Una spinta ulteriore al turismo locale potrà arrivare ora dal lavoro dell’associazione turistico – culturale “ Le Terre di Federico” di Melfi. Nata da poco sul territorio ed insediatasi con proprio punto di informazione e ufficio turistico presso la Porta Venosina della città normanna, è frutto dell’unione di giovani con esperienza nel settore e soprattutto con idee forti da poter attuare in questo campo grazie alla preparazione e alla formazione dei propri associati. “Punteremo – ha detto uno dei giovani collaboratori - soprattutto sulla crescita delle presenze turistiche a Melfi e dell’intera zona del Vulture e concentreremo la nostra attenzione su l’incoming e sul mettere a frutto le esperienze e i contatti creati presso noti tour operator e gruppi turistici nazionali da molti dei nostri associati, creando appuntamenti diversi e soprattutto eventi che possono diventare forti attrattive turistiche sul territorio, in mado da coinvolgere maggiormente visitatori e turisti che potrano scoprire le bellezze, i paesaggi, i monumenti e i prodotti tipici di quest’area che da sempre ha forte vocazione, ma manca di appuntamenti < forti > e di promozione degli stessi”. La Pro Loco melfitana mette in campo una serie di iniziative, ma è chiaro che non bastano. L’unione fra queste e gli enti comunali, provinciali e regionali, potrebbe essere il giusto volano per far girare il settore, che in controtendenza regionale , purtroppo, registra un calo di presenze, nonostante il territorio offra una serie di emergenze culturali e siti di alto livello. E’ auspicabile il coinvolgimento di tutti gli operatori del settore sia pubblici ( amministrazione comunale, APT, Pro-Loco) che privati ( commercianti, associazioni culturali, ecc.) per poter organizzare un “pacchetto” da diffondere attraverso una comunicazione diretta a tutti i tour operator nazionali e internazionali.
Il sagrato della chiesa dedicata a San Donato a Ripacandida, generalmente gremita di fedeli in occasione della festività religiosa, in questi giorni è stata invasa da un evento che resterà indelebile nella mente dei fortunati che hanno potuto assistere a tutte le manifestazioni collegate e organizzate intorno alla chiesa che ospita preziosi dipinti che hanno consentito alla comunità cristiana di gemellarsi con la Basilica di Assisi. Un evento – viaggio nel medioevo attraverso spettacoli, giochi, arte, gastronomia e la rievocazione storica sulla vita di San Francesco, frate – uomo – santo.Proprio intorno alla figura di San Francesco ruota il percorso che coinvolge la “ piccola Assisi del Lucania” e l’intero territorio del Vulture. Una scenografia naturale dove è stato possibile con facilità inserire uno degli eventi più straordinari organizzati nell’ambito del progetto “Culture in loco” promosso dalla regione Basilicata. Difatti, l’evento “ San Francesco e i colori dell’Eden” è stato presentato da parte dell’organizzazione regionale, del Presidente della Pro-loco, Gerardo Cripezzi e dell’Apt di Basilicata,prima alla BIT di Milano con ottimi risultati, poi alla Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli, che è la fiera del turismo leader nel centro sud. L’evento, vista l’affluenza delle prime due delle quattro giornate previste, varcherà sicuramente l’interesse regionale per approdare nel mercato turistico internazionale ed incontrerà certamente i favori di un “consumatore sempre più elitario ed esigente”. L’evento di Ripacandida si propone come offerta turistica in linea con le nuove tendenze che vuole offrire al turista esperienze ed ambienti alternativi. Rosa Pugliese è la progettista dell’evento che si è avvalsa della collaborazione di Giuseppe De Vivo ( amministrativo), Giuseppina Bisaccia ( ricerca storica), Gabriella Casalino ( logistica tecnica), Aurora Catalano (logistica), Patrizia Fanelli ( ricerca), Donatella Felitti ( comunicazione), Carla Rampino ( ufficio stampa) e Isabella Stoklosa (multimedia). La manifestazione si aperta con la Messa officiata da Monsignor Todisco, Vescovo di Melfi e con la presentazione del progetto. Uno spettacolo a cura della compagnia dei sogni ha anticipato la premiazione del concorso per le scuole. In seguito sono state aperte ai visitatori il borgo con le taverne, giocolieri, menestrelli e magiafuochi. Nel pomeriggio di venerdi un corteo storico ha aperto i giochi medievali con “ I Barattieri”. Uno spettacolo di ballo di combattimento e di tiro con l’arco a cura de “La Cerna del lunghi archi di Marino” ha concluso la serata. Oggi, invece a Ripacandida va in scena la vita di San Franecsco. La chiesa di S. Donato diventa il palcoscenico per rievocare la storia umana e religiosa del santo.
Si amplia notevolmente la segnaletica turistica stradale a Melfi. La Pro –Loco incaricata dall’APT di Basilicata, in collaborazione con il comune melfitano, l’Unione Europea e la regione Basilicata, ha fatto impiantare in alcuni punti di arrivo della città dei cartelloni turistici dove sono indicate le strade da percorrere per raggiungere la chiesta rupestre Santa Margherita. La segnaletica, indispensabile per poter arrivare nel punto dov’è ubicata la famosissima e straordinaria chiesa rupestre ( nella zona del cimitero sottostante la strada Melfi – Rapolla ) è completa di tutte le informazioni. Per l’occasione, domenica con inizio alle ore 17.00 presso la cripta, sarà scoperta una targa ricordo in onore dello scomparso studioso Lello Capaldo, che sviluppando una originalissima tesi riuscì a provare che, ad essere rappresentati nell’affresco, nell’interno della chiesa, conosciuto con il nome “monito dei morti” sono proprio i componenti della famiglia imperiale: Federico II, la moglie Elisabetta d’Inghilterra e il figlio del primo, Corrado. Il famoso dipinto fu scoperto nei primi del 900, ma nessuno degli esperti che lo studiarono, si accorse della vera identità dei tre personaggi ritratti al cospetto di due ripugnanti scheletri fino al 1993, quando lo studioso - ricercatore napoletano, Lello Capaldo, riuscì a provare l’identità dei tre “vivi” che si frapponevano ai morti: Federico II, la moglie e il figlio Corrado. Una scoperta importante che portò a visitare la cripta studiosi da tutto il mondo. La targa della Pro- Loco intende ricordare lo studioso Napoletano e la sua straordinaria intuizione.
“Per Federico II nessuna caccia era più nobile e più<intellettuale> di quella col falcone, la quale meglio esprime l’impronta della volontà dell’uomo sull’animale, di questi uccelli che recuperano la libertà eppure tornano a posarsi sul pugno del falconiere”. Per ricordare la grande figura di questo Imperatore che fece della caccia con il falco un trattato di sei volumi dove sono spiegate tutte le tecniche necessarie per poterla praticare, l’Associazione falconieri del melfese “ Nino Laviano”, ha organizzato nella città federiciana l’ XI Raduno Nazionale di Falconeria e il convegno “Le competenze e i funzionari nell’epoca federiciana”. L’espertoprof. Enzo Navazio sarà il relatore a partire dalle ore 18.00 nelle sale del castello federiciano. La manifestazione si è aperta ufficialmente ieri sera con l’annuncio per le vie della città, da parte dei musici dell’associazione, dell’arrivo dei falconieri al castello. Oggi, con inizio alle ore 9.00 si apriranno le mostre a tema e gli stands medievali e le performance degli arcieri di Piceno e gli spettacoli degli artisti di strada. A mezzogiorno, presso il fossato del castello ci sarà la dimostrazione e il relativo spettacolo di falconeria, mentre alle 16.00 è previsto la partenza dalla porta venosina del corteo storico con l’imperatore Federico e la sua scorta verso il castello. Domani, invece, si svolgerà il settimo torneo medievale a partire dalle ore 11 nel fossato del castello, con il tiro dell’arco, la giostra della quintana e la prova di arte del combattimento. Alle 17.00 partirà il grande corteo storico formato dai gruppi di Acerenza,Gravina, Banzi, Casamassima, Mormanno, Ascoli Piceno, Barletta e Mesagne che attraverserà le vie del centro storico. Uno spettacolo di danze medievali chiuderà la manifestazione.
Era l’unico sostentamento alimentare dei contadini della Basilicata fino alla metà del secolo scorso; un pranzo completo che riusciva a dare forza e vigore per sopportare le fatiche giornaliere del lavoro nei campi. Una pietanza semplice da preparare, composta da farina di granoturco molinata tra due pietre, acqua e sale. Col passare del tempo la macina si è evoluta; si è passati dalla macina di pietre a quella più “moderna” realizzata con il mulino ad acqua. Nella nostra zona esistevano quattro mulini (Mulino del Principe, Masi, Filianello ed infine Dragonetti). L’acqua che scendeva da Monte Carmine, alimentava i mulini a distanza di qualche minuto, il tempo necessario per percorrere lo spazio tra l’uno e l’altro; in questo modo i mugnai, con un sincronismo perfetto (e non c’erano i cellulari!), con la stessa acqua riuscivano a produrre la farina per quattro famiglie.
La preparazione è semplice: un semplice impasto di farina e acqua, una rapida passata col mattarello e di corsa a metterla sull’apposita graticola ed a cuocere sui carboni avendo l’accortezza di girare continuamente per evitare di bruciarla.
La carchiola si serviva a mo’ di crostino, accompagnava un misto di verdure cotte con l’aggiunta di cotica di maiale.
Il 31 Agosto 2007, nella rinnovata Piazza Corbo della frazione Iscalunga in Filiano, si è tenuta una manifestazione per ricordare e degustare questo piatto della tradizione lucana.
Parte oggi con inizio alle ore 19 la decima edizione della Sagra della Strazzata organizzata nella frazione Stagliuozzo dall’associazione culturale “Il Cigno”. Dieci edizioni che hanno visto un sempre maggiore interesse da parte dei visitatori che affollano gli spazi dedicati agli stands molto prima dell’apertura ufficiale per essere sicuri di trovare posto. La manifestazione, organizzata per far degustare uno dei prodotti tipici della zona, la strazzata, appunto, che è una focaccia impastata con cose semplici e genuine come l’acqua e la farina con l’aggiunta di sale e pepe macinato in quantità tale da dare al prodotto un sapore unico e particolare. La cottura nei forni alimentati a legna avviene in modo da dare al prodotto un inconfondibile colore “paglierino”, tipico degli alimenti preparati con la farina di grano coltivato in montagna. Agli stands saranno disponibili i tradizionali “pezzi” ottenuti strappando con le mani a forma di triangolo la focaccia che si presenta rotonda. Da qui deriva il nome “strazzata”, (strappata con le mani), imitando i gesti della padrona di casa che distribuiva ai contadini una parte di focaccia con formaggio pecorino e un bicchiere di vino durante la sosta per la cena, che tradizionalmente si consumava nei campi. La ricetta per la preparazione della strazzata è rimasta la stessa e sarà possibile assaggiarla con alcune varianti; oltre al formaggio, saranno disponibili farcite con prosciutto, provolone, frittata e peperoni . Saranno disponibili per la degustazione, anche altri prodotti tipici lucani. La serata sarà allietata con il cabarettista Pietro Saracino, con i Ballabili e il DJ Danny. Una precisa cartellonistica è stata situata lungo il percorso per raggiungere facilmente la frazione di Stagliuozzo, dove sono state attrezzate aree di parcheggio per le auto in arrivo.
La trasformazione del latte in formaggio era conosciuto sin dai tempi di Omero. Il poeta, nell’Odissea, nella parte dedicata all’incontro tra Ulisse e Polifemo, quando descrive l’antro, tra l’altro recita: “aggraticciato corbe cedeano al peso del formaggio…ed i pastorali vasi, secchie, conche, catini, ov’el (Polifemo) le poppe premer solea delle fecondi madri, entro il siero notavano… e il candito latte insieme strinse e su i canestri d’intrecciato vinco collocollo ammantato”. Il latte, oltre ad essere il primo alimento dell’uomo appena dopo la nascita, trasformato in latticini caseari ( formaggio, mozzarelle, cacioricotta ecc.) diventa oggi, nel settore dell’alimentazione, un prodotto trainante dell’economia non solo quella meridionale ma anche nel resto del Paese. Gli illuminati ideatori della Sagra del Pecorino di Filiano che da trentacinque anni (una delle sagre più longeve) organizzano la Mostra mercato in questo periodo dell’anno, hanno puntato su un prodotto di eccellenti qualità organolettiche e sensoriali, unico nel suo genere perché nella zona di produzione esistono pascoli con una vasta gamma foraggera spontanea che forniscono al prodotto quel sapore particolare, non riscontrabile altrove. La 35esima edizione della Sagra parte oggi con l’organizzazione della manifestazione “Lu Muzz’c” a cura della locale Pro-loco. Sei postazioni, inserite nel percorso gastronomico dove saranno serviti i piatti tipici della tradizione contadina che in occasione della mietitura ( lavoro particolarmente faticoso) i contadini consumavano durante la giornata. Si inizia con pane bagnato, vino e cipolla dolce, a seguire: ciambotta, pecorino, pane e uovo sodo, pasta e salsiccia, frittata e per finire biscotti immersi in un bicchiere di vino. Le postazioni sono state situate lungo un percorso nelle vie cittadine. La manifestazione della sagra continua per tutta la settimana. Sono previste visite guidate percorrendo i “sentieri dei sapori” con visite guidate ai “Pisconi”, alla riserva antropologica di Agromonte-Spacciaboschi, al bosco di Monte Caruso, intervallate da momenti di spettacoli musicali e assaggi di prodotti gastronomici locali ( strascinati, cacioricotta e peperoni cruschi). Sarà inaugurato ( giovedì 30) il 1° salone Nazionale dei formaggi pecorini ( 30 formaggi “pecorino” in rappresentanza di 13 regioni italiane) e per finire domenica 2 sarà aperta la Mostra Mercato del Pecorino e dei prodotti lattiero caseari che sarà dislocata lungo le vie del paese.
Il Castello federiciano di Lagopesole è stato visitato da molti turisti nella giornata di ferragosto. Una folla, più contenuta, rispetto agli altri anni, ma che è andata consolidandosi verso la serata, al ritorno dalla tradizionale gita fuori porta: ai laghi di Monticchio, in montagna, ai luoghi di culto. Un turismo quello registrato a Lagopesole che non può essere definito “mordi e fuggi” ma, che attira il visitatore per più giorni ( tutte le stanze fittate per il periodo sono da tempo esaurite), per una serie di iniziative programmate nel campo del tempo libero ed a contatto con la natura. “E difficile trovare – ha detto Walter, un turista piemontese che frequenta Lagopesole da alcuni anni – cose tanto interessanti, luoghi incontaminati e tante interessanti iniziative che appagano i gusti di grandi e piccoli”. I turisti in visita al castello di Lagopesole hanno trovato, però, una sorpresa “poco gradita”: il teatro ottico guasto. L’impianto è fermo dal mese di giugno ed a nulla sono valse le segnalazioni fatte all’ Apt, alla Provincia, alla Comunità montana “Alto Basento”, al comune di Avigliano e alla Soprintendenza. Il fatto ovviamente ha lasciato delusi molti turisti, alcuni dei quali, dopo aver appreso la novità del teatro ottico che proietta sulle pareti le immagini del trattato di falconeria, e la storia del castello per bocca di un menestrello virtuale, sono venuti per appagare la loro curiosità, ma sono dovuti tornare delusi e visibilmente alterati per l’inconveniente. E pensare che nei primi mesi dell’anno il Ministero dei Beni Culturali ha programmato proprio per “potenziare l’immagine e l’identità culturale della regione” la creazione di un evento che “come un grande racconto illustrato” proietterà le immagini del legame tra il castello e l’opera dell’Imperatore Federico II, sulle mura interne del maniero di Lagopesole.
“Abbiamo registrato un boom di presenze di turisti nei giorni del ferragosto che non si vedevano da anni, tanto che la Pro-Loco ha dovuto effettuare turni straordinari con tutti i suoi collaboratori per far fronte alla richieste di notizie che ci venivano rivolte da una miriade di visitatori sia per quanto riguarda il castello e il relativo museo rimasto aperto per l’occasione, sia per la cripta di Santa Margherita e le chiese rupestri della zona”. Questo è il commento del presidente della Pro-Loco di Melfi, Franco Cacciatore, che tra l’altro ha evidenziato il grande interesse suscitato per la Basilicata e per i suoi monumenti dal Tir itinerante per le città italiane più importanti che l’Apt ha ideato per promuovere la Lucania turistica da scoprire. Tanti turisti dunque, non solo quelli di ritorno, ma provenienti da tutte le regioni italiane che hanno fatto tappa a Melfi per visitare il castello federiciano dove il grande Imperatore Federico II ideò e promulgò “Le costituzioni di Melfi” e per visitare le chiese rupestri “illuminate” da affreschi di grande interesse, come quella di Santa Margherita, dove è rappresentato, tra l’altro il Contrasto dei Vivi e dei Morti e l’immagine dello stesso Federico II falconiere,( secondo una recente interpretazione di Pasquale Capaldo).Alla struttura della chiesa sono da poco iniziati i restauri di tutela e conservazione delle opere dalle incurie del tempo e quindi dall’umidità che invade la grotta tufacea di origine vulcanica, nella quale è stata scavata. L’interesse dei turisti non si è concentrato solo sulle chiese rupestri, ma, anche e soprattutto sul castello federiciano, all’interno del quale è ospitato un magnifico Museo Archeologico Nazionale del Vulture Melfese, dove tra l’altro è possibile ammirare il monumentale sarcofago microasiatico del II Sec d.C., proveniente dalla vicina città di Rapolla e custodito nella torre dell’orologio del maniero federiciano di Melfi. La “fascinosa” Cattedrale, l’annesso campanile e l’antistante piazza Duomo appena restaurata, hanno incantato i visitatori a conferma che il turismo culturale è una grande risorsa per la Basilicata, perciò va incentivato con progetti mirati.
Con una spesa di circa centomila euro, il comune di Avigliano, metterà in sicurezza la maggior parte delle strade rurali. I lavori iniziati nei giorni scorsi interesseranno le arterie che collegano le varie frazioni del comune, ridotte, negli ultimi tempi, in pessime condizioni. Un altro importante provvedimento, in tema di viabilità, è stato l’intervento dei recuperi dei tratturi che circoscrivono le coste del castello di Lagopesole. Con un protocollo d’intesa risalente agli anni 2000/01, il comune di Avigliano e l’Alsia, siglarono una intesa circa il ripristino degli accessi limitrofi ai poderi privati che erano collegati con i vecchi tratturi istituzionali. L’accordo è divenuto operante, nel senso che L’Alsia ha ceduto in forma gratuita al Comune le aree di accesso e l’amministrazione comunale con una spesa complessiva di circe 68mila euro, ha iniziato a far eseguire in lavori. “Un intervento – ha detto l’assessore Lacerenza – che ci consente di recuperare una parte importante del territorio per renderlo fruibile dai cittadini che potranno utilizzare i vecchi sentieri per le passeggiate immersi nel verde ed a contatto con la natura. Un traguardo importante – ha proseguito Lacerenza – atteso anche da molti proprietari di terreni che non avevano accesso agevoli ai terreni, con l’intervento di ripristino dei tratturi abbiamo reso più agevole l’ingresso con i mezzi meccanici ai poderi”. Con i lavori sono stati riattivati anche gli ingressi alle “coste castello”, che sono il polmone verde della zona e contemporaneamente è stata ripristinata la vecchia fontana di “Zi Cesare” che ha costituto negli anni ’50, l’unico punto di approvvigionamento di acqua per la zona alta del paese.