L’arresto di Antonio Lovecchio, 44 anni di Melfi, imprenditore edile e consigliere comunale, eletto al terzo posto nella lista civica ” Melfi duemilauno”, ha destato nell’opinione pubblica melfitana, molto stupore e incredulità perchè in città è conosciuto sotto altre vesti: gran lavoratore, sempre disponibile con tutti, specialmente con i più indigenti, tanto che da qualche anno ha dedicato le sue vacanze a favore delle missioni nel Ciad andando a prestare la sua opera di manovale, muratore e organizzatore di lavori, specialmente quelli edili. Difatti, spesso in compagnia di Don Vincenzo prima ed in seguito di Don Ferdinando, due preti che per anni hanno svolto le funzioni religiose al Sacro Cuore di Melfi, si è recato nel Ciad, nel centro dell’Africa, dove i religiosi ed alcune suore che hanno operato a Melfi, hanno le proprie missioni, per prestare gratuitamente la sua opera nel costruire scuole, pozzi artesiani, strade e non ultime alcune vaccinazioni importanti specialmente per i bambini, e per questo suo agire a favore dei più poveri aveva conquistato la stima e la fiducia dei suoi concittadini e del mondo ecclesiastico. Spesso al ritorno dai suoi viaggi confidava ai suoi amici e conoscenti che in quel mondo africano dove hanno bisogno di tutto per poter sopravvivere lui si sentiva appagato per aver potuto sollevare le sofferenze con le sue prestazione lavorative. Titolare di una impresa edile, dedicava l’intera giornata al lavoro. Giornata che Iniziava la mattina molto presto e finiva spesso al tramonto del sole e anche oltre, quando le scadenze delle consegne dei lavori erano imminenti. Quando il tempo glielo permetteva, si dedicava al volontariato cercando di aiutare i più bisognosi. Antonio Lovecchio è padre di due figli in età scolare e capofamiglia esemplare a cui non faceva mancare mai niente, innanzitutto l’affetto e la sua puntuale presenza in ogni circostanza. Insomma, un uomo tranquillo, benvoluto dai suoi amici e dai conoscenti che apprezzavano le sue doti umanitarie, tanto che alle ultime elezioni, quando si candidò nella lista civica “Melfiduemilauno” ottenne un buon risultato personale e fu eletto nella terza posizione, appena dopo alcuni uomini importanti e molto conosciuti nell’ambito politico. I suoi colleghi consiglieri comunali lo descrivono come un gran lavoratore, sempre presente nelle commissioni consiliari, perciò sono rimasti sconcertati e sorpresi quando hanno appreso del suo arresto con accuse gravi.
L’atrio del comune di Melfi era frequentato come al solito da utenti allo sportello anagrafe, da cittadini in attesa di essere ricevuti dai vari funzionari e da impiegati che guadagnavano in fretta gli ingressi dei vari dipartimenti. Il “fatto” che il consigliere comunale Antonio Lovecchio sia stato arrestato per favoreggiamento ai Cassotta, non ha influito più di tanto sul normale svolgimento delle attività burocratiche. Solo da qualche piccolo “capannello” formato da consiglieri e curiosi si intuiva che al centro della discussione vi erano le notizie apprese dai quotidiani. Abbiamo avvicinato alcuni consiglieri comunali per sentire la loro opinione.
Donato Montanarella, consigliere comunale, appartenente alla forza politica di maggioranza “Melfi 2001″ “Dopo aver appreso la notizia dell’arresto di Antonio Lovecchio, che conosco da tempo, sono rimasto sbalordito e incredulo per il pesante capo di accusa, appreso dalla televisione e dai giornali. Il collega consigliere comunale - ha detto Montanarella - è considerato da tutti un gran lavoratore sia per la conduzione della sua impresa sia per la sua qualità di consigliere comunale; difatti, ha sempre partecipato puntuale ai consigli ed a tutte le commissioni dove era stato nominato, dando spesso il suo apporto di idee e suggerimenti a favore dei servizi che l’amministrazione comunale offre ai cittadini residenti. Era molto presente e non si risparmiava mai, perciò sono ancora incredulo per quello che gli è successo. Confido molto nella giustizia - ha concluso Montanarella - e spero che presto si risolverà la questione”.
Michele Destino, presidente del consiglio comunale di Melfi.
“Nell’interno della coalizione di maggioranza si è sempre distinto per l’attaccamento ai problemi della città e cosi come nella vita si è distinto per l’attaccamento al lavoro dedicando una parte del suo tempo libero ai problemi delle missioni religiose in Africa partecipando di persona alla costruzione di scuole, pozzi, acquedotti unendosi all’impegno profuso in tal senso dai missionari come Don Vincenzo, prima e Don Ferdinando poi. E’ difficile immaginare che un uomo di tale sensibilità verso i meno fortunati possa essere implicato e addirittura inserito nell’elenco dei delinquenti. Sono meravigliato e sorpreso e contemporaneamente fiducioso che presto potrà chiarire la sua posizione”.
Giuseppe Quaranta, assessore allo sport del comune di Melfi.
“Quello che è accaduto ad Antonio Lovecchio nessuno se lo aspettava, perché tutti conosciamo le doti umane del consigliere: una persona che dedica la sua professionalità a favore delle missioni in Africa per il solo piacere di aiutare il prossimo, va oltre l’amicizia personale della quale mi onora, va verso l’infinito amore per il prossimo. Poiché ho molta fiducia nella magistratura attendo con ansia l’evolversi della questione”.
Ernesto Navazio sindaco di Melfi.
“E’ difficile credere, conoscendo l’uomo, che il consigliere Lovecchio sia coinvolto in una simile vicenda. E’ ben visto in paese e stimato in molti ambienti sia per la sua affabilità che per essersi dedicato in passato alla costruzione in Africa di edifici scolastici, strutture per l’accoglienza, pozzi ecc, quindi al volontariato in generale. Senza voler entrare nel merito delle accuse, posso solo aggiungere che per la sua qualità di consigliere comunale non ha mai fatto trasparire interessi di alcun genere, anche perché i nostri atti amministrativi sono da sempre ispirati alla massima trasparenza”.
Giovanni, operaio della Sata di San Nicola di Melfi.
“Melfi città omertosa? Non più e ne meno di tante altre. L’omertà è frutto della paura di eventuali ritorsioni da parte di chi delinque perciò i cittadini sono restii ad indicare fatti e circostanze alle forze dell’ordine. E’ certamente auspicabile una maggiore collaborazione tra la gente e le forze dell’ordine, specialmente in questa zona del vulture - melfese dove risultano più accentuati certi fenomeni. Sono convinto che le giovani generazioni sapranno trovare al più presto la strada da percorrere per potersi scrollare di dosso questa etichetta che certamente risulta negativa”.