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MELFI: Le strade colabrodo

Posted on 04 Febbraio 2011 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. La toponomastica dell’area richiama la massima istituzione nazionale.
Le vie, infatti, sono intitolate ad alcuni ex presidenti della Repubblica come
De Nicola, Pertini e Gronchi. La situazione delle strade, però, non è affatto
degna del nome dei personaggi a cui sono dedicate e, a quanto pare, l’
istituzione locale non ha soddisfatto le esigenze dei cittadini. Parliamo della
nuova zone di espansione edilizia che, nel rione Valleverde, è sorta nel
perimetro compreso tra la contrada Incoronata e la linea ferroviaria in
direzione Foggia. In pratica, si susseguono le segnalazioni dei residenti sullo
stato abbastanza precario delle arterie che collegano i vari blocchi di
palazzine. Non a caso, appunto, soltanto il 13 gennaio scorso la Gazzetta ha
trattato della salita di Via Enrico De Nicola che da stradina quasi di campagna
si è trasformata in direttrice trafficata. Sia per accedere al luogo in
questione, sia per accorciare il tragitto che serve per prendere la statale
658. Il fatto è che è stretta, non è illuminata e, lateralmente, ci sono
profonde cunette da cui è molto difficile uscire se ci si finisce dentro. Ma,
insomma, i problemi non si esauriscono, purtroppo, al nastro d’asfalto
intestato a quel Capo dello Stato. Quelle abbinate agli omologhi, infatti, si
trovano in condizioni peggiori. Via Sandro Pertini, nello specifico, è davvero
bisognosa d’interventi e, per giunta, da svariati anni. Come la precedente, non
è larga per far incrociare agevolmente due macchine e non è fornita di
lampioni. In più, nel sneso negativo s’intende, per alcune decine di metri e
proprio priva di bitume, con le buche che di conseguenza si possono immaginare,
ed anche i corti marciapiedi che si trovano solo in direzione di Via Giovanni
Gronchi, sono in uno stato che, evidentemente, non ha mai visto un pizzico di
manutenzione e, su un fianco, c’è una ringhiera a maglie larghe che dovrebbe
contenere da un vuoto di circa dieci metri. L’ultima strada citata, infine, è
interessata da larghe fenditure del piano stradale ed un concreto movimento
verso il basso. Vuol dire che sta franando, in altre parole, e sotto ci sono
altre case. <<Da almeno tre anni- hanno detto gli abitanti incontrati sul
posto- ci siamo rivolti al Comune per le precarietà che viviamo ogni giorno, ma
non c’è stata risposta alle promesse, fatte pure prima. Ripetiamo l’appello,
anche perché si tratta di pubblica incolumità>>. Noi lo giriamo a chi di
competenza, auspicando un riscontro, finalmente.

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MELFI: Strade ridotto in uno stato pietoso

Posted on 12 Gennaio 2011 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Strade provinciali del Melfese che continuano ad avere urgente bisogno
di sistemazione, se non di una profonda ristrutturazione. Proprio leggendo la
Gazzetta di lunedì, gli abitanti di alcune contrade rurali come quelle
denominate Serre e Catapano, hanno appreso degli oltre cento milioni di euro in
cantieri stradali che la Provincia ha intenzione di spendere nel 2011 per 21
interventi. Rilevante, citava ancora l’articolo, anche la progettazione di
nuove opere da avviarsi nell’anno in corso, pari ad otto interventi per un
investimento di oltre 35 milioni e mezzo di euro. <<Noi, però, ci
accontenteremmo di veder ripristinata una situazione praticabile- sottolinea l’
imprenditore agricolo Donato Montanarella- visto che, per esempio, andare e
tornare dalla mia azienda agricola, diventa sempre più difficile e pericoloso e
specie con il cattivo tempo>>. In particolare, i terreni dell’ex consigliere
comunale di maggioranza melfitano sono confinanti con l’arteria, sempre di
competenza provinciale, che dalla città conduce alla Sata di S.Nicola. A quanto
raccontato dal diretto interessato e come pure testimoniano le immagini
disponibili, da quella direttrice, molto in pendenza per il forte dislivello
esistente e, naturalmente, per manutenzione, poca o assente, l’acqua di scolo
si riversa nella Sp.108 che, per questo, è sempre impregnata di fango,
scivolosa, e dunque rischiosa. <<Gli ultimi contatti con i tecnici dell’Ente-
conclude il nostro interlocutore- risalgono a circa un mese. In quella
circostanza mi è stato garantito che la segnalazione sarebbe stata presa in
forte considerazione. Finora, tuttavia, non c’è stato riscontro e, pertanto,
rinnovo l’appello a chi di competenza poiché la condizione di precarietà è
antica e peggiora costantemente>>. Ovviamente lo stato delle cose comporta
difficoltà anche a chi percorre le strade per recarsi nei propri appezzamenti.
E’ il caso, già trattato dalla Gazzetta ma ancora insoluto, della Sp.24, la
vecchia strada che conduceva nella zona industriale grazie al prolungamento con
la Sp.111 di contrada Accovatura. Arteria che hanno perso di importanza per il
ruolo una volta rivestito, ma che sono ancora trafficate per chi vive sui
tornanti della collina di Serre e per chi ha i poderi nel territorio che
precede la Fiat. Nel loro caso, non solo influisce l’acqua, ma è da anni in
atto un movimento franoso che abbatte pure le piccole opere di contenimento, in
assenza di lavori maggiormente approfonditi. Così come per l’altra zona citata,
insomma, i cittadini che affrontano quotidianamente tali ostacoli, chiedono che
gli impegni assunti dall’esecutivo di Piazza Mario Pagano a Potenza, diventino
reali.

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MELFI: Nel torrente Melfia si scarica di tutto !

Posted on 08 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Non solo immondizia speciale e pericolosa, specie nel tratto di
contrada Pisciolo. Adesso si vede ciò che per tanto tempo si è annusato, nel
percorso racchiuso tra Via Passannante e l’ospedale. Stiamo parlando del
torrente Melfia, che pare abbia dato il nome alla città e che è interessato da
lavori di recupero, dopo anni di abbandono. La Gazzetta, in verità, ne ha già
trattato a fine luglio del 2009, quando la passata amministrazione presentò l’
intervento, che interessava pure l’adiacente pista ciclabile di quattro
chilometri, per un importo totale di 1 milione e 720 mila euro. Quattrini
pubblici, s’intende.  Ebbene, i lavori in corso hanno fatto emergere quello che
s’immaginava, considerato l’olezzo che, specie nei mesi estivi, si è spesso
respirato. Insomma, scarichi di liquami con un colore marrone che lascia pochi
dubbi all’immaginazione. Tanto di cappello, per inciso, a chi ci sta sudando
con il naso sopra ma, per suo rispetto e nei confronti dell’intera comunità
melfitana, non deve passare inosservata la denuncia che ne deriva, anche grazie
alle foto inequivocabili che si possono ammirare e commentare. <<L’invito-
sottolinea un abitante del posto che ci ha segnalato la situazione con dovizia
di particolari- è rivolto ai responsabili di quanto accaduto ed agli organi
competenti, di ogni livello, affinché si prendano gli opportuni provvedimenti
e, così, scongiurare emulazioni future. Magari quando la vegetazione e la poca
manutenzione, sempre scongiurabile, consentiranno nuovamente di nascondere roba
del genere>>. Considerazioni assolutamente condivisibili poiché, appunto, per
almeno quattro lustri il fiumiciattolo è stato oggetto di usi incivili ed è
stato persino intubato.  In alcuni tratti, addirittura, finanche deviato
sparendo dalla visione. Benvenuti, pertanto, ai lavori che si stanno facendo,
sperando che quanto descritto non scivoli addosso a chi potrebbe appurarne le
ragioni.

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MELFI: Rifiuti, la raccolta porta a porta non va…

Posted on 17 Febbraio 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Non funziona ancora bene la raccolta dei rifiuti, porta a porta, nel
centro storico e, per l’episodio di questa circostanza, non per colpa dei
cittadini. Dal 14 dicembre scorso, in particolare, sono stati rimossi tutti i
cassonetti dal centro storico. In merito, sono stati invitati i residenti del
nucleo antico a rispettare regole precise. Innanzi tutto, non abbandonare
immondizia speciale (elettrodomestici e risulta edile) e, per quella che deriva
dalla quotidianità, per così dire, il deposito dei sacchetti davanti le entrate
delle abitazioni, ogni mattina tra le ore 5,00 e le 8,30. Non oltre, per far
iniziare subito la pulizia ed evitare un’ammenda compresa tra 25 e 300 euro. L’
eventualità di una multa, come si può comprendere, ha suscitato polemiche per
la potenzialità di essere somministrata, prevalentemente, alla gente anziana
che vive in maggioranza nella parte antica di Melfi. Ma, insomma, le norme
vanno applicate e osservate con un pizzico di attenzione, per l’igiene ed il
decoro, specie del perimetro in questione. Ieri mattina, però, il meccanismo ha
toppato e, appunto, non vi è nulla da imputare a chi ha lasciato l’involucro
dove previsto. Dito puntato, piuttosto, verso l’impresa che è incaricata di
liberare i luoghi dagli avanzi domestici. Alle 10,50, nello specifico, erano
ancora ben visibili in corso Vittorio Emmanuele, nel cuore del centro storico.
Chiaro che deve essere accaduto qualcosa che ha impedito il servizio in quella
strada ma, in base alla segnalazione giunta alla Gazzetta, non è stata la prima
volta e le conseguenze sono evidentemente negative. Le buste, infatti, vengono
aperte dai randagi ed il contenuto sparso in strada. Logico, dunque, auspicare
che si adottino modi di prelievo certi e validi pure in casi di forza
maggiore.

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MELFI: Agricoltori contro decisione Consorzio di Bonifica

Posted on 15 Gennaio 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Il tema è già stato trattato dalla Gazzetta il 23 ottobre 2009.
Concerne i lavori effettuati dal Consorzio di Bonifica Vulture-Alto Bradano
nella piana di S. Nicola e per i quali l’ente chiede quote ai proprietari dei
terreni che, a suo giudizio, hanno tratto giovamento dalle opere idrauliche
espletate. Il fatto è che le richieste dovrebbero attenere al piano di
classifica redatto dal Consorzio in base al Regio Decreto n.215 del 1933. Ma,
appunto, soldi da sborsare sono stati imposti anche a chi, geograficamente, non
rientra nel piano. Ad esempio, gli agricoltori di contrada Serre che nulla
hanno da spartire con la zona dell’Ofanto, prima citata. E’ il caso del
coltivatore diretto Salvatore Montanarella di 73 anni, e di tutti gli altri
nelle stesse condizioni, che si è rifiutato di cacciare quattrini per qualcosa
che non lo ha riguardato affatto. Per maggiore concretezza, la contrada Serre è
400 metri più in alto della valle dove ci sono stati interventi irrigui. Da
qui, ovviamente, l’apertura di un contenzioso che ha provocato forti attriti.
Da un lato, quindi, l’ente sub regionale che vuole i pagamenti senza sentire
ragioni e, infatti, ha dato vita ad ingiunzioni, atti di precetto e
pignoramento presso terzi, come nel caso delle pensioni Inps di coloro ritenuti
insolventi. Dall’altro gli agricoltori, appena riunitisi in un comitato di
difesa dei propri diritti presieduto da Giuseppe Montanarella, ed i ricorsi
alla Commissione Tributaria con le prime 51 sentenze notificate, sugli oltre
330 coltivatori interessati, che hanno già dato torto al Consorzio. <<Inoltre-
evidenzia Montanarella- il 22 dicembre scorso, il Consiglio Regionale ha
approvato all’unanimità un emendamento, proposto dal consigliere Pagliuca, che
sospende l’esecutività del piano di classifica e di quanto ne consegue.
Tuttavia, in assenza di atti propedeutici del Consorzio con cui si comunica la
cessata materia del contendere avverrà lo stesso il mancato pagamento dell’
ultima pensione e della tredicesima in attesa delle udienze fissate a fine
gennaio. Insomma, la persecuzione continua di pari passo con l’immobilismo
delle associazioni di categoria e dello stesso consiglio d’amministrazione dell’
ente di bonifica Alto-Bradano, unico fra i tre lucani ad aver adottato simili
determinazioni verso chi lavora la terra e si sente vittima di un’autentica
ingiustizia. Pertanto- conclude Giuseppe Montanarella- servono gli atti
consequenziali della Giunta di Basilicata e si conferma la disponibilità del
comitato ad offrire servizi verso tutti coloro che ritengono lesi i propri
diritti>>.

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MELFI: Discariche di rifiuti speciali a cielo aperto

Posted on 04 Dicembre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Ennesima maleducazione nell’abbandono di rifiuti speciali. Stavolta,
il piccolo immondezzaio abusivo è visibile in contrada Sant’Abruzzese, a fianco
dell’entrata del centro Aias. A parte l’illegalità di simili atti e, insieme,
il rispetto maggiore che si dovrebbe avere per un luogo dove c’è chi soffre, è
davvero una villania recarsi lì apposta, di notte perché di giorno c’è
movimento, e mollare ciò che abbiamo fotografato. Un forno, una lavatrice, un
water, dei copertoni, un fusto arrugginito e tanto altro. Descrizione a parte,
è veramente una vergogna questa abitudine melfitana. La Gazzetta, infatti, ne
ha già trattato per i siti rinvenuti sulle colline delle Serre (tre casi nella
scorsa estate), nel rione Valleverde, nella zona artigianale D2, nei pressi
dello svincolo per S.Nicola della superstrada Potenza-Candela e, ultimamente,
in piazza Archimede di contrada Bicocca. Quasi sempre, si sono accumulati
rifiuti di lavori edili e quelli, per così dire, di natura domestica come gli
elettrodomestici rotti. In entrambe le situazioni, s’infrangono leggi e regole
comunali e, per la seconda tipologia, non si prende in considerazione il
servizio gratuito che è in atto con l’impresa incaricata dal Comune. In
pratica, è sufficiente una telefonata per un appuntamento, ed avviene il
prelievo di quanto non funziona più. Pertanto, si può parlare anche di
stoltezza, pensando alla fatica che si compie per andare a buttare qualcosa
che, magari, pesa. E che, purtroppo, resta lì fino a che l’amministrazione,
pagando un extra, chiede alla ditta di occuparsene. Soldi che, poi, entrano
nella tassa che tutti devono pagare, giusto per ricordare un’altra conseguenza,
oltre all’incuranza per l’ambiente e la salute.

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Melfi: La cattedrale è out per i disabili

Posted on 10 Aprile 2009 by admin

L’inchiesta della Gazzetta sulle condizioni architettoniche delle chiese di Basilicata è iniziata durante il corso della settimana passata quando da queste colonne abbiamo evidenziato che la Cattedrale di Melfi, uno dei monumenti più visitati della nostra regione, è privo di passerella di accesso per i disabili. Una mancanza che crea non pochi problemi ai fedeli non in grado di poter superare i sette gradini che consentono l’accesso alla chiesa. L’abbattimento delle barriere architettoniche è un dovere e deve essere considerato una priorità da chi gestisce un luogo aperto al pubblico, specialmente un luogo di culto come la Cattedrale melfitana che è frequentata da moltissimi fedeli. Non occorre una grande opera di ingegneria, basterebbe, provvisoriamente, una passerella anche in legno che consenta il superamento degli scalini di accesso alla chiesa. In un secondo momento, prima del termine dei lavori di qualificazione, i tecnici sapranno trovare la migliore soluzione dove intervenire per la realizzazione di una rampa di accesso senza ostacoli per che non è in grado fisicamente di salire le scale. Sulla questione sono intervenuti i consiglieri Sonnessa e Guerrieri con una interrogazione - emendamento nel Consiglio comunale per chiedere “uno stanziamento in bilancio delle somme necessarie alla realizzazione dell’accesso per i disabili alla Cattedrale di Melfi”. Ma, pare, che ci sia un problema di “comunicazione” tra l’amministrazione comunale, intenzionata a risolvere il problema e la curia vescovile proprietaria dell’area. Si presume che in questi giorni ci sarà un incontro tra il sindaco Navazio e il vescovo Monsignor Todisco per risolvere l’annoso problema.  Tutto questo semmai ce ne fosse ancora bisogno, conferma la validità della protesta dei cittadini di Melfi, anche perché, da tempo, sia i disabili che i loro parenti hanno segnalato la necessità di dotare la Cattedrale di un apposito accesso per loro e non essere out per chi deve giornalmente già confrontarsi con i problemi dell’handicap. Occorre quindi risolvere il problema in tempi rapidi, viste le imminenti feste pasquali che si svolgono per la maggior parte nella Cattedrale. Il buon senso certamente guiderà chi dovrà decidere, anche con una provvisoria soluzione.

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