Posted on 21 Settembre 2010 by antonio pace

Una riforma della scuola, voluta dal Ministro Gelmini che è riuscita a (s)regolare la vita degli studenti, delle famiglie e delle aziende di trasporto pubblico presenti in regione. Con una sola decisione, quella sugli orari scolastici, il ministro ha scombussolato le consolidate abitudini familiari, le organizzazioni aziendali e anche la vita sociale dei lucani in genere. La protesta, le lamentele, la disapprovazione, il malcontento ha interessato tutta la regione, dal nord al sud, dal mar Jonio a quello Tirreno, dai capoluoghi ai paese più piccoli dell’entroterra. “Vengo da una frazione di San Fele - ha detto la studentessa Vittoria Genovese - per essere a scuola mi devo alzare la mattina intorno alle sei e mezzo per prendere l’unico mezzo che mi consente di raggiungere in tempo la scuola. Per poter tornare devo fare una corsa dalla scuola alla fermata, perché se perdo l’autobus non ci sono mezzi di trasporto alternativi per far ritorno a casa e comunque non arrivo prima delle 15,45 se tutto va bene”.
Per Donato Tardugno di Ginestra, invece, raggiungere la scuola è un vero e proprio calvario: deve prendere due coincidenze di autobus sia per andare che per tornare. ” Mi devo alzare all’alba e fare tutto in fretta per salire sull’autobus che porta a Rionero, devo attendere circa trenta minuti per poter prendere la coincidenza che mi porta a scuola e per il ritorno praticamente è la stessa cosa. Questa riforma ha complicato sia la scuola che la nostra vita, non solo la mia, ma anche quella dei miei genitori”.
Angelo Di Lucchio è un poco più fortunato perché la percorrenza è di circa cinquanta minuti per percorrere i 20 chilometri che separano Rionero da Lagopesole, dove frequenta l’Istituto Agrario.
Renata Mari, che frequenta la stessa scuola, ma proviene da Luponio, una frazione di Filiano, è costretta ad alzarsi presto per salire sull’autobus e aspettare circa trenta minuti prima che apra la scuola. ” Mi devo alzare troppo presto - ha detto lo studente
Simone Summa - per poter giungere a scuola in orario. Mi preoccupo quando cambierà l’orario che sarò costretto ad uscire di casa con il buio e tornare all’imbrunire. La riforma si poteva fare, prima però si doveva intervenire sull’organizzazione generale, senza scombussolare la vita delle famiglie, ma certe decisioni si impongo dall’alto e noi le dobbiamo subire”. Mia figlia che frequenta un Istituto a Potenza - dice una signora in attesa dell’autobus - con questo nuovo orario arriva cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni e termina cinque minuti prima della partenza dell’unico autobus che la riporti a casa. Sono certa che spesso dovrò recarmi a Potenza con la macchina per andare a prendere mia figlia che ha perduto l’autobus. Andrò a parlare col dirigente scolastico, ma sono certa che non risolverò il problema. Questo succede a Melfi, a Venosa, a Potenza, a Brienza, a Spinoso, a Francavilla a Maratea ad Irsina e Matera.
Posted on 03 Settembre 2009 by antonio pace


Anche nella graziosa frazione di Sant’Ilario, in agro di Atella spira il vento del secessionismo. Il caso della frazione è unico e forse raro, perché, quando si disegnarono i confini del comune atellano e si volle inserire appunto Sant’Ilario non si tenne presente che quel territorio non era “collegato” in alcuna direzione a quello di appartenenza. Un isola circondata dai confini di altri quattro comuni: Avigliano, San Fele, Bella e Filiano. Nessuno sforzo è stato fatto in tutti questi anni affinchè questo “errore” geografico fosse rimosso, magari trovando un varco in un confine comunale limitrofo. Un’ isola, dunque e isolati si sentono la maggior parte dei cittadini residenti, per una serie di mancanza di servizi che invece le frazioni dei comuni che lo circondano possono usufruire: il gas metano, ma anche più servizi di trasporto da e per il proprio comune, mancanza di delegazione comunale, scarsa illuminazione pubblica, strade sconnesse e quindi non facilmente percorribili, specialmente durante la stagione invernale, la posta non sempre aperta, pochissima segnaletica stradale e poco interesse nel campo turistico. Eppure è una frazione effervescente, molto curata sotto il profilo estetico: ogni balcone o scala di accesso alle abitazioni è piena di gerani, le ringhiere sono senza ruggine e i gradini non sono sconnessi. ” Questo è tutta opera di cittadini privati - ci dice il sig. Giovanni - che sono stati guidati da mani esperte che hanno saputo abbellire il nostro borgo, con poche azioni. Il comune di Atella ci vede lontani dai propri interessi e quindi noi ci sentiamo sempre più abbandonati”. Lungo la strada che porta a San Cataldo di Bella, un gruppo di cittadini che sostano al fresco in attesa del pranzo, intervengono sulla questione e rincarano la dose: “Ci siamo stancati di vivere in queste condizioni, senza servizi e con il Comune sempre più distante dai nostri problemi. Da quando abbiamo saputo che alcune frazioni del comune di Avigliano si vogliono staccare per essere aggregati a quello di Filiano, anche alcuni di noi vorrebbero intraprendere questa strada verso l’aggregazione a Filiano, comune che si trova a due passi da noi e che quindi è confinante. Per raggiungere il nostro comune (Atella), dobbiamo attraversare almeno due territori appartenenti ad altri comuni. E’ logico tutto questo? Vogliamo provare anche noi ad aderire al comune di Filiano”. La discussione continua sulla mancanza dei servizi e si fanno paragoni con quelli che esistono a Sterpito, frazione di Filiano. In primo luogo è ricorrente la mancanza del metano “che ci costringe - dice una giovane donna - ad alimentare le nostre cucine con le bombole molto più costose e per riscaldarci di inverno dobbiamo ricorrere alla legna che notoriamente ha un costo maggiore. Invece, quelli che abitano a Sterpito o a Dragonetti o Scalera si riscaldano col metano che è più comodo e meno costoso”. E’ auspicabile, da parte della Regione Basilicata, una revisione generale dei confini comunali, magari con l’accorpamento di quelli più piccoli, rendendoli più efficienti e più efficaci.
Posted on 25 Aprile 2009 by antonio pace

Una grossa frana continua ad interessare la ex strada statale 93 nei pressi di Atella ( peraltro segnalato dalla Gazzetta da circa dieci giorni). Ma, nonostante un primo intervento degli uomini della provincia che con un grosso mezzo meccanico avevano liberato parte della carreggiata, con le copiose piogge dei giorni scorsi il fenomeno si è accentuato tanto da richiedere un immediato nuovo intervento. La frana è segnalata sul posto con cartelli ben visibili autorizzando il transito a senso unico alternato, ma rimane lo stesso pericolosa perché la parte dello smottamento è situato proprio sulla cima di un dosso che impedisce la visibilità della corsia opposta. La strada in questione è molto trafficata, specialmente in alcuni orari di punta, quando cioè, gli operai della vicina zona industriale della Valle di Vitalba cambiano turno di lavoro. La strada collega appunto alcuni centri del Vulture: Rionero, Atella, Barile, Melfi ecc. con la zona industriale dal lato nord, mentre dal lato sud collega i centri di Lagopesole, Filiano, S. Ilario, San Fele, Rapone ecc. La frana è monitorata dai vigili urbani di Atella, nel cui territorio si trova lo smottamento e dagli uomini della locale stazione dei carabinieri, pronti a segnalare qualsiasi pericolo che si creerebbe al passaggio nell’arteria di collegamento. Il fronte della frana è di circa 30 metri ed ha abbattuto il muro di contenimento costruito in cemento armato.
Posted on 13 Febbraio 2009 by antonio pace
Il progetto “Cortocircuito”, ovvero uno studio approfondito sulla creatività, è iniziato in questi giorni in quattro scuole del Vulture – Melfese: nell’Istituto Gasparrini di Melfi, la sede staccata di San Fele, il Liceo classico di Lavello, l’Istituto Giustino Fortunato di Rionero che comprende il Liceo Classico, lo Scientifico e il Padagogico. Il Centro Europeo di Drammaturgia che è il braccio operativo della Provincia di Potenza, in occasione della presentazione del progetto ha sottolineato che attraverso “Cortocircuito si intendono rinsaldare i legami del territorio e soprattutto con le aree considerate a rischio per i giovani”. Gianni Ceccio, direttore artistico dell’Associazione “Magazzino dell’arte di Melfi” uno dei promotori del progetto, ha spiegato che durante la fase operativa gli allievi saranno stimolati ad usare linguaggi e tecniche “ capaci di arricchire la loro espressività mettendola in correlazione con l’attualità della vita, anche in considerazione che il 2009 è l’anno europeo della creatività e dell’innovazione per dare un ulteriore impulso ai giovani affinchè si aprino a nuovi scenari occupazionali che la creatività e l’innovazione certamente creeranno nel prossimo futuro”. Le metodologie scelte sono quelle della comunicazione multimediale che riveste nel settore delle arti in generale un ruolo importante di stimolo alla competenza e alla creatività per far crescere, attraverso la formazione, la capacità d’innovazione negli organismi sia pubblici che privati” Difatti, gli allievi a fine progetto presenteranno un corto con un tema a carattere sociale che girerà per tutte le scuole della provincia e entrerà a far parte del circuito delle rassegne specializzate nel settore. Il Centro Europeo di Drammaturgia premierà il miglior lavoro. Il budget previsto per l’intero progetto è di 51mila euro.
Posted on 15 Gennaio 2009 by antonio pace
E’ caduta da un’altezza di circa 15 metri, Teresa Faruoli, 66 anni, pensionata di Melfi ed è morta sul colpo. La disgrazia è avvenuta nel popoloso quartiere Valleverde in via Bologna in una delle palazzine, meglio conosciute come case delle ferrovie perché appunto dovevano servire per ospitare le famiglie dei ferrovieri che lavoravano nelle officine meccaniche di San Nicola di Melfi. La signora Faruoli, per quanto si è appreso, nell’intendo di pulire i vetri delle finestre adiacenti al balcone, si è appoggiata alla ringhiera di ferro che a causa del suo peso ha ceduto facendola precipitare dal terzo piano della sua abitazione. L’impatto col terreno è stato violento, tanto che gli uomini della Polizia e quelli del 118, accorsi subito sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Pare che la tragedia sia stata causata dal distacco della ringhiera di ferro fissata al muro con dei tasselli che non hanno retto alla pressione del peso della sfortunata, anche se i balconi che corrono lungo tutta la parete della palazzina sono in cemento e solo una piccola parte sono in ferro. L’incidente, avvenuto nella tarda mattinata, ha suscitato una forte emozione negli abitanti del quartiere ed in tutti quelli che conoscevano la vittima. Originaria di San Fele, si era trasferita a Melfi in occasione del matrimonio contratto con un dipendente comunale. Madre di tre figlie, la signora Faruoli nel momento della tragedia si trovava da sola nell’appartamento di via Bologna da dove si è sporta presumibilmente per pulire l’esterno dei vetri che si erano macchiati a causa della pioggia battente di questi giorni, oppure per spandere i panni da asciugare. Le circostanze sono al vaglio degli inquirenti che stabiliranno con esattezza quali sono state le cause che hanno determinato la caduta della signora Faruoli. I funerali che saranno celebrati oggi pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore di Melfi, da dove successivamente muoverà per il cimitero.
Posted on 03 Gennaio 2009 by antonio pace
Si parla di petrolio e di idrocarburi in Basilicata sin dagli anni ’50, quando l’Agip con Enrico Mattei scoprì i giacimenti a valle di Pisticci. Verso la fine degli anni ’70, l’interesse per i prodotti petroliferi del sottosuolo lucano si spostò verso l’interno, sulla dorsale appenninica a nord del capoluogo di regione. Negli anni dopo il terremoto dell’80 iniziarono le trivellazioni nella Val D’Agri con lo sfruttamento di alcuni giacimenti. A metà novembre di quest’anno, l’Eni, ha rispolverato il vecchio progetto ed ha chiesto , fra l’altro, il permesso per trivellare nella zona “Anzi” ed in quella di “Frusci”. La giunta municipale di Potenza ha espresso il parere negativo sia per l’uno che per l’altro progetto perché “la dimensione complessiva del problema – ha sottolineato il sindaco del capoluogo lucano, Vito Santarsiero - impone una più ampia riflessione ed una più precisa regolamentazione, regionale e nazionale, del settore nonché precise scelte sul piano delle politiche energetiche regionali”. Molti amministratori dei comuni compresi nella vasta area interessata ( circa 272 kmq ) che va da Anzi fino a San Fele dopo la presa di posizione del comune capoluogo, prima di dare un giudizio hanno voluto sapere qualcosa di più entrando nel merito della questione attraverso una tavola rotonda organizzata a Lagopesole dall’Associazione “100 comuni”. L’occasione è stata determinata dalla presentazione da parte dell’Eni del cosiddetto “Progetto Frusci” che prevede uno studio del sottosuolo in una vasta area che comprende i Comuni di Avigliano, Potenza, Bella, San Fele, Atella, Filiano e Pietragalla. Durante il dibattito è stato sottolineata la necessità di confrontarsi su due questioni importanti : quella di superare sia una visione tutta negativa delle estrazioni di idrocarburi e gas, sia una visione eccessivamente ottimistica e favorevole che continua a far breccia specie tra alcuni sindaci “abbagliati” dalle royalties”. “Rispetto alla vicenda del petrolio – ha dichiarato Giovanni Samela, presidente dell’associazione 100 comuni - considererei la vicenda dell’ambiente e della salvaguardia della salute dei cittadini, subito dopo considerato che il petrolio è una risorsa per tutti i cittadini della Basilicata, si potrà anche discutere di quelle che saranno le ricadute sul territorio e se le royalties sono congrue o meno considerato che il 7% che pagano le compagnie sono fra le più basse al mondo”. E’ dello stesso parere Giannino Colangelo della frazione Frusci che è intervenuto affermando che “ prima di fare delle riflessioni occorre innanzitutto conoscere per poter dare dei giudizi. Conoscere – ha continuato Giannino – significa essere messo nelle condizioni di vedere quali sono i dati, parlare con cognizioni di causa, tutto il resto va rapportato a cose concrete”. “Sono ottimista – ha aggiunto Mimì Colangelo di Stagliuozzo – per quanto riguarda le ricadute economiche sul territorio, sono pessimista per il prezzo che l’ambiente dovrà necessariamente pagare”. La signora Damiana Ferrara di Avigliano è del parere “che le popolazioni interessate debbano essere consapevoli sia dei benefici che dei sacrifici che si dovranno affrontare”.
Posted on 30 Novembre 2008 by antonio pace
Melfi –
Si è concluso con la premiazione dei vincitori il concorso “Io e i miei nonni” ideato dalla Caritas diocesana in collaborazione col comune di Melfi e l’Università Popolare. Un concorso il cui obiettivo era quello di migliorare le relazioni degli anziani fra loro e con le altre generazioni, facendoli sentire protagonisti nella realtà che li circonda. Al concorso hanno preso parte gli alunni di molte scuole con la elaborazione di disegni, poesie, narrazioni, con al centro i nonni e tutte le emozioni che suscitano nei giovani. Le scuole, risultate vincitrici del concorso sono : l’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Barile, la Scuola Michele Granata di Rionero, il primo circolo Giovanni XXIII di Venosa, la scuola comprensiva di San Fele, le elementari dei Cappuccini di Melfi, e la direzione didattica del primo e secondo circolo di Melfi. A tutti gli alunni presenti sono stati assegnati attestati di partecipazione e tante caramelle, mentre le Scuole sono state premiate con coppe e targhe di riconoscimento. Alla premiazione hanno preso parte il vescovo, monsignor Gianfranco Todisco, l’assessore provinciale, Michele Iacovera, Il sindaco Navazio, il suo vice, Franco Rauseo, Giuseppe Greco Direttore Caritas Diocesana e la presidente dell’Univesità popolare, Rosa Zinna Berardi.
Antonio Pace
Posted on 20 Giugno 2008 by antonio pace
Era una missione straordinaria prevista per il controllo del territorio quella effettuata dal N.E.C. ( nucleo elicotteristi carabinieri ) di Bari, in collaborazione con la compagnia cc di Melfi, che nella mattinata di ieri ha sorvolato la città di Melfi mettendo in attesa i cittadini il cui pensiero è subito corso ai fatti di cronaca legati all’omicidio Lanera, anche per la coincidente spola che ha fatto lungo la rotta San Nicola di Melfi – Melfi città, dove, pare, si siano svolti gli interrogatori ad un “ristretto numero di persone”. Un elicottero dello speciale nucleo si è alzato in volo ed ha sorvolato, a quota relativamente bassa, tutto il territorio del vulture – melfese che va dalla zona industriale di San Nicola di Melfi fino ad Atella, San Fele, Rapone ecc, per un normale “pattugliamento dal cielo” di tutto il territorio che cade sotto la giurisdizione della compagnia dei carabinieri di Melfi. Ma, al rumore dello sbattere delle pale del veivolo i cittadini melfitani hanno pensato che l’operazione potesse essere legata in particolare alla svolta che hanno avuto le indagini per il caso dell’omicidio del civilista melfitano, ucciso nel primo pomeriggio dell’aprile 2003 da tre colpi di pistola di piccolo calibro e ancora avvolto non chiarito definitivamente. Nei giorni scorsi, in città, nella centralissima via Santa Maria, luogo per lo “struscio” pomeridiano e nella villa comunale, non si commentava altro se non la svolta delle indagini da parte della Procura melfitana e del poll di investigatori che hanno dedicato tutto il tempo del loro lavoro a riesaminare le cartelle rinvenute nello studio dell’avvocato Lanera. Poiché le indagini sono giunte ad un passo dalla soluzione, con la presenza dell’elicottero si pensava ad uno o più arresti, ma è solo rimandato di poco.
Posted on 26 Febbraio 2008 by antonio pace
Il caratteristico e originale paese di San Fele ha ospitato circa 90 turisti americani , tutti di origine lucana, nel corso di una cerimonia appositamente organizzata dall’Ufficio Turismo sanfelese. Accolti nella piazza Garibaldi, i turisti sono stati invitati a degustare alcuni prodotti tipici del paese come i calzoncelli, realizzati sapientemente con una miscela di cioccolata, castagne e ceci. Per l’occasione l’amministrazione comunale ha presentato tra l’altro, una planimetria – progetto di una pista per cicloturisti che dovrebbe collegare Calitri con Venosa attraversando il territorio di San Fele. Durante la manifestazione gli ospiti sono stati invitati presso il ristorante “L’Usignolo” per degustare alcuni piatti lucani appositamente richiesti dal Tour Operator De Feo su indicazione degli stessi ospiti seguendo l’importate ed efficace “memoria del gusto”. Agli ospiti sono stati proposti video e film documentari per stimolarli a ritornare durante lo svolgersi degli eventi. Un paese che continua a proporsi al turismo internazionale mettendo in evidenza i suoi gioielli: natura, silenzio e prodotti genuini.