Tag Archive | "San Nicola di Melfi"

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MELFI: Strade ridotto in uno stato pietoso

Posted on 12 Gennaio 2011 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Strade provinciali del Melfese che continuano ad avere urgente bisogno
di sistemazione, se non di una profonda ristrutturazione. Proprio leggendo la
Gazzetta di lunedì, gli abitanti di alcune contrade rurali come quelle
denominate Serre e Catapano, hanno appreso degli oltre cento milioni di euro in
cantieri stradali che la Provincia ha intenzione di spendere nel 2011 per 21
interventi. Rilevante, citava ancora l’articolo, anche la progettazione di
nuove opere da avviarsi nell’anno in corso, pari ad otto interventi per un
investimento di oltre 35 milioni e mezzo di euro. <<Noi, però, ci
accontenteremmo di veder ripristinata una situazione praticabile- sottolinea l’
imprenditore agricolo Donato Montanarella- visto che, per esempio, andare e
tornare dalla mia azienda agricola, diventa sempre più difficile e pericoloso e
specie con il cattivo tempo>>. In particolare, i terreni dell’ex consigliere
comunale di maggioranza melfitano sono confinanti con l’arteria, sempre di
competenza provinciale, che dalla città conduce alla Sata di S.Nicola. A quanto
raccontato dal diretto interessato e come pure testimoniano le immagini
disponibili, da quella direttrice, molto in pendenza per il forte dislivello
esistente e, naturalmente, per manutenzione, poca o assente, l’acqua di scolo
si riversa nella Sp.108 che, per questo, è sempre impregnata di fango,
scivolosa, e dunque rischiosa. <<Gli ultimi contatti con i tecnici dell’Ente-
conclude il nostro interlocutore- risalgono a circa un mese. In quella
circostanza mi è stato garantito che la segnalazione sarebbe stata presa in
forte considerazione. Finora, tuttavia, non c’è stato riscontro e, pertanto,
rinnovo l’appello a chi di competenza poiché la condizione di precarietà è
antica e peggiora costantemente>>. Ovviamente lo stato delle cose comporta
difficoltà anche a chi percorre le strade per recarsi nei propri appezzamenti.
E’ il caso, già trattato dalla Gazzetta ma ancora insoluto, della Sp.24, la
vecchia strada che conduceva nella zona industriale grazie al prolungamento con
la Sp.111 di contrada Accovatura. Arteria che hanno perso di importanza per il
ruolo una volta rivestito, ma che sono ancora trafficate per chi vive sui
tornanti della collina di Serre e per chi ha i poderi nel territorio che
precede la Fiat. Nel loro caso, non solo influisce l’acqua, ma è da anni in
atto un movimento franoso che abbatte pure le piccole opere di contenimento, in
assenza di lavori maggiormente approfonditi. Così come per l’altra zona citata,
insomma, i cittadini che affrontano quotidianamente tali ostacoli, chiedono che
gli impegni assunti dall’esecutivo di Piazza Mario Pagano a Potenza, diventino
reali.

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Lagopesole: Strada comunale Piano del Lago- Bozzelli - Lacciola- Montemarcone è un colabrodo.

Posted on 15 Gennaio 2010 by antonio pace

La strada comunale che collega Piano del Lago- Bozzelli - Lacciola - Montemarcone,  alle porte di Lagopesole è ridotta un colabrodo. L’arteria che è percorsa giornalmente da tutti ci cittadini che risiedono nelle frazioni a monte della località Lago, nelle vicinanze di Piano Del Conte è diventata un costante pericolo se non si interviene con somma urgenza. Buche profonde, cunette sconnesse, guardrail pressoché inesistenti, rattoppi in cemento ceduti dal peso del traffico giornaliero, senza segnaletica orizzontale e verticale, tanto da far confondere gli automobilisti che non conoscono la zona: questa è la situazione attuale di questa unica strada di collegamento tra le frazioni e Lagopesole. La strada è percorsa anche dagli scuolabus che trasportano gli alunni alle scuole di Lagopesole e da molti pendolari che si recano a lavoro a San Nicola di Melfi, presso la Sata o presso qualche azienda satellite dell’area industriale melfitana. Per gli operai che si recano al lavoro per il primo turno o per quello notturno è diventata un vero incubo, specialmente in questa stagione invernale quando non è raro incontrare banchi di nebbia o in caso di neve, per via della totale mancanza di segnaletica orizzontale e verticale. “Speriamo che qualcuno si ricordi anche di noi - ha detto Giovanni, operaio alla Sata di Melfi - perché siamo stati dimenticati da chi ci amministra. La nostra zona evidentemente è lontana dai Palazzi, eppure è un buon serbatoio di voti per molti amministratori. Forse - ha continuato l’amareggiato operaio - qualche rattoppo lo faranno in occasione delle prossime elezioni comunali della primavera. Non è concepibile, però  che ancora una volta bisogna aspettare le elezioni per poter avere qualche piccolo intervento a nostro favore. Sanno solo “litigare” - ha concluso Giovanni -  su chi occuperà la poltrona da sindaco, dimenticando che i problemi nelle frazioni non si limitano solo alla fatiscenza delle strade, ma anche su una serie di servizi di civiltà che sono stati messi nel dimenticatoio”.

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MELFI: Revocati i licenziamenti alla FT Logistic Service

Posted on 03 Gennaio 2010 by antonio pace

FT LOGISTIC SERVICE, SOSPESI I LICENZIAMENTI Sono sospese tutte le procedure di licenziamento e riprende l’affidamento della commessa presso la FT Logistic Service Srl ubicata nell’Area Industriale di S. Nicola di Melfi. E’ quanto è stato deciso in serata presso il dipartimento Attività Produttive della Regione Basilicata nel corso di un incontro convocato dall’assessore Straziuso per l’esame della situazione relativa agli aspetti occupazionali e produttivi dell’azienda. Nell’incontro, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Gianino Romaniello, Presdiente CCIPL, Ivano Lavina Amministartore FT Logistic Srl, Giuseppe Finelli Amministartore FT Logistic Service Srl, è stato inoltre deciso che l’azienda si farà carico di comunicare ai lavoratori le modalità di ripresa dei turni di lavoro a partire da lunedì 4 gennaio e che le parti si riconvocheranno per un approfondimento della situazione entro i prossimi 15/ 20 giorni.

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MELFI: La Strada Statale 658 Potenza Melfi Candela va raddoppiata

Posted on 22 Dicembre 2009 by antonio pace

foto tony vece

foto tony vece

Servirebbero  580milioni di euro per raddoppiare la strada statale 658, meglio conosciuta come la Potenza - Melfi. Somma attualmente non disponibile, ma che se non si programma non potrà mai essere finanziata. La strada  fu progettata verso la fine degli anni ‘80 con il preciso scopo di aprire un corridoio veloce verso l’Adriatica, ma che con l’avvento della Fiat a Melfi ha cambiato subito la destinazione d’uso diventando l’unica arteria a servizio quasi esclusivamente della fabbrica torinese. Difatti, su quel tracciato si sono riversati  quasi subito tutti gli autobus che trasportavo gli operai e le famose bisarche che trasportano le nuove auto fabbricate a San Nicola di Melfi. Tutto questo traffico è mal sopportato dall’arteria perché fu progettata e costruita, con poca lungimiranza,  per un traffico senza dubbio minore con caratteristiche diverse da quello industriale. Pertanto, è insufficiente, stretta, con dislivelli non indifferenti che fanno notevolmente rallentare il traffico pesante con le conseguenze che effettuare un sorpasso è praticamente impossibile: gli azzardi sono quasi sempre drammatici per le conseguenze che ne derivano. Insomma percorrerla fa paura. Questi sono alcuni dei motivi per cui da più parti si è data l’etichetta ” strada della morte”. Sui circa sessanta chilometri , solo nell’ultimo anno,  si sono verificati moltissimi incidenti ( circa 16  ), quasi tutti mortali ( tre vittime solo nell’ultimo incidente di venerdi scorso). Ne sono testimoni i mazzi di fiori appesi ai gard rail a ricordo delle vittime di incidenti accorsi in quei punti. Hanno purtroppo il triste primato tre famigerati tratti di strada: San Nicola di Pietragalla - Tiera, la discesa di Possidente fino all’uscita di Lagopesole e il tratto  finale del viadotto di Tiera, dove tra l’altro ci si immette da una strada e quattro corsie e si incontra invece un restringimento a due. Nonostante la intensa, puntuale cartellonistica, molti automobilisti, non si rendono conto del restringimento e invadono la corsia opposta con le drammatiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Da tutte le parti si invoca il raddoppio della strada e non solo la terza corsia in alcuni tratti, che alleggerirebbe solo in parte il problema,  ma non è certamente risolutivo. Il sindaco di Melfi, Alfonso Navazio ha avanzato un proposta: “Se non si possono reperire i fondi a breve termine per il raddoppio, si proceda pure ad una forma di autofinanziamento nel tempo, applicando un pedaggio. Ma si metta fine a queste stragi. La Candela - Melfi - Potenza è una via di comunicazione importante per l’economia di tutta la zona nord della Basilicata, pertanto va dato il giusto peso risolvendo con immediatezza il problema”.

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LAGOPESOLE: Sulla Potenza Melfi ancora TRE MORTI

Posted on 19 Dicembre 2009 by antonio pace

foto Tony Vece

foto Tony Vece

Ennesimo incidente mortale sulla strada statale 658 Potenza - Melfi. Tre morti sul colpo ed un ferito è  questo il tragico bilancio dell’incidente che si è verificato intorno le 12,30 di ieri, sulla maledetta strada che collega Potenza  col melfese sempre intasata per il notevole volume di traffico che si registra ad ogni ora della giornata. Un incidente che ha visto coinvolti tre mezzi: un camion con rimorchio, un’autovettura ( Peugeot 309) e un camioncino (Iveco). Purtroppo gli occupanti dell’autovettura, i coniugi potentini Domenicantonio Santoro e Antonietta Mancinelli , rispettivamente di 69 e 67 anni e il giovane autista del camioncino sono deceduti sul colpo, mentre l’autista dell’autocarro è rimasto ferito. L’incidente che si è verificato al km 20+600 nei pressi dello svincolo di Lagopesole, è avvenuto in un tratto di strada pianeggiante, dove la visibilità è buona non essendoci  curve o  dossi che impedirebbero l’eventuale occupazione della corsia opposta. Solo il fondo stradale era leggermente bagnato per le piogge e il nevischio della notte. La dinamica dell’incidente non è ancora chiara, per questo stanno indagando gli uomini della stradale di Melfi intervenuti sul posto, unitamente ai carabinieri di Lagopesole, ai vigili del fuoco di Melfi e quelli di Potenza.  Appena dopo l’incidente sono intervenuti  i sanitari del 118 con le ambulanze e l’elicottero e gli uomini dell’Anas che hanno provveduto a deviare il traffico sull’adiacente strada statale 93. I soccorritori si sono subito accorti della gravità della situazione essendo i mezzi coinvolti incastrati l’uno dentro l’altro , l’autovettura è apparsa schiacciata, mentre la motrice dell’autocarro si era ribaltata sul lato ed aveva invaso la scarpata adiacente la strada. I tre mezzi si trovavano, dopo il tremendo urto, tutti sulla stessa scarpata: sulla destra della corsia verso Potenza. I sanitari del 118 hanno potuto immediatamente constatare il decesso dei coniugi Santoro, mentre per l’autista del camioncino hanno dovuto attendere che i vigili del fuoco lo estraessero dalla cabina rimastra incastrata nel rimorchio. Una scena raccapricciante è apparsa ai soccorritori: pezzi di asfalto lungo la carreggiata per più di cento metri ( facevano parte del carico dell’autocarro); la Peugeot 309 schiacciata e il camioncino per trequarti penetrato dal rimorchio che nel frattempo si era sganciato dalla motrice. Non sarà facile ricostruire la dinamica dell’incidente perché potrebbe essere stata causata da diversi fattori: malore di qualche conducente, sorpasso azzardato, guasto meccanico o cedimento strutturale di qualche mezzo. L’importante arteria è rimasta chiusa al traffico dall’ora dell’incidente fino alle 16,30, causando notevoli disagi anche per gli autobus degli studenti, dei lavoratori Fiat e dei numerosi pendolari.

La  Potenza-Melfi, tecnicamente conosciuta come la  strada Statale 658,è senza dubbio la più pericolosa della Basilicata. Fa grande concorrenza con la Jonica, ora superandola perché la “concorrente” è stata quasi interamente portata a quattro corsie. Fu costruita negli anni ‘90 per collegare la Basilicata con la dorsale Adriatica e per  facilitare i collegamenti con la Sata di San Nicola di Melfi. Subito si  presentò con la faccia scura, seminando morti e feriti. Dimostrò di essere  pericolosa perché il traffico pesante si riversò esclusivamente  sull’arteria appena costruita causando intasamenti, specialmente prima e dopo ogni turno di lavoro. Da qui nacque l’esigenza del raddoppio della strada. Di fronte alle tasche strette dei Governi che si sono succeduti, la Regione Basilicata ha messo sul tavolo 25 milioni di euro, che sommati ai 20 dell’Anas sarebbero dovuti servire per realizzare la terza corsia laddove l’arteria corre sulla terra ferma e non sui viadotti. Sono anni però che la Regione insiste nell’avere il progetto esecutivo e l’avviuo dei lavori. Finora, però nulla è avvenuto da parte dell’Anas, che costringerebbe anche la Regione a non poter più usare la posta messa a disposizione per l’inutile tempo trascorso. Finanziamento, dunque, a rischio. Restano solo buone intenzioni. Intanto, gli automobilisti pagano un “pedaggio” di vite umane non indifferente: quasi un morto ogni chilometro. Purtroppo, questi dati, col passare del tempo risultano in difetto per il continuo costante aumento degli incidenti mortali che si verificano. Un tributo dovuto alla miopia di chi ha il dovere di programmare e di investire sulle infrastrutture viarie di grande interesse regionale e anche interregionale com’è il caso della Potenza-Melfi, transitata giornalmente da migliaia di mezzi, molti dei quali camion, bisarche,  autobus pieni di operai e lavoratori. Una strada dunque da raddoppiare con notevole urgenza per frenare l’emorragia di morti che lasciano un groppo in gola e una paura terribile nei pendolari. Dopo l’incidente di ieri,  Il sindacato UGL di Basilicata ha fatto un appello al Presidente De Filippo “affinché risolva,in maniera definitiva e non propagandistica come altri fanno, la spigolosa vicenda delle infrastrutture in tutta le Regione Basilicata”.L’interlocutore resta lo Stato, il Governo che non scuce neppure un euro per le strade della Basilicata, che poi servono a tutte le regioni del Sud e ai collegamenti con il Nord. Se la sordità nazionale dovesse persistere, vorrà dire che bisogna organizzarsi per investire sulla rete ferrata, creando possibilmente una “metropolitana” tra Melfi e Potenza, in modo da alleggerire la “strada della morte”.

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Melfi: La strada provicniale 24 è tutta …una frana

Posted on 03 Dicembre 2009 by antonio pace

MARCO TUCCI
MELFI. Non è proprio una strada fortunata la provinciale n°24 che conduce nei
territori agricoli di contrada Serre. La Gazzetta ne ha trattato più volte
negli ultimi mesi per uno stato di quasi abbandono testimoniato dalle frane che
si sono storicamente verificate, da diversi perimetri usati come discariche a
cielo aperto dai soliti incivili e dalle conseguenti lamentele di chi, per
lavoro o per tornare a casa, percorre quell’arteria, diventata secondaria dopo
l’apertura del Melfi-Sata in direzione della zona industriale di S.Nicola.
Tanto che, proprio la settimana passata, si sono finalmente visti all’opera gli
interventi atti a garantire una regolare transitabilità in minima sicurezza. O,
almeno, questo si credeva visti i fatti. Lavori, ovviamente, di competenza
della Provincia di Potenza e che, dagli utilizzatori della strada, erano stati
saluti con logica soddisfazione, dopo anni d’incuria. <<Purtroppo, però, alla
prima pioggia pur lieve d’inizio settimana- pone l’accento l’agricoltore Donato
Lomio che ha segnalato il nuovo problema- il movimento di terra verso il basso
è ripartito e, bisogna ammetterlo, meno male che si è verificato subito.
Infatti, i lavori svolti erano in fase di ultimazione tanto che mancava
soltanto la stesura dell’asfalto. Perciò, tanto meglio che sia accaduto prima
e, principalmente, senza mettere a rischio i passanti. Resta però il fatto-
conclude- che al di sotto del luogo specifico, non si vedono gabbioni di
contenimento, ad esempio, che magari avrebbero impedito quanto successo o,
almeno, attutito in misura minore il movimento franoso. Forse, insomma, ci
voleva maggiore accortezza nell’impegno su una direttrice predisposta a tali
eventi per la sua conformazione in forte pendenza e l’assenza di canali di
scolo per le acque>>. Informato dal cronista sull’avvenimento, l’assessore
provinciale competente Nicola Valluzzi ha assicurato che fin dalle prime ore di
oggi <<sarà messo in atto un sopralluogo di verifica e adottate le azioni
adeguate>>. Ovvio, comunque, che stavolta sarà indispensabile un’attenzione più
accurata di quella che è stata facilmente battuta da poche gocce di pioggia
autunnale.

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POSSIDENTE: La strada Paoladoce - Santa Tecla è un colabrodo

Posted on 12 Novembre 2009 by antonio pace

La strada che collega Paoladoce con la contrada Santa Tecla di Avigliano è ormai impercorribile a causa delle disastrate condizioni in cui versa  il manto stradale. Buche, avvallamenti, dossi, mancanza di segnaletica sia verticale che orizzontale, cunette inesistenti, ponti senza  protezione, è in questo modo che si presenta alla sventurato automobilista  che è costretto a percorrerla. Ogni giorno,  sull’arteria che doveva collegare in modo veloce Avigliano e Ruoti con la SS 658 Potenza - Melfi, transitano non solo le autovetture dirette nelle città del Vulture, ma, anche autobus carichi di operai diretti  alla Sata di San Nicola di Melfi.  L’importante arteria di collegamento, ormai non sopporta più il traffico giornaliero a causa della mancata manutenzione durante gli  anni scorsi e per la naturale usura dell’asfalto. Nata per dare un collegamento più breve alle popolazioni rurali di Possidente, Paoladoce, Sarnelli e Imperatore  che si recavano ad Avigliano e agli stessi abitanti aviglianesi per raggiungere la stazione ferroviaria dello Stato, col passare del tempo e per le mutate situazioni lavorative nel Vulture Melfese,  è diventata una strada indispensabile. Per queste nuove mutate esigenze, la strada interpoderale doveva diventare una provinciale, almeno questa era l’idea di qualche amministratore. Difatti, con una spesa minima era possibile intervenire sul tracciato eliminando qualche curva e allargandola di qualche metro, la strada poteva diventare più comoda a servizio delle nuove esigenze. Ma il progetto iniziale è rimasto fermo in qualche cassetto e la strada è ridotta in male condizioni per il forte traffico con non può più sopportare se non si interviene con somma urgenza. Non sono bastate le sottoscrizioni degli operai,  dei loro rappresentanti sindacali, delle forze politiche e delle associazioni , per far mutare le decisioni. Le proteste sono servite solo per far fare qualche piccolo, inutile intervento.

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LAGOPESOLE: Zona Paip incompleta

Posted on 25 Settembre 2009 by antonio pace

La zona Paip Miracolo-Sarnelli, situata  alle porte di Lagopesole lungo la strada provinciale per Rionero in Vulture è ancora incompleta. Secondo quanto afferma la tabella posta all’inizio della zona i lavori dovevano finire  entro il 22 gennaio del 2008 essendo iniziati a fine luglio del 2005. Ma, ad oggi la zona risulta ancora incompleta, piena di erbacce, tubi e materiale edile sparso fra i comparti, mucchi di terreno rimosso e non livellato ecc. Solo le strade di accesso e quelle fra i lotti risultano essere asfaltate e illuminate di notte. La zona Paip di Miracolo-Sarnelli fu inserita e finanziata dal programma operativo della regione Basilicata del 200/2006 indicando il Comune di Avigliano, la Comunità Montana “Alto Basento” e la Provincia di Potenza, quali Enti attuatori del progetto. Il costo complessivo del finanziamento ( determina n. 73/2004/1.3708 del 17.12.2004) fu di euro 877.977 e comprendeva oltre che la delimitazione dei lotti anche e soprattutto i lavori di urbanizzazione. All’ufficio tecnico del comune di Avigliano, secondo alcune indiscrezioni, i lavori risultano terminati, mancherebbe solo la rete del gas,  e quindi si potrebbe dare il via all’ulteriore assegnazione dei lotti agli artigiani che ovviamente aspettano per potersi insediare con le loro attività produttive. Attualmente, come riferisce il consigliere Tommaso Coviello, membro della commissione consiliare, i lotti sono in tutto 27 di cui 23 assegnati e 4 liberi. Dei quattro liberi risultano tre domande da verificare ed uno soltanto resterebbe disponibile. Per l’assegnazione dei lotti si segue un criterio inserito nel nuovo regolamento, ovvero, nel momento di inoltro della domanda si dovrebbe allegare un versamento in   percentuale (circa  1.200 euro) al costo complessivo del terreno per poi eventualmente essere saldata al momento della stipula del contratto. Mediamente un lotto verrebbe a costare all’incirca 40mila euro. Il consigliere Coviello, facendosi carico delle problematiche degli artigiani ha sollecitato l’amministrazione comunale aviglianese affinchè si accorcino i tempi per l’assegnazione dei lotti individuati e completati. “Alcuni assegnatari potrebbero rinunciare - ha detto un artigiano che si è da poco insediato - perché nel frattempo si è abbattuta sul mondo imprenditoriale la crisi che tutti conosciamo e le banche hanno stretto le maglie creditizie. Senza finanziamenti, molti miei colleghi sono costretti a rimandare a tempi migliori la costruzione dei capannoni. Nonostante tutto - ha concluso l’artigiano -   sono state presentate alcune domande di licenze edilizie e questi inizieranno presto la costruzione e quindi la produzione per dare un ulteriore impulso all’economia della zona da troppo tempo ferma”. La zona Paip in questione è divisa in due dalla strada provinciale: il lato sinistro presenta alcune problematiche legate ai vincoli ambientali essendo la zona inserita nel perimetro dei vincoli ministeriali; l’altra si snoda lungo il lato destro della strada, non è soggetta ai rigidi vincoli ambientali, ma, presenta comunque alcuni problemi per la lungaggine dei lavori di urbanizzazione.

Gli amministratori:

“Effettivamente abbiamo avuto alcuni ritardi nel completamento della zona produttiva alla periferia di Lagopesole - ha detto l’assessore alle Attività produttive del comune di Avigliano, Donato Claps - dovuti ad alcune lungaggini burocratiche legate alle procedure di espropri dei terreni dove sorge la zona artigianale. Ma,  posso assicurare  - ha continuato l’assessore Claps - che in seno all’amministrazione comunale siamo tutti impegnati, maggioranza ed opposizione, per dare soluzione al problema che vede coinvolti molti artigiani desiderosi di allargare le proprie attività. La zona Paip di Lagopesole è molto ambita perché si trova da un lato alle soglie del Vulture, verso l’insediamento Sata di San Nicola di Melfi, dall’altro è alle porte del potentino, altra zona fortemente produttiva della Basilicata. Perciò è nostro interesse preminente - ha concluso Claps -  dare risposte positive agli artigiani che hanno fatto richiesta dei lotti”. “Un impegno costante su tutti i fronti  - ha commentato l’assessore comunale Michele De Lisa - e una forte motivazione nel seguire e risolvere tutte le problematiche legate al mondo del lavoro, è il progetto politico della maggioranza che governa il comune di Avigliano.  Speriamo - ha continuato l’assessore De Lisa - che gli imprenditori e gli artigiani si vadano ad insediare al più presto per dare una risposta concreta all’occupazione e all’economia della zona”. Dunque da parte degli amministratori vi è un grande interesse a risolver al più presto il problema e da parte degli artigiani vi è altrettanto interesse a produrre in un ambiente più consono ed in una zona di forte richiamo economico.

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MELFI: Via VENEZIA strada monca…

Posted on 15 Luglio 2009 by antonio pace

Un tratto di strada che dovrebbe consentire un veloce accesso al rione Bicocca e alla strada 658,  Potenza – Melfi – non è stato completato e per questo motivo si costringono gli automobilisti, da alcuni anni a fare un percorso alternativo tortuoso, fra strade strette e prive di segnaletica indicativa. Il tratto di strada da completare è quello situato in via Venezia nel popoloso rione Valleverde  a Melfi. Cinquanta metri di asfalto che libererebbe il caotico traffico nel rione, dove, specialmente il passaggio dei mezzi pesanti creano non poche difficoltà nella parallela via Sanremo. Strada utilizzata per raggiungere la strada a scorrimento veloce Potenza – Melfi e quindi, la zona industriale di San Nicola di Melfi , dove si recano giornalmente centinaia di auto private e moltissimi autobus che trasportano gli operai della Sata durante i turni di lavoro. “ E’ una zona – dice Giuseppe, un professionista del posto – densamente frequentata e contemporaneamente poco considerata dall’Amministrazione comunale in quanto nessuno ha interessi a far conoscere le diverse problematiche del rione che vanno dall’abbandono delle aree verdi alla trascuratezza della viabilità, dalla scarsa illuminazione notturna alla presenza in loco di animali di ogni specie, topi di grosse dimensioni compresi. L’inquinamento acustico  - ha continuato il professionista - è poi l’altra emergenza della zona: iniziano le sirene delle ambulanze del vicino ospedale e continuano quelle del vigili del fuoco e della polizia, situati a poca distanza, ma per questo problema comprendo che sono poche le iniziative da intraprendere.  Per non parlare poi del fossato della Melfia che è considerato spesso una discarica da cittadini poco sensibili ai temi ambientali e del vivere civile,  dove vengono abbandonati rifiuti di ogni genere, che d’estate, con le alte temperature vanno in putrefazione con relativi aloni maleodoranti. La strada di via Sanremo – ha concluso Giuseppe - che non sopporta il traffico di mezzi pesanti costretti a percorrerla per via dell’ incompiuto prolungamento di via Venezia, presenta segni di cedimento in più punti, quindi è necessario intervenire con l’immediata apertura di quel breve tratto di strada che interrompe la parallela via Venezia, appena dopo la rotonda”. Come se non bastasse, le strade interessate si trovano nelle immediate vicinanze dei famosi alloggi Ater di via Taranto e di via Bologna, lasciati liberi dai proprietari perché lasciavano a desiderare in fatto di sicurezza ed ora oggetti di “saccheggi” di tutte le specie con accumuli di immondizia e abbandoni di materiali anche di grosse dimensioni. Un rione a cui bisognerebbe prestare un poco di “attenzione” in più, investendo qualche piccola risorsa.

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MELFI : OFFICE MECCANICHE RISCHIO CHIUSURA

Posted on 04 Aprile 2009 by antonio pace

La Officine Meccaniche delle Ferrovie dello Stato, situate presso la zona industriale di San Nicola di Melfi, rischiano di cessare l’attività, stante la volontà dell’Azienda. Volontà,  dichiarata nei primi del mese ai rappresentanti sindacali presso lo stabilimento di San Nicola di Melfi, “perché,  l’evoluzione dei volumi della domanda di componentistica dei mezzi leggeri diesel si prevede non essere compensata dal processo di internazionalizzazione in atto”. Ovviamente, questa informativa dell’azienda non ha convinto i rappresentati sindacali delle segreterie regionali della Basilicata, Filt Cgil, Fit Cisl,  Uilt Uil e la Rsu,  che hanno iniziato col contestare i dati esposti dall’azienda affermando invece “che lo stabilimento di San Nicola di Melfi è l’unico impianto a livello nazionale ad aver raggiunto in pieno gli obiettivi 2008, dettati da Trenitalia. La complessiva produzione dei motori diesel  a cui è legato l’impianto - hanno continuato i sindacalisti -, non subirà ridimensionamenti tali da mettere in discussione il futuro dello stabilimento melfitano e che i costi di produzione, per unità di motori, sono minori e di qualità superiori a quelli esternalizzati, mentre il carico di lavoro dell’impianto equivale ad una quota minima del complessivo dato all’esterno”. I rappresenti sindacali, nel respingere con forza tutte le interpretazioni negative sullo stabilimento, richiamando la Società alle proprie responsabilità sia per il presente che per il passato ( ricordando la vendita dell’impianto e la “conseguente superficiale gestione del contratto di locazione che ha portato i costi di gestione a livelli ingiustificati”), “diffidano l’Azienda ad intraprendere qualsiasi iniziativa anche riguardo ad eventuali spostamenti del personale”. Preoccupato per le negative ricadute economiche e occupazionali che l’eventuale cessazione dello stabilimento meccanico comporterebbe sulla città di Melfi,  sull’intero territorio del Vulture Melfese e di riflesso anche sull’intera Basilicata,  il sindaco della città normanna, Ernesto Navazio, ha scritto un appello a tutti gli onorevoli e senatori, ai presidenti della regione e della provincia e agli assessori regionali e provinciali “affinché di comune intesa si possano porre in essere strategie ed azioni mirate ad evitare il trasferimento, ovvero la chiusura dell’attività produttiva di Melfi”. Il sindaco Navazio ha inoltre ricordato “l’ importanza e l’imponenza della produzione e manutenzione ferroviaria raggiunta e garantita dagli impianti e dai lavoratori delle Officine Meccaniche FF.SS. di Melfi, ben note anche al di fuori dei confini regionali”.

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