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MELFI:Approvata Proposta di legge MEDIASHOW

Posted on 05 Ottobre 2010 by antonio pace

NAVAZIO SU APPROVAZIONE PDL MEDIASHOW; PASSO AVANTI PER UNA MANIFESTAZIONE IMPORTANTE NEL PANORAMA NAZIONALE  EINTERNAZIONALE

Con 12 voti favorevoli e 11 astenuti, è stato approvato, in quarta commissione la proposta di legge del consigliere Alfonso Ernesto Navazio, sulla promozione della cultura multimediale e sul riconoscimento del Mediashow Olimpiade internazionale della multimedialità. Una manifestazione promossa, organizzata e gestita, con il concorso delle Istituzioni scolastiche ed universitarie locali e regionali, dal Liceo Scientifico Statale “Federico II di Svevia” di Melfi.

“Si tratta di un ulteriore passo avanti - spiega Navazio all’indomani dell’approvazione - che premia una manifestazione oramai diventata punto di riferimento nel panorama nazionale ed internazionale”.

Così il consigliere Navazio ha voluto riconoscere, attraverso la proposta di legge, il valore educativo, formativo e culturale al “Mediashow” che vede protagonisti gli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore nazionali ed esteri.

“Una iniziativa - continua il consigliere - la cui validità ed efficacia è data dal successo che si è registrato ogni anno e per molti versi superiore alle aspettative”. Centinaia, infatti, i giovani che hanno partecipato all’Olimpiade Informatica arrivando da varie parti d’Italia e dall’estero. A tutt’oggi - si legge nella proposta - le scuole coinvolte a vario titolo nella  manifestazione, in Italia e all’estero, sono state oltre duemila, mentre gli studenti partecipanti globalmente alle tre precedenti edizioni del Mediashow sono stati diecimila.

Il Mediashow, giunto ormai alla sua settima edizione e che si svolge ogni anno nel corso del II quadrimestre dell’anno scolastico, si articola in una molteplicità di azioni che vanno dall’istruzione alla formazione, dall’informazione all’orientamento professionale. Tra queste: un Convegno Nazionale sulla Multimedialità, dove sono chiamati a confrontarsi Istituzioni pubbliche del territorio, professori universitari, operatori industriali e commerciali del settore, esperti, docenti, genitori, allievi; una Competizione concorsuale tra studenti degli Istituti di Istruzione Superiore, provenienti dall’Italia e dall’estero, nella quale i concorrenti sono impegnati nella elaborazione di un ipertesto avente ad oggetto un tema didattico; un Corso per docenti e per discenti, mirati al conseguimento della Patente Europea di informatica (E.C.D.L. - European Community Datamedia License), finalizzato, tra l’altro, a costituire lo stesso Istituto come Test Center per il rilascio di dette licenze.

“Il governo regionale - sottolinea il Presidente di Io Amo la Lucania - attraverso il Mediashow, si assume così l’obbligo di promuovere i momenti di approfondimento delle conoscenze tecnico-scientifiche in materia di informatica, di esercizio delle competenze nell’utilizzo delle attrezzature multimediali, nonché di condivisione di tali conoscenze e competenze in un contesto giovanile non solo in ambito regionale ma anche nazionale ed europeo”.

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Melfi : Piscina ancora inesorabilmente chiusa

Posted on 01 Ottobre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Quasi cinque, ormai, gli anni di chiusura della piscina di contrada
Sant’Abruzzese e, purtroppo, non si interviene ancora per lo sbocco di una
situazione che, davvero, ha fatto arrabbiare i tantissimi utenti che la
frequentavano. Porte sbarrate, vale la pena ricordare, per gli elevati costi di
una gestione affidata a terzi e per la sopraggiunta inadeguatezza della
struttura alle nuove misure di sicurezza dei luoghi pubblici. La struttura, va
pure rammentato, è stata inaugurata trent’anni fa e, quindi, si comprende che l’
edificio non risponde più ai nuovi canoni che devono salvaguardare l’
incolumità, la salubrità generale dei locali e quant’altro correlato. <<Un
milione e mezzo dei due occorrenti- ricorda l’ex sindaco Ernesto Navazio- sono
disponibili fin dal novembre 2009. Per quanto riguarda i progetti affidati a
professionisti del settore, a maggio di quest’anno concordammo di operare una
rivisitazione adeguata alle risorse disponibili ma che comunque facesse
riaprire la piscina. Vuol dire, ad esempio, che fattori non fondamentali come
il solarium e la tribuna per il pubblica, non decisivi per la frequentazione
del posto, potevano essere presi in considerazione successivamente>>.  Poi,
come si può facilmente arguire, sono avvenute le vicende che hanno portato alla
gestione commissariale del Comune e, di conseguenza, alla fermata di questa
procedura, come di altre. Tuttavia, qualcosa in itinere, può proseguire nel suo
cammino amministrativo, così come sta avvenendo per i lavori in corso del
cavalcavia di contrada Bicocca. I tecnici, insomma, devono riprendere le carte,
apportare le variazioni che non incidono sugli aspetti indispensabili e poi
fare tutti gli atti, ulteriori, per sbloccare l’intoppo. Dopo una sessantina di
mesi di tempo, sarebbe proprio il caso di muoversi.

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Melfi: Bagni pubblici in piazza Craxi chiusi

Posted on 25 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Soltanto due volte al mese in occasione dei mercati quindicinali che l’
area ospita e solo di giorno. Si tratta delle circostanze di apertura dei bagni
pubblici di Piazza Bettino Craxi nel quartiere di San Rocco a fianco del
palasport. Il piccolo edificio a forma di mezzaluna, in particolare, è
costituito da 12 toilette che farebbero davvero comodo ai frequentatori del
posto. Innanzi tutto gli studenti pendolari, visto che il perimetro funge pure
da terminal per gli autobus che li portano e riprendono da scuola. <<Sarebbero
utili anche per ripararci da un’eventuale pioggia- riferiscono i giovani
viaggiatori- ma, purtroppo, sono sempre chiusi>>. La struttura, costruita alla
fine degli anni ‘90 insieme al vicino palazzotto, anche per servire gli
spettatori, è interdetta ad un utilizzo quotidiano perché il Comune, come è
stato risposto a chi lo ha chiesto, non avrebbe personale per tenerlo aperto.
Tuttavia, accade, che il manufatto adibito allo stesso ruolo in Via Federico
II, di fronte alla villa Sibilla, è fruibile da mattina a sera e, giustamente,
pulito quotidianamente. <<Si potrebbe pensare ad una suddivisione di orari e
compiti tra i due punti- sottolineano alcuni abitanti dell’adiacente Via
Grosseto e commercianti della parallela Via Foggia, senza dimenticare che
stiamo parlando di igiene e tenendo ben presente un ulteriore fattore
importante. Nel mese entrante, il perimetro accoglierà i turisti presenti a
Melfi per le tradizionali  manifestazioni dedicate alla castagna ed alla
falconeria. Sarà il caso di pianificare l’uso dei bagni per quelle occasioni e
per il futuro>>.

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MELFI: Cinta Muraria stato precario

Posted on 24 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Già all’inizio dello scorso luglio, era stata richiamata l’attenzione
generale sulla cinta muraria posteriore del castello federiciano. Quella che,
naturalmente, non fa parte della classica visione turistica del maniero che
domina il nucleo antico della città, ma non per questo meno importante della
parte che si concede di più alle immagini ed alle foto ricordo. In piena
estate, insomma, avevamo segnalato lo stato estremamente precario delle mura
adiacenti la torre d’avvistamento che, a sua volta, subì notevoli danni nel
violento terremoto del novembre 1980 e, appunto, adesso è un ricordo visto che
ne resta soltanto il basamento. Quasi tre mesi fa, in particolare, lo spunto
venne fornito dalla segnalazione della sezione locale dell’Archeoclub d’Italia,
in occasione dello svolgimento di lavori di consolidamento, pochi metri a
destra del luogo che, ora, ha urgente necessità della stessa operazione.
Tramite gli appassionati melfitani di tutto quanto è memoria del passato, era
stata comunicata la conoscenza del problema da parte degli organi competenti
come la Sovrintendenza ai Beni Monumentali della Basilicata. Ebbene, l’attesa
di mettersi in azione non appare più rinviabile anche alla luce di una notizia
che va al di là dell’aspetto storico, e che pure sarebbe più che sufficiente.
Nello specifico una delle tante pietre millenarie in bilico è rotolata verso il
basso, senza preavviso ovviamente. Dove, tra l’altro, passa la strada
extramurale che proviene dal rione Bagno e, all’incrocio con il ponte
Gaetaniello, consente di dirigersi verso contrada Serre o salire in direzione
del palazzo di giustizia. In breve, un masso è caduto sull’arteria ed ha messo
in pericolo un automobilista di passaggio che l’ha schivato grazie alla sua
prontezza di riflessi. Per fortuna, a mali estremi, è avvenuto di giorno,
poiché di sera la visibilità è limitata da una illuminazione insufficiente.
Facile immaginare che poteva andare peggio e che la situazione potrebbe
ripetersi dato che lo stato dei fatti sembra pronto a tale evenienza. Nel
sopralluogo effettuato, infatti, sono stati subito visibili dei grossi macigni
scesi dalla sommità della collina, dopo essersi sfaldati dall’incastro in cui
sono stati per secoli. <<Evidentemente- è stato il coro dei soci dell’
Archeoclub di Via Santa Lucia- l’incidenza degli agenti atmosferici e, insieme,
una manutenzione meno continua di quanto servirebbe, hanno provocato ciò che è
accaduto. Va detto, inoltre, che un anno fa avevamo scoperto iniziative abusive
come il ricovero di animali da pascolo proprio a ridosso della cinta muraria
che sta dietro al simbolo di Melfi anche grazie alla vegetazione che può
nasconderne la visione, denunciando il tutto in un convegno. Dunque, fermo
restando l’invito ad un civile rispetto del posto che è estremamente prezioso-
concludono- l’appello incessante è rivolto alle autorità, di ogni ordine e
grado, per un concreto interessamento nei confronti una condizione, per la
quale sarebbe davvero negativo non adottare le indispensabili misure di
salvaguardia, senza dimenticare la legittima questione dell’incolumità umana,
s’intende>>.

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Basilicata: Il ministro Gelmini “condiziona” non solo la scuola ma anche le famiglie

Posted on 21 Settembre 2010 by antonio pace

Una riforma della scuola, voluta dal Ministro Gelmini che è riuscita a (s)regolare la vita degli studenti, delle famiglie e delle aziende di trasporto pubblico presenti in regione. Con una sola decisione, quella sugli orari scolastici, il ministro ha scombussolato le consolidate abitudini familiari, le organizzazioni aziendali e anche la vita sociale dei lucani in genere. La protesta,   le lamentele, la disapprovazione, il malcontento ha interessato tutta la regione, dal nord al sud, dal mar Jonio a quello Tirreno, dai capoluoghi ai paese più piccoli dell’entroterra. “Vengo da una frazione di San Fele - ha detto la studentessa Vittoria Genovese - per essere a scuola mi devo alzare la mattina intorno alle sei e mezzo per prendere l’unico mezzo che mi consente di raggiungere in tempo la scuola. Per poter tornare devo fare una corsa dalla scuola alla fermata, perché se perdo l’autobus non ci sono mezzi di trasporto alternativi per far ritorno a casa e comunque non arrivo prima delle 15,45 se tutto va bene”. Per Donato Tardugno di Ginestra, invece, raggiungere la scuola è un vero e proprio calvario: deve prendere due coincidenze di autobus sia per andare che per tornare. ” Mi devo alzare all’alba e fare tutto in fretta per salire sull’autobus che porta a Rionero, devo attendere circa trenta minuti per poter prendere la coincidenza che mi porta a scuola e per il ritorno praticamente è la stessa cosa. Questa riforma ha complicato sia la scuola che la nostra vita, non solo la mia, ma anche quella dei miei genitori”. Angelo Di Lucchio è un poco più fortunato perché la percorrenza è di circa cinquanta minuti per percorrere i 20 chilometri che separano Rionero da Lagopesole, dove frequenta l’Istituto Agrario. Renata Mari, che frequenta la stessa scuola, ma proviene da Luponio, una frazione di Filiano, è costretta ad alzarsi presto per salire sull’autobus e aspettare circa trenta minuti prima che apra la scuola. ” Mi devo alzare troppo presto - ha detto lo studente Simone Summa - per poter giungere a scuola in orario. Mi preoccupo quando cambierà l’orario che sarò costretto ad uscire di casa con il buio e tornare all’imbrunire. La riforma si poteva fare, prima però si doveva intervenire sull’organizzazione generale, senza scombussolare la vita delle famiglie, ma certe decisioni si impongo dall’alto e noi le dobbiamo subire”. Mia figlia che frequenta un Istituto a Potenza - dice una signora in attesa dell’autobus - con questo nuovo orario arriva cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni e termina cinque minuti prima della partenza dell’unico autobus che la riporti a casa. Sono certa che spesso dovrò recarmi a Potenza con la macchina per andare a prendere mia figlia che ha perduto l’autobus. Andrò a parlare col dirigente scolastico, ma sono certa che non risolverò il problema. Questo succede a Melfi, a Venosa, a Potenza, a Brienza, a Spinoso, a Francavilla a Maratea ad Irsina e Matera.

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MELFI: Miss Italia, la concorrente 41 è di origine melfitana.

Posted on 14 Settembre 2010 by antonio pace

Si chiama Ambra Battilana, figlia di Aldo emigrato a Torino qualche anno fa. E’ stata eletta miss Piemonte alle selezioni regionali. Studia e sogna di fare l’architetto.

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MELFI: La palestra di piazza P.Festa Campanile non è “certificata”

Posted on 14 Settembre 2010 by antonio pace

Marco Tucci -

MELFI. Circa cinquanta anni di età, ma senza documenti. La vicenda, però, non
riguarda esseri umani, almeno non in prima battuta ed è proprio il caso di
dirlo. Il caso interessa la palestra comunale di piazza Festa Campanile, di
fronte alla sede del Municipio. Insomma, la struttura ha quasi mezzo secolo di
vita ma non possiede le carte che ne attestino l’agibilità. E non è cosa di
poco conto visto che, appunto, è un luogo pubblico e tale requisito risulta
indispensabile. Si ottiene, per esempio, dichiarando a norma l’impianto
elettrico o quello di riscaldamento, accertando il rispetto delle misure di
sicurezza e via discorrendo. Al momento, purtroppo, non c’è quasi nulla di
tutto ciò, anche se sarebbe sufficiente l’assenza di un solo requisito per
determinare le porte sbarrate. Dalla scorsa primavera, infatti, l’edificio è
chiuso e tale resterà fino a quando non sarà tutto in ordine con la
documentazione occorrente per concederne l’utilizzo. <<Fino a maggio- è stato
riferito alla Gazzetta presso il dipartimento Servizi al Cittadino del Comune-
c’è stata una condizione di deroga con l’assunzione di responsabilità da parte
dell’Ente, pure per far concludere i campionati in corso. Prima, durante e
subito dopo, comunque, le società che ne hanno fruito sono state avvisate che
per il prosieguo questo non sarebbe stato più possibile. Di conseguenza, adesso
la situazione deve essere risolta in ogni aspetto deficitario, prima di
permetterne nuovamente l’uso>>. Si è appreso, inoltre, che un incarico in tale
direzione sarebbe stato conferito ad un professionista ma, nell’attesa, accade
che le associazioni sportive, cosiddette minori, sono prive di un luogo dove
svolgere la loro attività agonistica. Succede, per esempio, all’Olimpia Volley
Melfi che intende prendere parte alla serie C regionale femminile e, insieme,
ha il problema di dove far giocare, allenare, divertire, ben centosettanta
ragazze dai 5 ai 22 anni. Si tratta, nella dirigenza e staff tecnico, di ex
protagonisti dell’Audax che nel 1997 centrò la promozione in A2, ma dovette
rinunciarvi per mancanza di un palasport omologato. Adesso c’è ed è in
gestione. Forse è l’unico modo per condurlo. <<Noi non potremmo permetterci
alcun costo- sottolinea il trainer Vincenzo Pontolillo- ma siamo in attesa di
sapere come ovviare al blocco temporaneo della palestra. Aspettiamo, fiduciosi,
di parlare con il Commissario Prefettizio e, magari, con i dirigenti delle
scuole medie che hanno impianti adeguati>>.

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MELFI: Contrada Serre, strade che sono un disastro

Posted on 10 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. E’ la quinta volta che si deve tornare a trattare la condizione della
strada provinciale 24, nel tratto di Contrada Serre, poco sopra il mattatoio
comunale melfitano. Ma ieri mattina, complice anche la pioggia anche se pure
con il caldo lo smottamento non si ripara, i circa duecento metri che da oltre
un anno sono interessati da una situazione franosa, appunto, somigliavano più
al greto di un torrente di montagna che a un’arteria di competenza della
Provincia di Potenza. Certo, viabilità secondaria visto che il tratto, già con
asfalto dissestato, non è più il collegamento principale con la piana
industriale di S.Nicola, grazie al prolungamento della sp.111. <<Questo però-
sottolinea per l’ennesima occasione il signor Claudio che ha richiamato la
nostra attenzione in quanto abitante del luogo- non significa che è una
direttrice interpoderale come qualcuno, addirittura, l’ha definita. E’,
purtroppo, una strada caduta in disgrazia anche per scarsa o nessuna
manutenzione passata come dimostrano i fatti. Ma è quella che almeno una
ventina di famiglie di residenti percorrono per muoversi dalle loro dimore.
Gente che ha il diritto di percorrere vie quantomeno decenti e non dei guadi di
fiume o, peggio, terreno cedevole che scivola a valle>>. Senza dimenticare,
inoltre, che la sp.24 rappresenta il tragitto dei tanti agricoltori che
possiedono campi nei perimetri di Macera e Accovatura che possono essere
raggiunti solo transitando per la zona che, a questo punto, rappresenta un
serio pericolo per uomini e mezzi. <<Da Potenza- ha terminato l’operaio che ha
steso pozzolana a sue spese- ci hanno fatto sapere di essere in attesa della
relazione geologica per intervenire, si spera, in maniera conclusiva alla
soluzione del problema. Tuttavia, sono passati mesi e stagioni, ma di concreto
non si è visto niente, se non un sommario sopralluogo e la collocazione di
segnali di avvertimento del rischio>>. In effetti, la visita effettuata ai
tornanti che si sono mossi verso il basso, ha rispecchiato la descrizione
fatta. Sotto la frana, in particolare, è stata ammassata della terra, ma senza
un reale manufatto di contenimento. Di conseguenza, ha fatto la stessa fine di
ciò che doveva sorreggere Sopra, poi, è in bilico un palo della luce con
annesso pannello fotovoltaico. L’incidenza degli agenti atmosferici e l’attesa
di lavori, ovviamente, peggiorano la precarietà. Auspicabile, quindi, l’
interesse definitivo di chi ne ha la gestione e la relativa
responsabilità.

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MELFI: Nel torrente Melfia si scarica di tutto !

Posted on 08 Settembre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Non solo immondizia speciale e pericolosa, specie nel tratto di
contrada Pisciolo. Adesso si vede ciò che per tanto tempo si è annusato, nel
percorso racchiuso tra Via Passannante e l’ospedale. Stiamo parlando del
torrente Melfia, che pare abbia dato il nome alla città e che è interessato da
lavori di recupero, dopo anni di abbandono. La Gazzetta, in verità, ne ha già
trattato a fine luglio del 2009, quando la passata amministrazione presentò l’
intervento, che interessava pure l’adiacente pista ciclabile di quattro
chilometri, per un importo totale di 1 milione e 720 mila euro. Quattrini
pubblici, s’intende.  Ebbene, i lavori in corso hanno fatto emergere quello che
s’immaginava, considerato l’olezzo che, specie nei mesi estivi, si è spesso
respirato. Insomma, scarichi di liquami con un colore marrone che lascia pochi
dubbi all’immaginazione. Tanto di cappello, per inciso, a chi ci sta sudando
con il naso sopra ma, per suo rispetto e nei confronti dell’intera comunità
melfitana, non deve passare inosservata la denuncia che ne deriva, anche grazie
alle foto inequivocabili che si possono ammirare e commentare. <<L’invito-
sottolinea un abitante del posto che ci ha segnalato la situazione con dovizia
di particolari- è rivolto ai responsabili di quanto accaduto ed agli organi
competenti, di ogni livello, affinché si prendano gli opportuni provvedimenti
e, così, scongiurare emulazioni future. Magari quando la vegetazione e la poca
manutenzione, sempre scongiurabile, consentiranno nuovamente di nascondere roba
del genere>>. Considerazioni assolutamente condivisibili poiché, appunto, per
almeno quattro lustri il fiumiciattolo è stato oggetto di usi incivili ed è
stato persino intubato.  In alcuni tratti, addirittura, finanche deviato
sparendo dalla visione. Benvenuti, pertanto, ai lavori che si stanno facendo,
sperando che quanto descritto non scivoli addosso a chi potrebbe appurarne le
ragioni.

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MELFI: Quartiere 167, difficoltà distribuzione posta

Posted on 04 Settembre 2010 by antonio pace

“Aiutateci a servirvi meglio”. Questo era lo slogan che le Poste italiane utilizzavano  per pubblicizzare alcuni loro servizi come, ad esempio, il recapito della corrispondenza. Le Poste indicavano l’angolo in alto a destra della busta riservato per l’affrancatura, mentre la parte bassa  doveva servire per indicare l’indirizzo del destinatario, che necessariamente doveva comprendere oltre al nominativo, anche la via, il numero civico, il codice di avviamento postale e la destinazione. Se completata in questo modo le Poste non avevano nessuna difficoltà a consegnare la missiva in tempi brevi. Ma, se,  come avviene attualmente in contrada Prati Lamia di Melfi, zona 167, sulle buste viene indicata solo il nome del destinatario e genericamente la contrada e la città di Melfi, il postino non può recapitare nessun tipo di corrispondenza, essendo residenti nella zona circa 150 famiglie, quasi tutte provenienti dai paesi limitrofi, con nomi e cognomi identici perché provenienti dallo stesso ceppo. “La maggior parte della corrispondenza - dice la signora Giulia, da poco trasferita nella zona - priva di indicazioni della via e dei numeri civici, proviene proprio da Enti pubblici come l’Enel,  l’Italgas, Telecom e dallo stesso Comune che avrebbe dovuto, prima di ogni altra cosa, indicare la toponomastica delle strade. Spesso,  il portalettere -  ha concluso la signora Giulia - con un fascio di lettere in mano tutte  senza le indicazioni minime, perché in questo rione non sono state ancora nominate,  è alla ricerca delle famiglie le cui utenze dell’acqua, della luce, del gas o del telefono sono indicate sulle bollette con la sola dicitura  < zona Prati Lamia >. Il dipendente postale  non le trova sia perché molte, non sono ancora residenti, sia perché le abitazioni ( tante) risultano ancora chiuse o perché esiste un alto numero di omonimi”. Tante bollette non risultano consegnate a causa di questi disservizi che si potevano evitare assegnando insieme alle altre opere di urbanizzazione anche l’indicazione delle strade e dei numeri civici.

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