I neo avvocati, Lara Corradino di Fardella e Graziana Lammoglia di Maratea, del foro di Lagonegro, sono risultate vincitrici ( ex equo) della seconda edizione della Borsa di Studio intitolata “ Francesco Lanera”, l’avvocato melfitano assassinato il 10 aprile 2003 nel proprio studio situato nel centro storico della città normanna. Nel corso della cerimonia, svoltasi nella sala comunale della città di Melfi, coordinata da Roberto Di Tommaso, alla presenza di moltissime autorità della magistratura, delle forze dell’ordine e da un nutrito pubblico, il presidente dell’ordine degli avvocati di Melfi, avvocato Di Ciommo, ha ricordato la figura del collega “ caduto sul lavoro” mettendo in evidenza le sue doti umani e lo straordinario attaccamento alla professione. Il sindaco Navazio, durante il suo saluto, ha ringraziato i magistrati e le forze dell’ordine per aver brillantemente fatto luce sull’omicidio che commosse l’intera città. La presidente Francesca Sassano ha invece messo in evidenza il valore del premio “ che per la seconda volta è andata a donne segno di merito e bravura” e che il premio itinerante, dopo Melfi e Lagonegro toccherà a giovani avvocati di Matera il prossimo anno e quelli di Potenza per la quarta edizione. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Oreste Lo Pomo, ha ricordato il ruolo avuto dei giornalisti durante le indagini. Il presidente della camera penale di Basilicata, avv. Murro ha chiesto l’intestazione di un’aula all’avvocato Lanera e un’altra procuratore di Brescia, Agostino Pianta di Rapolla, barbaramente ucciso. L’avvocato Aldo Morlino ha parlato del ruolo dell’avvocato e degli aspetti deontologici della professione che spesso lasciano il professionista “in soliidine”. Infine, il Procuratore Generale Vincenzo Tufano, ha ricordato l’intuizione che ebbero insieme al Porcuratore De Facendis “ qualche minuto prima dell’intervento” di istituire un pool di investigatori a cui affidare il compito di indagare sul caso Lanera, che sembrava un caso “definitivamente chiuso”. “Io ho sempre detto – ha concluso il Procuratore Tufano – che sono importanti gli arrivi e non le partenza ma pare che posso affermare che le tenebre sono squarciate, poi i giudici ci diranno come e perché, se abbiamo avuto torto o avevamo ragione di poter credere e fare qualcosa”.














