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Vulture: EMERGENZE AMBIENTALI NEL VULTURE

Posted on 09 Febbraio 2011 by antonio pace

COMUNICATO STAMPA

Il confronto sulle emergenze ambientali nel Vulture, organizzato da FUTURA Associazione lo scorso 5 febbraio a Lavello, ha evidenziato alcuni elementi di particolare interesse. E’ emerso con chiarezza che l’attenzione dei cittadini non è affatto sopita e che c’è, invece, grande apprensione ed aspettativa per le scelte che le Istituzioni compiono nella tutela e gestione dell’ambiente anche in relazione alle ripercussioni e prospettive che riguardano il futuro sviluppo del territorio. Oltre che sulle richieste di perforazioni sul territorio per le estrazioni petrolifere e sugli impianti che utilizzano combustibili da rifiuto per il proprio esercizio, la discussione si è inevitabilmente concentrata sull’incidenza nel territorio del termodistruttore Fenice. Molto apprezzato è stato l’intervento del Dottor Rocco Masotti dell’ARPAB che, pur nei limiti del ruolo eminentemente tecnico, intervenendo e rispondendo anche ad osservazioni puntuali ha provato a chiarire quale sia lo stato attuale nel monitoraggio. Un atteggiamento che è anche sintomo della volontà dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente di Basilicata di rendere il rapporto con i cittadini e con le Istituzioni - in discontinuità col passato anche recente - più trasparente. Certo molti elementi di seria apprensione e dubbio vanno ancora risolti: ad esempio che le acque di lavorazione e fognarie vengono convogliate verso il depuratore dello stabilimento Fiat e sono sostanzialmente assoggettate, quindi, ai “normali” controlli di un “normale” (per quanto calzi questa definizione per la fabbrica automobilistica) stabilimento industriale e quindi con tipologia di esami e frequenza degli stessi non sufficienti, probabilmente, agli scarichi di un inceneritore; che la rilevazione di alcune sostanze in emissione (diossine, furani) è tutt’ora esclusivo appannaggio del soggetto “controllato” anziché essere affidato alla stessa Arpab; che, ancora, dei dieci pozzi previsti per la rilevazione della contaminazione se ne possano utilizzare solo nove in quanto per il decimo, non utilizzabile in quanto essiccato, non è stata ancora predisposta un’alternativa, fatto che denuncia anche l’attuale impossibilità di rispettare al dettaglio l’iter di controlli. Un altro dato che dovrebbe esser tenuto ben presente è che, nella nostra Regione, esistono realtà associative di ottimo livello in quanto a capacità di interpretare i dati, intuire problematiche, proporre soluzioni. I relatori ospitati, Nicola Abbiuso del Comitato Diritto alla Salute di Lavello, Albina Colella dell’Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute di Basilicata (EHPA), Miko Somma di Comunità Lucana Movimento No Oil e Pio Abiusi di Città Plurale, pur avendo potuto esporre solo parzialmente le proprie relazioni a causa di una platea utilmente più “attiva” del previsto nell’interlocuzione, hanno comunque dimostrato che la partecipazione volontariamente organizzata, in Basilicata, ha profili e competenze che rendono ormai improcrastinabile il suo coinvolgimento nei processi decisionali delle Istituzioni, come tra l’altro è enunciato in diverse norme già disponibili e ben puntualizzato dalla Dottoressa Lucia Summa nel suo intervento, ma che sinora hanno trovato scarsissima attuazione.

Danilo Carbone

FUTURA Associazione

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POTENZA: Navazio ( io amo la lucania) su Film Commission in Basilicata.

Posted on 14 Novembre 2010 by antonio pace

Il consigliere regionale di Io Amo la Lucania si domanda in particolare “come mai, da mesi, i rumors del palazzo fanno riferimento ad un direttore di una testata giornalistica locale! Un caso o un presagio?”

“Meglio incassare una critica costruttiva che mille complimenti inutili, meglio dire e sentirsi la verità, anche se scomoda: un’aurea regola”. E’ l’opinione del consigliere regionale Alfonso Ernesto Navazio (Ial), che interviene nel dibattito sulla Film Commission in Basilicata.

In proposito, Navazio afferma che “il presidente Vito De Filippo preferisce il silenzio. Preferisce dettare le regole e farci l’elenco delle cose che si dovrebbero fare e come dovremmo comportarci. Lasciamo che ci racconti quello che siamo e che dovremmo rivendicare con orgoglio. Lasciamo che ci ricordi anche quello che non siamo, mettendoci in guardia anche da quello che rischiamo di diventare: la Basilicata produce imprese, crea cittadinanza e comunità, feconda intelligenze attive, dispone di eccellenti servizi, distribuisce sapientemente risorse, crea posti di lavoro, si preoccupa della salute dei suoi cittadini, trattiene i suoi giovani, prepara ottimi programmi di formazione, attrae talenti, inorgoglisce avanguardie artistiche, mette in condizioni di coltivare i progetti di sognatori e riformisti, valorizza tutti, e l’elenco sarebbe lungo! Ha alcuni nemici, ma sono tutti interni! Quindi non disturbiamo!”.

“Lasciamo che individui il responsabile della struttura Film Commission nel modo che più riterrà opportuno - afferma ancora Navazio - però ci spieghi, come mai, da mesi, i rumors del palazzo fanno riferimento ad un direttore di una testata giornalistica locale! Un caso o un presagio? Lasciamo che al suddetto e bravo professionista si paghino 500 euro al giorno per un massimo di otto giornate al netto di Iva e della quota contributo previdenziale obbligatoriamente a carico del committente, però ci spieghi come mai non ha pensato di far riferimento ad un contratto di collaborazione a progetto o a contratti a collaborazione coordinata e continuativa pari a 3000 euro al mese, impegnandolo per più tempo e risparmiando del denaro! La Basilicata, caro presidente, non è una regione di anime perse!”.

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LAGOPESOLE: Sulla Potenza Melfi ancora TRE MORTI

Posted on 19 Dicembre 2009 by antonio pace

foto Tony Vece

foto Tony Vece

Ennesimo incidente mortale sulla strada statale 658 Potenza - Melfi. Tre morti sul colpo ed un ferito è  questo il tragico bilancio dell’incidente che si è verificato intorno le 12,30 di ieri, sulla maledetta strada che collega Potenza  col melfese sempre intasata per il notevole volume di traffico che si registra ad ogni ora della giornata. Un incidente che ha visto coinvolti tre mezzi: un camion con rimorchio, un’autovettura ( Peugeot 309) e un camioncino (Iveco). Purtroppo gli occupanti dell’autovettura, i coniugi potentini Domenicantonio Santoro e Antonietta Mancinelli , rispettivamente di 69 e 67 anni e il giovane autista del camioncino sono deceduti sul colpo, mentre l’autista dell’autocarro è rimasto ferito. L’incidente che si è verificato al km 20+600 nei pressi dello svincolo di Lagopesole, è avvenuto in un tratto di strada pianeggiante, dove la visibilità è buona non essendoci  curve o  dossi che impedirebbero l’eventuale occupazione della corsia opposta. Solo il fondo stradale era leggermente bagnato per le piogge e il nevischio della notte. La dinamica dell’incidente non è ancora chiara, per questo stanno indagando gli uomini della stradale di Melfi intervenuti sul posto, unitamente ai carabinieri di Lagopesole, ai vigili del fuoco di Melfi e quelli di Potenza.  Appena dopo l’incidente sono intervenuti  i sanitari del 118 con le ambulanze e l’elicottero e gli uomini dell’Anas che hanno provveduto a deviare il traffico sull’adiacente strada statale 93. I soccorritori si sono subito accorti della gravità della situazione essendo i mezzi coinvolti incastrati l’uno dentro l’altro , l’autovettura è apparsa schiacciata, mentre la motrice dell’autocarro si era ribaltata sul lato ed aveva invaso la scarpata adiacente la strada. I tre mezzi si trovavano, dopo il tremendo urto, tutti sulla stessa scarpata: sulla destra della corsia verso Potenza. I sanitari del 118 hanno potuto immediatamente constatare il decesso dei coniugi Santoro, mentre per l’autista del camioncino hanno dovuto attendere che i vigili del fuoco lo estraessero dalla cabina rimastra incastrata nel rimorchio. Una scena raccapricciante è apparsa ai soccorritori: pezzi di asfalto lungo la carreggiata per più di cento metri ( facevano parte del carico dell’autocarro); la Peugeot 309 schiacciata e il camioncino per trequarti penetrato dal rimorchio che nel frattempo si era sganciato dalla motrice. Non sarà facile ricostruire la dinamica dell’incidente perché potrebbe essere stata causata da diversi fattori: malore di qualche conducente, sorpasso azzardato, guasto meccanico o cedimento strutturale di qualche mezzo. L’importante arteria è rimasta chiusa al traffico dall’ora dell’incidente fino alle 16,30, causando notevoli disagi anche per gli autobus degli studenti, dei lavoratori Fiat e dei numerosi pendolari.

La  Potenza-Melfi, tecnicamente conosciuta come la  strada Statale 658,è senza dubbio la più pericolosa della Basilicata. Fa grande concorrenza con la Jonica, ora superandola perché la “concorrente” è stata quasi interamente portata a quattro corsie. Fu costruita negli anni ‘90 per collegare la Basilicata con la dorsale Adriatica e per  facilitare i collegamenti con la Sata di San Nicola di Melfi. Subito si  presentò con la faccia scura, seminando morti e feriti. Dimostrò di essere  pericolosa perché il traffico pesante si riversò esclusivamente  sull’arteria appena costruita causando intasamenti, specialmente prima e dopo ogni turno di lavoro. Da qui nacque l’esigenza del raddoppio della strada. Di fronte alle tasche strette dei Governi che si sono succeduti, la Regione Basilicata ha messo sul tavolo 25 milioni di euro, che sommati ai 20 dell’Anas sarebbero dovuti servire per realizzare la terza corsia laddove l’arteria corre sulla terra ferma e non sui viadotti. Sono anni però che la Regione insiste nell’avere il progetto esecutivo e l’avviuo dei lavori. Finora, però nulla è avvenuto da parte dell’Anas, che costringerebbe anche la Regione a non poter più usare la posta messa a disposizione per l’inutile tempo trascorso. Finanziamento, dunque, a rischio. Restano solo buone intenzioni. Intanto, gli automobilisti pagano un “pedaggio” di vite umane non indifferente: quasi un morto ogni chilometro. Purtroppo, questi dati, col passare del tempo risultano in difetto per il continuo costante aumento degli incidenti mortali che si verificano. Un tributo dovuto alla miopia di chi ha il dovere di programmare e di investire sulle infrastrutture viarie di grande interesse regionale e anche interregionale com’è il caso della Potenza-Melfi, transitata giornalmente da migliaia di mezzi, molti dei quali camion, bisarche,  autobus pieni di operai e lavoratori. Una strada dunque da raddoppiare con notevole urgenza per frenare l’emorragia di morti che lasciano un groppo in gola e una paura terribile nei pendolari. Dopo l’incidente di ieri,  Il sindacato UGL di Basilicata ha fatto un appello al Presidente De Filippo “affinché risolva,in maniera definitiva e non propagandistica come altri fanno, la spigolosa vicenda delle infrastrutture in tutta le Regione Basilicata”.L’interlocutore resta lo Stato, il Governo che non scuce neppure un euro per le strade della Basilicata, che poi servono a tutte le regioni del Sud e ai collegamenti con il Nord. Se la sordità nazionale dovesse persistere, vorrà dire che bisogna organizzarsi per investire sulla rete ferrata, creando possibilmente una “metropolitana” tra Melfi e Potenza, in modo da alleggerire la “strada della morte”.

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MELFI: Monitoraggio area ex zuccherificio

Posted on 12 Novembre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Di nuovo seduti intorno ad un tavolo i rappresentanti di Regione
Basilicata, Provincia di Potenza, Azienda Sanitaria Provinciale, Arpab e Comune
di Melfi. Ancora per interessarsi di ambiente e, stavolta, di fronte alla
Società Finanziaria Saccarifera Italo Iberica spa, proprietaria del suolo dove
sorgeva lo zuccherificio del Rendina in contrada Parasacco. Insomma, una nuova
conferenza di servizio per esaminare ed intervenire su quello che di nocivo è
restato nell’area, dopo la totale dismissione dell’attività nel 2000. In
particolare, l’opificio che per oltre trant’anni è stato un punto di
riferimento economico dell’intero territorio settentrionale lucano per la gente
che ci ha lavorato, ha smesso di trasformare barbabietole da zucchero nella
campagna datata 1993. Per i sette anni successivi ha svolto solamente funzione
di laboratorio chimico per i test sul prodotto. Nel frattempo, è chiaro, lo
stato di abbandono si è impadronito degli impianti fermi e, con oggettiva
preoccupazione, dell’eternit di cui erano costruite le coperture dei capannoni,
ignote nella loro nocività nel 1960. La Sfir con sede a Cesena, quindi, si è
dovuta occupare di una prima messa in sicurezza del sito, eliminando le
ferraglie e la pericolosa miscela di amianto e cemento. Si procede, pertanto,
al completo abbattimento di ogni manufatto che costituiva l’insediamento e, nel
2007, si arriva al Piano di Caratterizzazione che, appunto, individua il
perimetro sul quale effettuare la bonifica. Le analisi realizzate portano al
rinvenimento di sostanze tossiche per la salute: manganese, nichel, piombo,
solfati e solfuri, tra le altre. Di conseguenza, a febbraio 2008 il sindaco
Ernesto Navazio emette un’ordinanza che vieta a tutti i proprietari terrieri
confinanti di utilizzare l’acqua a valle dello zuccherificio in base al Decreto
Legge n°152 del 2006 ed all’articolo 54 della Legge 267 del 2000. Si giunge a
giugno dello stesso anno e ad un’altra conferenza di servizio che boccia il
piano di caratterizzazione presentato. L’azienda saccarifera ricorre al Tar ed
ottiene ragione. Ma con senso di responsabilità tra tutte le parti, si
tralasciano le trafile giudiziarie e si torna a discutere sulle modalità di
realizzazione di quanto occorre. Ieri mattina nella sala giunta del Palazzo di
Città, quindi, si è svolto un nuovo summit che, consapevolmente ed all’
unanimità, ha approvato il Piano e preso atto delle misure di emergenza che
saranno adottate, le cosiddette Mise, nei confronti dei detriti presenti anche
nei vasconi di discarica e decantazione che tutt’ora esistono. Il materiale,
sarà collocato in un’altra vasca impermeabilizzata, per scongiurare
infiltrazioni mentre, per quanto concerne la falda idrica, serviranno ulteriori
indagini. In riferimento ai numeri, la superficie interessata ammonta a circa
33 ettari e dovrà essere asportata terra per almeno mezzo metro di altezza,
pari a quasi 160mila metri cubi di risulta. <<Quanto scaturito dal confronto-
ha sottolineato il primo cittadino melfitano- testimonia che il controllo fatto
assieme a tutti gli enti preposti individua e conduce a risoluzione i problemi
che emergono, agendo su un territorio in cui l’amministrazione che dirigo non
deve essere spettatrice delle decisioni che si prendono in materia di salute
pubblica>>. Per quanto concerne l’Arpab, le indicazioni date all’impresa
esecutrice dei lavori contengono aspetti ben precisi come l’obbligatorietà di
informare ogni sette giorni e l’effettuazione in contraddittorio, delle
campionature previste. Soltanto in base a tali fattori, ed altri come le
verifiche sui flussi di falda da analizzare ogni due settimane, l’agenzia
regionale per la protezione dell’ambiente ha dato il suo consenso al programma
di opere da mettere in pratica. Ovvio che ulteriori incontri saranno
indispensabili per verificare lo stato dei fatti ma, adesso, prima ci si muove,
meglio è.

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LAGOPESOLE: Zona Paip incompleta

Posted on 25 Settembre 2009 by antonio pace

La zona Paip Miracolo-Sarnelli, situata  alle porte di Lagopesole lungo la strada provinciale per Rionero in Vulture è ancora incompleta. Secondo quanto afferma la tabella posta all’inizio della zona i lavori dovevano finire  entro il 22 gennaio del 2008 essendo iniziati a fine luglio del 2005. Ma, ad oggi la zona risulta ancora incompleta, piena di erbacce, tubi e materiale edile sparso fra i comparti, mucchi di terreno rimosso e non livellato ecc. Solo le strade di accesso e quelle fra i lotti risultano essere asfaltate e illuminate di notte. La zona Paip di Miracolo-Sarnelli fu inserita e finanziata dal programma operativo della regione Basilicata del 200/2006 indicando il Comune di Avigliano, la Comunità Montana “Alto Basento” e la Provincia di Potenza, quali Enti attuatori del progetto. Il costo complessivo del finanziamento ( determina n. 73/2004/1.3708 del 17.12.2004) fu di euro 877.977 e comprendeva oltre che la delimitazione dei lotti anche e soprattutto i lavori di urbanizzazione. All’ufficio tecnico del comune di Avigliano, secondo alcune indiscrezioni, i lavori risultano terminati, mancherebbe solo la rete del gas,  e quindi si potrebbe dare il via all’ulteriore assegnazione dei lotti agli artigiani che ovviamente aspettano per potersi insediare con le loro attività produttive. Attualmente, come riferisce il consigliere Tommaso Coviello, membro della commissione consiliare, i lotti sono in tutto 27 di cui 23 assegnati e 4 liberi. Dei quattro liberi risultano tre domande da verificare ed uno soltanto resterebbe disponibile. Per l’assegnazione dei lotti si segue un criterio inserito nel nuovo regolamento, ovvero, nel momento di inoltro della domanda si dovrebbe allegare un versamento in   percentuale (circa  1.200 euro) al costo complessivo del terreno per poi eventualmente essere saldata al momento della stipula del contratto. Mediamente un lotto verrebbe a costare all’incirca 40mila euro. Il consigliere Coviello, facendosi carico delle problematiche degli artigiani ha sollecitato l’amministrazione comunale aviglianese affinchè si accorcino i tempi per l’assegnazione dei lotti individuati e completati. “Alcuni assegnatari potrebbero rinunciare - ha detto un artigiano che si è da poco insediato - perché nel frattempo si è abbattuta sul mondo imprenditoriale la crisi che tutti conosciamo e le banche hanno stretto le maglie creditizie. Senza finanziamenti, molti miei colleghi sono costretti a rimandare a tempi migliori la costruzione dei capannoni. Nonostante tutto - ha concluso l’artigiano -   sono state presentate alcune domande di licenze edilizie e questi inizieranno presto la costruzione e quindi la produzione per dare un ulteriore impulso all’economia della zona da troppo tempo ferma”. La zona Paip in questione è divisa in due dalla strada provinciale: il lato sinistro presenta alcune problematiche legate ai vincoli ambientali essendo la zona inserita nel perimetro dei vincoli ministeriali; l’altra si snoda lungo il lato destro della strada, non è soggetta ai rigidi vincoli ambientali, ma, presenta comunque alcuni problemi per la lungaggine dei lavori di urbanizzazione.

Gli amministratori:

“Effettivamente abbiamo avuto alcuni ritardi nel completamento della zona produttiva alla periferia di Lagopesole - ha detto l’assessore alle Attività produttive del comune di Avigliano, Donato Claps - dovuti ad alcune lungaggini burocratiche legate alle procedure di espropri dei terreni dove sorge la zona artigianale. Ma,  posso assicurare  - ha continuato l’assessore Claps - che in seno all’amministrazione comunale siamo tutti impegnati, maggioranza ed opposizione, per dare soluzione al problema che vede coinvolti molti artigiani desiderosi di allargare le proprie attività. La zona Paip di Lagopesole è molto ambita perché si trova da un lato alle soglie del Vulture, verso l’insediamento Sata di San Nicola di Melfi, dall’altro è alle porte del potentino, altra zona fortemente produttiva della Basilicata. Perciò è nostro interesse preminente - ha concluso Claps -  dare risposte positive agli artigiani che hanno fatto richiesta dei lotti”. “Un impegno costante su tutti i fronti  - ha commentato l’assessore comunale Michele De Lisa - e una forte motivazione nel seguire e risolvere tutte le problematiche legate al mondo del lavoro, è il progetto politico della maggioranza che governa il comune di Avigliano.  Speriamo - ha continuato l’assessore De Lisa - che gli imprenditori e gli artigiani si vadano ad insediare al più presto per dare una risposta concreta all’occupazione e all’economia della zona”. Dunque da parte degli amministratori vi è un grande interesse a risolver al più presto il problema e da parte degli artigiani vi è altrettanto interesse a produrre in un ambiente più consono ed in una zona di forte richiamo economico.

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SANT’ILARIO DI ATELLA: Non più con Atella, ma con Filiano

Posted on 03 Settembre 2009 by antonio pace

Anche nella graziosa frazione di Sant’Ilario, in agro di Atella spira il vento del secessionismo. Il caso della frazione è unico e forse raro,  perché, quando si disegnarono i  confini del comune atellano e si volle inserire appunto Sant’Ilario non si tenne presente che quel territorio non era “collegato” in alcuna direzione a quello di appartenenza. Un isola circondata dai confini di altri quattro comuni: Avigliano, San Fele, Bella e Filiano. Nessuno sforzo è stato fatto in tutti questi anni affinchè questo “errore” geografico fosse rimosso, magari trovando un varco in un confine comunale limitrofo. Un’ isola, dunque e isolati si sentono la maggior parte dei cittadini residenti,  per una serie di mancanza di servizi che invece le frazioni dei comuni che lo circondano possono usufruire: il gas metano, ma anche più servizi di trasporto da e per il proprio comune, mancanza di delegazione comunale, scarsa illuminazione pubblica, strade sconnesse e quindi non facilmente percorribili, specialmente durante la stagione invernale, la posta non sempre aperta, pochissima segnaletica stradale e poco interesse nel campo turistico. Eppure è una frazione effervescente, molto curata sotto il profilo estetico: ogni balcone o scala di accesso alle abitazioni è piena di gerani, le ringhiere sono senza ruggine e i gradini non sono sconnessi. ” Questo è tutta opera di cittadini privati - ci dice il sig. Giovanni - che sono stati guidati da mani esperte che hanno saputo abbellire il nostro borgo, con poche azioni. Il comune di Atella ci vede lontani dai propri interessi e quindi noi ci sentiamo sempre più abbandonati”. Lungo la strada che porta a San Cataldo di Bella, un gruppo di cittadini che sostano al fresco in attesa del pranzo, intervengono sulla questione e rincarano la dose:  “Ci siamo stancati di vivere in queste condizioni, senza servizi e con il Comune sempre più distante dai nostri problemi. Da quando abbiamo saputo che alcune frazioni del comune di Avigliano si vogliono staccare per essere aggregati a quello di Filiano, anche alcuni di noi vorrebbero intraprendere questa strada verso l’aggregazione a Filiano, comune che si trova a due passi da noi e che quindi è confinante. Per raggiungere il nostro comune (Atella), dobbiamo attraversare almeno due territori appartenenti ad altri comuni. E’ logico tutto questo? Vogliamo provare anche noi ad aderire al comune di Filiano”. La discussione continua sulla mancanza dei servizi e si fanno paragoni con quelli che esistono a Sterpito, frazione di Filiano. In primo luogo è ricorrente la mancanza del metano “che ci costringe - dice una giovane donna - ad alimentare le nostre cucine con le bombole molto più costose e per riscaldarci di inverno dobbiamo ricorrere alla legna che notoriamente ha un costo maggiore. Invece, quelli che abitano a Sterpito o a Dragonetti o Scalera si riscaldano col metano che è più comodo e meno costoso”. E’ auspicabile, da parte della Regione Basilicata,  una revisione generale dei confini comunali, magari con l’accorpamento di quelli più piccoli, rendendoli più efficienti e più efficaci.

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MELFI: Le ACLI festeggia 60 anni

Posted on 06 Maggio 2009 by antonio pace

I soci del circolo delle Acli di Melfi hanno festeggiato il sessantesimo anniversario della sua fondazione. Difatti, quello melfitano è il circolo più antico della regione Basilicata. Fondato il primo maggio di sessantenni fa, appena dopo la guerra, ha contribuito alla crescita sociale , culturale e cristiana dell’intera zona del Vulture Melfese, mettendo al servizio dei lavoratori e dei cittadini oltre che le proprie strutture anche quelle intelligenze e saperi di cui la zona aveva ed ha ancora bisogno specialmente per i giovani e per i disoccupati. Alla presenza del responsabile regionale, Leonardo Braico, di quello provinciale, Gennaro Napotano, il presidente del circolo melfitano, Francesco Cignarale, nel corso del suo saluto, ha evidenziato tutto il buon lavoro svolto negli anni da parte di tutti i presidenti ( Angelo Di Muro, Antonio Andretta, Felice Iannuzzi) che si sono succeduti negli anni, sempre al servizio dei lavoratori che si ispirano ai canoni cristiani ed alle loro problematiche giornaliere. Il presidente regionale, Leonardo Braico, nel ricordare che il circolo melfitano è il più antico della regione, ha ribadito la necessità che ritorni ad essere al centro delle attività che le Acli hanno intenzione di programmare nella zona nord della Basilicata.

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MELFI: Scuole all’avanguardia

Posted on 10 Marzo 2009 by antonio pace

COMUNICATO STAMPA

Melfi – Punta decisamente sul tartufo e sulla promozione del territorio ad esso collegato, l’Istituto Alberghiero di Melfi che continua ad offrire sempre progetti validi ed innovativi ai propri studenti. La conferma è arrivata dalla viva voce della tutor di tale iniziativa, Lucia Santarsiero, docente dello stesso Ipssar di Melfi diretto da Michele Corbo, che ha illustrato durante un incontro le finalità del progetto dal titolo “Tartufo lucano: storia, sapori e itinerari della Basilicata”, realizzato con il contributo della Regione Basilicata, Dipartimento Ambiente e Territorio, Ufficio Tutela della Natura, nell’ambito del programma annuale volto a sostenere la conoscenza e la salvaguardia del patrimonio tartuficolo ed incrementare la produzione. “Con tale progetto, il nostro istituto vuole approfondire la conoscenza del tartufo e del territorio nel quale cresce – ha affermato la docente dell’Alberghiero – ma allo stesso tempo puntare a fornire indicazioni innovative su tecniche di produzione e valorizzazione del prodotto”. Quindi conoscenza del tartufo, ai più poco noto come prodotto lucano ma anche “percorso che ci permetta di farlo conoscere ai nostri studenti, alle famiglie, alla gente, da diversi punti di vista, come la storia, il suo habitat naturale, le varietà di tartufo presenti in Basilicata in varie zone – ha proseguito la professoressa Santarsiero – le tecniche di coltivazione, ma con il tutto in forte abbinamento col nostro territorio e con gli altri prodotti tipici in esso presenti. Un passo importante per far si che alcuni prodotti di nicchia, come il tartufo, certo più conosciuto ed apprezzato in altre regioni rispetto alla nostra, possano divenire occasione di sviluppo locale col turismo ed appositi percorsi enogastronomici da legare in maniera forte a tali prodotti”. Per questo, anche la Regione, attraverso il Dipartimento Ambiente e Territorio ha creduto in questo progetto dell’Alberghiero di Melfi “certo, perché il Tartufo lucano, insieme a Peperone di Senise, Pecorino di Filiano, Aglianico del Vulture, Caciocavallo podalico ed altri prodotti delle nostre tipicità, non può non rappresentare un forte richiamo per parlare della nostra Basilicata e poi, coi percorsi turistici che inseriremo nel progetto, divenire occasione per conoscerla e apprezzarla, anche a tavola” ha concluso la docente dell’Alberghiero di Melfi. Saranno oltre una ventina i ragazzi di prima e seconda classe dell’Alberghiero di Melfi ad essere coinvolti in questo progetto, effettuando dapprima visite guidate nei luoghi di produzione, poi definendo percorsi turistici ed enogastronomici in tali zone, raccogliendo infine il tutto in lavori cartacei ed anche multimediali, da diffondere sul territorio, sulla stampa locale e sui siti dell’istituto melfitano e della Regione.

L’addetto stampa ( 040 Antonio Baldinetti.)

L’ITCG GASPARRINI punta sulla comunicazione a scuola, visto che, da una idea del Dirigente Scolastico, Donato Santomauro, condivisa con le docenti di lettere, si punta a far conoscere agli studenti le tecniche per imparare a scrivere un buon articolo ed a leggere meglio un quotidiano. Il tutto, poi, in vista di un possibile ricorso di coloro che sono agli esami di stato alla prova proprio che prevede la realizzazione di un articolo di stampa o di un saggio breve, cosa che finora quasi tutti hanno preferito scartare come ipotesi non conoscendone le tecniche per bene operare. Prevista anche una parte con la realizzazione di videoarticoli con l’utilizzo di una telecamera.

Il LICEO SCIENTIFICO FEDERICO II continua a puntare forte sull’informatica e sulle nuove tecnologie, visto che ormai è prossima la undicesima edizione del MEDIASHOW 2009, che si svolgerà a Melfi, presso lo stesso istituto guidato dal Dirigente Scolastico Riccardo Rigante, nei giorni 27, 28 e 29 marzo, con crescente numero di partecipanti e, come al solito, con un ricco e qualificato programma di eventi e di presenze importanti, durante i tre giorni di gara di quelle che , unanimemente da tempo sono definite “le Olimpiadi del Multimediale”.

L’addetto stampa ( 040 A.B.)

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MELFI: Le mura da restaurare

Posted on 06 Marzo 2009 by antonio pace

Le vecchie mure di cinta delle città di Melfi versano in uno stato pietoso: erbacce, incuria, cancelli, piccole discariche, ampliamenti. Una denunzia forte viene dal locale Archeoclub che, prendendo spunto da una tesi di laurea dell’architetto Oriana Mongelli che ha studiato nei particolari novanta metri delle storiche mura melfitane  e che ha evidenziato lo stato pessimo di conservazione, ha riunito nella splendida sala degli Stemmi del Palazzo Vescovile, soci, politici, intellettuali, privati cittadini, “ per mandare un messaggio di aiuto”. La storica struttura ha urgente bisogno di restauri prima che l’incuria del tempo e degli uomini sia fatale per la sicurezza delle tenuta delle mura e per la gravissima perdita in termini culturali e di memoria storica che ogni pietra conserva in se. Il presidente dell’Archeoclub, Vincenzo Fundone, ha aperto i lavori presentando un filmato e una serie di fotografie che “sigillano” lo stato in cui versano tutti i restanti 3 chilometri di mura. I susseguenti scatti di Fundone mettevano in evidenza con un crescendo straordinario, lo stato di abbandono e di aggressione che la struttura ha subito e purtroppo continua a subire e dove è urgente intervenire per salvare questo grande patrimonio artistico e culturale della città di Melfi. L’architetto Mongelli, ha ribadito l’urgenza dell’intervento di recupero facendo anche una breve cronistoria sugli interventi che le mura avevano subito nel tempo: dagli svevi ai normanni fino ai giorni nostri. Il sindaco Navazio ha risposto alle sollecitazioni assicurando che l’amministrazione comunale melfitana aveva candidato il progetto del recupero delle mura nei Pit che raggruppavano anche altri progetti dei piccoli paesi, ma i fondi non sono stati mai disponibili. Il comune di Melfi, ha assicurato il sindaco Navazio, ha richiesto i fondi candidando il progetto per il recupero delle mura nei Por 2007/2013, sperando di avere a disposizione nel breve tempo i 2.800mila euro occorrenti per far eseguire i lavori di restauro. L’Eurodeputato, Gianni Pittella, ha ribadito “che la Regione Basilicata deve trovare una dotazione finanziaria e che questa debba essere una priorità fra le scelte dell’Ente regionale per l’immediato futuro”. L’on. Pittella ha indicato anche due progetti che sarebbero grandi attrattori di finanziamenti europei: un progetto multiregionale che comprenda anche le limitrofe province di Foggia, Avellino e Benevento nei campi dei Beni culturali, prodotti tipici e beni ambientali; l’altro un progetto di iniziative culturali.

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FILIANO: LE POSTE INSISTONO E NOI SCIOPEREREMO

Posted on 07 Febbraio 2009 by antonio pace

Poste Italiane non vuole tornare sui suoi passi, ovvero non vuole tenere aperti tutti i giorni gli uffici postali delle frazioni dei comuni di Bella, Filiano, Lauria e Maratea, allora sarà sciopero generale da consumarsi a Potenza. E’ questo l’ultimatum lanciato dai sindaci dei comuni stanchi di assistere ai tagli di servizi postali  perpetrati ai danni dei piccoli comuni lucani, già fortemente penalizzati per la mancanza di una viabilità adeguata e per la condizione di isolamento in cui versano. Ma a Poste Italiane, denunciano i sindaci, tutto questo non interessa, difatti, “la politica delle PT è solo quella dei tagli al servizio, giustificati con la logica della domanda e dell’offerta e legittimati dall’indice dei flussi”. Lo stesso  concetto proposto il 15 gennaio in un altro incontro tra ANCI, Comuni e Poste Italiane e riproposto anche durante l’ultimo incontro avvenuto nei primi di Febbraio. I Dirigenti delle PT non fanno un passo indietro, “eppure – ricordano i sindaci – l’azienda PT, che è un’azienda di Stato che fa utili annuali di 700milioni di euro non può e non deve legittimare la politica della polpa e dell’osso mettendo in campo solo ed esclusivamente la politica dei tagli tralasciando o ignorando completamente la funzione sociale dei servizi postali, specialmente nelle piccole realtà di Basilicata”. Dunque,  si è aperto un braccio di ferro tra gli amministratori locali e i dirigenti di Poste Italiane con posizioni diametralmente opposte:  i primi perché non vogliono perdere servizi essenziali per le loro comunità; i secondi, perché devono portare avanti la linea aziendale dei tagli a qualunque costo. Gli amministratori non vogliono mollare perciò hanno sollecitato il Presidente della Regione De Filippo, della Provincia Altobello, l’ANCI e il Prefetto di Potenza a diffidare Poste Italiane dal portare avanti la loro scelta scellerata e penalizzante per i cittadini delle frazioni in questione.

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