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POTENZA: Niente posta il sabato.

Posted on 09 Febbraio 2011 by antonio pace

Gli innamorati della nostra regione non potranno mandare le tradizionali frasi d’amore via Poste il 14 febbraio,  festa degli innamorati, perché l’Azienda Postale ha deciso che il sabato non sarà ritirata la corrispondenza in partenza, rimandandola di fatto al lunedì successivo. Quindi, le frasi d’amore dovranno essere scambiate via SMS o per altre via di comunicazioni. Dal prossimo 14/15 febbraio anche nella nostra provincia nel giorno di sabato non sarà più distribuita la corrispondenza e quella in partenza non verrà inviata ai centri di smistamento per essere lavorata e inviata, in tempo utile, ai destinatari. Questo è stato stabilito da un accordo nazionale tra l’azienda Poste Italiane e i sindacati di categoria nello scorso mese di luglio 2010. Sarà probabile che verranno recapitati i quotidiani e qualche altra missiva ad alto valore aggiunto. Una vera rivoluzione nel recapito postale, perché l’accordo prevede anche una diversa organizzazione di lavoro e un orario per gli addetti che sarà spalmato su cinque giorni anziché  su sei come avveniva in precedenza. Pare che questa nuova organizzazione punti ad una maggiore efficienza del servizio . Intanto i cittadini nel giorno di sabato non riceveranno più la corrispondenza e nel caso in cui vorranno far partire per la destinazione una lettera dovranno imbucarla il lunedi, altrimenti resterebbe ferma nella buca. Questa diversa organizzazione è dovuta alla liberalizzazione del settore ( Poste Italiane non più monopolista) avvenuta il primo gennaio scorso che prevede, fra l’altro, l’eventuale erosione di una parte di mercato di altri soggetti in concorrenza con Poste Italiane. Anche nella nostra provincia stanno nascendo, specialmente nel Vulture melfese, alcune agenzia di recapito private che necessariamente aggrediranno il mercato. Ma, i clienti non ci stanno e mal sopportano questa innovazione: “Nel momento in cui acquisto e applico un francobollo sulla lettera - dice il titolare di un’azienda  artigianale - stipulo un contratto con le Poste, contratto che viene meno se mi privano del recapito nel giorno di sabato. Spero troveranno - conclude l’artigiano - una soluzione almeno per le urgenze”. Il commento del pensionato Alberto è ancora più incisivo: “Spesso mi reco alla Posta per pagare le bollette che mi arrivano quasi sempre il giorno di scadenza, se l’ultimo giorno utile per pagare dovesse essere il sabato e la bolletta mi viene recapitata il lunedì, cadrò in mora. Due saranno le soluzioni: o le Poste faranno un accordo con gli Enti erogatori del servizio non facendo cadere nella giornata di sabato la scadenza oppure sarò costretto a pagare la mora”. Occorre perciò conciliare tutte le esigenze, prima di ogni altra cosa.

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MELFI: Quartiere 167, difficoltà distribuzione posta

Posted on 04 Settembre 2010 by antonio pace

“Aiutateci a servirvi meglio”. Questo era lo slogan che le Poste italiane utilizzavano  per pubblicizzare alcuni loro servizi come, ad esempio, il recapito della corrispondenza. Le Poste indicavano l’angolo in alto a destra della busta riservato per l’affrancatura, mentre la parte bassa  doveva servire per indicare l’indirizzo del destinatario, che necessariamente doveva comprendere oltre al nominativo, anche la via, il numero civico, il codice di avviamento postale e la destinazione. Se completata in questo modo le Poste non avevano nessuna difficoltà a consegnare la missiva in tempi brevi. Ma, se,  come avviene attualmente in contrada Prati Lamia di Melfi, zona 167, sulle buste viene indicata solo il nome del destinatario e genericamente la contrada e la città di Melfi, il postino non può recapitare nessun tipo di corrispondenza, essendo residenti nella zona circa 150 famiglie, quasi tutte provenienti dai paesi limitrofi, con nomi e cognomi identici perché provenienti dallo stesso ceppo. “La maggior parte della corrispondenza - dice la signora Giulia, da poco trasferita nella zona - priva di indicazioni della via e dei numeri civici, proviene proprio da Enti pubblici come l’Enel,  l’Italgas, Telecom e dallo stesso Comune che avrebbe dovuto, prima di ogni altra cosa, indicare la toponomastica delle strade. Spesso,  il portalettere -  ha concluso la signora Giulia - con un fascio di lettere in mano tutte  senza le indicazioni minime, perché in questo rione non sono state ancora nominate,  è alla ricerca delle famiglie le cui utenze dell’acqua, della luce, del gas o del telefono sono indicate sulle bollette con la sola dicitura  < zona Prati Lamia >. Il dipendente postale  non le trova sia perché molte, non sono ancora residenti, sia perché le abitazioni ( tante) risultano ancora chiuse o perché esiste un alto numero di omonimi”. Tante bollette non risultano consegnate a causa di questi disservizi che si potevano evitare assegnando insieme alle altre opere di urbanizzazione anche l’indicazione delle strade e dei numeri civici.

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SCALERA : Non basta una settimana di apertura alle Poste

Posted on 16 Gennaio 2009 by antonio pace

Ai cittadini di Scalera non basta l’apertura delle poste per la prima settimana del mese. Continua la protesta.

“Sono rimasta molto delusa – ha detto la signora Carmela, 55 anni di Scalera a commento della notizia – dalla soluzione prospettata dalle Poste di voler tenere aperto il nostro ufficio tutti i giorni solo la prima settimana del mese, per poi aprirlo a giorni alterni con quello di Dragonetti, perché quando era aperto tutti i giorni si formava una fila incredibile, tanto che eravamo costretti ad aspettare fuori dall’ufficio, figuriamoci adesso che si accumulerà il lavoro anche del giorno prima. La devono smettere quelli di Roma ( Poste Italiane n.d.c.) di fare simili proposte, abbiamo protestato perché vogliamo l’ufficio postale aperto tutti i giorni e non solo per riscuotere le pensioni, ma per poter fruire di tutti i servizi essenziali come spedire una raccomandata o fare un prelievo sul libretto o effettuare qualche operazione sul Bancoposta”. “Ci hanno fatto aprire il conto Bancoposta – ha detto il signor Donato, agricoltore di Scalera, visibilmente alterato dopo aver appreso la notizia dell’apertura giornaliera dell’ufficio solo per la prima settimana del mese – per poter depositare gli assegni dell’integrazione, adesso ci vengono a dire ancora una volta che il nostro ufficio postale non è produttivo, domani forse ci diranno qualche altra cosa. Se hanno deciso di tagliare i servizi nei piccoli paesi per poi farli pian piano scomparire,  anche le nostre proteste risulteranno inutili. Questo non significa che ci rassegneremo – ha concluso Donato – continueremo e coinvolgeremo anche gli abitanti del resto del comune per fare fronte unico contro questa errata decisione presa dalle Poste”. Se non basta, ribatte la signora Domenica Maria – chiederemo solidarietà anche agli altri abitanti di Lauria, Bella, Maratea e tutti quelli che si trovano nelle nostre stesse condizioni per una grande protesta regionale contro le Poste che continuano nel loro ingiusto proposito di privarci di servizi essenziali come quelli postali. I dirigenti – ha concluso la signora Domenica Maria -  si basano solo ed unicamente sui numeri,  come ci ha riferito un sindacalista presente alla nostra assemblea dei giorni scorsi, tralasciando il ruolo sociale ed anche quello economico che uno sportello postale rappresenta in un piccolo centro come può essere Scalera, Sant’Antonio Casalini, Seluci, San Cataldo o Acquafredda, dove esistono realtà di piccola – media industria  o dei complessi turistici com’è il caso di Acquafredda, per cui un servizio postale efficiente è indispensabile per la stessa sopravvivenza delle aziende”. “ Io non ho molta fiducia che si possa risolvere l’intera problematica – ha detto il giovane universitario Vincenzo – perché sulla questione è intervenuto anche il nostro Governatore De Filippo con una lettera inviata all’amministratore delegato Sarmi e le Poste gestite dalla Puglia continuano a fare il bello e cattivo tempo, allora stiamo solo perdendo tempo prezioso. Non dico – ha concluso Vincenzo – che ci dobbiamo arrendere ma dobbiamo ricercare soluzioni alternative a quelle messe in campo fino a questo momento”.

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FILIANO: NO alla chiusura delle Poste Scalera

Posted on 08 Gennaio 2009 by antonio pace

Il vento della protesta contro le Poste, ormai spira su tutta la regione, da nord a sud, in tutti i paesi a “scarsa utenza”, dove Poste italiane in effetti taglia i posti di lavoro riducendo i servizi da sei a due /tre giorni la settimana, lasciando le popolazioni di questi piccoli centri nello sconforto per il mancato accesso ai servizi postali. Spesso i clienti degli uffici postali sono anziani, con scarse autonomie e non in grado di spostarsi nei comuni limitrofi per la scarsa presenza dei servizi di trasporto pubblico su gomma. Privare o ridurre i cittadini degli essenziali servizi postali significa, quasi sempre dare una spinta all’abbandono dei piccoli centri con le gravi conseguenze che una migrazione simile comporta in termini economici e sociali. A Filiano, dopo il comune di Bella, si sono riuniti i cittadini di Scalera, di Dragonetti e di tutte le frazioni che gravitano sugli uffici postali “per far sentire la voce di protesta contro la decisione della Direzione di Poste Italiane di chiudere gli sportelli postali a giorni alterni”. Cittadini, ma anche amministratori comunali, provinciali, dirigenti dell’Anci di Basilicata, sindacalisti, hanno ribadito che la loro protesta non si fermerà fin quando le Poste non torneranno sui loro passi, minacciando forme di protesta che “andranno dal ritiro di tutti i risparmi fino a disertare gli sportelli postali e se non basterà passeremo ad altre forme di protesta più convincenti che stabiliremo di volta in volta”. “Poste italiane – ha detto Salvatore Maio, ex sindaco di Filiano – sin dal 2002 aveva minacciato di chiudere e quindi diminuire i servizi anche nelle frazioni di Sterpito, oltre che a Dragonetti e Scalera. Pericolo scongiurato con l’intervento dell’amministrazione comunale direttamente alla sede centrale di Roma, dove furono stabilite forme di collaborazioni tra l’Ente  comunale e le Poste che permisero il mantenimento di apertura dell’ufficio di Sterpito e una riduzione a 4 giorni di Dragonetti ed a cinque per Scalera” I sindaci, Leonardo Santarsiero di Filiano, Salvatore Santorsa di Bella e Antonio Pisani, in una nota hanno fatto sapere che “ La logica dell’utenza numerica non può penalizzare realtà che richiedono sempre più servizi indispensabili e continui dell’attuale società. Pertanto  - continua la nota – invitiamo la Direzione di Poste Italiane a ripristinare il regolare servizio. Invitiamo – conclude la nota dei sindaci – i colleghi degli altri comuni ad unirsi a noi perché se tale logica colèpisce frazioni con popolazioni superiori a 1000 abitanti, ben presto tanti altri comuni saranno coinvolti in questo processo di tagli ai servizi”. Nella sala della sala della ex mensa scolastica di Scalera, ben presto i toni della protesta si sono alzati di livello e tra i molti interventi è emerso quello di Maria Carmela Galasso di 75 anni che tra l’altro ha sottolineato “ che le Poste esistono in quanto noi, con i nostri servizi e le nostre utenze ci rivolgiamo alla struttura, perciò non ci possono togliere gli sportelli. Nel mio caso – ha illustrato la signora Galasso – non posso abbandonare mia madre di 96 anni e mia sorella di 72 per recarmi in altri paesi per riscuotere le pensioni. Sono qui per protestare contro questo sopruso”. “Ritirerò tutti i risparmi depositati alle poste, incalza la signora Maria Carmela  Carriero di 77 anni e farò la delega per il ritiro della pensione in qualche istituto bancario, se le poste mi priveranno di questo servizio”. Io vivo sola – ha detto la signora Carmela Grieco di 84 anni, particolarmente arrabbiata – e durante la mia vita questa è la prima volta che succede questo schifo di decisione. Anche io come tutti i miei compaesani non ci rivolgeremo più alle poste per i nostri servizi di risparmio ed investimenti”.” Durante l’incontro dell’Anci di Basilicata – ha detto il sindaco di Bella, Santorsa -  con tutti i sindaci, previsto per il prossimo giorno 10 si parlerà del problema di come affrontarlo e risolverlo”.

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SCALERA: Protesta per orario ridotto poste

Posted on 05 Gennaio 2009 by antonio pace

Le Poste fanno orecchie da mercante, nel senso che non sono tornate indietro sulle loro decisioni e i cittadini di Scalera, in particolare e quelli di Dragonetti, che sono due grosse realtà del comune di Filiano, accomunate dall’identico problema, si organizzano per contrastare “ con tutti i mezzi “ il ridimensionamento degli uffici postali con l’apertura a giorni alterni a partire dal mese di gennaio, quindi già in atto. Difatti, secondo quanto stabilito unilateralmente dalla direzione provinciale di Poste Italiane, i due uffici apriranno al pubblico a giorni alterni con tutti i problemi che creeranno nell’organizzazione settimanale dei cittadini residenti. Tutto ciò a dispetto degli accordi intrapresi, appena prima di Natale tra l’assessore provinciale al Bilancio, Vito Summa e la direttrice delle poste di Potenza, Loredana Forno.  Accordi che prevedevano fra l’altro, come dichiarato in una nota dall’assessore Summa,  “di soluzioni che mirano a non penalizzare ulteriormente quelle realtà che oggi fanno i conti già con una spoliazione continua e su queste azioni concrete Poste ha garantito la propria disponibilità. E la garanzia ottenuta – ha precisato l’assessore Summa -  è che la situazione attuale non verrà ulteriormente modificata. Dunque nessun ridimensionamento e, soprattutto, nessuna chiusura di sportelli o uffici”. Il contrario di quanto asserito viene, invece, da Scalera, una popolosa frazione del comune di Filiano che si trova a dover fare i conti, con l’apertura a giorni alterni del proprio ufficio postale, perché secondo le Poste, “ a scarsa utenza”. Per contrastare la decisione delle Poste, il comune di Filiano, unitamente a quello di Bella che registra lo stesso problema per gli uffici di Sant’Antonio Casalino e San Cataldo, hanno organizzato due assemblee pubbliche che si terranno oggi a Bella e il 7 a Scalera per prendere decisioni importanti come quelle “di ritirare i depositi postali per farli confluire negli istituti bancari e comunque di disertare gli sportelli postali in generale”. “Privare i territori di servizi importanti come le comunicazioni – ha dichiarato Aurelio Pace, segretario cittadino del PD – significa penalizzarli ulteriormente, perciò chiediamo che qualsiasi attività venga concordata con la provincia e gli Enti territoriali”. “Non si può privare – ha detto Giuseppe Nardozza - una popolazione di 1200 abitanti del servizio postale riducendolo a tre giorni la settimana con la scusa della scarsa utenza, se Poste italiane non ha fatto niente per incrementare il dialogo tra utenza e l’azienda consentendo agli operatori di dedicarsi a questo scopo. Spesso l’unico operatore non riesce a soddisfare la fila fino alle 14, figuriamoci adesso che resterà chiuso l’ufficio a giorni alterni se potrà dedicarsi ai servizi ad alto valore aggiunto”. Dello stesso avviso è Vito Santarsiero che contesta  anche la scarsa affluenza citando numeri diversi da Poste Italiane. “Non staremo con le mani in mano – ribadisce Vito Sabato – adotteremo tutti i mezzi leciti e protesteremo fino alla soluzione del problema”.

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MELFI: Abitanti Bicocca chiedono più servizi

Posted on 28 Dicembre 2008 by antonio pace

Nel popoloso nuovo rione Bicocca di Melfi, mancano alcuni servizi essenziali per dare alla qualità della vita dei residenti una spinta verso l’alto. Fra questi spiccano due in particolare: uno sportello per l’erogazione dei servizi postali e uno per l’erogazione dei certificati anagrafici del comune. Il primo dipende dalla sensibilità dei dirigenti provinciali di Poste Italiane che dovranno esaminare la possibilità di istituire uno sportello avanzato da uno dei due uffici postali esistenti in città; il secondo dipende dalla volontà degli amministratori che dovranno vagliare la possibilità di aprire una delegazione comunale nel nuovo rione, visto che conta una popolazione, al momento, di oltre tremila abitanti. Nelle immediate adiacenze del nuovo rione, esiste da qualche anno il villaggio artigianale con molti insediamenti produttivi. Questi potrebbero avvalersi dei nuovi servizi sia di Poste Italiane che della Delegazione Comunale senza doversi recare con notevole spreco di tempo in città per espletare i servizi e le pratiche proprie dei due uffici erogatori, appunto un ufficio postale e una delegazione comunale. Oltre agli insediamenti produttivi, si è registrato negli ultimi anni anche un aumento di operatori del commercio, concentrati nei due grossi centri commerciali ( Brunelleschi e Arcobaleno) che attirano alla Bicocca un gran numero di clienti, ovviamente oltre ai residenti che potrebbero compiere le pratiche postali e comunali senza doversi spostare nel centro città, sia con i mezzi propri che con quelli di linea. I cittadini sperano in un immediato intervento del sindaco Navazio.

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FILIANO: Servizi ridotti a Poste Dragonetti e Scalera

Posted on 15 Dicembre 2008 by antonio pace

Continua incessante da parte di Poste Italiane la riduzione dei servizi ai cittadini, specialmente nei piccoli centri. Il “caso” ultimo è quello di Filiano, dove nelle popolose frazioni di Dragonetti e Scalera, dal prossimo mese di gennaio gli uffici postali resteranno aperti al pubblico solo nei giorni di martedi, giovedi e sabato, quello di Dragonetti, mentre si apriranno le porte in quello di Scalera nei giorni lunedi, mercoledi e venerdi. Una decisione questa che non piace ai cittadini e non piace al sindaco di Filiano, Leonardo Santarsiero che in una nota di protesta ha fatto sapere che si sente “rammaricato per una decisione che andrà certamente a creare, sul territorio, un disagio per la collettività. La notizia comunicataci da Poste Italiane – prosegue la nota di Santarsiero - ci ha sorpreso, tanto più a seguito della convenzione, a suo tempo sottoscritta con la Provincia di Potenza, che avrebbe dovuto metterci al riparo da questi pericoli. Non vorremmo - conclude Santarsiero - che fosse l’ennesimo, preoccupante segnale di una progressiva spoliazione di quei servizi che risultano essere essenziali per le nostre popolazioni, soprattutto nelle aree più interne”. I cittadini delle due frazioni, hanno fatto sapere che non accetteranno tali decisioni e ricorreranno a forme di proteste, civili, ma ferme e decise.

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MELFI: Le Poste ripristinano le buche per le lettere

Posted on 06 Dicembre 2007 by antonio pace

bucalettere.jpgLe Poste in mattinata hanno fatto istallare, sul muro antistante l’ufficio postale di Melfi centro, una buca per le lettere in sostituzione della tradizionali “fessure” fatte chiudere ieri per “motivi legati alla sicurezza”. Dopo la nostra denunzia e l’intervento deciso del sindaco della città, Ernesto Navazio è stato ripristinato il servizio delle buche per le lettere all’esterno dell’ufficio che consente finalmente di non entrare nell’interno, fare la fila e consegnare allo sportello della corrispondenza le lettere da imbucare. Il disservizio che aveva creato nella mattinata di ieri non poche difficoltà ai cittadini sia per la chiusura delle buche, sia perché non era stato affisso nessun cartello per indicare che la sospensione era”momentanea dettata da motivi di sicurezza” e che avrebbero in breve tempo, sopperito con l’istallazione di una buca alternativa dotata di tutte le misure per garantire la sicurezza agli utenti e agli operatori addetti al ritiro. Tutto ciò in ragione del fatto che Poste Italiane ha deciso di dividere in due i settori produttivi: quello della corrispondenza separato da quello del bancoposta. Benvengano le strategie aziendali se queste servono per migliorare i servizi e rendere più agevole il loro accesso ai cittadini.

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MELFI: Le Poste murano buca per lettere

Posted on 05 Dicembre 2007 by antonio pace

poste-001.jpg“Aiutateci a servirvi meglio” era una vecchia comunicazione che leposte-005.jpg Poste utilizzavano per indicare ai cittadini – utenti ( ora clienti) come e dove bisognava scrivere l’indirizzo sulle buste della corrispondenza. A distanza di qualche anno, da quando le Poste si sono modernizzate non solo non utilizzano più la vecchia comunicazione ma, chiudono addirittura le buche che servono per raccogliere le lettere. E’ il caso delle Poste centrali di Melfi, dove i cittadini da questa mattina non sanno dove imbucare le lettere. Difatti, alcuni dipendenti delle Poste hanno tappato con il cemento le tre buche a servizio dei cittadini ( utenti o clienti come a loro piace difinirli) che hanno la necessità di inviare le sempre più care e insostituibile lettere. Specialmente in questo periodo natalizio, quando tutti inviano i consueti auguri per le festività e quindi si registra una maggior traffico di corrispondenza, le Poste in controtendenza chiudono le buche, è pur vero che esistono sempre le e-mail o gli sms ! Dicono che “il servizio è cambiato o sdoppiato e se i cittadini vogliono spedire la corrispondenza possono servirsi dello sportello nell’interno dell’ufficio”. In questo modo non fanno altro che intasare sempre più le code, specialmente allo sportello che esplica il servizio di corrispondenza, che in questo modo aumenteranno necessariamente a dismisura. Si spera che per ovviare al malcontento dei cittadini invieranno altre unità per espletare il servizio. “ Se le poste – dice l’arrabbiatissimo Franco – hanno la necessità di spostare il servizio altrove almeno ci dovevano avvisare prima con un cartello e poi eseguire i lavori di chiusura delle buche e non che, prima murano le buche e poi forse, ci indicheranno dove imbucare la corrispondenza”. “Non è giusto – ribatte il pensionato Alessandro – che ci trattano in questo modo approfittando che in città non ci sono alternative alle Poste almeno per quanto riguarda questo servizio, altrimenti ci serviremmo altrove”. Una delegazione di cittadini si è rivolta al Sindaco della città, Ernesto Navazio, il quale si è subito attivato presso la Direzione delle Poste per conoscere i motivi per cui sono state murate le buche delle lettere delle poste centrali melfitane e per fare terminare il disservizio . Anche l’usciere del comune che giornalmente si reca ad imbucare la corrispondenza è incappato nell’inconsueta muratura delle buche per le lettere.

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