MARCO TUCCI 
MELFI. Senza risposte e, soprattutto, senza metano per uso domestico per un
tipico rimbalzo di competenze tra Comune, società incaricata della
distribuzione del gas e ditta che ha edificato gli alloggi. E’ la condizione in
cui continuano a trovarsi diversi melfitani che hanno avuto l’idea di andare a
risiedere in contrada Bicocca e, in particolare, nel perimetro di Via Italo
Calvino. Il disagio è già affrontato dai nuclei che sono andati ad abitare
nella nuova zona di espansione edilizia di Melfi e da quelli che, consapevoli
della precarietà in cui si trovano i loro predecessori, per così dire, non
intendono seguirne le orme, per il momento, evitando di stipulare il contratto
definitivo di compravendita. Storia che, in certi casi, si protrae da un’intesa
preliminare risalente a giugno 2007 e che, in pratica, ha spinto l’impresa
costruttrice, la società Edil Ville sas, a scrivere ai propri clienti
ritardatari per invitarli agli adempimenti del caso. In una raccomandata
standard si legge, tra le altre note, che <<pur comprendendo la grave
situazione determinatasi, alcuna responsabilità può essere attribuita alla
scrivente azienda>>. Come si capisce c’è l’ammissione di un problema esistente
e che, senza dubbio, non è assolutamente colpa di chi si è accollato o si
accollerà un mutuo per acquistare casa. Nello specifico, sette compratori non
sono ancora andati dal notaio per espletare quanto necessario, ma altri sette
nuclei che lo hanno fatto e stanno per traslocare a Bicocca si sono affidati ad
uno studio legale per tutelare i propri interessi. Si tratta degli intestatari
Ciannella, Capobianco, Pepe, Boccuzzo, Romaniello, Di Cesare e Tafaro. E’ noto
che il combustibile è assente da svariate altre villette oltre alle loro, ma
per quanto li riguarda hanno fatto redigere un documento legale molto preciso.
Si legge, per esempio, che <<il disciplinare della costruzione allegato al
contratto, indica al punto 6.4 l’impianto termico, precisando che ciascun
appartamento sarà riscaldato autonomamente con alimentazione a gas>>. Ovvio
che, ad oggi, risultando gli immobili sforniti dell’allacciamento del previsto
impianto, possono definirsi inidonei e parere negativo ha ricevuto dall’Italgas
chi ha fatto richiesta della conduttura, a causa di reti inadatte. Nella
missiva, di cui si attende esito da metà aprile scorso, si aprono le vie per il
ricorso all’autorità giudiziaria ma, insomma, un dato è inconfutabile. La
questione del gas in quell’area è irrisolta a consueto scapito di cittadini-
utenti-compratori e nessuno ha dato ancora conto di eventuali colpe.






