Posted on 16 Ottobre 2009 by antonio pace
E’ INIZIATA LA SECONDA FASE PER L’ANNESSIONE A FILIANO
Il programma del
Comitato.
Continua l’azione propositiva del comitato per l’annessione di alcune frazioni del comune di Avigliano a quello di Filiano. Nei giorni scorsi, nella sede di Lagopesole, il Comitato si è riunito per discutere la programmazione delle assemblee cittadine che si terranno nelle frazioni interessate al cambio e le modalità organizzative delle stesse. Nel contempo tutti i componenti ( uno per ogni frazione) hanno studiato gli eventuali confini entro i quali far rientrare le frazioni e i nuclei abitati che desiderano staccarsi da Avigliano per farsi amministrare dal confinante comune di Filiano e hanno proceduto al conteggio degli abitanti residenti. Questo per poter restare entro i limiti imposti dalla legge in vigore che stabilisce fra l’altro che il comune di provenienza, dopo il distacco delle frazioni, resti con il numero di almeno 10mila abitanti. Ultimamente, fanno sapere dal comitato, hanno fatto richiesta di annessione a Filiano anche alcuni cittadini di Lacciola che si trova proprio a ridosso dei confini filianesi e “quindi alla luce di questa novità si è proceduto all’inserimento di un nuovo elemento nel direttivo del comitato in rappresentanza della frazione”. Intanto, proseguono i contatti con gli abitanti di Filiano e delle frazioni che compongono il comune ” per tastare il polso e per discutere gli aspetti positivi che l’annessione delle frazioni aviglianesi porterebbero alla loro comunità: primo fra tutti l’aumento del numero degli abitanti che farebbero collocare Filiano, nella media dei comuni della provincia di Potenza con tutti gli aspetti positivi che ne deriverebbero”.
Posted on 05 Ottobre 2009 by antonio pace
Leonardo Santarsiero, PD, non è più il sindaco di Filiano. Dopo circa due ore di intense discussioni nel corso del consiglio comunale di ieri sera, il primo cittadino filianese, viste le dichiarazioni con voto negativo della maggioranza dei capigruppo presenti in consiglio, ha rassegnato le dimissioni perché non aveva più i numeri per governare. Prima di iniziare la discussione sui 6 punti all’ordine del giorno diventati sette su proposta del consigliere Salvatore Maio, il consigliere di opposizione Giuseppe Mancusi ( lista civica per Filiano) ha chiesto spiegazioni politiche circa la riproposizione della nuova giunta nominata dal sindaco dopo averla azzerata pochi giorni prima. Intorno a questo tema, dopo la risposta del sindaco Santarsiero, che ha parlato di chiarezza e coraggio ed ha chiesto un atto di responsabilità a tutti i consiglieri per scongiurare l’arrivo del Commissario di Governo, è iniziata un’ampia discussione che ha coinvolto i vari gruppi politici. Salvatore Maio ( Democrazia e Partecipazione) ha dato un giudizio negativo sulla gestione della crisi, mentre Giuseppe Nella ( lista civica) ha sottolineato che la crisi doveva essere affrontata prima con le dimissioni del sindaco sin da luglio scorso. Aurelio Pace, nel ribadire il suo voto contrario ha detto che la crisi “non assegnerà vittorie a nessuno anzi, tutti i 17 consiglieri saremo ritenuti responsabili”. Donato Colucci, della maggioranza, ha fatto appello alla coerenza politica e Nicola Romaniello ( Dep), titubante sulla venuta del Commissario alla fine ha votato contrario “per spirito di gruppo”. Il sindaco, ha dovuto rassegnare le diissioni non avendo più la maggioranza.
Posted on 03 Settembre 2009 by antonio pace


Anche nella graziosa frazione di Sant’Ilario, in agro di Atella spira il vento del secessionismo. Il caso della frazione è unico e forse raro, perché, quando si disegnarono i confini del comune atellano e si volle inserire appunto Sant’Ilario non si tenne presente che quel territorio non era “collegato” in alcuna direzione a quello di appartenenza. Un isola circondata dai confini di altri quattro comuni: Avigliano, San Fele, Bella e Filiano. Nessuno sforzo è stato fatto in tutti questi anni affinchè questo “errore” geografico fosse rimosso, magari trovando un varco in un confine comunale limitrofo. Un’ isola, dunque e isolati si sentono la maggior parte dei cittadini residenti, per una serie di mancanza di servizi che invece le frazioni dei comuni che lo circondano possono usufruire: il gas metano, ma anche più servizi di trasporto da e per il proprio comune, mancanza di delegazione comunale, scarsa illuminazione pubblica, strade sconnesse e quindi non facilmente percorribili, specialmente durante la stagione invernale, la posta non sempre aperta, pochissima segnaletica stradale e poco interesse nel campo turistico. Eppure è una frazione effervescente, molto curata sotto il profilo estetico: ogni balcone o scala di accesso alle abitazioni è piena di gerani, le ringhiere sono senza ruggine e i gradini non sono sconnessi. ” Questo è tutta opera di cittadini privati - ci dice il sig. Giovanni - che sono stati guidati da mani esperte che hanno saputo abbellire il nostro borgo, con poche azioni. Il comune di Atella ci vede lontani dai propri interessi e quindi noi ci sentiamo sempre più abbandonati”. Lungo la strada che porta a San Cataldo di Bella, un gruppo di cittadini che sostano al fresco in attesa del pranzo, intervengono sulla questione e rincarano la dose: “Ci siamo stancati di vivere in queste condizioni, senza servizi e con il Comune sempre più distante dai nostri problemi. Da quando abbiamo saputo che alcune frazioni del comune di Avigliano si vogliono staccare per essere aggregati a quello di Filiano, anche alcuni di noi vorrebbero intraprendere questa strada verso l’aggregazione a Filiano, comune che si trova a due passi da noi e che quindi è confinante. Per raggiungere il nostro comune (Atella), dobbiamo attraversare almeno due territori appartenenti ad altri comuni. E’ logico tutto questo? Vogliamo provare anche noi ad aderire al comune di Filiano”. La discussione continua sulla mancanza dei servizi e si fanno paragoni con quelli che esistono a Sterpito, frazione di Filiano. In primo luogo è ricorrente la mancanza del metano “che ci costringe - dice una giovane donna - ad alimentare le nostre cucine con le bombole molto più costose e per riscaldarci di inverno dobbiamo ricorrere alla legna che notoriamente ha un costo maggiore. Invece, quelli che abitano a Sterpito o a Dragonetti o Scalera si riscaldano col metano che è più comodo e meno costoso”. E’ auspicabile, da parte della Regione Basilicata, una revisione generale dei confini comunali, magari con l’accorpamento di quelli più piccoli, rendendoli più efficienti e più efficaci.
Posted on 30 Agosto 2009 by antonio pace
“Un desiderio vano di bellezza antica” potrebbe essere definita la manifestazione “Lu Muzz’c” che si organizza oggi a Filiano per il sesto anno consecutivo. Una rievocazione della classica giornata del mietitore vista attraverso “l’ars culinaria” che ogni contadino degli anni cinquanta consumava nell’arco della giornata. Sette soste per “riprendere forza” col consumo di una colazione ( nu muzz’c”) e un bicchiere di vino. Per noi figli del secolo delle macchine, del materialismo e del consumismo conservare il patrimonio tradizionale è un obbligo per lasciarlo poi in eredità alle giovani generazioni ” distratte” da interessi che corrono alla velocità di un solo giorno. Nella civiltà rurale, invece, fino agli anni ‘60, le giornate e le stagioni erano scandite dai ritmi lavorativi nei campi. La Pro-Loco di Filiano e il suo presidente Nicola Martinelli, hanno il merito di aver organizzato un evento mettendo al centro della manifestazione appunto una giornata di immane fatica che i contadini trascorrevano nei campi, spesso anche oltre il calare del sole: quella del mietitore. Lungo l’arco della giornata il contadino aveva diritto a mangiare per sette volte accompagnando ogni pasto con un’ abbondante bevuta di vino. Dall’alba al tramonto questi lavoratori consumavano pietanze “povere”, ma sostanziose: lu cantariedd ( pane bagnato nel vino e cipolla); la luata ‘r secch ( ciambotta ); lu prime muzz’c ( pane, uova sode e pecorino); lu ‘dinn ( pasta di casa con sugo di salsiccia); la murenn’a ( frittata); la calata ‘r lu sole (biscotto casereccio imbevuto nel vino) ed infine, prima di intraprendere la via del ritorno verso casa (pane, salsiccia affettata e conservata nella sugna). Precisamente il percorso organizzato dalla Pro-loco nelle vie del centro di Filiano. Inizio ore 20.00.
Posted on 27 Agosto 2009 by antonio pace
Dopo aver sentito e registrato le opinioni di alcuni cittadini delle frazioni interessate al distacco dal comune di Avigliano a favore di quello di Filiano, ci siamo spostati nel territorio del comune che dovrebbe includere circa 1800 nuovi abitanti. L’annessione di questa popolazione proveniente dal limitrofo comune di Avigliano farebbe aumentare il numero di abitanti portandolo dagli attuali 3.298 ( dati Istat censimento 2001) ad oltre 5.000, includendolo fra i comuni medi della regione Basilicata. Quindi, il movimento non si limiterebbe a ridisegnare nuovi confini comunali, ma, contribuirebbe anche a “livellare” verso l’alto un comune, attualmente considerato di piccole dimensioni. La fascia che comprende le frazioni di Lagopesole, Frusci, Sarnelli, Miracolo e Piano del Conte, che si affacciano sulla Valle di Vitalba e che chiedono di essere annessi al comune di Filiano, formerebbero un territorio omogeneo, geograficamente parlando, sanando così un errore commesso nei anni ‘50, quando, una politica lungimirante avrebbe dovuto includere anche queste frazioni nel movimento autonomistico sfociato successivamente ( 1 gennaio 1952) nell’autonomia del comune di Filiano. A circa 57 anni di distanza, queste frazioni che lottarono contro “il freno” imposto dall’alto, si trovano ora a dover decidere se annettere nel territorio del loro comune, quelle che allora furono escluse. Nella frazione “Scalera”, molti si sono dichiarati a favore, anche se il “tarlo”del campanilismo è rimasto in qualcuno che non è proprio convinto della bontà dell’operazione. Tuttavia, la maggior parte si è resa disponibile ad accettare i nuovi compaesani. A Dragonetti, la popolosa frazione che si trova più a valle, non tutti sono a conoscenza del movimento di annessione. La signora Anna Pacella, si dichiara “disponibilissima ad accogliere i nuovi abitanti. Da sempre - continua la signora Anna - questa frazione è stata aperta all’accoglienza e al nuovo in generale e sin da questo momento mi sento di dare loro il benvenuto”. Mentre Alberto Guglielmi, avventore in un supermercato, è decisamente contrario ” perché in questo modo aumenteremo il numero degli abitanti ed ho paura che i servizi alla persona diminuirebbero”. Ribatte alle titubanze di Guglielmi, la signora Giuseppina Mecca di Sterpito: “Aumentando il numero degli abitanti di Filiano, aumenta in rapporto anche <il peso> politico, perciò avremo più potere contrattuale nei confronti di provincia e regione e quindi più servizi per la comunità”. Anche a Sterpito, quindi, il clima è sostanzialmente positivo, anche se qualcuno è titubante perché ” si andrebbero a cambiare le maggioranze politiche del comune di Filiano”. A Montecaruso, molti sono entusiasti del movimento, ma scettici sul risultato finale.

Posted on 26 Agosto 2009 by antonio pace
Lagopesole -
Le frazioni di Lagopesole, Masi, Signore, Frusci, Sarnelli, Miracolo, Chicone e Piano del Conte saranno comprese, per il momento, nel progetto di distacco dal comune di Avigliano per essere annesse a quello di Filiano. Un progetto che attualmente non ha ancora preso corpo in quanto il comitato promotore non si è costituito ufficialmente, anche se sono stati mossi i primi passi: ricerca dei rappresentanti delle varie frazioni, delimitazione dei confini, numero abitanti, ecc. Sono in fase di studio da parte di alcuni esperti tutte le azioni preliminari per poter iniziare la fase operativa che prevede innanzitutto le assemblee cittadine in tutte le località interessate per illustrare le motivazioni alla base delle quali si chiederà l’annessione al confinante comune di Filiano. Le assemblee saranno programmate anche nel comune della Valle di Vitalba per sensibilizzare quelle popolazioni che eventualmente dovranno esprimere il loro parere attraverso un referendum. Insomma, il cammino è lungo e non senza ostacoli, perché si andranno, eventualmente, a movimentare non solo i confini comunali, ma anche interessi e gestioni amministrative non indifferenti che richiederanno studi di fattibilità di lunga/media durata. Ormai il processo si è messo in moto e cammina, anche se a piccoli passi, verso la meta finale e i cittadini stanno pian piano prendendo contezza di quanto avviene. “Per quanto mi riguarda - ha esordito Giuseppe Carretta di Lagopesole - il progetto di annessione ha già fatto molto tardi, bisognava avviarlo prima, ma, questo non mi farà minimamente cambiare idea sulla volontà di annessione al comune di Filiano”. Della stessa idea è Peppino Summa il quale è convinto che ” i tempi sono maturi per aderire al confinante comune filianese con il quale dividiamo gli stessi interessi, le stesse tradizioni e le medesime problematiche”. Vincenzo Romano di Riseca Don Ciccio è favorevole se non altro “perché i servizi gestiti dal comune di Filiano sono molto più efficienti dei nostri”. Gli artigiani Antonio e Donato Coviello di Sarnelli si sono dichiarati favorevoli ” perché per accedere ai servizi comunali sarà più semplice perché le distanze sono minime e perché finalmente potremo discutere < alla pari > anche dei problemi dei piccoli agglomerati”. Canio Coviello di Miracolo è invece contrario e preferisce restare col comune di Avigliano: ” tanto uno vale l’altro”. Donato Coviello, imprenditore di Chicone non conosce i termini ” perciò non posso esprimermi in questo momento, lo farò direttamente in sede di eventuale referendum”. Vito Gerardi, sindacalista di Piano del Conte è pienamente favorevole a questa iniziativa ” e anzi mi metterò, presto a disposizione del Comitato”.
Posted on 22 Luglio 2009 by antonio pace
Il plesso scolastico della popolosa frazione di Scalera in agro di Filiano deve chiudere a causa dello scarso numero di alunni che lo frequentano. Questo è quanto stabilisce la giunta del comune con la delibera n. 52 del 10 luglio scorso giustificando che gli esperti assicurano che “nel terzo millennio, la presenza di plessi con pluriclassi rappresenta oggettivo deficit di qualità nell’offerta scolastica e quindi un elemento non certo positivo per i ragazzi che hanno diritto a percorsi didattici idonei”. Perciò a Scalera a causa dei pochi alunni che frequentano la scuola ( 33) e per evitare la costituzione di pluriclassi, “ diretta conseguenza di una scarsa natalità”, il plesso chiuderà e gli alunni saranno accorpati a Filiano centro dove troveranno locali accoglienti, sicuri e dotati di attrezzature moderne ed efficienti. Naturalmente, le famiglie di Scalera non ci stanno a trasferire i loro figli a dieci chilometri di distanza. “Piuttosto – assicurano – siamo disposti a chiedere il nullaosta per il trasferimento dei nostri figli presso le scuole di Atella o Rionero In Vulture se il comune di Filiano ci chiude la scuola, a costo di accorparci anche le spese relative al trasporto, ma non ci lasceremo convincere sul loro progetto”. Dunque un braccio di ferro tra i cittadini di Scalera e la giunta comunale che in una lettera aperta diretta ai cittadini della frazione di Scalera li esorta “ad essere uniti e di non cedere a sterili campanilismi e di cercare la via dell’unità attraverso i nostri figli, consentendo loro fin dall’infanzia la frequentazione di un’unica comunità educativa, sicuramente più ricca di stimoli e più adeguata a sviluppare le capacità di apprendimento e di socializzazione”. Il gruppo politico consiliare di opposizione, Democrazia e Partecipazione, insorge contro la decisione della giunta filianese e anzi rincara la dose facendo la cronistoria dei fatti che poi hanno comportato l’unilaterale decisione di chiusura del plesso scolastico: Febbraio 2009 – riunione tra genitori, dirigente scolastico, Sindaco e assessore P.I. accordo su eventuale chiusura subordinato alla decisione della maggioranza della popolazione scolastica; fine mese febbraio l’80% si iscrive presso la scuola di Scalera; 27 maggio - la giunta inspiegabilmente decide per la chiusura; 25 giugno – ennesima riunione tra genitori, sindaco e assessore emerge la necessità di rivedere la posizione della giunta; 10 luglio la giunta delibera per la chiusura. Democrazia e Partecipazione, in un comunicato ha ricordato che “l’organo deputato a deliberare sui servizi non è la Giunta ma il Consiglio comunale, perciò la delibera è illegittima, si tratterà solo di allungare i tempi, ma sarà annullata”. A Scalera intanto la popolazione è allertata e decisa a proseguire la protesta “fin quando sarà necessario”. Intanto per questa sera è previsto un ulteriore incontro fra alcune forze politiche e il comitato.
Posted on 25 Aprile 2009 by antonio pace

Una grossa frana continua ad interessare la ex strada statale 93 nei pressi di Atella ( peraltro segnalato dalla Gazzetta da circa dieci giorni). Ma, nonostante un primo intervento degli uomini della provincia che con un grosso mezzo meccanico avevano liberato parte della carreggiata, con le copiose piogge dei giorni scorsi il fenomeno si è accentuato tanto da richiedere un immediato nuovo intervento. La frana è segnalata sul posto con cartelli ben visibili autorizzando il transito a senso unico alternato, ma rimane lo stesso pericolosa perché la parte dello smottamento è situato proprio sulla cima di un dosso che impedisce la visibilità della corsia opposta. La strada in questione è molto trafficata, specialmente in alcuni orari di punta, quando cioè, gli operai della vicina zona industriale della Valle di Vitalba cambiano turno di lavoro. La strada collega appunto alcuni centri del Vulture: Rionero, Atella, Barile, Melfi ecc. con la zona industriale dal lato nord, mentre dal lato sud collega i centri di Lagopesole, Filiano, S. Ilario, San Fele, Rapone ecc. La frana è monitorata dai vigili urbani di Atella, nel cui territorio si trova lo smottamento e dagli uomini della locale stazione dei carabinieri, pronti a segnalare qualsiasi pericolo che si creerebbe al passaggio nell’arteria di collegamento. Il fronte della frana è di circa 30 metri ed ha abbattuto il muro di contenimento costruito in cemento armato.
Posted on 19 Aprile 2009 by antonio pace

Raffaele Traficante

Salvatore Romaniello

Salvatore Santarsiero
- Domenico nolè
Percorrere la strada statale 658, meglio conosciuta come la Potenza – Melfi, è un rischio continuo: stretta, pochi segnali, affollata, specialmente da mezzi pesanti, autisti indisciplinati, tratti in forte salita e conseguenti tratti in forte discesa, nelle ore di punta ( ormai tutte le ore sono da considerarsi ore di punta, per la quantità e la qualità di traffico) la media della percorrenza si riduce drasticamente proprio perchè il tracciato segue la morfologia del terreno caratterizzato da continui sali - scendi. Eppure qualche anno fa era stato programmato il raddoppio della strada proprio in considerazione del fatto che l’importante arteria di collegamento mal sopportava l’intenso traffico rendendola molto pericolosa. Degli incidenti di cui moltissimi mortali si sono armai persi i conti, ma, da una approssimata stima si potrebbero quantificare uno per ogni chilometro di strada che congiunge la città di Potenza a quella di Melfi: 60 appunto! L’ultimo in ordine di tempo, purtroppo con una persona deceduta e con almeno due feriti gravi è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì in una semicurva nei pressi di un distributore di benzina in località San Gorgio di Pietragalla all’inizio di un tratto a tre corsie, dove si sono scontrate due autovetture ( una Fiat Multima e una Fiat Idea). Questa è la conferma che è ormai urgente ed improrogabile il raddoppio se si vogliono salvare vite umane colpevoli “solo di percorrere una strada che di positivo porta solo il nome”. La strada, progettata per collegare in modo abbastanza veloce due aree emergenti della provincia, il Vulture –Melfese con quella del Potentino, col passare del tempo ed in occasione dell’insediamento della Fiat Sata a San Nicola di Melfi, di fatto ha perso l’obiettivo iniziale e anzi ne ha accentuato lo scopo, restando nel contempo non più idonea a sopportare il traffico che giornalmente si riversa sul tracciato. Né è convinto Raffaele Traficante, benzinaio di Rionero in Vulture, che sottolinea il fatto che “la strada era stata concepita per un traffico normale, ora la tipologia è cambiata e risulta essere alquanto pericolosa ( sono testimoni i continui incidenti), perciò occorre intervenire con urgenza al raddoppio. Un ulteriore problema – conclude Traficante – è la scarsa segnaletica lungo l’intera arteria”. Mentre, Domenico Nolè, automobilista di Filiano afferma che “ la strada è stretta ed è quasi impossibile sorpassare per la presenza dei camion e bisarche che trasportano in Calabria e in Sicilia le autovetture prodotte a San Nicola di Melfi, della Sata”. Salvatore Santarsiero di Scalera, che percorre giornalmente un tratto di strada, accusa gli automobilisti “ che non rispettano il codice della strada e non moderano la velocità specialmente in alcuni punti cruciali. Un controllo maggiore – conclude Santarsiero – da porte delle forze dell’ordine forse scoraggerebbe le infrazioni”. “Certi orari – aggiunge Salvatore Romaniello, pendolare da 20 anni – sono da evitare, specialmente quelli coincidenti con gli inizi e la fine dei turni alla Fiat, perché le due corsie sono occupate da centinaia di autobus che trasportano gli operai, impedendo il sorpasso anche in quei pochi punti dove la strada lo consentirebbe. Insomma- conclude Romaniello, se non la conosci la Potenza – Melfi diventa una trappola”.
Posted on 05 Aprile 2009 by antonio pace
Una frana con un fronte di oltre venticinque metri ha invaso una intera corsia della ex SS 93 al chilometro 88 nei pressi di Atella. Sul luogo sono accorsi i vigili urbani di Atella e i carabinieri della locale stazione per controllare il traffico e per monitorare minuto per minuto l’evolversi della situazione. La frana che ha invaso la carreggiata è situata in un dosso e la massa di terreno scivolato a valle ne impedisce ulteriormente la visibilità, rendendo la percorrenza ancora più pericolosa. Sono stati fatti affluire anche gli uomini della Provincia, titolare della strada ed un grosso mezzo meccanico che lavorerà per liberare dalla grande quantità di terreno che invade la corsia stradale. La strada, che collega la valle di Vitalba ai paesi del Vulture è percorsa ogni mattina da centinaia di automobilisti che raggiungono il posto di lavoro provenienti dai paesi situati lungo il versante est dell’appennino: San Fele, Ruvo del Monte, Rapone, Filiano, Lagopesole, ma anche dal versante opposto come, Atella, Rionero, Barile, Ripacandida, che si riversano nella zona industriale di Atella. Per la verità, un piccolo smottamento del terreno a monte della carreggiata si è già registrato negli anni addietro, ma, è stato sempre giudicato poco pericoloso per la minima quantità di terriccio sceso sull’asfalto. Nelle settimane precedenti, a causa della grande quantità di acqua e neve precipitata nella zona, le infiltrazioni sono aumentate ed in proporzione si sono verificate discese a valle di grosse quantità di terreno con la conseguente invasione della corsia. Sul posto il pericolo di frana è ben segnalata da tutti e due in versanti e si spera che durante la giornata, gli uomini della Provincia possano liberare dalla carreggiata la maggior parte dei detriti scesi dal costone per mettere in sicurezza l’arteria. Si spera, in un intervento risolutivo del problema con una azione mirata di contenimento per scongiurare altri smottamenti futuri.