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Melfi: Carnevale 2011

Posted on 10 Marzo 2011 by antonio pace

IL CARNEVALE A MELFI HA UN FUTURO

La gente ha invitato gli organizzatori a continuare

Un Carnevale a metà, quello conclusosi a Melfi per la sua seconda edizione, con da un lato il grande freddo a limitare la partecipazione e dall’altra le ottime cose fatte dal gruppo organizzatore, che hanno colpito molto la gente. “Proprio la gente ci ha detto di non mollare, di continuare e di ampliare quello che è il cartellone del Carnevale per gli anni a venire, puntando anche alla realizzazione dei carri mascherati per ritrovare e poter rinverdire i fasti di una tradizione che è propria della popolazione melfitana”. Con queste parole alcuni degli organizzatori hanno evidenziato le risposte positive avute dalla gente ed il loro invito forte a continuare, nonostante le tante difficoltà, i problemi economici, l’assenza di un gruppo forte ed organizzato finora con solo alcuni “elementi di buona volontà” e poche associazioni che si sono davvero preoccupati di dare il loro contributo alla concretizzazione di queste due prime edizioni. “Per questo ci metteremo a lavorare già da subito, sperando di allargare il gruppo organizzativo - hanno aggiunto dopo la riunione che ha fatto un attimo il punto della situazione - ma anche di trovare gente disposta a supportarci, ad aiutarci a crescere in questo evento che deve essere della città tutta, dai bambini agli anziani, alle famiglie, ai gruppi, sia a livello di tempo da decidare che per quel che concerne la parte economica, visto che realizzare dei carri costa molto, e si spera anche nella partecipazione della prossima amministrazione comunale, quella che uscirà dalle elezioni di maggio, che sia davvero sensibile a questa manifestazione, facendola propria, per la crescita e l’attrattiva di tipo turistico che il Carnevale può fornire alla città di Melfi”. Per intanto restano i bei disegni della prima edizione, realizzati dai bambini delle scuole, alcuni usati per fare locandine e manifesti, ma anche la splendida festa svoltasi presso il Centro Aias, che ha riunito, mascherati e non, sotto l’unica bandiera della condivisione, della voglia di dare solidarietà coi fatti, della massima integrazione la città con tutti i ragazzi e gli operatori del Centro. Proprio l’Aias di Melfi, poi, è stata grande protagonista della sfilata finale svoltasi per le vie di Valleverde prima e del Centro Storico dopo, creando un apprezzatissimo gruppo mascherato sul tema dell’Unità d’Italia, nel 150esimo anniversario, con tanti ragazzi, ed i loro operatori, ad indossare abiti bianchi, rossi e verdi, con i simboli, i nomi e le cartine di tute le regioni italiane, e l’eloquente striscione che apriva il gruppo ad indicare “noi siamo uniti”, slogan ideale per indicare la voglia forte di essere una della nostra penisola, contro ogni divisione, politica, razziale, di nord e sud, della lega o di altri. Proprio a loro, come gruppo più originale, è andata la coppa messa in palio dalla Pro Loco Federico II, mentre per quel che concerne la più bella mascherina di bimbo, la coppa di Enzo Morra è andata al piccolo Alfonso Iorio. Poi, considerando la grande partecipazione femminile alla festa in Piazza Duomo, con pettole, canti, balli, karaoke e tanta musica con i Ritmitika, e stante la concomitante festa delle donne, il gruppo organizzatore ha voluto premiare la scuola di ballo di Melfi “Style Dance” unica presente alla grande e con la maestra Lucia Scolamiero a dirigere prima le bimbe, poi le mamme. Scuola di ballo che ha visto un gruppo nutrito, ed attivo, anche di mamme giovani e non della città, esibirsi in balli di gruppo con buona coordinazione, ed a loro è andata la coppa dedicata alle donne, in questa seconda edizione del Carnevale di Melfi che va in archivio con la soddisfazione di avere fatto bene. Ma con il gruppo pronto a fare ancora di più, da qui in avanti, pensando già alla terza edizione!!     Antonio Baldinetti

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MELFI: Le strade colabrodo

Posted on 04 Febbraio 2011 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. La toponomastica dell’area richiama la massima istituzione nazionale.
Le vie, infatti, sono intitolate ad alcuni ex presidenti della Repubblica come
De Nicola, Pertini e Gronchi. La situazione delle strade, però, non è affatto
degna del nome dei personaggi a cui sono dedicate e, a quanto pare, l’
istituzione locale non ha soddisfatto le esigenze dei cittadini. Parliamo della
nuova zone di espansione edilizia che, nel rione Valleverde, è sorta nel
perimetro compreso tra la contrada Incoronata e la linea ferroviaria in
direzione Foggia. In pratica, si susseguono le segnalazioni dei residenti sullo
stato abbastanza precario delle arterie che collegano i vari blocchi di
palazzine. Non a caso, appunto, soltanto il 13 gennaio scorso la Gazzetta ha
trattato della salita di Via Enrico De Nicola che da stradina quasi di campagna
si è trasformata in direttrice trafficata. Sia per accedere al luogo in
questione, sia per accorciare il tragitto che serve per prendere la statale
658. Il fatto è che è stretta, non è illuminata e, lateralmente, ci sono
profonde cunette da cui è molto difficile uscire se ci si finisce dentro. Ma,
insomma, i problemi non si esauriscono, purtroppo, al nastro d’asfalto
intestato a quel Capo dello Stato. Quelle abbinate agli omologhi, infatti, si
trovano in condizioni peggiori. Via Sandro Pertini, nello specifico, è davvero
bisognosa d’interventi e, per giunta, da svariati anni. Come la precedente, non
è larga per far incrociare agevolmente due macchine e non è fornita di
lampioni. In più, nel sneso negativo s’intende, per alcune decine di metri e
proprio priva di bitume, con le buche che di conseguenza si possono immaginare,
ed anche i corti marciapiedi che si trovano solo in direzione di Via Giovanni
Gronchi, sono in uno stato che, evidentemente, non ha mai visto un pizzico di
manutenzione e, su un fianco, c’è una ringhiera a maglie larghe che dovrebbe
contenere da un vuoto di circa dieci metri. L’ultima strada citata, infine, è
interessata da larghe fenditure del piano stradale ed un concreto movimento
verso il basso. Vuol dire che sta franando, in altre parole, e sotto ci sono
altre case. <<Da almeno tre anni- hanno detto gli abitanti incontrati sul
posto- ci siamo rivolti al Comune per le precarietà che viviamo ogni giorno, ma
non c’è stata risposta alle promesse, fatte pure prima. Ripetiamo l’appello,
anche perché si tratta di pubblica incolumità>>. Noi lo giriamo a chi di
competenza, auspicando un riscontro, finalmente.

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Melfi: Intera biblioteca Nitti a Melfi

Posted on 30 Dicembre 2010 by antonio pace

COMUNICATO STAMPA

BIBLIOTECA PERSONALE DI PERTINI A MELFI

Gli oltre duemila libri, donati dalla Fondazione Pertini alla Fondazione Francesco Saverio Nitti, sono giunti stamani nel Centro culturale dedicato allo statista lucano. Saranno messi a disposizione degli utenti nel quadro di un progetto di racconto multimediale della storia degli esuli antifascisti in Francia come lo furono Nitti a Parigi e Pertini a Nizza. Un evento nel corso del 2011.

Melfi, 30 dicembre 2010

E’ stata annunciata a ridosso dell’estate la notizia dell’intenzione della Fondazione costituita dalla famiglia Pertini-Voltolina dedicata all’ex-presidente della Repubblica Sandro Pertini di mettere a disposizione del Centro culturale Nitti di Melfi gestito dalla Fondazione Francesco Saverio Nitti la “biblioteca personale di Pertini”, ovvero gli oltre duemila libri che  Carla Voltolina e Sandro Pertini hanno raccolto e avuto a portata di mano nella loro casa a piazza Fontana di Trevi a Roma, che la stessa famiglia Pertini, dopo la scomparsa della vedova del presidente, ha inteso restituire al Comune di Roma, proprietario dell’immobile. La proposta era stata accolta con entusiasmo dal consiglio di amministrazione della Fondazione Nitti.  La biblioteca è stata quindi oggetto di un primo inventario realizzato a Firenze  dalla stessa Fondazione Pertini e raccolta in sessanta casse è giunta oggi a Melfi accolta dal prof. Mauro Tartaglia responsabile del Centro Culturale Nitti che ha informato le autorità comunali e regionali. Essa si aggiunge alle teche già installate nel Centro che ospitano sia la Biblioteca Comunale, sia i fondi bibliotecari della Università popolare intitolata a Francesco Saverio Nitti, sia la biblioteca di Giampaolo Nitti trasferita al Centro dalla adiacente casa natale dello statista.  Nel corso del 2011 è previsto un evento di apertura di questo segmento del centro, una volta sistemata la biblioteca e creato lo spazio di ricostruzione visiva dedicato ad una pagina importante del novecento italiano.

Il presidente della Fondazione Nitti prof. Stefano Rolando, ha nell’occasione dichiarato: “Si compie oggi un passaggio concreto rispetto al progetto di consolidare il ruolo di ‘centro di fruizione di cultura civile’ che la rinnovata struttura del Centro Nitti di Melfi intende avere. Siamo grati alla Fondazione Pertini per avere in breve tempo trasferito la biblioteca del presidente che sarà messa a disposizione degli utenti nel quadro di un progetto di racconto multimediale della storia degli esuli antifascisti in Francia - come lo furono Nitti a Parigi e Pertini a Nizza - dando senso storico-pedagogico alla presenza di una biblioteca che è al tempo stesso un simbolo e un’opportunità di lavoro culturale e sociale“.

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MELFI: L’UTIC ? CHI L’HA VISTO?

Posted on 24 Novembre 2010 by antonio pace

Ospedale di Melfi : stato di oblio o avvio ….. A quando il trasferimento del reparto UTIC?

L’ospedale di Melfi sembra essere avvolto in uno stato di oblio. Avvolto in una cappa di silenzio. In attesa di qualcosa o di decisioni. Destinatario di un cospicuo finanziamento milionario (ben cinque) sin dal 2001 naufragato, per effetto di errori progettuali, nel limbo di un appalto prima assegnato e poi rescisso, rifinanziato con un aumento di risorse, attende, ancora oggi, una nuova ed urgente progettazione con la conseguente realizzazione. Ci vorranno ancora mesi prima di vedere la posa della prima pietra.

L’attività ospedaliera continua. Con i problemi di sempre. E con i pericoli di sempre.

L’attenzione è riferita alla Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) che ancora, nonostante le tante sollecitazioni sin dal lontano 2001, la previsione normativa regionale ed un richiamo ministeriale che ne ha constatato l’ anomalia dell’ attuale ubicazione, non viene trasferita dal vicino ospedale di Venosa. Una semplice ricerca sul motore internettiano Google è capace di mostrare la necessità di una tale Unità all’interno di un ospedale per acuti, quale è quello di Melfi, provvisto giustamente di un reparto di rianimazione, di un pronto soccorso che opera in un regime di d’urgenza/emergenza, ecc…

Non è una richiesta dettata da esigenze campanilistiche. E’ una necessità per essere curati nei migliori dei modi. Senza distorsioni o perdite di tempo. Non ci sono molti esempi in Italia che vedono sprovvisti gli ospedali per acuzie del reparto Utic. Tutti sono daccordo sulla necessità del trasferimento. Tutti concordano. Tuttavia l’anomalia tutta lucana continua.

I locali per ospitare i primi posti letto per l’unità ci sono, sono stati individuati da tempo. Possono essere pronti in poche settimane. Perché allora è tutto fermo? A nulla vale l’alibi dell’avvio dei lavori di completamento dell’ospedale (ma se non è stato ancora affidato l’incarico che si attende ormai da aprile!) che inizieranno, se tutto va bene, l’inverno prossimo.

La burocrazia parassitaria interna è così potente da bloccare persino la volontà degli amministratori? O sono accreditate altre tesi scientifiche?

Qualcuno dovrà pur sciogliere questi dubbi.

Potenza, 24 nov. 10

Alfonso Ernesto Navazio

Presidente di Io Amo la Lucania

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Melfi: Il telefono…ti allunga la vita, mna non la pazienza!

Posted on 17 Novembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Il telefono, in un luogo pubblico, è semplice indispensabile. Per
qualsiasi evenienza si rendesse necessario il suo utilizzo e specie se, come
nel caso segnalato alla Gazzetta, il posto è frequentato da bambini. In
pratica, parliamo di una scuola, la materna di contrada Bicocca che lunedì
scorso ha aperto i battenti. Il problema, appunto, è che non è stata ancora
allacciata una linea telefonica e si comprende lo stato di disagio misto ad
ansia che, in merito, vivono i genitori dei venticinque piccoli alunni. Gli
stessi che, per mesi, si sono battuti per far entrare in funzione quella sede
distaccata del secondo circolo Marottoli. Quelli che, spesso, si sono recati in
Comune per chiedere conto della chiusura di un edificio nuovo e, soprattutto,
utile alle loro esigenze per essere a pochi metri dalle case dove risiedono.
Nell’ultima mobilitazione del 22 settembre, si era giunti ad un’intesa per il
coinvolgimento, in proposito, del commissario prefettizio Fausto Gianni e della
dirigente scolastica Caterina Mazzeo. I medesimi genitori, adesso, riconoscono
che c’è stato il rispetto dei compiti assunti e, infatti, l’apertura della
materna ne è la testimonianza. E, per completezza d’informazione, si deve
riconoscere la decisiva disponibilità del personale docente e non. Ma,
purtroppo, le giovani coppie interessate dalla vicenda, non hanno fatto a tempo
di essere soddisfatte per quest’obiettivo raggiunto, che subito devono fare
fronte alla questione dell’assenza di un telefono. <<Diamo atto e sappiamo-
sottolinea una delle mamme che più si è spesa per tagliare il traguardo- che il
competente ufficio municipale ha più volte sollecitato la Telecom per mettere
una linea telefonica e, se serve, domandiamo anche noi alla società di
telecomunicazioni di accelerare l’iter che si deve seguire, tenendo conto che
viviamo in apprensione, per tale disservizio>>. Nell’Area Servizi alla
Cittadinanza del Comune, poi, la Gazzetta ha appurato che un sollecito è stato
più volte rivolto alla compagnia telefonica per risolvere il problema e, pure
per questo, l’apertura della scuola è stata settimanalmente rimandata.
<<Adesso, però, è il caso di darsi una mossa- si appellano in coro i genitori-
perché l’eventuale ricorso ad un cellulare potrebbe essere inficiato da
qualunque impedimento, non ultimo il segnale che nel perimetro di Bicocca non è
affatto forte>>.

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Melfi: Bicocca uguale disagi

Posted on 08 Novembre 2010 by antonio pace

MELFI. Disagi di ogni sorta per i cittadini che sono andati ad abitare, o
lavorare,  nelle nuove aree di espansione edilizia: le contrade Bicocca e
Incoronata e la  cosiddetta zona 167, conosciuta alle carte come Pratilamia,
dove i melfitani che hanno potuto hanno acquistato i suoli per costruirci la
casa a proprio piacimento. Nell’ultimo perimetro citato, poi, oltre alle
problematiche comuni agli altri insediamenti come la viabilità e l’
illuminazione non uguali a quelle del rione Valleverde o del centro storico, si
devono fare i conti con due altre <<mancanze>>. All’apparenza secondarie,
rispetto alle altre, ma che, appunto, si aggiungono a quelle presunte
principali e se ne nota l’assenza in quanto private al servizio pubblico. Si
tratta di pannelli di affissione, dove poter leggere, come tutti, i manifesti
di avviso utili alla cittadinanza o qualsiasi altro fattore che possa
interessare la gente e, soprattutto, la fermata degli autobus urbani, più
vicina dei 1700 metri abbondanti che, adesso, bisogna percorrere per andare al
punto meno lontano e salirci. <<Dalla residenza più esterna di Pratilamia- dice
Andrea a nome delle 150 famiglie investite dalla vicenda- si devono percorrere
quasi due chilometri per usare i pullman delle linee cittadine. Chiediamo all’
amministrazione di impegnarsi per questo, annunciando subito una raccolta di
firme in merito>>. In effetti, al momento si deve camminare fino alle villette
Brunelleschi per fruire di un servizio importante, in caso di mancanza di un
mezzo proprio per qualunque motivo. Muovendosi, per giunta, tra marciapiedi
poco mantenuti, cani randagi e, con le piogge invernali, tra miriadi di
pozzanghere. Si comprende che, in caso di necessità, può diventare fondamentale
avere un riferimento più agevole da raggiungere.

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MELFI: Bicocca, problemi all’infinito.

Posted on 06 Novembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Lungo l’elenco dei problemi che continuano a far tribolare gli abitanti
di Bicocca. Che a Melfi è una contrada ma, ospitando oltre tremila residenti,
rappresenta in realtà un medio paese lucano senza averne, però, tutti i
servizi. Insomma, stanno scadendo i dieci anni dai primi insediamenti nella
nuova zona di espansione edilizia melfitana, ma restano in piedi questioni
assolutamente insolute. La Gazzetta, per esempio, ha già trattato di scarsa
illuminazione e marciapiedi invasi dalla vegetazione in Via Piano della
Giostra, di asfalto irregolare e cunette prive di manutenzione che, per questo,
fanno allagare i garage di Via Monteverde, di immondizia, anche, speciale e
nociva, che viene portata in Piazza Archimede dai soliti ignoti che scambiano
il luogo per piccola discarica. Tutto naturalmente abusivo ma, appunto, il
fenomeno prosegue, nella stessa maniera in cui va avanti un’altra situazione
che fa sentire di serie B, i cittadini del rione e coloro che lo frequentano
per lavoro, per fare acquisti nei centri commerciali e qualsiasi altra ragione.
Stavolta, quindi, è il caso di tornare a parlare dei punti di attesa degli
autobus del trasporto urbano. Le pensiline, almeno quelle, ci sono ma perché
vandalizzate dagli incivili che non mancano dappertutto o, soprattutto, per il
fatto di non essere adeguate alla funzione, sono praticamente inutili. Il altri
termini, i manufatti presenti o sono rotti o sono piccoli ed incompleti come in
Via Scotellaro. Qui, in particolare, la pensilina è metallica e, pertanto, è
stata risparmiata dai danni procurati dagli stupidi di turno ma,
sfortunatamente, la struttura è del tutto inospitale per aspettarci il pullman.
Attaccate per i fianchi ci andrebbero, al massimo, tre persone e senza borse al
seguito. preferibilmente. Il problema è che c’è solo la tettoia, lateralmente
non esistono pannelli e, di conseguenza, quando piove è forte la possibilità di
farsi una sorta di doccia vestita. <<Insieme all’appello per la cessazione di
atti vandalici- sottolineano gli interessati- chiediamo di provvedere alle
istituzioni o a chiunque di competenza. Specie nella stagione invernale, con le
precipitazioni tipiche, ed è già avvenuto nei giorni scorsi, quei punti di
fermata diventano inservibili e può succedere che uno scroscio di pioggia colga
impreparati alla discesa dal mezzo pubblico>>. L’immagine a corredo dimostra la
legittimità della richiesta che, per l’ennesima volta, è girata a chi
amministra la comunità, tutta però.

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MELFI: Rifiuti, ancora rifiuti abbandonati…

Posted on 21 Ottobre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Ancora cumuli di risulta edile abbandonata in spregio alle norme che ne
indicano il modo di smaltimento, all’inquinamento dell’ambiente che si provoca
colpevolmente, al danno d’immagine e per la salute pubblica che si produce per
la comunità rappresentata. E, purtroppo, a Melfi questo malcostume ha, da
tempo, assunto contorni da fenomeno tanto che, negli ultimi quindici mesi, la
Gazzetta ne ha scritto per una decine di volte. Visto che, però, l’andazzo
prosegue, pure stavolta bisogna parlarne, anche per la meritoria opera di
segnalazione della sede locale dell’Archeoclub d’Italia. Gli appassionati soci
presieduti dal fotografo Vincenzo Fundone, infatti, si sono dimostrati attenti,
contemporaneamente al recupero del patrimonio storico, alla salvaguardia della
natura che circonda i rinvenimenti effettuati. Ecco, nello specifico, la
segnalazione di laterizi buttati in contrada Valchiera, sulla vecchia strada
che, dalla millenaria Porta Venosina, conduce al cimitero. E’ il luogo dove, da
alcuni giorni, è in corso il distacco di un affresco del XV secolo rinvenuto in
una grotta votiva. Per arrivarci si costeggia il tratto del torrente Melfia che
scorre verso Rapolla. Dentro ad ai margini del suo greto, i soliti ignoti hanno
pensato bene di scaricare ciò che, evidentemente, è avanzato da lavori in
edilizia. <<Avviene perché non si ha intenzione di pagare l’opera degli
impianti di frantumazione inerti a cui, di regola, si dovrebbe conferire il
materiale. Ma, illegittimamente- sottolineano in coro quelli dell’Archeoclub-
si infrange la legalità andando a compiere quello che è un autentico reato.
Magari, con il favore del buio, visto che ci si imbatte nei mucchi dalla sera
alla mattina e, per giunta, senza alcun interessa per l’acqua sottostante che
irriga i terreni laterali>>. Ed a proposito del fiumiciattolo che avrebbe dato
il nome alla città di Melfi, i fatti raccontati incidono in un perimetro che,
al contrario, dovrebbe essere tenuto in estrema considerazione. Perché, in
particolare, il tratto è caratterizzato dai ruderi di antichi mulini ad acqua
che, a partire da quattro secoli fa, funzionavano proprio grazie alla forza del
liquido convogliato. Se ne possono contare cinque, ed uno, a fianco del
manufatto che sul posto è conosciuto come “Pontacchio”, ha ancora i muri eretti
e comunica l’idea di costruzione. <<Sono tutti proprietà singola- ha riferito
il presidente Fundone- e quindi i titolari non possono essere, economicamente,
chiamati in causa per la conservazione. Servirebbe, forse, il sostegno
finanziario degli organi competenti per svolgere un progetto del genere, o
almeno il coinvolgimento di privati sensibili al tema>>. Fermo restando, ad
ogni buon conto, che il primo passo deve essere la fine della brutta noncuranza
di disfarsi a piacimento di immondizia, per niente biodegradabile e,
oltretutto, dannosa per molti anni in futuro.

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Melfi: Marciapiedi uguale killer per le caviglie !

Posted on 19 Ottobre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Per la seconda volta nel giro di tre mesi, un anziano utente del
trasporto pubblico urbano si è fatto male scendendo dal pullman. Come nell’
occasione precedente, quindi, bisogna raccogliere  l’appello di alcuni fruitori
giornalieri degli autobus cittadini. Che, a scanso di equivoci, non c’entrano
niente nella questione. Il fatto è che su Via Foggia, partendo dal semaforo
della caserma Carabinieri fino a quello dell’ospedale, ci sono cunette molto
profonde e pericolose, per le persone e le macchine stesse. In pratica, è
successo che la stesura di manti di bitume uno sull’altro <<specie ad ogni
tornata elettorale- sottolineano i melfitani che hanno segnalato la vicenda-
abbia creato un alto solco tra l’arteria stessa ed il marciapiede. Scendendo
dai mezzi, ma anche salendoci, può facilmente succedere di mettere un piede
nella cunetta stessa, prendendo una dolorosa distorsione>>. La verifica
fotografica di quanto raccontato, ha nuovamente confermato i fatti e, davvero,
per molte centinaia di metri su un tratto della strada più lunga di Melfi,
sussistono questi rischi. Ovvio che l’incolumità delle persone abbia la
precedenza in ogni discorso, ma il pericolo di rottura permane anche per le
autovetture, visto il marcato dislivello che s’incontra e la possibilità reale
che una ruota possa rovinarsi, andandoci a finire dentro, ricordando pure che
non c’è la segnalazione di cunette non transitabili e andrebbero rifatte pure
le linee bianche laterali che delimitano la carreggiata. <<Chiediamo a chi di
competenza- concludono i nostri interlocutori- di intervenire al più presto,
prima di incidenti peggiori>>.

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MELFI: Cimitero, spazzatura al posto degli alberi !

Posted on 06 Ottobre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Dalla sommità degli otto piani in cui sono suddivisi i posti del
cosiddetto cimitero nuovo, è stato impossibile non notare quelle specie di
botole che si aprono sul tetto di ogni fila. Tra l’altro, è facile arrivare all’
imbocco di quelle aperture, visto che ci sono pochi e piccoli gradini da
salire. Anche da parte di un bambino, purtroppo, con i rischi legati all’
eventuale distrazione dell’adulto in sua compagnia. Insomma la curiosità ha
vinto, ma la scoperta di ciò che c’è all’interno di quegli spazi vuoti che
dividono loculi e cappelle, è stato molto deprimente. In pratica, nell’attesa a
questo punto un po’ lunga, che quegli spazi accolgano la piantumazione
progettata dall’ufficio tecnico comunale, qualche melfitano, assolutamente
incivile, ha pensato bene di buttarci immondizia. Sopra e al fianco dei
defunti, per essere più precisi. Una gesto assolutamente vergognoso e, nello
specifico, ci sono stati abbandonati bidoni di pittura, evidentemente usata per
imbiancare le pareti dei lavori eseguiti, e altro tipo di rifiuti che,
tuttavia, non è stato possibile identificare per il buio interno alle botole
stesse. Senza dubbio, anche un singolo pacchetto di sigarette vuoto, ad
esempio, sarebbe stato un atto maleducato che, appunto, non avrebbe rispettato
il luogo, come avvenuto. Ora, ovviamente, non è ipotizzabile l’individuazione
dei colpevoli ma devono essere, certamente, persone disturbate che hanno
approfittato della situazione per liberarsi della risulta da lavoro. Ferma
restando la loro condanna, almeno morale, l’invito è al Comune per un
intervento che ripristini il decoro e, insieme, limiti il pericolo di caduta.
Ma, soprattutto, è la rabbia per la presenza in giro di individui capaci di
tanto a dover essere denunciata con l’appello al controllo di tutti i
visitatori.

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