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MELFI: Rifiuti, ancora rifiuti abbandonati…

Posted on 21 Ottobre 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Ancora cumuli di risulta edile abbandonata in spregio alle norme che ne
indicano il modo di smaltimento, all’inquinamento dell’ambiente che si provoca
colpevolmente, al danno d’immagine e per la salute pubblica che si produce per
la comunità rappresentata. E, purtroppo, a Melfi questo malcostume ha, da
tempo, assunto contorni da fenomeno tanto che, negli ultimi quindici mesi, la
Gazzetta ne ha scritto per una decine di volte. Visto che, però, l’andazzo
prosegue, pure stavolta bisogna parlarne, anche per la meritoria opera di
segnalazione della sede locale dell’Archeoclub d’Italia. Gli appassionati soci
presieduti dal fotografo Vincenzo Fundone, infatti, si sono dimostrati attenti,
contemporaneamente al recupero del patrimonio storico, alla salvaguardia della
natura che circonda i rinvenimenti effettuati. Ecco, nello specifico, la
segnalazione di laterizi buttati in contrada Valchiera, sulla vecchia strada
che, dalla millenaria Porta Venosina, conduce al cimitero. E’ il luogo dove, da
alcuni giorni, è in corso il distacco di un affresco del XV secolo rinvenuto in
una grotta votiva. Per arrivarci si costeggia il tratto del torrente Melfia che
scorre verso Rapolla. Dentro ad ai margini del suo greto, i soliti ignoti hanno
pensato bene di scaricare ciò che, evidentemente, è avanzato da lavori in
edilizia. <<Avviene perché non si ha intenzione di pagare l’opera degli
impianti di frantumazione inerti a cui, di regola, si dovrebbe conferire il
materiale. Ma, illegittimamente- sottolineano in coro quelli dell’Archeoclub-
si infrange la legalità andando a compiere quello che è un autentico reato.
Magari, con il favore del buio, visto che ci si imbatte nei mucchi dalla sera
alla mattina e, per giunta, senza alcun interessa per l’acqua sottostante che
irriga i terreni laterali>>. Ed a proposito del fiumiciattolo che avrebbe dato
il nome alla città di Melfi, i fatti raccontati incidono in un perimetro che,
al contrario, dovrebbe essere tenuto in estrema considerazione. Perché, in
particolare, il tratto è caratterizzato dai ruderi di antichi mulini ad acqua
che, a partire da quattro secoli fa, funzionavano proprio grazie alla forza del
liquido convogliato. Se ne possono contare cinque, ed uno, a fianco del
manufatto che sul posto è conosciuto come “Pontacchio”, ha ancora i muri eretti
e comunica l’idea di costruzione. <<Sono tutti proprietà singola- ha riferito
il presidente Fundone- e quindi i titolari non possono essere, economicamente,
chiamati in causa per la conservazione. Servirebbe, forse, il sostegno
finanziario degli organi competenti per svolgere un progetto del genere, o
almeno il coinvolgimento di privati sensibili al tema>>. Fermo restando, ad
ogni buon conto, che il primo passo deve essere la fine della brutta noncuranza
di disfarsi a piacimento di immondizia, per niente biodegradabile e,
oltretutto, dannosa per molti anni in futuro.

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MELFI: Rifiuti, la raccolta porta a porta non va…

Posted on 17 Febbraio 2010 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Non funziona ancora bene la raccolta dei rifiuti, porta a porta, nel
centro storico e, per l’episodio di questa circostanza, non per colpa dei
cittadini. Dal 14 dicembre scorso, in particolare, sono stati rimossi tutti i
cassonetti dal centro storico. In merito, sono stati invitati i residenti del
nucleo antico a rispettare regole precise. Innanzi tutto, non abbandonare
immondizia speciale (elettrodomestici e risulta edile) e, per quella che deriva
dalla quotidianità, per così dire, il deposito dei sacchetti davanti le entrate
delle abitazioni, ogni mattina tra le ore 5,00 e le 8,30. Non oltre, per far
iniziare subito la pulizia ed evitare un’ammenda compresa tra 25 e 300 euro. L’
eventualità di una multa, come si può comprendere, ha suscitato polemiche per
la potenzialità di essere somministrata, prevalentemente, alla gente anziana
che vive in maggioranza nella parte antica di Melfi. Ma, insomma, le norme
vanno applicate e osservate con un pizzico di attenzione, per l’igiene ed il
decoro, specie del perimetro in questione. Ieri mattina, però, il meccanismo ha
toppato e, appunto, non vi è nulla da imputare a chi ha lasciato l’involucro
dove previsto. Dito puntato, piuttosto, verso l’impresa che è incaricata di
liberare i luoghi dagli avanzi domestici. Alle 10,50, nello specifico, erano
ancora ben visibili in corso Vittorio Emmanuele, nel cuore del centro storico.
Chiaro che deve essere accaduto qualcosa che ha impedito il servizio in quella
strada ma, in base alla segnalazione giunta alla Gazzetta, non è stata la prima
volta e le conseguenze sono evidentemente negative. Le buste, infatti, vengono
aperte dai randagi ed il contenuto sparso in strada. Logico, dunque, auspicare
che si adottino modi di prelievo certi e validi pure in casi di forza
maggiore.

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MELFI: Fontana di Piazza Mancini ?

Posted on 10 Ottobre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Uno zampillo dove poter bere, che non ispira fiducia in termini d´
igiene. Dall´altra parte, una vasca che raccoglie ciò che ci viene buttato e
dove l´acqua ha un poco rassicurante colore marrone. In mezzo, una sorta di rio
stagnante dal tono verdastro che è diventato contenitore di mozziconi e quant´
altro possibile versarci per assenza d´impedimento. Insomma, non è affatto in
buona salute il manufatto che occupa gran parte di piazza Abele Mancini, da
oltre un decennio, e che fin dal momento della sua ideazione ha suscitato
polemiche. Tra chi la riteneva degna di abbellire il luogo più centrale della
città e chi, invece, la considerava esagerata allo scopo e, quindi, adatta solo
a restringere uno degli spazi aperti più grandi di Melfi. Oggi, la segnalazione
sulla necessità di interessarsi alla questione è di natura più oggettiva ed
arriva da alcuni pensionati che si ritrovano nella vicina villa Sibilla, a
pochi passi dal palazzo del Comune. “Il punto dove sgorga l´acqua potabile- è
la prima annotazione- è aperto a qualunque agente inquinante, oltre che agli
animali che volessero servirsene. Per giunta, il traffico ad un paio di metri,
non può che essere un fattore contaminante. Servirebbe, quindi, qualcosa che ne
possa salvaguardare la fruibilità per uso umano, per così dire. Attenzione-
proseguono i nostri interlocutori- serve anche per quella specie di canaletto
che unisce alla vasca opposta. Ferma restando l´inciviltà di chi l´utilizza per
i rifiuti, occorrerebbe pensare ad una copertura che gli conferisca, almeno,
maggiore dignità. Infine il rettangolo fornito di tre bocchettoni zampillanti
che, oltre alle mancanze precedenti, è pure sfornito di misure di sicurezza a
prescindere di quanto sia profondo. E´, infatti, privo di protezione o
sbarramento e di facile accesso, specie ai più piccoli che, per curiosità, si
avvicinano. Chiediamo l´interesse di chi ne ha competenza- concludono in coro
unanime- soprattutto per l´incolumità e, insieme, per il biglietto da visita
che la piazza dovrebbe rappresentare”.

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