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MELFI: Le dichiarazioni di alcuni firmatari

Posted on 05 Febbraio 2008 by antonio pace

 Le dichiarazioni di alcuni dei firmatari
Ernesto Navazio sindaco di Melfi “ Questa è un’occasione storica per la nostra zona, è una sfida del territorio perché abbiamo la necessita che questo polo urbano si ponga con forza nell’ambito della programmazione regionale  attraverso la definizione di obiettivi congiunti per l’intero territorio”.
Francesco Mauceri, Commissario straordinario del comune di Atella: “Questa intesa rende i comuni più forti e competitivi, sia nella richiesta di finanziamenti che nella richiesta di risoluzioni di alcune questioni irrisolte ( Laghi di Monticchio)”
Antonio Mastrantuono, sindaco di Maschito “ Questa è una ottima occasione per i piccoli comuni per uscire dall’isolamento”
Francesco d’Assisi Maioli, Commissario Straordinario del comune di Lavello “ Per me è motivo di onore far parte di un accordo come questo. Non posso che dare la mia incondizionata adesione al progetto che prevede uno sviluppo per il territorio”
Carmine Miranda Castelgrande sindaco di Venosa “ Rimarco l’importanza di questo documento strategico che dimostra l’alto senso istituzionale e risponde alle esigenze dei piccoli comuni.L’assenza dei comuni non significa la loro contrarietà, ma, forse una maggiore necessità di riflessione”.
Antonio Placido sindaco di Rionero “ Credo che l’appuntamento di oggi sia il coronamento di un sogno che le comunità di quest’area esprimono da decenni. Il Palazzo di Giustino Fortunato si candida a diventare sede del comitato”
Giovanni Di Palma vice sindaco di Barile “ Questo è un progetto importante per le nostre zone. Insistere per far partecipare tutte le comunità per dare un’idea di territorio coeso”.
Giuseppe Fasano, sindaco di Ruvo del Monte “ Penso che si tratti di una iniziativa lodevole e ambiziosa. Mi auguro che ci sia la volontà ferma di venire incontro alle richieste della Montagna”.
Fabrizio Caputo sindaco di Ginestra “ Credo che questa possa essere occasione per superare divisioni del Vulture – Alto Bradano. La pianificazione strategica deve pensare ad un riequilibrio geografico e demografico”.
Sabino Altobello presidente Provincia “ Penso che ci troviamo di fronte ad una iniziativa che ha i tratti dell’eccezionalità e occasione storica perché di solito i comuni si mettono insieme per due ragioni: sono obbligati dalla legge o per qualche opportunità economica. Invece questa mattina stiamo promuovendo un’alleanza volontaria.

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Melfi: Firmato l’accordo del PARLAMENTINO DEL VULTURE 4.02.08

Posted on 05 Febbraio 2008 by antonio pace

L’unione fra i comuni della importante area del Vulture – Melfese è una realtà.L’accordo interistituzionale porta la firma dei principali municipi della zona situata a Nord – Est della Basilicata, unitamente a quella del presidente della provincia Sabino Altobello,  ed è uno strumento considerevole sotto il punto di vista delle governance del territorio, perché moderno e funzionale e soprattutto perché è basato sul principio dell’alleanza volontaria. Alla firma non hanno partecipato i rappresentanti di alcuni comuni ricadenti nei confini della Comunità Montana Alto Bradano ( Genzano, Forenza, Banzi) che hanno chiesto una ulteriore proroga per poter riflettere meglio sull’opportunità  o meno di partecipare all’accordo di programma sottoscritto nella mattinata di ieri presso la Sala Consiliare del comune di Melfi, visto che quelle comunità avevano gia predisposto un accordo sulla programmazione interistituzionale per cui avevano pensato ad una sovrapposizione tra i due documenti. Ha chiesto ed ottenuto di far parte dei comuni dell’area Vulture Melfese il comune di Bella.  L’idea di un accordo tra comuni appartenenti alla stessa area regionale è partita da circa due anni, da quando cioè è stata esaminata e discussa la legge 241/90 che stabilisce fra l’altro che “ le Pubbliche amministrazioni possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune”. In un primo momento si era pensato ad un accordo fra i più grandi comuni dell’area del Vulture – Melfese, successivamente si è pensato di allargare l’area di competenza includendo tutti i comuni del comprensorio in modo da superare di molto il numero di 60mila abitanti ( attualmente si aggirano a circa 90mila abitanti)  per poter partecipare a pieno titolo alla programmazione sugli interventi sia strutturali che politici e gestionali che la regione Basilicata e la stessa Provincia di Potenza stavano per mettere in essere. L’accordo sottoscritto è finalizzato alla redazione di due strumenti di programmazione territoriale: il Piano Strutturale Intercomunale e il Piano di Pianificazione Strategico. Due strumenti che consentiranno di poter programmare unitariamente il futuro dell’area in materia  di sistemi naturalistici, ambientali, insediativi e relazionali, infrastrutture, viabilità ed economia, con l’obiettivo primario di consolidare l’esistente e programmare il futuro dei prossimi anni 2007/2013. Il documento ha lo scopo di “affrontare le sfide poste ai sistemi locali, di formulare strategie condivise, di promuovere interventi per una maggiore qualità urbana che meglio interpreta la natura delle città e del territorio come “rete” di attori interagenti e auto-coordinati”. La città di Melfi è stata individuata come capofila, mentre le città di Venosa, San Fele e Maschito fanno parte del comitato di vigilanza,  la Provincia è capofila per la redazione del documento.

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MELFI: Parlamentino del Vulture - Piano strategico Interistituzionale

Posted on 01 Febbraio 2008 by antonio pace

Melfi – PARLAMENTINO DEL VULTURE

I comuni dell’area nord di Basilicata vogliono essere i protagonisti degli eventi economici e sociali che nei prossimi anni si svolgeranno nei loro territori. Perciò hanno scelto una forma di cooperazione interistituzionale unitamente alla Provincia di Potenza, per poter governare e quindi dare risposte al territorio “ dove si fanno sempre più complesse le relazioni tra le diverse funzioni economiche e sociali”. Per l’attuazione del moderno e strategico progetto i rappresentanti dei comuni di Atella, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Pescopagano, Rapolla, Rapone, rionero In Vulture, Ripacandida, ruvo del Monte, San Fele e Venosa hanno individuato un accordo formato da due percorsi strategici: il Piano Strutturale Intercomunale e il documento di Pianificazione Strategica, che lunedì 4 febbraio si accingeranno a sottoscrivere presso la sala consiliare del comune di Melfi. Il Piano strategico rappresenta un “documento di programmazione – come si legge in una nota - un quadro di riferimento, un sistema di coerenze, uno strumento di per i bisogni delle città e del territorio, con il quale affrontare le sfide poste ai sistemi locali per la modernizzazione delle città e per favorire e promuovere interventi per una maggiore qualità urbana. Ovviamente – prosegue la nota – le scelte di pianificazione strategica che si andranno a sviluppare si collegheranno con i processi di pianificazione sviluppati ai livelli superiori di governo che a sua volta traggono ispirazione dagli orientamenti assunti in seno al Consiglio dell’Unione Europea”. Nel predisporre i piani saranno tenuti presenti alcune linee guida: una analisi attenta e condivisa dei punti di forza e di debolezza del sistema socio- economico della zona di riferimento; una visione strategica della città e della provincia; l’individuazione di una serie di assi strategici declinati in progetti proiettati nel lungo periodo; un metodologia di elaborazione e gestione dei piani centrata sulla cooperazione interistituzionale ed infine un vision di sviluppo che sia di lungo periodo e di vasta area. Insomma, l’accordo interistituzione che si sottoscriverà lunedì prossimo mira a favorire uno sviluppo coordinato ed equilibrato del territorio, a rafforzare la sua capacità di competere con le altre realtà economiche ed a valorizzare risorse, vocazioni e potenzialità . Il comune di Melfi è stato individuato quale Ente capofila a cui affidare il coordinamento territoriale delle attività, mentre la Provincia di Potenza è stata individuata quale Ente di coordinamento tecnico-programmatico dei Piani. E’ stato previsto anche una struttura di raccordo con i relativi organismi: Comitato delle Città, che è composto da tutte le città aderenti; il Segretariato che è l’organismo tecnico – organizzativo e gli Organismi e strumenti di sostegno che sono una struttura di consulenze.

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RAPOLLA: Audace rapina a portavalori in contrada Cerri

Posted on 08 Dicembre 2007 by antonio pace

rapina-002.jpgSulla strada intercomunale che collega la strada statale 93 a valle di Rapolla,rapina-001.jpg con la strada provinciale 90 “ Macarico” e la città di Venosa a circa un chilometro dal bivio in una curva a sinistra si è consumata una rapina ad un furgone portavalori della Ronda. La dinamica. Una macchina Alfa Romeo 156, che con ogni probabilità seguiva il furgone proveniente dalla vicino Rapolla, ha tamponato l’automezzo della Ronda, mentre dalla parte opposta un grossa Jeep si è scontrata frontalmente impedendo al mezzo il prosieguo della corsa. A quel punto è scattato il sistema di allarme che in automatico si attiva in caso di pericolo di rapine. I componenti della banda, scesi dalle vettura hanno imbracciato un fucile Kalasnikov e pistole automatiche ed hanno scatenato l’inferno intorno al furgone, mentre altri componenti del commando, pare con un flex ( poco distante pare sia stato rinvenuto un disco) tentavano di aprire un varco sul lato sinistro del furgone blindato che conteneva i sacchi con i valori. Dopo aver tagliato una parte della prima lamiera, i malviventi si accingevano a tagliare la seconda sfoglia di acciaio, quando da lontano hanno sentito le sirene delle forze dell’ordine ( carabinieri, polizia, vigili del fuoco) che convogliavano sul posto avvertite dall’allarme partito in automatico. Pare che il suono delle sirene sia stato avvertito anche dai dipendenti della Ronda rinchiusi nel furgone. Gli assalitori, vistosi scoperti hanno dato fuoco alle due vetture che erano servite per speronare il furgone e al furgone stesso e si sono dati alla fuga con altre due macchine appostate nelle vicinanze: una Volvo e una Stilo. Incendiate a loro volta a circa 500 metri di distanza. Si presume che abbiano utilizzato un furgone o altre vetture “pulite” per la fuga. Un elicottero dei carabinieri si è alzato in volo ed è accorso sul posto prontamente. Per i dipendenti della Ronda, che hanno avuto molto sangue freddo nel restare nel furgone anche quando questo ha preso fuoco, eseguendo alla lettera quanto appreso durante le molte esercitazioni, solo molta paura e qualche graffio dovuto agli urti durante lo speronamento.

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