a sabato 19 dicembre con un convegno di
presentazione e spiegazione di ciò che è stato fatto.
MELFI. Logicamente contento il sindaco Ernesto Navazio per l’ulteriore
arricchimento del patrimonio storico-artistico della città che amministra dal
2001. L’ente di piazza Festa Campanile, per quanto gli attiene, ha contribuito
alla realizzazione del restauro mettendo a disposizioni i locali di vico
Rispoli, a pochi metri dal luogo dove i dipinti troveranno dimora. <<I
complimenti doverosi a tutti coloro che si sono adoperati in prima persona e
con sacrifici personali per la realizzazione di questa bella vicenda e, perché
no, anche alla nostra lungimiranza. Attraverso la galleria civica di Palazzo
Donadoni, già ammirata per l’esposizione della collezione Araneo, potremo
continuare ad accogliere il frutto di lavori del genere e, come senso
generale, la possibilità di fornire ancora più lustro all’offerta culturale di
Melfi e dei melfitani verso gli ospiti che vengono a visitarci e che intendono
approfondire la nostra conoscenza oltre i prodotti tipici e l’ambiente salubre.
Saluto quindi con piacere l’iniziativa specifica e quelle che verranno,
garantendo il nostro appoggio e facendo sempre leva sul sostegno concreto del
Governo lucano e la necessaria sensibilità, di fronte a eventi come questo che
proporremo fra due settimane.